Archivio mensile:febbraio 2012

Una buona frittura

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Per friggere come si deve ci vuole un po’ di tecnica, niente di astruso, non vi preoccupate, basta solo seguire poche regole. Siccome la maggior parte di noi non ha in casa una friggitrice, parleremo della fittura in padella. Intanto: cosa significa friggere? Significa immergere degli alimenti in un grasso portato a temperatura elevata. Temperatura che dobbiamo tenere sotto controllo perchè se troppo alta, in alcuni casi addirittura doppia rispetto a quella dell’acqua dove lessiamo la pasta, provoca una tostatura così energica della superficie del cibo da scurirla prima ancora che la parte interna sia cotta. Per contro, mentre friggiamo, l’umidità interna degli alimenti deve fuoriuscire sotto forma di vapore — le famose bolle — se questo non accade vuol dire che la temperatura dell’olio è troppo bassa, il risutlato sarà un fritto non croccante e molto unto.

Ma vediamo in dettaglio le 9 regole della frittura perfetta.

(1) Usiamo oli di oliva, non per forza extravergine. Garantiscono una maggiore resistenza alle alte temperature senza alterarsi.

(2) La padella più adatta alla frittura è di ferro, perché consente un riscaldamento dell’olio più graduale, l’alternativa è l’acciao. La forma ideale è larga, bassa e con i bordi dritti.

(3) Manteniamo il più possibile costante la fiamma evitando che debordi ai lati della padella.

(4) Sommergiamo il cibo con l’olio, che di conseguenza dev’essere sempre abbondante. Gli alimenti completamente avvolti dal grasso prendono colore in modo uniforme.

(5) Al contrario, per evitare che si attacchi o abbassi troppo la temperatura del fritto, la quantità di cibo non dev’essere eccessiva.

(6) Mettiamo a friggere il cibo nell’olio solo quando questo ha raggiunto i 180 gradi. Se lo facciamo prima, cioè quando la temperatura troppo bassa, avremo un fritto poco croccante.

(7) E’ importante che il cibo messo a friggere nell’olio sia a temperatura ambiente e ben asciutto. Eviteremo così l’abbassamento del punto di frittura e quindi la rottura delle fibre nel cibo.

(8) Se vogliamo ottenere la rapida formazione della crosta in superficie, così che l’olio non penetri con facilità, riduciamo al massimo la quantità di cibo. In altre parole, aggiungiamone poco per volta.

(9) Per una duratura della superfice che coincida con la completa cottura interna, usiamo cibi di piccole dimensioni.

Pensare di vivere senza annullare altre vite

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La Bhagavad-gita recita “I corpi di tutti gli esseri viventi si nutrono di alimenti che crescono con le piogge.”

Questo pensiero oggi non è più un urlo nel deserto ma è un chiaro messaggio che sta diventando ogni giorno più importante per coloro che amano gli animali e la recente crescita dell’attenzione verso i diritti degli animali coinvolge fortunatamente le nuove generazioni  in modo particolare. L’ahimsa, cioè la non violenza verso tutti gli esseri viventi è una tradizione spirituale dell’India che si sta allargando al mondo occidentale. Molte persone celebri, con nomi risonanti hanno partecipato a campagne contro la violenza sugli animali uccisi per la carne, le pelli o ancora peggio per la sperimentazione in vivisezione.

L’amore che nutriamo per le creature di Dio e la preoccupazione che proviamo sono  fondati sul pilastro della vita. Questa è la visione eccezionale delineata nella Bhagavad-gita. Le mode che si basano su motivazioni flebili possono cambiare, ma un impegno sincero a vivere l’ahimsa fondato sulla reale conoscenza rimane stabile in ogni circostanza. Sri Krisha dice nella Bhagavad-gita: “L’umile saggio illuminato dalla vera conoscenza vede con occhio equanime il brahmana nobile ed erudito, la mucca, l’elefante, il cane, e il mangiatore di cani (fuori casta).”

