Archivio mensile:ottobre 2013

Hallowen e buon appetito

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Dal sito http://www.greenme.it Testo e immagini
Di Gloria Mastrantonio

Cari amici vegani potrete sostituire i latticini con i prodotti a base di soia o tofu, per i vegvege c’è la lista dei formaggi senza caglio animale.

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Aperitivo: BloodyMary

Per iniziare un dolcissimo e “sanguinoso” Bloody Mary: succo di pomodoro condito con tabasco, limone, sale, pepe e vodka da accompagnare, se volete, con la torta di zucca della mamma con i funghi porcini, tagliata a cubetti.

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Vellutata di zucca dolce con crostini al curry

..per aprire in modo molto soft i vostri festeggiamenti

Ingredienti ( per 4 persone)
1 zucca dolce (1kg)
1 cipolla
3 foglie di alloro
1 cucchiaio di miso d’orzo
4 gambi di prezzemolo
4 fette di pane integrale raffermo
3 cucchiai di olio extravergine
2 cucchiai di curry
1 cucchiaio di sale

Preparazione
Sbucciate e tagliate la zucca a cubetti. Lavate e asciugate il prezzemolo. Tagliate la cipolla a dadini. Portate ad ebollizione tre dita d’acqua. Versatevi la cipolla e scottatela con il sale per 5 minuti.
Aggiungete a questo punto la zucca e l’alloro. Ricoprite d’acqua il tutto. Portate di nuovo ad ebollizione e cuocete con il coperchio per circa 20 minuti.
Togliete le foglie dall’alloro e prendete mezzo bicchiere di brodo mettendolo da parte. Ora potete passare il tutto con il mixer o con un frullatore a immersione. Rimettete sul fuoco la crema ottenuta e aggiungete il miso sciolto nel mezzo bicchiere di brodo. Fate cuocere per 2 minuti.
Accendete il forno a 180°, tagliate il pane a dadini e mescolatelo con l’olio, il curry e un pizzico di sale. Tostatelo in forno per 10 minuti. Nel frattempo tritate finemente il prezzemolo.
Servite la vellutata con il prezzemolo tritato e i crostini.

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Primo piatto: Bucatini cremosi di zucca, porri e gorgonzola
Ad una cena che si rispetti, a maggior ragione quella di Halloween, non può mancare un bel piatto di pasta

Ingredienti (dosi per 4 persone)

350 grammi di bucatini
250 grammi di porri
450 grammi di zucca
60 grammi di burro
30 grammi di gorgonzola
20 grammi di Grana Padano grattugiato
1 dl di panna fresca
2 dl di latte fresco intero
1 rametto di maggiorana
Olio extra vergine d’oliva
sale, pepe nero macinato

Preparazione

Tagliate la polpa della zucca a dadini, cuoceteli a vapore per 15 minuti e schiacciatene ¾ con una forchetta. In un tegame fate fondere 30 grammi di burro, unite poi la polpa di zucca schiacciata, il latte e la panna, salate, pepate e cuocete per 7-8- minuti circa, fino ad ottenere una crema abbastanza densa. Dopo aver pulito i porri, privateli della parte verde, della radice e delle foglie esterne più dure, tagliateli a rondelle e mettetele in un tegame con il resto del burro la maggiorana, sale e pepe. Fate cuocere il tutto a fuoco medio per circa 10 minuti, unendo, se necessario, un po’ d’acqua per impedire che il fondo di cottura si asciughi, e aggiungendo i dadini di polpa di zucca rimasti negli ultimi 2 minuti di cottura. Successivamente a fuoco già spento, unite il gorgonzola e mantecate. Nel frattempo lessate la pasta in abbondante acqua salata , scolatela al dente e versatela nella crema di zucca. Condite quindi bene la pasta in modo da amalgamare anche i sapori. Cospargete con il parmigiano grattugiato, guarnite con un filo d’olio extra vergine crudo e servite subito in tavola.

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Secondo piatto: Gratin di zucca e patate

Questo gratin di zucca e patate, arricchito con mozzarella, è un saporito secondo ma anche all’occorrenza, un piatto unico perfetto per Halloween.
Ingredienti (per 4 persone)

1 kg. di patate
1,5 kg. di zucca
1 dado vegetale per brodo
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 foglia di alloro
prezzemolo
sale grosso
1 mozzarella
1 cucchiaio di cumino in polvere
1 dose di besciamella (50 g burro, 50g di farina, 500ml di latte freddo, noce moscata, sale e pepe)

Preparazione

Pelate le patate e fatele bollire in acqua salata. Preparate del brodo usando il dado. Pulite la zucca, tagliatela a fette e fatela cuocere nel brodo aromatizzato con la foglia di alloro. Fermate la cottura delle patate e della zucca quando sono ancora croccanti.

Preparate la besciamella (fate sciogliere il burro in una casseruola a fuoco molto basso, incorporatevi la farina continuando a mescolare e facendo attenzione a non farle prendere colore. Aggiungete poi gradatamente il latte, aspettando prima di ogni aggiunta che il latte precedentemente versato sia stato assorbito senza grumi. Cuocete il tutto a fuoco molto basso, mescolando in continuazione, fino all’addensamento. Potete regolare la densità della salsa variando la quantità di farina e latte. Infine, fuori dal fuoco, regolate di sale, pepe e noce moscata.)

Preriscaldate il forno a 210 gradi, ed imburrate una pirofila. Tagliate le patate a fette.

Preparate il gratin facendo uno strato di zucca, poi uno di patate, quindi uno di mozzarella a fettine sottili, infine un velo di besciamella ripetendo il tutto per circa 5 volte. Terminate con uno strato abbondante di besciamella e spolverate con lo zucchero di canna. Cuocete per circa 20 minuti nel forno per far gratinare il tutto. Servite questo saporito gratin di zucca e patate caldo, decorando con qualche rametto di prezzemolo.

