Archivio mensile:dicembre 2011

Menù di Natale

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Carpaccio di seitan

Tempo: 5 min.
Difficoltà: facilissimo
Ingredienti:
Carne vegetale  tipo Bresaola Stagionata,
Rucola, Formaggio Grana,
Olio extravergine d’oliva,
Sale, Pepe.
Affettare sottilmente la Bresaola  stagionata e disporla su un piatto da portata, coprire con rucola e scaglie di formaggio grana. Condire subito con olio extravergine d’oliva, regolare a piacere con sale e pepe. Lasciare riposare un paio di minuti prima di servire.

Tartellette alla fontina
100 gr. di farina
50 gr. di burro
Acqua
Sale
Ripieno:
2 uova
50 gr. fontina
50 gr. parmigiano
Un bicchiere di panna da cucina
Sale – pepe
Con farina, burro, acqua tiepida e sale preparare una pasta brisé. Lasciarla riposare in frigorifero, poi foderare con la pasta 12 stampini da tartellette imburrati. In una terrina amalgamare gli ingredienti del ripieno con la fontina tagliata a dadini ed il parmigiano grattugiato. Condire con sale e pepe e distribuire questo composto nelle tartellette. Mettere in forno a calore medio finché le tartellette saranno colorite ed il ripieno indurito.

Lasagnette con spinaci e funghi

600 gr. di farina
6 uova
600 grammi di spinaci
Un grosso pugno di funghi secchi
70 gr. di burro
Sale – pepe
Parmigliano
Aglio
Lavare bene e lessare gli spinaci. Quando sono cotti, scolarli, strizzarli e tagliuzzarli. Mettere a bagno i funghi  in acqua calda per ammorbidirli. Quando sono pronti, sciacquarli e tritarli. Mettere in una padella il burro, l’aglio, i funghi tritati e cuocere a fuoco lento finché i funghi saranno cotti. Aggiungere allora gli spinaci e qualche cucchiaio della loro acqua di cottura per rendere cremosa la salsa. Salare e pepare. Impastare farina ed uova secondo la ricetta delle lasagne fresche, stenderla sulla spianatoia con il mattarello in foglie sottili e tagliare delle lasagnette di 3 cm di spessore.Metterle ad asciugare su un vassoio infarinato. Cuocere le lasagnette in abbondante acqua salata, scolarle e versarle in una padella del sugo preparato prima con spinaci e funghi, mescolare bene per amalgamare il sugo e vuotare in una zuppiera. Spolverare di abbondante parmigiano.

Pennette integrali ai Carciofi

(per 4) 400 gr. di pennette integrali, 6 carciofi, 2 spicchi di aglio, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, succo di 1 limone, olio extravergine d’oliva, pepe, sale

Scegliere carciofi piccoli e teneri, eliminare le foglie esterne e le spine. Lavare con cura e ridurre a spicchi di 1 centimetro circa. Lasciare in acqua fredda e succo di limone, per qualche minuto. In una pentola, adagiare i carciofi a raggiera su uno strato sottile di olio extravergine d’oliva. Aggiungere gli spicchi d’aglio pelati e schiacciati, coprire i carciofi d’acqua fino a metà altezza. Portare a bollore su fiamma vivace, insaporire con pepe e sale. Abbassare la fiamma e cuocere coperto, aggiungendo il prezzemolo a cottura quasi finita, controllare il sale. Cuocere le pennette in abbondante acqua salata, scolare al dente. In una terrina, condire i fusilli integrali con il condimento preparato e un filo d’olio a crudo. Mescolare e servire subito, ben caldi.

Arrosto di Seitan con contorno di carotine al vapore

500 gr. di seitan per arrosto,  6 carotine tenere, foglie di alloro,  foglie di salvia, rosmarino, salsa tamari, burro di soia, olio extravergine d’oliva, pepe, sale

Scegliere un pezzo di seitan intero da arrosto. Lavare e sgocciolare il rametto di rosmarino, le foglie di alloro e di salvia. In una casseruola grande, sciogliere una noce di burro in 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva. Aggiungere il seitan con rosmarino, alloro e salvia, rigirarlo bene nell’olio aggiustando di sale. Fare cuocere nel forno lentamente a calore basso, per mezzora circa, girandolo spesso così da rosolare uniformemente. A parte fate cuocere a vapore le carote tagliate a rondelle e tenetele in caldo. Verso fine cottura dell’arrosto aggiungete la salsa tamari, rosolare per 10 minuti ancora. Togliere il seitan tenendolo in caldo, versare nella casseruola mezzo bicchiere d’acqua. Fare bollire a fuoco vivo per qualche minuto così da formare un sughetto. Affettare e servire l’arrosto ben caldo, cospargendolo del sugo preparato con contorno di carote.

