Archivio mensile:maggio 2013

I danni causati dalla carne

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20130528-105137.jpg“La carne è cancerogena… ed è anche causa di quasi tutte le malattie degenerative, eliminatela o limitatene il consumo.”

Molti mi chiedono il motivo per cui le popolazioni non sono informate su questo, perchè i medici non ne parlino e perchè l’opinione comune è di tutt’altra realtà.
La base è che viene fatta un informazione errata, dalle università alle riviste medico scientifiche.
I professori nelle università insegnano cose errate sull’argomento alimentazione, gli studenti a loro volta insegneranno non in maniera corretta i loro futuri alunni o pazienti e così via.
Le riviste medico scientifiche piu accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche e pubblicano solo ciò che è consentito loro di pubblicare o ciò che è imposto loro dalle suddette multinazionali.
Molti medici e ricercatori, sulla base anche di numerose ricerche, per la maggior parte “insabbiate”, sono coscienti degli effetti dannosi del consumo di carne, ma hanno le mani legate.
Io,che sono uno scienziato di fama internazionale, posso prendermi il lusso di fare queste affermazioni, se lo facessero loro, probabilmente non lavorerebbero piu.

L’industria alimentare e le multinazionali farmaceutiche viaggiano di pari passo, l’una ha bisogno dell’altra e queste due entità insieme, generano introiti circa venti volte superiori a tutte le industrie petrolifere del globo messe insieme…potete quindi ben capire che gli interessi economici sono alla base di questa disinformazione.
Se tenete conto che ogni malato di cancro negli stati uniti fa guadagnare circa 250.000 dollari a suddette multinazionali, capirete che questa disinformazione è voluta ed è volta a farvi ammalare per poi tentare di curarvi”

tratto dal libro “Verso la scelta vegetariana – il tumore si previene anche a tavola” di Umberto Veronesi

Crespelle agli asparagi

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Ingredienti x 3/4 crespelle

60 gr di farina di ceci
60 gr di farina 00 bio
100 mil di latte di riso
20 asparagi verdi
1 dado bio
1/2 brick di panna di soya
sale qb

Preparazione

Lavare e pelare gli asparagi. Metterli al fuoco con un bicchiere d’acqua e 1 dado bio per circa 15 minuti. Controllare ogni tanto in modo che l’acqua non si asciughi. Gli asparagi devono risultare cotti ma croccanti (è evidente che se vi piacciono ben cotti, lasciateli un po’ più di tempo al fuoco).

Una volta cotti, toglierli dalla pentola e metterli a scolare per qualche minuto.

Frullare ora la panna di soya, un po’ di sale e 6 o 7 asparagi.

Passiamo ora alla preparazione delle crespelle: Sarebbe fantastico se aveste la pentola per fare le crepes o le piadine, in caso contrario va benissimo anche una pentola per fare le frittate magari antiaderente.

Per aiutarci nella cottura delle crespelle passare la pentola con una salvietta di carta bagnata con qualche goccia di olio.

Finchè la pentola si scalda, prepariamo la pastella per le crespelle: mettere assieme la farina 00 e la farina di ceci, salare e versare un po’ alla volta il latte di riso. Mescolare il tutto con una frusta fino ad avere una consistenza densa e omogenea ( attenzione che non ci siano grumi).

Quando la pentola è bella calda, versare 2 o 3 cucchiai da minestra di pastella (dipende da quanto le volete grandi) e livellare, con il dorso del cucchiaio, fino a farlo diventare un disco di pochi millimetri.

Lasciare la pastella sul fuoco per 2 o 3 minuti e poi cucinarla sull’altro lato. (Quando la pastella è ben cotto si riesce tranquillamente a girarle) .

Con lo stesso procedimento cucinare tutta la pastella. Dovrebbero venirvi 3-4 crespelle.

Prendere ora 1 crespella e adagiarci nel centro 4 asparagi e un po’ di salsa, chiuderla e posizionarla in una pirofila. Una volta ripetuto il procedimento per tutti i dischi versare il resto della panna agli asparagi sopra le crespelle e metterle in forno preriscaldato a 150 gradi per 15 minuti.

http://ilmagicomondodicristina.wordpress.com

Schiacciatine di miglio e mandorle

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http://www.comecucinarelanostravita.it

Ingredienti

miglio decorticato bio
cipolla dorata
verza
mandorle bianche pelate
olio di sesamo o di girasole
prezzemolo tritato
sale marino
tamari
Preparazione

Tostate lievemente al forno (10-15 minuti a 180°) le mandorle e poi schiacciatele un poco per romperle. Le mandorle le potete anche comprare con la pellicina che verrà via facilmente dopo la tostatura.