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Cheesecake alla zucca con ragnatela

E per finire..il dessert che che ci siamo fatti consigliare dagli amici di GialloZafferano

Ingredienti
500 gr di crescenza
200 gr di zucchero
2 tuorli d uova
2 cucchiai di farina
1cucchiaino di cannella
½ cucchiaino di zenzero
300 gr di panna da cucina
3 cucchiai di succo di limone
250 gr di polpa di zucca
200 gr di biscotti secchi
100 gr di burro
100gr di cioccolato fondente
1 caramella al caffè

Preparazione
Amalgamate in una ciotola i biscotti secchi frullati e il burro con un cucchiaio e mezzo di zucchero, fino ad ottenere un impasto sbriciolato.

Mettete l’impasto nello stampo e pressatelo sul fondo creando un bordo sui lati. Mettete lo stampo in frigorifero per almeno 30 minuti.

Con un mixer amalgamate la zucca (precedentemente cotta a vapore) e il resto degli ingredienti, compresi zenzero e cannella, fino ad ottenere un composto omogeneo. Versatelo nello stampo e mettetelo in forno caldo a 190 gradi per 30 minuti.

Lasciate intiepidire il dolce prima di sfornarlo.

Quando la cheesecake di zucca si sarà raffreddata potete passare alla decorazione: fate sciogliere a bagnomaria 100 g di cioccolato fondente tritato e, con un cono preparato con la carta forno, disegnate sulla cheesecake una ragnatela con un piccolo ragno fatto con la caramella. Ora mettetela in frigo per almeno 3 ore. Se pensate che sia troppo difficile, qui trovate il video con le istruzioni passo passo.

Mangiamo colorato

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http://www.nutrirsimeglio.it
Dottoressa Alessandra Obbili
Biologa Nutrizionista

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Il colore degli alimenti

MANGIAMO COLORATO
Una caratteristica fondamentale di un corretto programma nutrizionale è la presenza di piatti multicolore. C’è molta differenza nel trovarsi davanti ad un piatto mono o bicolore (bistecca e insalata verde) ad una portata variopinta, l’umore cambia, si mangia più volentieri e l’alimentazione corretta non è più vista come una privazione, ma come la scoperta di nuovi e appetitosi piatti.
Può sembrare strano, eppure è così, come si suol dire: anche l’occhio vuole la sua parte; ma questo è soltanto uno dei tanti aspetti che si nascondono dietro il colore degli alimenti.
Il colore è vibrazione, assumerne nell’alimentazione una combinazione dei cinque colori è assolutamente terapeutico, stimolante e salutare.
Attenzione, il colore dei cibi è dato da specifiche sostanze dette phytochymichals che hanno particolari funzioni nel nostro organismo.

COLORE GIALLO- ARANCIO
A dare il colore antitristezza per eccellenza sono leutina e zeaxantina, due sostanze antiossidanti che rinforzano la vista. Gli alimenti giallo-arancio (limoni, pompelmi, arance, peperoni, melone, ananas, prugna gialla, banana, oli vegetali, mais, zucca, albicocca e pesca) sono più ricchi di vitamina C che rafforza le difese del sistema immunitario e ha un effetto depurativo su tutto l’organismo. Contengono inoltre carotene che protegge le cellule dall’invecchiamento. Secondo la cromoterapia, il giallo favorisce la concentrazione, la creatività e la digestione.
Consiglio: prendete l’abitudine di bere di mattino, a digiuno, un bicchiere d’acqua tiepida con una spremuta di limone.

COLORE ROSSO
È il colore della forza, antidepressivo, stimolante e usato contro molti disturbi dell’apparato respiratorio.
Pomodoro, fragola, prugna, ciliegia, peperone rosso, cocomero, mela rossa, arance rosse, anguria, barbabietola, ribes, peperoncino, ravanelli. La frutta e la verdura rossa sono ricche di Licopene e di antocianine che prevengono le malattie cardiovascolari, limitano lo sviluppo di tumori (è dimostrata l’azione specifica protettiva del Licopene sulla crescita del tumore alla prostata) stimolano le difese immunitarie ed i processi di guarigione della pelle, Il colore rosso stimola il metabolismo, riattiva tutte le funzioni dell’ultimo tratto dell’intestino facilitando l’eliminazione delle scorie e porta una ventata di energia alle ghiandole surrenali e al sistema nervoso autonomo.
Risultato: nell’organismo entra in circolo una maggiore quantità di noradrenalina, sostanza che fa lavorare meglio e più in fretta le cellule adipose, e quindi ha un’azione dimagrante, il licopene e antocianine, facilitano inoltre il drenaggio dei liquidi e la circolazione vascolare. Per questo i cibi rossi accelerano il sistema linfatico, la seconda via d’uscita delle scorie, dopo l’intestino. Si ha bisogno di questi alimenti quando ci si sente abbattuti o si hanno carenze di ferro, poiché l’ossido di ferro è notoriamente rosso. Gli alimenti rossi sono anche depurativi e, grazie al loro alto contenuto di potassio, rinnovano le energie vitali.
Consiglio: è meglio non abusare dei pomodori, alimenti acidi, ma alternarli ad altri ortaggi rossi, soprattutto nelle insalate estive. La classica caprese è un abbinamento di alimenti acidi: non è l’ideale per il buon equilibrio intestinale!!!!