Tofu del Maharaja

200 gr. di tofu
Una cipolla bionda
200 gr. di pomodori
Un peperone verde
Una zucchina
Olio extra vergine d’oliva
Timo, maggiorana, basilico, prezzemolo
Zucchero grezzo di canna
Salsa di soia

In una casseruola con due cucchiai d’acqua cuocete a fuoco lento le verdure tagliate a pezzi ed il tofu tagliato a striscioline abbastanza consistenti. Aggiungete dopo 15 minuti le erbette, la salsa di soia e lo zucchero facendo attenzione che non si asciughi troppo, eventualmente allungate con un po’ d’acqua calda. Lasciate cuocere ancora 5 minuti e servite caldo
Mandorle in crema
20 mandorle, 1 tazza di lauki  tagliato in pezzi, 1 tazza di cavolo tagliato in piccoli pezzi, 2 patate, 1 cucchiaio di farina normale (maida), 1 tazza di latte, 3-4 gocce di essenza di mandorle, 2 cucchiaio di burro, sale e pepe a piacere, ¼ tazza di panna fresca.

Immergere le mandorle in acqua calda per 10 minuti. Rimuovere la pelle. Mettere da parte per la guarnizione.
Scaldare il burro, aggiungere la verdura e le mandorle e cuocere a fuoco basso per 5 minuti. Aggiungere 5 tazze di acqua e cuocere nella pentola a vapore. Quando è cotto, mettere nel mixer e scolare.
Miscelare bene, aggiungere l’essenza di mandorle, il latte e la farina.
Affettare le mandorle rimanenti e arrostirle in forno fino a che siano croccanti. Riempire una ciotola con la zuppa, aggiungere la panna e le mandorle affettate. Servire calda con formaggio grattugiato.

Frutta fritta al profumo di sesamo
12 litchi freschi, 6 cucchiai di miele, 4 banane, 2 cucchiai di zucchero, 1 uovo, 1 cucchiaio di semi di sesamo, 120 gr di farina, mezzo cucchiaino di bicarbonato, olio di semi, sale e foglie di menta.
Per iniziare si deve preparare la pastella con farina, un pizzico di sale, il bicarbonato di sodio, lo zucchero, 6 cucchiai di acqua ed i semi di cardamomo, a questo punto si puliscono le banane e si tagliano diagonalmente, a parte in un wok si fa scaldare l’olio; a questo punto si prendono le banane e si immergono nella pastella precedentemente ottenuta, si lasciano cuocere nell’olio e poi si toglie l’olio in eccesso sulla carta assorbente, una volta pronte si servono accompagnate da miele,menta tritata e i litchi sbucciati.

Profitterol

150 ml di acqua

80 gr. di farina

50 gr. di burro

150 gr. di cioccolato fondente o bianco

300 ml di panna

1/2 bicchiere di latte

70 gr. di zucchero

Iniziamo dai bigné. Mettete in una casseruola l’acqua, il burro e un pizzico di sale. Una volta raggiunta l’ebollizione, levatela dalla fiamma. Aggiungete tutta la farina e sbattete con una frusta il composto. Fate nuovamente cuocere per qualche minuto: la massa dovrebbe staccarsi dai bordi e formare una palla. Fate intiepidire e unite le uova.
Scaldate il forno a 180°C. Oliate leggermente una teglia, o copritela con carta da forno. Disponete il composto sulla teglia, avendo la cura di separarlo in piccoli mucchietti di una cucchiaiata ognuno. Fate cuocere per mezz’ora.

A questo punto, possiamo dedicarci alla crema e al ripieno. Rompete il cioccolato in piccoli pezzi che metterete a fondere in una casseruola a bagnomaria. Aggiungete poi 100 ml. di panna e il latte. Mescolate fino a ottenere una crema omogenea.
Montate la restante panna con lo zucchero per preparare il ripieno.
Terminata la cottura dei bigné, riempiteli con la panna e chiudeteli. Cospargeteli con la crema e fateli raffreddare in frigo.

