Archivio mensile:gennaio 2013

Lasagne noci e formaggi

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lasagne formaggio e noci

 

 

Carissimi amici oggi grazie al suggerimento dell’amica Emanuela Crescentini, vi propongo un piatto gustoso e vi ricordo che potete utilizzare sfoglia per lasagne non all’uovo, formaggi con caglio vegetale, besciamelle fatta con latte di soia.
Dosi per 2/3 persone
1 mozzarella da 125 gr.
125 gr. di formaggio tipo Fontina.
125 gr. di formaggio tipo  Asiago.
.50 gr. di formaggio tipo parmigiano grattugiato
Per la salsa di noci:
40 gr. di parmigiano grattugiato
90 gr. di noci tritate + un cucchiaio di pinoli
1 spicchio d’aglio.
2 cucchiai di olio extravergine + 2 cucchiai di acqua.
Sale
Per la besciamella:
1/2 litro di latte.
50 gr. di farina “0”.
Sale
Noce moscata.

Preparazione della besciamella
Frullare a freddo, con il minipimer, latte e farina e poi fare addensare a fuoco basso, mescolando in continuazione. Alla fine aggiungere sale e noce moscata.

Procedere a strati come una normale lasagna alternando le sfoglie ai formaggi con salsa di noci e besciamelle.

Radicchio filante al sapore di noci

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radicchio insalata

Ingredienti
1 radicchio di Treviso
1 porro
130 gr di spinaci freschi
1 fetta di emmental o di formaggio filante veg
peperoncino qb
una manciata di olive verdi
noci sgusciate
semi di girasole
prezzemolo
pepe nero
olio evo
sale qb

Preparazione

Tagliate a rondelle il porro ed a listarelle le verdure, poi tagliate il formaggio a cubetti.

In una padella dai bordi alti metti un filo d’olio, il porro e fatelo dorare, poi aggiungiete le verdure e fatele cucinare con un bicchiere di acqua calda.

Quando le veriure saranno cotte ma croccanti, aggiungiete le olive tagliate a rondelle e il formaggio, fate saltare ancora un paio di minuti per farlo fondere bene.

Aromatizzate con sale, peperoncino, prezzemolo tritato, un pizzico di pepe e completa con le noci e i semi di girasole.

Un filo di olio evo a crudo e servite caldo.

 

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I vegetariani? Sono più ottimisti.

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http://greenme.it

Roberta Ragni

frutta e verdura

 

 

Le persone che mangiano molta frutta e verdura tendono a essere più ottimiste sul futuro. Lo rivela una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Psychosomatic Medicine, che accende ancora una volta i riflettori sui carotenoidi, antiossidanti capaci di legare e eliminare i radicali liberi, aiutando il sistema immunitario.

I ricercatori hanno sottoposto 982 volontari, sia uomini che donne, di età compresa tra i 25 e i 74 anni, a delle analisi del sangue, per valutare i livelli di 9 diversi antiossidanti, tra cui i carotenoidi, e a un questionario, per analizzare le abitudini, gli stili di vita e, tra le altre cose, anche il grado di ottimismo. È così che hanno scoperto che i più ottimisti avevano fatto registrare livelli di carotenoidi superiori, anche del 13%, rispetto a coloro che risultavano pessimisti.

Successivamente il team ha collegato questi risultati alle diverse abitudini alimentari dei partecipanti, rilevando che chi consumava 3 o più porzioni al giorno di frutta e verdura era più ottimista, mentre chi ne mangiava meno di 2 era pessimista. Per questo gli esperti sono giunti alla conclusione che i livelli più alti di consumo di frutta e verdura tra le persone più ottimiste possano, almeno in parte, spiegare i risultati.

“Gli individui con maggiore ottimismo tendevano ad avere maggiori livelli di carotenoidi, come il beta-carotene, nel sangue. Questo è il primo studio nel suo genere a segnalare una relazione tra ottimismo e un livello più alto di concentrazione di carotenoidi“, 

conclude Julia Boehm della Harvard School of Public Health, aggiungendo che gli antiossidanti potrebbero avere un effetto anti-stress. Insomma, frutta e verdura fanno bene al nostro corpo e anche alla nostra mente, regalandoci buone emozioni. Anche se i ricercatori non sanno ancora bene in che modo.