COLORE VERDE
Il colore verde degli ortaggi è dato dalla clorofilla, è ricca di magnesio, che aiuta a regolare il metabolismo dei grassi e degli zuccheri. Il verde è il colore dell’equilibrio energetico, calmante disintossicante e persino antinfluenzale
Tutte le verdure e gli ortaggi di colore verde e legumi come piselli, fave, kiwi, spinaci, broccoli, asparagi, cetrioli, basilico, carciofi, prezzemolo, insalata verde, zucchine, sono ricchi di clorofilla, magnesio, selenio, carotenoidi, luteina, polifenoli e vitamina C che favoriscono il buon funzionamento del sistema vascolare e la conduzione degli impulsi nervosi. Il magnesio poi è fondamentale in numerosi processi enzimatici che intervengono nell’assorbimento del calcio del fosforo, del sodio e del potassio, minerali preziosi per irrobustire le ossa, i vasi sanguigni, la vista e i denti. Polifenoli e Vit C hanno un’azione antitumorale sulla crescita cellulare anomala, eccellenti depurativi del sangue, favoriscono il drenaggio linfatico e irrobustiscono il sistema cardiocircolatorio.

COLORE BLU – VIOLA
I cibi blu- viola, melanzane, broccoli, cavoletti, frutti di bosco, uva nera, radicchio, fichi, prugne, contengono le antocianine che contribuiscono a migliorare e proteggere la vista, la struttura dei piccoli vasi sanguigni i capillari e prevengono il deposito di colesterolo sui vasi, l’aterosclerosi e migliorano la funzionalità renale
Tra i prodotti del gruppo blu-viola, il ribes e il radicchio sono ottimi antiossidanti perché ricchi di vitamina C e protagonisti nella formazione della carnitina e del collagene. Il radicchio inoltre, come fichi, ribes, more e prugne, contiene il potassio che protegge il tessuto osseo e diminuisce il rischio di patologie cardiovascolari e l’ipertensione. Di magnesio sono ricche le melanzane povere invece di calorie.
I frutti di bosco, invece, curano la fragilità dei capillari e prevengono le infezioni del tratto urinario, sono amici di un intestino sano con la loro fibra solubile che regola l’assorbimento degli altri nutrienti e alimenta la flora microbica intestinale.
Ancora: nel blu-viola ci sono alimenti ricchi di fibra e di carotenoidi, attivi contro tumori, patologie cardiovascolari incluso l’ictus, cataratta, invecchiamento cellulare, patologie neurodegenerative e invecchiamento cutaneo.
Curiosità: il vino rosso deve il suo colore allo antocianidine. Durante l’invecchiamento, le antocianidine reagiscono con le molecole, incolori, ma amare, d’altri flavonoidi che costituiscono un tipo di tannino. La reazione rimuove i tannini e migliora il gusto del vino. Nei vini molto invecchiati, la stessa reazione porta invece alla rimozione delle antocianine rosse e lascia visibile il colore marrone dei tannini.
Consiglio: due dita di buon vino rosso di sera aiutano a star meglio (in assenza di patologie!)

COLORE BIANCO
Mela, sedano, pere, finocchi, porri, cipolle, funghi, cavolfiore sono dominati dal bianco dato dalla quercetina, sono ricchi di potassio, vitamina C, polifenoli, composti solforati e flavonoidi. Sono ricchi di fibre e sali minerali, permettono di rinforzare il sistema scheletrico le ossa e l’apparato cardiocircolatorio rendendo più fluido il sangue.
I porri, le cipolle e l’aglio contengono un particolare composto detto allucina potentissimo antiossidante. Tutti contribuiscono a ridurre naturalmente i livelli di colesterolo nel sangue
Questi alimenti svolgono una benefica azione sul sistema nervoso, sul cervello e sulle facoltà intellettive superiori. Alcuni alimenti in cui è presente questa vibrazione sono elencati per l’energia blu. I cibi che vanno dal viola all’indaco sono particolarmente ricchi di magnesio e di altri elementi fondamentali per le funzioni cerebrali.

Cachi: valori nutrizionali e proprietà

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Grazie a http://m.my-personaltrainer.it/benessere/cachi-proprieta.html
Foto: Google Immagini

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Soffice, carnoso e dolcissimo, il frutto del cachi simboleggia l’autunno, stagione “di passaggio” responsabile spesso di spossatezza e stress psicofisico; grazie agli interessanti valori nutrizionali e alle proprietà correlate, il cachi rappresenta un ottimo espediente per iniziare al meglio l’autunno.
Anzitutto i cachi sono considerati molto energetici: a tal proposito sono indicati a bambini, anziani e agli amanti dello sport. Inoltre, i frutti vantano proprietà lassative, diuretiche ed epatoprotettive.
Durante l’argomentazione, saranno esaminati attentamente dapprima i valori nutrizionali del cachi e la sua composizione chimica e, da ultimo, le proprietà fitoterapiche.

Analisi nutrizionale
Studiando le tabelle dei valori nutrizionali di diversi frutti, i cachi non rientrano certo tra quelli a basso tenore calorico: infatti, 100 grammi di cachi forniscono all’incirca 65-70 kcal (equivalenti a circa 272 kJ). L’acqua ne costituisce circa l’80%, gli zuccheri ben il 16-18%, mentre le fibre sono calcolate intorno al 2,5%, le proteine allo 0,6% e i grassi allo 0,3%.
Tra i sali minerali, il primato (in termini di quantità) spetta sicuramente al potassio (ca. 161-170 mg %), minerale che conferisce al cachi le spiccate proprietà diuretiche. Oltre al potassio, si ricordano anche il fosforo (20 mg %), il magnesio, il calcio ed il sodio; solo in tracce si ritrova il selenio ed il manganese.
Considerevole pure la quantità di vitamina C: è bene sottolineare che la quantità di acido ascorbico varia in funzione del grado di maturazione del frutto, variabile da 50 mg a 7 mg nel cachi molto maturo.
Il cachi è ricco anche di beta-carotene, precursore della vitamina A: si stima che 100 grammi di prodotto fresco apportino 1,4 mg di retinolo equivalenti. I pigmenti (licopene e xantine) agiscono sinergicamente con la provitamina A, potenziandone l’azione finale (antiossidante e possibile prevenzione dalle malattie cardiovascolari). [tratto da Terapie Complementari in Geriatria, di Enrica Campanini, Stefania Biondo]
Il cachi acerbo è miniera di tannini, ai quali sono ascritte le note proprietà astringenti: la tipica percezione di avere la “bocca legata” è dovuta proprio alla componente tannica. Durante la maturazione, la quantità di tannini si riduce fortemente, viceversa, gli zuccheri (fruttosio e glucosio) aumentano.