Per poter rispettare ogni forma di vita dobbiamo partire dal presupposto dell’eguaglianza, siamo tutti esseri viventi, anche gli animali hanno un’anima.

Il sapere e la Conoscenza ci istruiscono sul fatto che la violenza sugli animali  è un problema di deontologia ma le sacre scritture dell’antica India, i Veda, ci dicono che chi uccide gli animali direttamente o indirettamente, riceverà una reazione precisa, qualcosa che va al di là degli scrupoli morali e dei rimorsi di coscienza. La reazione a noi destinata può non arrivare immediatamente, ma prima o poi ci sarà, nella forma di malattia, di incidente o di violenza. Quello che viene lanciato, torna indietro come un boomerang, in questo caso, nella forma di pena e di sofferenza. Il vegetarianesimo è una scelta di pace e di rispetto.

 

Pasqua, una festa di pace

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Oggi voglio parlarvi di un argomento che non è facile affrontare, cerco di non essere invadente ed in punta di piedi vi porto il mio pensiero. A Pasqua manca poco, molti si chiederanno cosa mai io abbia da chiedere non essendo cattolica e non riconoscendo a questa festa un valore religioso personale ma obiettivamente fin da bambina ho sentito parlare della Pasqua come di una festa di pace, gli ulivi e le colombe affollano i ricordi di momenti vissuti nella piazza del mio paese. Vorrei che questo giorno fosse vissuto in pace dal mondo intero ma so che sarà difficile che la pace regni in quest’era di Kali. Voglio chiedere però a tutti voi un gesto verso chi ci vive vicino e credo che così con un effetto domino la pace possa avvolgere tutti. Non dimentichiamo ogni essere vivente compresi i nostri fratelli animali, non cibiamoci di sofferenza, proviamo senza scelte estreme almeno durante questa grande festa a non sacrificare la vita di animali per imbandire le nostre tavole. Eccola penserete, ora ci propina il solito sermone pro vegetarianesimo, credetemi e chi ben mi conosce lo sa, non voglio obbligare nessuno, vorrei solo che ognuno di voi nella propria intimità pensasse, senza pressioni alcune, a quanta sofferenza c’è dietro una pietanza d’agnello. Un abbraccio a tutti e grazie

Hummus, crema araba di ceci

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da Mirna Musiani – Bologna

Questa crema di origine libanese può costituire un antipasto o uno spuntino saporito, un ripieno per tramezzini e tartine, o puo’ essere incluso in un buffet freddo. Ingredienti per 2 tazze di hummus:

  • 1 tazza di ceci
  • 2 cucchiai di olio all’aglio oppure 2 cucchiai di olio di oliva mescolato con 1 spicchio d’aglio schiacciato
  • qualche goccia di olio di oliva
  • 1 cucchiaio di tahin chiaro (il tahin è una crema di sesamo)
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • sale marino

Per la guarnizione:

  • qualche goccia di olio di oliva
  • un pizzico di paprika in polvere (o peperoncino)
  • olive nere
  • rametti di prezzemolo
  • spicchi di limone

1) Pulite i ceci e ammollateli per una notte in tre tazze d’acqua.
2) Portateli a bollore in una pentola pressione. Schiumateli
3) Cuoceteli a pressione per 1 ora e 1/2. Controllate che i ceci siano molto morbidi: se non è cosí, continuate a cuocerli.
4) Scolateli e conservate l’acqua di cottura.
5) Fatene una purea usando tanta acqua di cottura quanto basta per formare una purea densa.
6) Mescolate tutti i sapori nella purea regolando la consistenza, se necessario, con l’acqua di cottura dei ceci, fino ad ottenere un composto cremoso e denso. Verificate il gusto quando l’humus e’ freddo e regolatelo di sale a piacere: ogni sapore dovrebbe essere presente, ma nessuno dovrebbe prevalere.
7) Servite su un piatto basso guarnendo in modo variopinto.

Secondo la tradizione l’Humus si serve freddo con il pane pitta (che si trova in molte panetterie) e con olive e insalata. I crackers, le chips di mais e le gallette di riso sono valide alternative al pane.
Un’altra idea è usare bastoncini di verdure crude o scottate, come sedano o carote, da intingere nell’humus.