 

Frutta fresca e frutta secca

Tortino di Patate e Porcini

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500 gr. di patate

500 gr. di funghi porcini freschi

2 spicchi di aglio

prezzemolo

vino bianco

olio extravergine d’oliva

sale

Fare rosolare appena un trito di aglio e prezzemolo nell’olio miscelato a un poco d’acqua. Aggiungere nella padella i gambi dei funghi tritati grossolanamente, quindi cuocere per 10 minuti circa. Affettare le cappelle dei funghi, sbucciare e tagliare le patate in fette alte mezzo centimetro. Sul fondo di una teglia già unta, stendere uno strato di patate e ricoprirlo con i gambi dei funghi rosolati. Aggiungere un nuovo strato di patate e ricoprire con le cappelle dei funghi affettate. Cospargere di prezzemolo e bagnare con 1/2 bicchiere di vino bianco e olio quanto basta. Cuocere nel forno preriscaldato per 40 minuti circa, guarnire con foglioline di prezzemolo fresco.

Green Hill si vuole pulire la faccia ma non cancella il terrore dei cani

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dariavegan

Green Hill si vuole pulire la faccia, ma non cancella il terrore dei cani

da fermaregreehill.net

Le telecamere di una rete locale bresciana e i giornalisti di un noto quotidiano sono stati invitati ad entrare dentro Green Hill. La dirigenza francese apre le porte del lager per mostrare quanto sono orgogliosi del loro lavoro e come loro non abbiano nulla da nascondere. Ovviamente è solo una mossa tattica. Di fronte ad una crescente pressione e una crescente conoscenza dell’orrore di Montichiari in tutta Italia, i dirigenti dell’azienda si sono sentiti in dovere di difendersi e cercare di mostrare l’ineccepibile pulizia dei capannoni e lo stato di salute dei cani. Peccato che tutti quei cuccioletti siano destinati a morire tra atroci sofferenze. Un inutile e disperato tentativo di rifarsi la faccia.

Uno dei manager di Green Hill, il francese Bernard Gotti, ha accompagnato le telecamere di Teletutto e i giornalisti del…

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Biscotti allo zenzero

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Suggerito dall’amica Sofia Riccaboni

http://www.greenme.it

Ingredienti (dosi per 4 persone)

  • 250g di farina integrale
  • 2 cucchiai di cacao
  • ¾ cucchiaino di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 150g di burro
  • 2 cucchiaini di zenzero tritato
  • ½ cucchiaino di chiodi di garofano
  • ½ cucchiaino di noce moscata
  • 100g di zucchero di canna
  • 25g di miele
  • 1 uovo
  • zucchero a velo

Preparazione

Prima di iniziare ad impastare, setacciamo la farina, il cacao, il lievito ed in sale in una ciotola. Sbattiamo l’uovo aggiungendo lo zucchero e versiamo il tutto nella ciotola. Mescoliamo bene. Successivamente in una pentola, a fuoco basso, facciamo scogliere il burro con le spezie e aggiungiamo il miele. Togliamo dal fuoco e lasciamo raffreddare per qualche minuto.

Appena il burro si è leggermente raffreddato lo uniamo alla farina e gli altri ingredienti nella ciotola. Mescoliamo molto bene, dopo aver amalgamato il tutto, travasiamo l’impasto su un piano di appoggio. Impastiamo a mano fino ad ottenere una morbida pasta liscia.

Lasciamo riposare in frigo per una mezz’ora. Trascorso il tempo necessario, stendiamo la pasta con un matterello, fino ad ottenere uno strato di almeno 1 cm.

Ora con l’aiuto di stampini per dolci (forme natalizie sarebbero perfette) iniziamo a tagliare i biscotti (in alternativa si possono utilizzare bicchieri o tazzine).

Nel frattempo facciamo riscaldare il forno a 180°, e quando è bel caldo inforniamo i nostri biscotti allo zenzero all’incirca per 15-20, finché non acquisteranno un bel colore dorato.

Una volta cotti li cospargiamo di zucchero a velo (se preferite potete sbizzarrirvi con le decorazioni di zucchero cioccolato ecc. a vostra scelta).

Essere vegan è il futuro, per l’ambiente, il mondo e la salute

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http://www.veganhome.it/diventare-vegan/salute-ambiente/

Il futuro per l’ambiente

Il futuro, già a breve termine, non consentirà consumi di carne (pesce compreso), latte, uova pari a quelli attuali, perché, semplicemente, non ci sono abbastanza risorse sulla Terra per permetterlo.