Proprietà del cachi
Come accennato nell’incipit, il cachi è un frutto piuttosto energetico per la cospicua quantità di zuccheri: a rigor di ciò, il consumo di cachi è sconsigliato per chi soffre di diabete o di obesità, ma raccomandato in caso di inappetenza, stress psicofisico e sport.
Il frutto del cachi dovrebbe essere consumato crudo: in questo modo, viene garantito un buon apporto in termini di vitamine e sali minerali, beneficiando del buon effetto vitaminizzante e rimineralizzante.
Per la presenza del potassio, il cachi è considerato un buon diuretico e depurativo, mentre il cospicuo contenuto in fibre rende il frutto un ottimo rimedio naturale contro la stitichezza (proprietà lassative).
Il cachi è consigliato anche in caso di disturbi epatici (virtù epatoprotettrici), emorragie (virtù astringenti ed emostatiche dei frutti immaturi) o cure antibiotiche responsabili di una compromissione della flora intestinale.
Ottimo rimedio naturale contro lo stress, il cachi è raccomandato anche in caso di stanchezza ed astenia.
Da ultimo, il cachi esercita un’importante attività protettiva nei confronti di milza, pancreas, stomaco ed intestino tenue.

Budino di Cachi con Frutti di Bosco
Autentica golosità, semplice e veloce da preparare, firmata da Alice, la personalcooker ufficiale di MypersonaltrainerTv. Il budino di cachi è il dessert ideale per allietare anche il palato più restio ad assaporare questi frutti ricchi di proprietà benefiche.

Cocamide Dea

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Fonte: La Stella Vegana
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E’ una sostanza cancerogena contenuta nei detergenti, vietata in tanti paesi, ma non in Europa!

La Cocamide DEA (o cocamide dietanolammide) è una dietanolammide prodotta per reazione degli acidi grassi estratti dall’olio di cocco con dietanolammina.
È un liquido viscoso utilizzato in cosmetica per la preparazione di agenti schiumogeni come shampoo, bagnoschiuma, saponi ed agenti emulsionanti.
Ha un elevato potere allergenico e può essere causa di dermatiti.

In California il laboratorio indipendente “Center for Environmental Health” di Oakland, ha effettuato dei test, riscontrando la sostanza illegalmente utilizzata in 100 prodotti per l’igiene che non avevano sull’etichetta, l’avvertimento richiesto dalla legge della California.

La Cocamide è vietata perchè è una sostanza classificata come “cancerogena” dall’ “Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro”, perchè a contatto con la pelle può formare nitrosamine, che si formano dalla combinazione di nitriti e ammine, e sono sostanze riconosciute come cancerogene.

Questo accade quando nei prodotti cosmetici, le amine si trovano accanto ad alcuni ingredienti nitrosanti.
Alcuni di questi sono:
2-bromo-2-nitropropane-1,3-diol;
2-bromo-2-nitro-1,3-propandiolo;
5-bromo-5-nitro-1,3-dioxane;
methyldibromo glutaronitrile.
In Europa, l’uso della cocamide è permesso ma con limiti ben precisi.

Purtroppo sono stati trovati livelli alti di Cocamide DEA in prodotti di marche che troviamo anche qui da noi:
Colgate, Palmolive, Bliss e Paul Mitchell.
Ancora più grave, che è stata trovata in prodotti biologici o per bambini.
Qui il link, dove potete trovare l’elenco dei 100 prodotti testati in California: http://www.ceh.org/news-events/press-releases/content/lawsuit-launched-testing-finds-cancer-causing-chemical-in-100-shampoos-haircare-products/

Il picco di cocamide presente in molti prodotti è di addirittura 10 mila ppm, e uno shampo aveva il 20% di cocamide al suo interno, cioè 200 mila ppm!!

Controllate bene le etichette dei prodotti che usate, perchè in Europa è ancora usata la Cocamide DEA, e soprattutto fate attenzione che non sia insieme a ingredienti che possono formare nitrosamine.

da HealtLine.com

Dieta depurativa

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Di Patrizia Vaier
Immagini Google
Notizie reperite in rete

Ricordate che prima d’iniziare una qualsiasi dieta è consigliabile parlarne con il vostro medico di fiducia per un controllo generale del vostro stato di salute e se il medico lo riterrà opportuno valutate anche l’idea di un consulto con un medico specialista nutrizionista.

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Non sempre l’organismo riesce a smaltire le tante tossine e questo può far verificare una condizione d’intossicazione che compromette la salute e il benessere del corpo e della mente, rendendoli più vulnerabili ai disturbi, alle malattie, al sovrappeso e alla cellulite.

L’accumulo di tossine è dovuto alla scelta di cibi ricchi di grassi e poveri di vitamine e minerali, ma anche ad uno stile di vita scorretto, allo smog e alle polveri inquinanti. Come depurare l’organismo?

Ecco le regole da seguire:

Consiglio il consumo di cereali integrali, ricchi di fibre che aiutano a mantenere l’intestino pulito ed hanno una buona azione disintossicante.
Aumentare il consumo di frutta e verdura fresca

Evitare vino e superalcolici

Bere molta acqua, almeno 2 litri al giorno, per favorire la diuresi e la depurazione dell’organismo

Attività fisica leggera, camminare per 30 minuti al giorno costantemente in un parco circondati dal verde è l’ideale.