 

 

Spaghetti alle verdure

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300 g di spaghetti,
1 piccola melanzana,
2 zucchine novelle,
1 piccolo peperone giallo e
1 rosso,
1 rametto di basilico,
1 cucchiaino di origano secco,
1 spicchio d’aglio
6 cucchiai di olio,
sale pepe.

Sbucciate la melanzana, pulite i peperoni e tagliate il tutto a dadini,  spuntate le zucchine e riducetele a rondelle sottili.
Lessate la pasta in acqua bollente salata e , nel frattempo preparate le verdure.
Schiacciate l’aglio e fatelo dorare con l’olio, eliminatelo aggiungete le verdure preparate e cuocetele a fiamma alta, mescolando in continuazione per 3-4 minuti.
Unite l’origano e una presa di sale, coprite e continuate la cottura a fiamma media per altri 5 minuti.
Scolate la pasta e versatele nella padella delle verdure e fatele insaporire per qualche istante.
Lontano dal fuoco, profumate con delle foglie di basilico e servite con una manciata di pepe.

Zenzero

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Che cos’è

Lo zenzero (Zingiber officinalis) è una pianta erbacea perenne appartenente alle Zingiberaceae e originaria dell’Estremo Oriente, ma da tempo largamente coltivata nella fascia tropicale e subtropicale. È dotata di un rizoma carnoso e ramificato in cui si concentrano i principi attivi.

Quando può essere usato

Tradizionalmente noto come rimedio per i problemi digestivi, lo zenzero viene assunto in caso di dispepsie, coliche e casi di iperacidità gastrica. Inoltre, numerosi studi hanno dimostrato un suo effetto antiemetico e antinausea.

Lo zenzero mostra anche attività antinfiammatorie e antiossidanti, ma anche proprietà anticoagulanti e ipocolesterolemizzanti.

Meccanismo d’azione

Le numerose molecole ad azione attiva dello zenzero sono responsabili delle sue innumerevoli proprietà benefiche. Uno dei principi contenuti nello zenzero, cioè l’acido 6-gingesulfonico, ha un’attività antiulcera.

Le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie sono probabilmente dovute ai composti fenolici contenuti nella pianta. Tra le attività farmacologiche che sono state dimostrate, oltre a quelle sopra citate, ci sono attività antitumorali e antivirali.

Come si presenta

Le preparazioni derivate dalla radice (sotto forma di estratti e tinture) possono essere acquistate in farmacia e nelle erboristerie. Lo zenzero può essere assunto in capsule, compresse o come infuso e tintura madre. Può anche essere masticata la radice fresca.

Posologia

La posologia consigliata è di 0,5-2 g di estratto secco di radice, titolato in gliceroli minimo 4%, in dose unica o suddivisa durante il giorno. Come infuso o come decotto va usato alla dose di 0,25-1,0 g in 150 ml di acqua bollente per 3 volte al giorno. Come tintura madre 1,25-5 ml per 3 volte al giorno di una tintura con rapporto grammi/millilitro (g/ml) di 1:5. Se si usa un estratto fluido 0,25-1,0 ml di un estratto 1:1 (g/ml).

Effetti collaterali

L’estratto di zenzero può essere responsabile di fenomeni irritativi gastroduodenali. Può aumentare l’attività di anticoagulanti orali, dei farmaci antinfiammatori e degli antiaggreganti piastrinici.

Le reazioni allergiche allo zenzero in generale inducono eruzioni e, nei soggetti sensibili, lo zenzero può causare mal di stomaco, gonfiore, produzione di gas, specialmente se assunto sotto forma di polvere, ma sono rare.

Lo zenzero fresco, se non ben masticato, può causare blocco intestinale, e gli individui che hanno manifestato ulcere, infiammazioni all’intestino, o blocchi intestinali, potrebbero reagire malamente a quantità considerevoli di zenzero fresco. Lo zenzero è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.