Sono ormai sempre di più gli studiosi che denunciano con articoli ben circostanziati – sia su riviste tecnico-scientifiche che divulgative – che uno dei modi più potenti di proteggere l’ambiente è quello di cambiare modo di mangiare, tornando a modelli più tradizionali e diminuendo quindi drasticamente il consumo di carne e altri alimenti di origine animale (latte, uova), la cui produzione è estremamente dispendiosa in termini di risorse (terreni, energia, acqua) e di inquinanti emessi (gas serra, sostanze chimiche, liquami ad alto potere inquinante).

Animali come macchine: del tutto inefficienti

Per comprendere i motivi dell’impatto sull’ambiente occorre notare che gli animali d’allevamento sono “fabbriche di proteine alla rovescia”.

Infatti gli animali d’allevamento consumano molte più calorie, ricavate dai vegetali, di quante ne producano sottoforma di carne, latte e uova: come “macchine” (così sono ormai considerati nella moderna zootecnia, anche se macchine di certo non sono) che convertono proteine vegetali in proteine animali, sono del tutto inefficienti. Il rapporto di conversione da mangimi per gli animali a “cibo” per gli umani varia da 1:30 a 1:4, a seconda della specie animale. Vale a dire: per ogni kg di carne che si ricava da un animale, lo stesso animale deve mangiare mediamente 15 kg di vegetali, appositamente coltivati. Questo causa uno spreco enorme di terreni fertili, energia, acqua, sostanze chimiche.

Alcuni dati:

Spreco di acqua – il settimanale Newsweek ha calcolato che per produrre soli 5 kg di carne bovina serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media americana in un anno. Nell’agosto 2004 si è tenuta la consueta “Settimana Mondiale dell’Acqua”, a Stoccolma, durante la quale gli esperti hanno spiegato che le riserve d’acqua non saranno sufficienti a far vivere i nostri discendenti con la stessa dieta oggi imperante in Occidente e hanno affermato che sarà necessario ridurre il consumo di alimenti di origine animale.

Spreco di energia – le calorie di combustibile fossile spese per produrre 1 caloria di proteine dalla soia sono pari a 2; per il grano, servono 3 calorie, per il latte 36, per il manzo 78. (Fonte: “Eenergy and land constraints in food protein production”, Science, Nov 21, 1975)

Inquinamento da deiezioni – in USA è stato calcolato che le deiezioni – cioè gli escrementi – provenienti dagli allevamenti intensivi inquinano l’acqua più di tutte le altre fonti industriali raggruppate. (Fonte: Envinromental Protection Agency 1996)

Abbattimento delle foreste – circa il 70% delle foreste tropicali abbattute, sono abbattute per far posto a pascoli per bovini. Dopo 5-6 anni l’area si desertifica, e viene abbattutta un’altra porzione di foresta. Nel 2003 c’è stata una crescita del 40% della deforestazione nella foresta amazzonica brasiliana rispetto all’anno precedente, per far posto a nuovi pascoli (Fonte: Rapporto del CIFOR, Centro per la Ricerca Forestale Internazionale, 2004).

Per approfondimenti: Panel “Impatto ambientale” a cura del Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC).

Il futuro per il mondo

Gli sprechi di vegetali, terreno, energia, acqua, pesano soprattutto sui paesi più poveri, e “rubano” le loro risorse.

Il Brasile conta 16 milioni di persone malnutrite. Ed esporta 16 milioni di tonnellate di soia per mangimi animali – 1000 kg di soia l’anno per ogni individuo malnutrito! (Fonte: Database FAO 2001)

In Messico, milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. Nel 1960, il bestiame consumava il 5% dei cereali prodotti. Nel 2003, il 45%. Allo stesso modo, per l’Egitto si è passati dal 3% a 31%, per la Cina dall’8% al 28%. Quindi si usano i terreni, anziché per coltivare cibo per le persone, per coltivare mangimi per animali, con il conseguente spreco descritto sopra. (Fonte: Unimondo)

In organizzazioni come l’OMS e la FAO aumenta sempre di più la preoccupazione per l’impatto dell’allevamento industriale sull’utilizzo delle terre coltivabili e conseguentemente sulla possibilità o meno di nutrire il mondo in modo efficiente.