Seguite la dieta per tre giorni consecutivi a settimana per almeno sei settimane, eliminerete scorie, tossine e adipe. Prendete l’abitudine di bere una tisana depurativa al termine dei pasti, calda oppure a temperatura ambiente ma mai fredda dal frigorifero.

I 4 giorni della settimana nei quali non seguite la dieta cercate di non assumere comunque cibi nocivi a prescindere, zuccheri e grassi vanno limitati sempre per il bene del nostro organismo.

Giorno 1°

Colazione

– Tè verde
– 3 gallette di mais
– 3 cucchiaini di marmellata di limone o arancia amara

Spuntino
– frutti di bosco

Pranzo
– 50 g di insalta belga con 2 cucchiaini di olio d’oliva saltata in padella
– 80gr di riso integrale, tostato in una casseruola con 2 cucchiai di olio d’oliva, unitevi del brodo vegetale in cui avrebte sciolto mezza bustina di zafferano e portate a cottura.

Merenda
– 1 fetta di ananas fresco

Cena
– 150 g di tofu alla piastra condito con poche gocce di olio evo, poco sale e limone
– 200 g di finocchi saltati in padella con 2 cucchiaini di olio di oliva
– 3 gallette di riso oppure di mais

Giorno 2°

Colazione
– Tè verde
– Macedonia con un kiwi, mezza mela e mezza banana
– 3 cucchiaini di miele

Spuntino
– 1 pera

Pranzo
– 50 g di insalata verde con 2 cucchiaini di olio evo
– 80 g di orzo cotto in casseruola con 2 cucchiaini di olio evo e 2 zucchine tagliuzzate

Merenda
– 1 budino di soia

Cena
– 120 g di seitan alla griglia condito a crudo con un cucchiaino di salsa di soia
– 200 g di cavolfiori
– 40 gr pane integrale 100% tostato

Giorno 3°

Colazione
– Un bicchiere di latte di soia con un cucchiaino di miele
– 1 mela
– 3 cucchiaini di confettura di mela cotogna

Spuntino
– 1 pompelmo rosa

Pranzo
– 150 g di cicoria in padella con 2 cucchiai di olio evo
– 80 g di pasta di farro semintegrale condita con salsa di pomodoro

Merenda
– 1 bicchiere di latte di riso con un cucchiaino di cacao in polvere

Cena
– 100 g di crema di lenticchie (lenticchie e carote cotte a vapore ridotti in crema con l’aggiunta di 3 cucchiai di latte di soia, un pizzico di Garam Masala,sale e olio evo)
– Broccoli scaldati con due cucchiai di olio evo
– 50 g di riso lesso o al vapore

Vivere felici è anche vivere veg

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Di Patrizia Vaier
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Un giorno felice comincia da una colazione felice, senza alcuna sofferenza, di nessuno.
Non dimentichiamo però di alimentare senza sofferenza anche la nostra mente ed i nostri pensieri.
Siamo ciò che pensiamo.

Si proprio così, eppure.

Ci sono persone che della lamentela hanno fatto l’inno della propria vita e ne sono perfino fiere, le loro giornate sono piene di negatività, oserei dire che vivono alla costante ricerca del risvolto negativo in ogni circostanza. I loro visi trasmettono rabbia, rancore, astio verso il mondo intero. Per loro c’è sempre qualcosa che non va. Già dal mattino al suono della sveglia maledicono quell’attimo e incominciano la tiritera dell’uomo scontento ma contento di esserlo. Non è una contraddizione, ma uno che passa la vita a lamentarsi e non fa niente di concreto per porre fine al suo malessere quotidiano e costante, è felice della sua condizione. Non può essere altrimenti.

Perché non provare ad accettare il suggerimento di cambiare punto di vista e iniziare a guardare tutto quello che accade con positività e con il sorriso sulle labbra? Spesso quando provo a parlare in questi termini difronte a me s’innalza un muro impenetrabile di convenienza e comodità.
È difficile guardarsi dentro e capire che molto probabilmente siamo noi artefici del nostro vivere, è sicuramente più facile dare colpe e responsabilità ad altri. Indipendentemente dal tipo di problema troviamo sempre qualcuno a cui affidare la colpa del nostro malessere, spaziamo dalla suocera al capufficio, dai vicini di casa alla politica.
Non ci si ferma mai a pensare: “se qualcosa non va bene sono io a dover cambiare, perché è a me che non va bene”.

Dobbiamo imparare a prendere in esame le nostre vere priorità e lavorare su queste, cambiando la lista giorno per giorno, circondiamoci di belle persone e di belle cose, non è necessaria la ricchezza materiale per fare questo, è solo una scelta di vita, impegniamoci a trovare il bello in ognuno di noi.

Hare Krshna

La Stevia: zucchero a zero calorie

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Del dottor Giacomo Bo
http://www.riflessioni.it