Roberta Ragni

Antibiotici naturali

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http://www.greenme.it di Gloria Mastrantonioantibiotici vegetali e naturali

 

Proprio alla fine di questo mese di gennaio, stando a quanto tv e media ci trasmettono, l’influenza stagionale arriverà al suo picco massimo e, dato l’aumento di batteri sempre più resistenti ad ogni tipo di medicinale, quale scelta migliore se non quella di ricorrere ai rimedi provenienti direttamente dalla natura? Non si può negare infatti, che quando si tratta di antibiotici ed antibatterici, la medicina naturale brilla davvero.

Sempre disponibili ed efficaci, per prevenire e curare ogni infezione e batterio, erbe e piante sono per la maggior parte sicure e per di più senza effetti collaterali. Preparazioni, decotti ed infusi a base di erbe, possono essere utilizzati come alternativa ai farmaci tradizionali per tutti coloro che vogliono limitare o ridurre l’uso degli antibiotici chimici.

E allora ecco nel dettaglio 5 antibiotici naturali, per affrontare senza timori raffreddori, febbri ma anche brutte bronchiti tipiche di questo freddo periodo dell’anno.

 

1) Origano: olio essenziale

Una delle erbe aromatiche più utilizzate in cucina grazie al suo particolare profumo, per arricchire il sapore di carne, pesce, verdure, zuppe, stufati ed insalate, l’origano in realtà è particolarmente prezioso anche alla nostra salute, grazie alle sue innumerevoli proprietà terapeutiche. Infatti questa pianta tipica del mediterraneo, in virtù dei suoi principi attivi quali ifenoli, le proteine, i sali minerali e le vitamine di cui è una buona fonte, è un ottimo rimedio se usato quale analgesico, antisettico e antispasmodico. In particolare, lolio essenziale di origano è il più potente antisettico tra tutti gli olii finora conosciuti, ed è attivo contro tutte le forme virali. Alcuni recenti studi hanno dimostrato che è in grado di uccidere quasi la totalità di batteri più comuni come lo stafilococco. Proprio per questo è molto usato nell’aromaterapia per curare problemi all’apparato respiratorio, febbre, bronchite, tosse ma anche asma, mal di denti, vaginiti, reumatismi, intossicazioni alimentari e se non bastasse è anche un ottimo rimedio contro la cellulite. Ovviamente maggiore è la concentrazione, più alta è la sua efficacia quali antibiotico naturale, quindi cercate di scegliere un olio essenziale bio e soprattutto il più possibile puro.

2) Estratto di foglie d’olivo

Utilizzate già dai tempi remoti quali medicinale, l’estratto delle foglie di olivo è ancora oggi uno dei più potenti antibiotici che la natura ci offre. Non solo antibatterico, antimiotico, anti-invecchiamento, antinfiammatorio, ma il liquido estratto dalle foglie fresche dell’olivo sembra avere anche capacità antiossidanti e dunque aiuta a proteggere il corpo dai radicali liberi. Alcune ricerche sulla foglia d’olivo hanno dimostrato essere questa particolarmente efficace nel trattamento di alcuni tumori al fegato, alla prostata, al colon, della pelle e della mammella. Un estratto dunque miracoloso, usato molto dalla medicina alternativa come rimedio per combattere semplici raffreddori ma anche malattie più gravi quali i tumori, o per ridurre il colesterolo e migliorare la circolazione del sangue e dunque ridurre il rischio di infarto.

3) Aglio

Il re degli antibiotici naturali, antifungini, antivirali, l’aglio dovrebbe essere aggiunto, quotidianamente, alla dieta alimentare soprattutto in questo particolare periodo dell’anno. L’aglio infatti contiene potassio e germanio, due minerali indispensabili per una buona salute, ed in particolare l’allicina che non solo conferisce all’aglio il suo odore forte ma anche la maggior parte delle sue proprietà, che ci aiutano ad aumentare le difese immunitarie e dunque che agiscono come antibiotici naturali. Quindi anche per chi preferisce evitarlo, fate un piccolo sforzo e iniziate ad aggiungere ai vostri piatti, una bella e consistente spolverata di aglio ovviamente fresco, e sempre senza esagerare.