Esse affermano: “L’aumento del consumo di prodotti animali in paesi come il Brasile e la Cina (anche se tali consumi sono ancora ben al di sotto dei livelli del Nord America e della maggior parte degli altri paesi industrializzati) ha anche considerevoli ripercussioni ambientali. Il numero di persone nutrite in un anno per ettaro varia da 22 per le patate, a 19 per il riso fino a solo 1 e 2 persone rispettivamente per il manzo e l’agnello. Allo stesso modo, la richiesta d’acqua diventerà probabilmente uno dei maggiori problemi di questo secolo. Anche in questo caso, i prodotti animali usano una quantità molto maggiore di questa risorsa rispetto ai vegetali.”
[WHO/FAO, Diet, nutrition, and the prevention of chronic disease. Report of the Joint WHO/FAO expert consultation, 26 aprile 2002]

L’economista Frances Moore Lappè, ha calcolato che in un anno, nei soli Stati Uniti, sono stati prodotti 145 milioni di tonnellate di cereali e soia. Da questi 145 milioni di tonnellate di cibo sono stati ricavati solo 21 miloni di tonnellate di carne, latte, uova. Facendo la differenza, si ottengono 124 milioni di tonnellate di cibo sprecato: questo cibo, avrebbe assicurato un pasto completo al giorno a tutti gli abitanti della Terra! Con il solo spreco degli USA. (Fonte: Frances Moore Lappè, “Diet for a small planet”, New York, Ballantine Books, 1982, pp.69-71)

Per approfondimenti: Panel “Denutrizione e malnutrizione nel mondo” a cura del Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC).

Il futuro per la nostra salute

Secondo l’Annuario statistico italiano 2007 dell’Istat, le maggiori cause di morte in Italia sono le malattie cardiache e i tumori. Solo questi due fattori sono la causa di quasi tre quarti delle morti che avvengono in Italia ogni anno (il 71,2%, per le precisione).

Eppure, sono anche i fattori più facilmente prevenibili con uno stile di vita corretto, la cui componente principale è una corretta alimentazione. Per quanto riguarda le malattie cardiache, esse sono spesso addirittura curabili, non solo prevenibili.

L’alimentazione ottimale per prevenire queste malattie (ma anche molte altre) è quella a base vegetale. Le linee guida del World Cancer Institute (l’Istituto Mondiale per gli studi sul Cancro) raccomandano testualmente di “prediligere diete basate su alimenti vegetali e comprendenti un’ampia varietà di verdura, frutta, legumi e carboidrati poco raffinati e, se si consuma carne rossa, di non consumarne più di 80 g al giorno”.

Da notare il “se”: il cibo su cui basare la nostra alimentazione è quello vegetale, il consumo di carne è “facoltativo”, ma se c’è non deve superare un certo limite. Questo limite MASSIMO è fissato a 80 g al giorno, il che significa 30 kg l’anno. In realtà in Italia si consumano pro capite 92 kg di carne l’anno (62 di carne rossa, 30 di altre carni), quindi oltre il triplo del limite massimo consigliato!

È chiaro dunque che una modifica delle abitudini alimentari verso una drastica diminuzione del consumo di alimenti animali e un drastico aumento di cereali, legumi, verdura e frutta è l’unica strada che può salvarci dalle “malattie del benessere”.

Lo stesso si verifica, in misura ancora maggiore, per le malattie cardiovascolari, che possono anche essere curate attraverso l’alimentazione. Negli USA vi è più di un esempio di progetti di successo basati su questo, che salvano la vita a moltissime persone.

Marmellata di castagne

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Ingredienti:

Castagne 1 Kg
Zucchero 750 gr
Succo di un limone
Acqua 1 bicchiere
Rhum 1/2 bicchiere

Prendi un Kg di castagne pulite e falle cuocere in acqua bollente, quindi passale al setaccio fino ad ottenere un purea omogeneo.
Quindi aggiungete il succo di limone, l’ acqua, lo zucchero e rimestate bene, quindi portate sul fuoco a fiamma viva e mescolate di continuo per 30-40 minuti, quindi aggiungete il rhum, amalgamatelo bene, la marmellata è pronta, quindi versatela in barattoli di vetro sterilizzati e chiudete ermeticamente.

Ottima per accompagnare formaggi piccanti e corposi

La Mellin sospende spot pubblicitario

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Di dariavegan.wordpress.com

Mellin ha sospeso la campagna pubblicitaria bocciata dalla LAV : si è concluso così il procedimento aperto dall’associazione presso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sullo spot tv per lo svezzamento che propugnava la carne come alimento indispensabile in età pediatrica.

L’AGCM ha scritto alla LAV che “la società Mellin ha provveduto a sospendere la campagna pubblicitaria, impegnandosi a tener conto dei rilievi formulati per le prossime iniziative”. La multinazionale dell’omogeneizzato ammette di fatto quindi l’inesattezza delle informazioni veicolate nello spot andato in onda nei mesi scorsi: la carne non è affatto un elemento necessario per la nutrizione dei bambini.