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Viene dalle montagne del Brasile e del Paraguay, ha una capacità dolcificante naturale che è di centinaia di volte superiore a quella dello zucchero, non contiene calorie. Si tratta della Stevia, pianta da pochi mesi entrata in commercio in Italia grazie all’autorizzazione dell’Unione Europea (luglio 2012). Scopriamo quindi le proprietà del succo dolce delle sue foglie!
Anzitutto si tratta di una piccola pianta perenne, che appartiene alla famiglia delle Compositae o Asteraceae, arriva dal sud America e ha un’enorme capacità dolcificante. I principi attivi sono lo stevioside, il rebaudioside A, il rebaudioside C, la dulcoside A. La pianta dolcificante è nota proprio come stevia rebaudiana, da Rebaudi, lo scopritore delle sue proprietà edulcoranti. In natura sono state infatti descritte più di 150 specie di stevia, ma la rebaudiana è l’unica ad avere anche importanti proprietà dolcificanti.
I principi attivi edulcoranti si estraggono principalmente dalle foglie seccate e disidratate. A seconda della modalità di impiego può risultare più o meno dolce: la stevia si può consumare sia in foglie fresche che secche o anche in polvere, sotto forma di estratto disidratato, una polverina bianca, o concentrato liquido.
La stevia rappresenta dunque un nuovo modo di dolcificare bevande e alimenti. Contrariamente allo zucchero o al altri dolcificanti, però ha il vantaggio di non possedere alcuna caloria, di non alzare il livello glicemico nel sangue (quindi è perfetta per i diabetici) e di essere utilizzabile anche ad elevate temperature, quindi di essere anche un ottimo ingrediente nella preparazione di torte e dessert, oltre che per edulcorare bevande calde e fredde. Inoltre la stevia, non avendo zuccheri, non concorre nella formazione della placca e delle carie dentali.
La stevia è anche una medicina; le prime attestazioni d’uso di questa pianta risalgono ai curanderos sudamericani e agli indigeni Guaranì che la chiamavano Ka’a he’é (erba dolce) e la utilizzavano sia per dolcificare l’amaro tè del Paraguay, il noto mate, che per masticarla o per fare impacchi sulla pelle. Le proprietà della stevia si sono poi presto diffuse in tutto il sud America. In medicina la stevia è impiegata anche oggi, in particolar modo per chi soffre di glicemia, per la cura della pelle (efficace contro acne, disidratazione, rughe e inestetismi cutanei) e nel trattamento dell’ipertensione. Viste le sue proprietà, può anche essere efficace per fronteggiare il diabete, il sovrappeso e altri disturbi simili connessi con il consumo degli zuccheri. Esistono controindicazioni? In realtà non sembrano essercene molte. Se viene assunta in dosi molto più elevate rispetto a quelle usate per dolcificare, può essere causa di ipotensione o ipoglicemia. Per il resto non si conoscono altre controindicazioni.
Come mai allora se questa pianta è così straordinaria la scopriamo solo oggi? Perché finora il suo utilizzo è stato vietato a livello comunitario con la giustificazione che la piccola piantina e il processo di produzione del suo zucchero, ancora ad oggi (dopo decenni di studi) non hanno superato i dovuti test sanitari. Questo appariva paradossale visto i centinaia di studi che provano la pericolosità degli zuccheri tradizionali. Le giustificazioni, di ordine burocratico, dietetico e sanitario, sono state tali da far si che il processo di commercializzazione abbia incontrato notevoli ostacoli, rimanendo a lungo chiuso nei cassetti di qualche alto funzionario della Commissione Europea a Bruxelles. Ed è facile capirne il perché: l’Unione Europea è il maggiore produttore e consumatore al mondo di zucchero da saccarosio e aspartame: la media di consumi europea è di 36 kg a persona (con punte massime di 45 kg in nazioni come il Belgio e l’Irlanda), contro i 21,5 kg di consumo per persona nel resto del mondo. In Italia la media è di 25,5 kg. Un alto consumo degli zuccheri della pianta Stevia avrebbe sgradevoli effetti sul mercato dei dolcificanti artificiali e dello zucchero, tanto da minacciare le grandi lobby chimico-farmaceutiche europee.
Dove la possiamo reperire? Ormai i vivai si stanno attrezzando e sicuramente nei prossimi mesi la troveremo a pochi euro in vasi da coltivare in proprio. E’ una pianta perenne per cui basta aver cura di innaffiarla e di ripararla in casa in inverno perché non sopporta i geli. Le foglie possono essere consumate fresche (ad esempio per dolcificare le bevande calde) oppure fatte seccare d’estate e poi utilizzate tutto l’anno.

Lo zafferano, prezioso amico

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di aver diana Amorosi

imageIl rosso carminio dei suoi pistilli, il loro profumo intenso e persistente e l’aroma leggermente amarognolo che li caratterizza fanno dello zafferano una delle spezie più preziose e costose al mondo.

Usato sia in medicina che in cucina, questa preziosa spezia – molto rara ma sempre più nota e utilizzata – contiene numerose sostanze benefiche per il nostro organismo e tantissime proprietà organolettiche, che la rendono molto versatile, ideale per la preparazione di piatti semplici o elaborati, sia salati che dolci.
Tra le numerose caratteristiche benefiche dello zafferano (ricordiamo che secondo diverse intuizioni scientifiche questa spezia avrebbe molti usi terapeutici per i quali mancano però dei riscontri ufficiali) va segnalata sicuramente la sua attività di regolazione della digestione, le sue proprietà antiossidanti (ideali quindi contro l’invecchiamento) e – secondo alcune fonti – anche afrodisiache.
Se nell’antichità veniva usato come potente colorante per stoffe e tessuti di vario tipo, oggi lo zafferano viene impiegato soprattutto in cucina, per aromatizzare le pietanze ed esaltare i sapori delle materie prime. I cibi acquistano così un gusto unico ed inconfondibile, gradevole e persistente, grazie alla presenza di tre principi attivi: la crocina, sostanza responsabile della colorazione brillante di questa spezia, il safranale, da cui deriva la sua inebriante fragranza e la picrocrocina, che ha il potere amaricante percettibile come retrogusto.
Ma la preziosità di questa spezia è legata, in particolare, ai metodi di coltivazione e raccolta, che avviene nelle prime ore del mattino, prima che i bellissimi fiori di color lilla si aprano: per mantenere invariate tutte le loro proprietà, gli stimmi non devono essere esposti ai raggi del sole e quindi le operazioni di raccolta devono essere fatte velocemente e da tante persone contemporaneamente.