4) Tè verde

Utilizzato nella medicina tradizionale cinese e indiana per molte delle sue proprietà  curative, il tè verde continua ad essere venerato oggi da molti medici, ma anche ad essere spesso oggetto di studi volti a scoprire tutti i suoi effettivi benefici per la salute. Una delle proprietà  principali del tè verde è quella di essere un importante antiossidante naturale, proprio grazie alle catechine in esso contenute ed in particolare la epigallocatechina gallato (EGCG) molto efficace contro alcuni ceppi di batteri ma soprattutto in grado di aumentare le difese antiossidanti e quindi a migliorare in genere il tessuto cellulare. Vari test effettuati su bevitori regolari di tè verde, hanno dimostrato che questi hanno un rischio minore di sviluppare malattie dell’apparato cardiovascolare ma anche tumore e cancro. Inoltre bere quotidianamente tè verde aiuta a perdere peso. Questo perché grazie alle sue proprietà termogeniche promuove l’ossidazione dei grassi, nonché la stimolazione del metabolismo ma senza incidere sull’apparato cardiovascolare. Dunque bere almeno una tazza di tè verde al giorno fa’ bene alla nostra salute, ma sembrerebbe meglio godersi questa preziosa bevanda naturale, almeno senza l’aggiunta di latte (quello di soia è permesso in quanto non inibisce le proprietà del tè).

5) Zenzero

Lo zenzero, pianta officinale appartenente alla famiglia delle Zinziberacee, è originario dell’Asia orientale. Da Ippocrate a Confucio, fino ai giorni nostri, è stato usato in molte culture del mondo. Recenti studi hanno individuato nello zenzero uno dei dieci alimenti, dotati dei più alti livelli di attività anti-cancro. Esso, infatti, avrebbe una funzione protettiva contro i tumori in particolare quello del colon retto. Inoltre, è in grado di guarire numerosi disturbi comuni. A partire da raffreddori e influenza grazie al suo rizoma carnoso che contiene principi attivi quali zingiberenegingeroli e shogaoli,resine e mucillagini in grado di sciogliere il muco e liberare i bronchi. Per usufruire degli effetti benefici dello zenzero bisognerebbe assumere una quantità compresa tra i 10 e i 30 grammi al giorno. Potete prepararvi uno sciroppo facendolo bollire fresco per 30 minuti in una tazza di acqua aggiungendo zucchero o miele, oppure gettarvi a capofitto nella preparazione di una tisana disinfettante e rinvigorente come quella a base di zenzero, cannella e chiodi di garofano su una base di tè bancha.

Gloria Mastrantonio

 

Formaggio tipo pecorino

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Sempre più aziende si avvicinano alle esigenze dei consumatori più attenti alla salute, vi propongo un video e due foto.

http://www.erkiles.it/formaggi/formaggi-ovini-linea-bisine-con-caglio-vegetale/

http://www.videolina.it/video/servizi/36207/olzai-arriva-il-formaggio-per-vegetariani-e-musulmani.html

formaggio veg olzai

In risposta ad un gentile lettore

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Gentile Sig.ra Vaier, scusi l’impertinenza, ma da parte di una vegetariana ed evangelizzatrice del vegetarianismo quale Lei è, che senso ha proporre e consigliare una ricetta che prevede di consumare previa frittura degli ANIMALI marini ?

Gentile signor Leo La ringrazio per la mail inviatami e La prego di non soffermarsi solo alla lettura di una ricetta. Il vegetarismo ha molteplici motivazioni, etiche, religiose, laiche, animaliste. Tutte nobili cause e per questo io lontana da ogni forma di fanatismo cerco di proporre una linea alimentare per tutti. Anche ultimamente ho scritto sul blog che sono disponibile a dare i suggerimenti necessari per trasformare le ricette vegetariane in ricette vegane. In relazione agli anemoni di mare l’inquadratura nella specie animale è per molti dubbia. C’è chi li considera vegetali, alghe. Personalmente cerco di analizzare e contestualizzare ogni circostanza, mangiare uova di allevamento fa male a noi è s’incrementa l’industria dei lager di animali, prendere due uova dal contadino veg che non usa violenza, è un altro discorso. Io però non mangio uova per motivi religiosi.