Si tratta certamente di un importante passo avanti che evidenzia la fondatezza delle nostre considerazioni – commenta Paola Segurini, responsabile LAV del settore Vegetarismo – Affermare che ‘per le sue esigenze specifiche tuo figlio ha bisogno di ferro della carne’, è un messaggio fuorviante e scorretto, smentito peraltro dalle più recenti ricerche scientifiche”.

Nel suo ricorso al Garante, la LAV ha infatti illustrato come il buon senso comune, oltre a ricerche scientifiche indipendenti e autorevoli, affermino che la carne non è indispensabile, come ad esempio quella condotta dall’American Dietetic Association nel 2009: non solo l’alimentazione vegetariana è salutare ed equilibrata, ma apporta benefici nella prevenzione di alcune patologie ed è indicata anche nella fase della crescita.

I pro dell’alimentazione veg sono ormai sotto gli occhi di tutti – prosegue Segurini – si tratta di una scelta che fa bene all’etica, perché evita la sofferenza e la morte di milioni di esseri viventi, e alla salute, anche in età scolare e prescolare”.

Uno studio illustrato pochi mesi fa dal presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV), Leonardo Pinelli, nel corso delle Giornate Pediatriche ”A. Laurinsich”, organizzate dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale e dalla Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Parma, e condotto su bambini tra il primo e il secondo anno di vita, nutriti con un regime alimentare esclusivamente veg, ha dimostrato che i bimbi vegetariani si ammalano meno rispetto agli onnivori, e hanno un andamento della crescita assolutamente normale.

A coloro che dovessero avvicinarsi per la prima volta al vegetarismo, ma anche ai vegani più esperti, è dedicato http://www.cambiamenu.it/, il sito della LAV che parla di alimentazione sostenibile – afferma Paola Segurini – e abbiamo pensato anche ai genitori vegetariani: basta dare uno sguardo al gruppo Facebook Mammeveg per condividere in rete le proprie esperienze. Gli italiani di oggi sono consapevoli di ciò che accade negli allevamenti intensivi e scelgono di fare più attenzione alla salubrità e all’etica delle loro abitudini alimentari”.

L’attuale pronunciamento l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) segue quelli di anni fa del Giurì di Autodisciplina Pubblicitaria che, per analoga definizione su “la carne è indispensabile”, portarono a censure di industrie di allevamento e macellazione di animali.

Comunicato stampa LAV 13 dicembre 2011

Proprietà dell’ortica

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L’ortica è una pianta ricca di sali minerali, in particolar modo le foglie che contengono ferro in abbondanza, calcio, silicio, magnesio, e fosforo; esse contengono anche le vitamine A, C e K, acido formico e gallico, clorofilla, istamina, tannino e carotene.

Proprietà curative dell’ortica

Una delle principali proprietà dell’ortica è quella antianemica, infatti l’abbondanza di ferro e di clorofilla stimolano l’organismo a produrre globuli rossi rendendo così l’ortica un alimento ideale per chi presenta problemi di anemia; è depurativa, diuretica, tonificante e ricostituente. La creatina, contenuta in piccole dosi nell’ortica, ha come proprietà quella di facilitare le digestione e l’assimilazione dei cibi, in quanto facilita la secrezione del succo pancreatico.

Molto utile in presenza di diarrea o dissenteria, l’ortica ha anche proprietà antinfiammatorie sull’intestino; non solo è usata anche contro la caduta dei capelli e l’eliminazione della forfora in forma di decotto da frizionare ripetutamente sul cuoio capelluto. Le sue proprietà diuretiche e depurative aiutano l’organismo ad eliminare acidi, cloruri e colesterolo e proprio grazie a queste caratteristiche, l’ortica viene impiegata in caso di patologie come la gotta i reumatismi e l’artrite.

Risotto all’ortica

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Lessare le cime d’ortica ripetutamente lavate in precedenza, strizzarle e tritarle finemente. Preparare un soffritto leggero di scalogno, olio d’oliva e burro, unirvi il riso, lasciarlo tostare per qualche istante, poi irrorarlo con vino bianco secco e quando questo sarà evaporato, con brodo vegetale. Durante la cottura unire il trito di cimette d’ortica e, alla fine, mantecare con burro ammorbidito a pezzetti, grana grattuggiato, pepe di fresca macinatura e una grattatina di noce moscata.

 

http://cicloturistiondivaganti.wordpress.com