Foto: http://www.zafferanodicori.it
Una volta raccolti i fiori, gli stimmi sono sottoposti a un lungo e delicato processo di lavorazione, che consente di trasformare questi fiori in spezia: gli stimmi dello zafferano vengono prima rimossi manualmente dal fiore e poi messi ad essiccare. Un processo delicato e fondamentale, che – per mantenere inalterate le proprietà organolettiche della spezia – deve avvenire lo stesso giorno della raccolta.
Le fasi di rimozione ed essicazione degli stimmi sono i momenti più importanti per la produzione, che richiede tanto lavoro e pazienza: per produrre un grammo di zafferano occorrono dai 120.000 ai 200.000 fiori.
Tra le coltivazioni DOP più famose del nostro Paese c’è sicuramente quella de L’Aquila, che coinvolge un’area definita da un ristretto numero di comuni della provincia: Barisciano, Caporciano, Fagnano alto, Fontecchio, L’Aquila, Molina Aterno, Navelli, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, San Demetrio nei Vestini, S. Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo.
Ma oltre alle coltivazioni presenti in regioni famose e sponsorizzate ne troviamo altre meno rinomate, ma ugualmente pregiate. È il caso dello zafferano di Cori, un comune dell’Agro Pontino, in provincia di Latina, dove questa preziosa spezia viene coltivata come una volta, in modo manuale e naturale, senza uso di sostanze chimiche.
Lo zafferano viene essiccato ad una temperatura di 45 gradi centigradi nello stesso giorno in cui viene raccolto e tolto dal fiore, grazie ad una lavorazione che segue ancora oggi le antiche tradizioni: per conservare la sua purezza e tutte le sue proprietà organolettiche gli stimmi vengono confezionati interi in vasetti di vetro sigillato.
Per ottenere un chilogrammo di zafferano di Cori occorrono circa 150.000 fiori, ciò significa che per un grammo sono necessari circa 450 stimmi e 500 ore di lavoro.
Ora capite perché è così prezioso?

Tutto quanto c’è da sapere sul colesterolo

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imageA cura di Fabio Frisetti
Redazione http://www.benesserevillage.it
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Qual è la differenza fra Trigliceridi e Colesterolo?

Trigliceridi e colesterolo sono tipologie separate di lipidi che circolano nel sangue. I trigliceridi immagazzinano le calorie inutilizzate e forniscono energia al nostro organismo; il colesterolo serve a costituire le cellule e alcuni ormoni. Dato che trigliceridi e colesterolo non si dissolvono nel sangue, circolano all’interno del nostro organismo con l’aiuto di alcune specifiche proteine dette lipoproteine.
http://www.benesserevillage.it/…/trigliceridi.php

Colesterolo e Trigliceridi: Alimentazione e stile di Vita

Avere il colesterolo alto non dà alcun tipo di sintomo e allo stesso tempo non causa alcun danno immediato al nostro organismo; con in passare del tempo, tuttavia, troppo colesterolo nel sangue, può portare al formarsi di placche nelle arterie e, quindi, all’insorgere di aterosclerosi. Per questo è fondamentale tenere i valori sotto controllo con la dieta ed un corretto stile di vita.
http://www.benesserevillage.it/….colesterolo.php

Quando il Colesterolo è Alto?

Quando si parla di rischio cardiovascolare è sempre il colesterolo a fare la parte del leone, ma c’è anche un altro tipo di lipide ematico che, secondo studi recenti, costituisce altresì un importante fattore di rischio, si tratta dei trigliceridi.
http://www.benesserevillage.it/browse/for/Salute/…/il-colesterolo-MTYyOA453

Colesterolo e Trigliceridi: cosa sono?

Le malattie cardiovascolari rappresentano in Italia un 45% di causa di morte. L’ictus, l’infarto, l’ipertensione arteriosa sono caratterizzate spesso da fattori che non si riescono a controllare, come la familiarità, l’età, tuttavia una grande importanza rivestono altri fattori che dipendono dallo stile di vita: scarso esercizio fisico, dipendenze da fumo o/e alcool, ipercolesterolemia, ipertensione, stress, diabete, obesità ecc. La cosa migliore è prima di tutto conoscere da vicino i potenziali nemici per poi prendere le misure necessarie per difendersi o per mantenersi sani.
http://www.benesserevillage.it/…/colesterolo-e-trigliceridi-conoscere-per-stare-in-salute-MTA0Nw

Quando il Colesterolo è Alto?

Quando si parla di rischio cardiovascolare è sempre il colesterolo a fare la parte del leone, ma c’è anche un altro tipo di lipide ematico che, secondo studi recenti, costituisce altresì un importante fattore di rischio, si tratta dei trigliceridi.
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Perchè si parla di Colesterolo buono e Colesterolo cattivo?

Si tratta di una semplificazione per indicare il complesso lipoproteico che contiene il colesterolo. Il colesterolo totale infatti non misura la semplice molecola lipidica di colesterolo, ma il composto che lo contiene.
http://www.benesserevillage.it/browse/for/Alimentazione/…/colesterolo-hdl-ldl-MTYyNA453

La Dieta per abbassare il Colestrolo alto

La dieta può essere un valido aiuto nella riduzione non del colesterolo totale, che comprende sia le HDL che le LDL, ma in particolar modo del famigerato colesterolo cattivo. Anche se abbiamo specificato che gran parte del colesterolo viene prodotto dal nostro corpo, è anche vero che un 10-20 per cento viene assunto tramite l’alimentazione.
http://www.benesserevillage.it/browse/…/colesterolo-e-dieta-cerchiamo-di-fare-chiarezza-MTEyMQ

Colesterolo alto? Un aiuto dalla natura

Si sente dire spesso che la farina d’avena è il migliore alleato per la salute del cuore. Si tratta di uno degli alimenti che contengono più fibre solubili, una sostanza che può aiutare a ridurre la quantità di colesterolo LDL (anche conosciuto come colesterolo “cattivo”) nel sangue.
http://www.benesserevillage.it/browse/…/colesterolo-alto-fibre-MjA4Mg453