Per esempio rifuggo da tutto ciò che è industriale, non mangio latticini provenienti da latte di allevamenti intensivi ma mangio il formaggio prodotto dai miei confratelli Hare Krshna con caglio vegetale. 
La motivazione, caro Leo è fondamentale per la scelta alimentare, per questo cerco di avvicinare più persone con un pensiero generale e poi individualmente le persone che iniziano un cammino verso il vegetarismo capiranno che strada seguire. Io insegno l’Aimsha ma non è la regola per tutti, conosco tanti che non si cibano di proteina animale perché la reputano dannosa all’organismo umano ma si vestono con scarpe di vitello! 
Spero di essermi spiegata, la ringrazio per il suo interessamento e La invito a continuare nel suo cammino.


Patrizia Vaier

Polpette di melanzane al forno

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Fonte: http://www.gustoblog.it

 

Sfiziosa ricetta last minutePolpette al forno

 

Prima di tutto bisogna lavare e pulire le melanzane, tagliarle a metà e metterle sotto sale per alcuni minuti. Ricordatevi poi di sciacquarle. Fatto questo primo step adagiatele su una pirofila unta e infornate per 20 minuti a 180 gradi, bagnandole con un po’ d’acqua (trucco per farle rimanere morbide). Quando è finita la cottura lasciatele raffreddare e poi passatele nel mixer.

In una terrina mettete la polpa di melanzane, il pangrattato (1/4 del composto), parmigiano reggiano in abbondanza, le uova, sale, pepe e prezzemolo, impastate finchè il tutto risulti omogeneo e fate poi le classiche palline con il palmo della mano. Passate le palline in un altro piatto sempre con pangrattato per renderle croccanti all’esterno. Preparate un’altra teglia da forno con un filo d’olio, riponetevi le polpettine di melanzane e infornate stavolta per dieci minuti a 180 gradi.

I Danni del Latte di Mucca sui Neonati e Bambini

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PROTEINE IN ECCESSO

Il bambino alimentato con latte di mucca o di bufala, con un consumo da 1 a 1,5 litri al giorno, assume quasi 40-60 gr di proteine. Il neonato che pesa sui 6-7 kg prende ogni giorno 7-8 gr di proteine per kg di peso corporeo, invece del normale fabbisogno di 1,8 gr. Questa condizione particolare porta ad una sindrome da eccesso di proteine. Il bambino che ha un appetito eccessivo, che piange molto, che ha coliche intestinali, che vuole sempre latte e che ha dilatazioni intestinali è costipato e ha feci voluminose, dure e nauseanti e produce una gran quantità di urina maleodorante. Questi bambini sottonutriti talvolta possono pesare – all’età di 10-12 mesi – circa 6 kg contro i previsti 9-10 kg.

DANNI AL CUORE

Troppe proteine portano a effetti avversi nel metabolismo del corpo, con il risultato che il bambino ha un’evidente tachicardia, vale a dire un battito cardiaco molto veloce e una respirazione molto rapida e faticosa. Talvolta c’è un ingrossamento del cuore che probabilmente è causato dalla ritenzione di sodio nel sangue, perché il latte di mucca o di bufala contiene 3-4 volte più cloruro di sodio del latte umano.

DANNI AL FEGATO

Il bambino ha un ingrossamento marcato del fegato a causa dell’eccessivo carico di grasso e di proteine.

ANEMIA

Il latte di mucca provoca anche l’anemia, da moderata a grave, a causa della mancanza di ferro. I bambini alimentati con latte di mucca hanno i valori dell’emoglobulina da 3 a 8 g/dl, cioè dal 25% al 60% in meno rispetto ai valori normali. Il latte è inoltre povero di iodio e di ferro ma i bambini nascono con una grande riserva di ferro nel fegato. Il dott. Rosamond elenca i seguenti sintomi tipici di un eccessivo consumo dilatte vaccino ni bambini: pallore amenico, stitichezza, irritabilità, rifiuto del cibo (e la madre insiste con piùlatte), sonno agitato, incubi, enuresi e in qualche caso un certo appetito per sostanze anomale come la sporcizia. Il dott. Albert S. Schwarts, professore assistente di Clinica medica all’Università di Washington, ha evidenziato che tra i bambini che fanno un gran consumo di latte le anemie nutrizionali sono più comuni.