Tagliate la cipolla a mezzelune e la verza a striscioline e fate saltare il tutto sul fondo di una pentola a pressione spennellato d’olio, quindi aggiungete il miglio dopo averlo lavato e scolato. Miglio e acqua andranno in rapporto di uno a tre. Dunque una tazza di miglio, per esempio, e tre d’acqua. Aggiungete in pentola le mandorle, una presina di sale e, sempre in base ai volumi, tre cucchiaini di tamari. Cuocete a pressione, dal fischio, una mezz’ora. Quando aprite, dopo che la pentola si sarà raffreddata completamente, mescolate bene il tutto unendovi prezzemolo tritato e aggiungente uno o due cucchiai di tamari. Formate le schiacciatine come le vedete in foto e passatele in padella con poco olio da ambedue i lati. Pronte ad un’ottima sostituzione del pane a tavola.20130519-140527.jpg

Additivi alimentari

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20130515-183847.jpghttp://www.greenme.it

Additivi alimentari: quanto è sicuro l’impiego della carragenina (E407)?
Scritto Da Marta Albè

Creato 15 Maggio 2013

Piu’ informazioni su: additivi alimentari.
Carragenina

La carragenina è una sostanza utilizzata dall’industria alimentare come addensante, ottenuta dall’impiego di due tipologie di alghe rosse, sottoposte a bollitura, la cui presenza è tipica delle coste atlantiche. Le alghe impiegate prendono i nomi di Chondrus crispus e Gigartina mamitiosa, meglio note come lichene marino e muschio d’Islanda. L’impiego della carragenina può essere considerato sicuro per la nostra salute?

La sua presenza negli alimenti è riconoscibile in etichetta attraverso la sigla E 407. I suoi componenti sono costituiti da sali di calcio, di magnesio, di sodio e di potassio, oltre che da galattosio. Si presenta come una polvere inodore ed incolore o di tonalità giallastra.
Nuovi studi scientifici, come riportato da parte de Il Fatto Alimentare, hanno sollevato dei dubbi in merito alla sicurezza del suo impiego nei cibi, tanto da portare alla creazione di una petizione rivolta all’FDA allo scopo di richiedere la rimozione della carragenina dalla lista degli additivi sicuri e di un vero e proprio dossier in proposito, pubblicato da parte di The Cornucopia Institute.
Secondo quanto riportato da parte di The Cornucopia Institute, la carragenina sarebbe sempre più spesso legata a disturbi correlati alla digestione, come sindrome del colon irritabile e gonfiori addominali, fino a problemi di maggiore gravità, come colite ulcerosa e cancro al colon. Per decenni, gli esperti che si sono occupati di condurre esperimenti di laboratorio testando su animali l’additivo alimentare di uso comune denominato carragenina hanno individuato tassi elevati di infiammazione gastrointestinale, disturbi simili alla colite e tumore al colon.
Per l’industria alimentare la carragenina sarebbe un additivo, da utilizzare come gelificante ed addensante, particolarmente conveniente. La sua presenza può essere riscontrata in prodotti come budini, gelati, marmellate, panna montata, latte vegetale o formaggi confezionati (ad esempio, in sostituzione del caglio animale), senza dimenticare gli alimenti per bambini. E’ sufficiente consultare le etichette dei prodotti presenti tra gli scaffali dei punti vendita per verificarne il contenuto.
Secondo quanto riportato da parte di The Cornucopia Institute, per decenni le aziende produttrici di alimenti avrebbero diffuso informazioni errate sulla sicurezza della carragenina. La sua presenza può essere rilevata anche in prodotti alimentari etichettati come “biologici” o definiti come “naturali”. Le proteste inoltrate fino ad ora all’FDA (Food and Drug Administration) pare siano risultate inascoltate. Per tale motivo è pronta una nuova petizione in proposito, al fine di ottenere la rimozione della carragenina dalla produzione alimentare e dalla lista degli ingredienti sicuri.

Marta Albè