PERDITA DI PESO

I più grandi svantaggi derivanti da un eccesso di proteine sono la perdita di peso e la mancata crescita, nonostante il bambino assuma molte calorie da molto cibo non equilibrato. Questa situazione può essere peggiorata dall’aggiunta di alimenti come uova, pollo, pesce e altri poiché essi aggiungono alla dieta un ulteriore carico di proteine. La dieta è così molto sbilanciata perché contiene troppe proteine, troppi grassi e, di solito, pochi carboidrati.

ALTO TASSO DI UREA NEL SANGUE

Una grande quantità di proteine nella dieta comporta un livello troppo alto di urea nel sangue, un aumento nel sangue del livello di ammoniaca, acidosi e disturbi nell’equilibrio elettrolitico. Livelli alti di ammoniaca nel sangue sono pericolosi perché possono produrre danni al cervello, soprattutto in quello dei neonati. Nei bambini che alla nascita pesavano poco questa condizione è descritta come? iperammoniemia nutrizionale?. Alcuni scienziati americani hanno osservato la crescita dei bambini che erano sottopeso alla nascita e a cui era stata data una dieta con molte proteine nel periodo neonatale e nell’infanzia: essi hanno potuto riscontrare che i progressi di questi bambini a scuola, anche all’et? di 7 anni, erano più lenti. Un tale effetto contrario allo sviluppo intellettuale dei bambini è stato riportato anche dal gruppo medico del Bombay Medical Hospital (dott. P.M. Udani, pediatra).

SCARSA ASSIMILAZIONE DEI MINERALI

Il latte umano forma invece una piccola massa soffice e flocculosa che è di facile digeribilità. Il lattevaccino forma invece un grande caglio duro che è difficile da digerire per il bambino. I minerali del latte di mucca non sono quindi prontamente assimilati dal bambino cosicché un terzo di questi va a finire nell’intestino per essere poi eliminato.

TETANIA

La tetania è una sindrome per cui un bambino ha delle convulsioni dovute a un basso tasso di calcio nel sangue. Il bambino che fa un gran consumo di latte di mucca assume una gran quantità di fosforo e soffre di quella che è stata descritta come ?convulsioni iperfosfatemiche ipocalcemiche?. Poiché il latte di mucca è povero di vitamina D, questa condizione è ulteriormente aggravata se il bambino soffre di rachitismo.

PROBLEMI GASTROINTESTINALI

L’intestino è l’organo più frequentemente coinvolto nel vomito infantile. Entro un’ora dall’ingestione di lattedi mucca il bambino può presentare il vomito, anche come in un’ostruzione acuta o stenosi pilorica. Negli studi pubblicati è riportata un’incidenza del vomito dal 25% al 30% dei casi.

CARENZA DI CARBOIDRATI

Con il latte di mucca il bambino ha un apporto di carboidrati non sufficiente, troppe proteine e troppo grasso. Esistono varie sindromi che possono presentarsi nei bambini alimentati con il latte di mucca ma non in bambini allattati al seno.

DIARREA

La diarrea è comunemente presente nel 25-75% dei casi e può essere di intensità variabile. Quando ne deriva un danno grave alla mucosa intestinale può presentarsi una deficienza secondaria di lattasi, una cattiva assimilazione, deficienze di crescita, steatorrea (perdita di grassi dall’intestino) ed emorragie occulte.

DOLORI E COLICHE

Questi sono sintomi comuni. Possono variare di intensità e sono associati a pianto eccessivo, movimento delle gambe dopo il pasto e mancanza di sonno. Più il bambino riceve e più urla. Vaghi dolori addominali nei bambini più grandi possono essere dovuti ad allergie al latte e, qualche volta, a problemi emotivi. [Nand Kishore Sharma, da Latte e formaggio, rischi e allergie per adulti e bambini, Macroedizioni]Quanto segue è scritto da Calogero nel nostro Forum: Nei neonati gli effetti negativi del latte vaccino sono più immediati, ma nei bambini e negli adulti sono più lenti e silenziosi. Dovrebbe essere buona regola per tutti di consumare latte e derivati in maniera occasionale, per mille ottime ragioni.

La difficile digestione del latte e derivati (che non significa che deve venire necessariamente il mal di pancia) è il male minore, tra i tanti effetti dannosi. Oltre al fatto che il calcio che vi è contenuto non è ben utilizzabile dall’organismo dell’adulto; la calcemia risulterà in valori normali, ma il calcio non verrà fissato nelle ossa in maniera adeguata. Non è un caso che in Paesi come il Giappone, dove il consumo di latte è bassissimo, l’osteoporosi e le fratture ad essa associate hanno una incidenza bassissima, mentre nei Paesi dove si consumano più latte e latticini, l’osteoporosi e relative fratture sono diffusissime; e come se non bastasse, spesso agli anziani (che già mangiano quotidianamente latte e formaggi, perché così viene loro consigliato dai medici) vengono pure prescritti farmaci a base di calcio di sintesi (peggio che mai), come se il problema fosse la quantità di calcio assunto.

Ci sarebbe tantissimo da dire al riguardo. Ho letto il libro “Latte e formaggio”, sia la vecchia che la nuova edizione, e consiglio caldamente a tutti di leggerlo e di metterlo in pratica. Molte informazioni che ci giungono dai mass-media, sulla salute, sono da prendere con le pinze, ricordandosi che tutti abbiamo la possibilità di accedere ad una letteratura, riguardante la salute, che non solo non viene comunicata attraverso i mass-media, ma viene pure ostacolata e spesso derisa. Ho mille ottime ragioni, tutt’altro che infondate, per affermare ciò. …… Purtroppo non posso darti buone notizie sullo yogurt, perché l’unico vantaggio è la digeribilità, grazie alla scissione del lattosio in acido lattico dovuta alla fermentazione. Per il resto conserva tutti gli effetti dannosi del latte e derivati; anzi, la capacità di produrre muco, che è già alta in tutti i latticini, è ancora più alta nello yogurt, perché è ancora più acido.

Tutti i prodotti animali sono acidificanti e lo yogurt lo è in modo particolare; il processo omeostatico che controlla il PH del sangue, per neutralizzare la condizione acida del sangue utilizza il calcio (che è basico), e se questo non è presente in quantità sufficiente nel cibo, lo estrapola dalle ossa (ma anche dai denti). Il calcio dei latticini è legato alla caseina, che è difficile da scomporre per l’organismo adulto; quindi è più veloce ed agevole l’utilizzo del calcio delle ossa. Riguardo al muco, questo va a depositarsi ed a solidificarsi insieme ai minerali e sostanze varie di rifiuto che l’organismo non riesce ad espellere, e dà origine, a lungo andare, a formazioni benigne come cisti, fibromi, noduli, ipertrofie: gli organi in cui spesso si formano sono utero e ovaie, mammelle e tiroide, nella donna, mentre nell’uomo l’organo più sfortunato è la prostata e a volte la tiroide.

La formazione di muco provocata dallo yogurt tende ad ostruire l’intestino e i vasi sanguigni, e questo è a sfavore della circolazione del sangue e dell’assimilazione. Inoltre favorisce i dolori reumatici, artriti, raffreddore, tosse e catarri. Quando seguii la macrobiotica in maniera abbastanza rigida, per semplificare la vita della mia fidanzata e convivente di allora, nel giro di alcuni mesi buttai fuori una quantità di muco incredibile, pur non ingerendo alcun alimento che potesse produrlo.

Tuttora la seguo, ma piuttosto “elasticamente”, ma quando ho provato a mangiare lo yogurt, dopo pochi minuti ho sentito il muco che veniva su. Sicuramente adesso il mio organismo è più sensibile e reagisce subito con l’espulsione del muco, mentre prima accumulava. Comunque non importa eliminare lo yogurt del tutto (e questo vale anche per qualsiasi altro cibo), ma, come per tutti i latticini, è molto meglio consumarlo saltuariamente. Oltretutto non c’entra nulla con la longevità; sono ben altri i motivi della longevità di alcuni popoli che fanno uso abituale di yogurt.

Qualche consiglio per il consumo, usare solo yogurt fresco fatto col latte fresco crudo, non usare yogurt fatto con latte pastorizzato, avrà un odore sgradevole, è meglio usare yogurt intero, è più genuino e, stranamente, anche più digeribile. Evitare assolutamente la combinazione con cereali o con legumi o con frutta e zucchero; lo yogurt, come il formaggio, va d’accordo solo con le verdure, nella proporzione di 30% di formaggio o yogurt e 70% di verdure.

Fonte: http://blog.kestore.it