Una Dieta ricca di Legumi contro il Colesterolo

Una dieta equilibrata e, soprattutto, ricca di legumi, aiuterebbe a proteggere l’organismo dalle conseguenze negative del colesterolo.
http://www.benesserevillage.it/…/Salute/Prevenzione malattie/una-dieta-ricca-di-legumi-contro-il-colesterolo-NjEw

Gli alimenti integrali proteggono il cuore

Pane e pasta integrali per sgonfiarsi? Da oggi sappiamo che non fanno bene solo alla nostra linea, ma anche al nostro cuore perchè riducono i rischi di infarto e attacchi ischemici.
http://www.benesserevillage.it/…/Prevenzione%20malattie/alimenti-integrali-cuore-MTU2OQ453

Combatti i trigliceridi con l’alimentazione

Hai i trigliceridi alti? Non sottovalutarli e cerca di mettere in discussione i tuoi stili di vita. I trigliceridi alti infatti devono essere combattuti principalmente con lo stile di vita e con l’alimentazione.
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Come aumentare il colesterolo HDL

Il livello di colesterolo totale nel sangue rimane sempre un parametro importante per la salute del nostro cuore, tuttavia la medicina moderna ci dice che il colesterolo HDL, conosciuto anche come colesterolo buono, più è alto e meglio è. La conseguenza? sempre più spesso i medici più che su come abbassare il livello totale di colesterolo, danno consigli su come poter alzare il livello del solo colesterolo HDL.
http://www.benesserevillage.it/…/Salute/Prevenzione malattie/colesterolo-hdl-MjE3OA453

Piante anti-colesterolo

Anche tu hai verificato di avere l’ipercolesterolemia? Niente paura, è molto diffusa e spesso ereditaria. Non ti resterà che tenerla a bada con la dieta e con alcune piante
http://www.benesserevillage.it/browse/for/…/piante-anti-colesterolo-MjMxOA453

Un bicchiere di vino rosso contro il colesterolo

Il vino rosso contiene polifenoli, i quali sembrano avere attività antiossidante nei confronti del colesterolo LDL, ossia il colesterolo comunemente definito cattivo. L’importante è non esagerare nelle quantità.
http://www.benesserevillage.it/…/Prevenzione%20malattie/colesterolo-vino-rosso-MTgwNw453

Lo stress fa aumentare il colesterolo cattivo

Studi recenti hanno dimostrato una correlazione tra stress e aumento del livello di colesterolo cattivo. In pratica la produzione di colesterolo nel sangue non dipende soltanto dalle nostre abitudini alimentari, anzi sembrerebbe che solo il 20% del colesterolo sia derivante dall’alimentazione, mentre la maggior parte del colesterolo presente nel nostro sangue sarebbe endogeno, cioè prodotto dal corpo umano.
http://www.benesserevillage.it/…/Prevenzione%20malattie/stress-colesterolo-MTgwOQ453

Colesterolo: le uova sono ancora un alimento tabù?

Rispetto ad una decina di anni fa le uova hanno un contenuto inferiore di colesterolo e maggiori quantità di vitamina D. Non sarebbero più da considerare un alimento tabù.
http://www.benesserevillage.it/…/Alimentazione%20Corretta/uova-colesterolo-MTgwOA453

Il Colesterolo blocca Tumori

Uno studio americano dimostra che il colesterolo prodotto dal nostro organismo ha proprietà antitumorali e costituisce l’impalcatura di cellule e sistema nervoso, è inoltre fondamentale nei processi di riparazione cellulare.

Frutta secca: medicina naturale contro il colesterolo

Per tenere a bada il colesterolo e garantirsi una vita sana e priva delle gravi conseguenze derivanti dall’aumento patologico della sua concentrazione nel sangue basterebbe una piccola accortezza: mangiare almeno 67 grammi di frutta secca al giorno.
http://www.benesserevillage.it/…/Prevenzione%20malattie/frutta-secca-medicina-naturale-contro-il-colesterolo-OTM0

Obesità e Colesterolo: come evitarli

Quel po’ di pancetta che accumuliamo con molto piacere potrebbe essere talvolta simpatica e talvolta fastidiosa ma, secondo alcune statistiche, spesse volte è anche pericolosa: l’obesità infatti è legata a problemi come il diabete o il colesterolo.
http://www.benesserevillage.it/…/dieta/Dieta%20equilibrata/obesit-e-colesterolo-come-evitarli-MTExNw

Sindrome metabolica: conoscerla e curarla

Da qualche anno, soprattutto quando si parla di rischio cardiovascolare, sentiamo spesso spesso l’espressione sindrome metabolica. Ma cos’è esattamente questa patologia? E come possiamo intervenire?
http://www.benesserevillage.it/…/Prevenzione%20malattie/sindrome-metabolica-MTc2Mw453

Noci anti-stress

No, non si tratta della divertente attività di rompere il guscio con lo schiaccianoci. Parliamo di una ricerca americana che stabilisce quale effetto abbiano le noci sul nostro organismo e come possano aiutarci ad eliminare lo stress.
http://www.benesserevillage.it/…/Alimentazione%20Corretta/noci-anti-stress-MTQ1Nw

Eterna Giovinezza, pronta la Pillola

100 anni è il traguardo a cui punta la scienza, che sta ideando una pillola capace di allungare la vita combattendo le due malattie più diffuse del secolo: colesterolo e diabete.
http://www.benesserevillage.it/…/Prevenzione%20malattie/eterna-giovinezza-pronta-la-pillola-MTM1OQ

Integratori Omega-3 contro il Colesterolo Alto

Si sente spesso parlare dell’olio di pesce, nei contesti più vari, andiamo a vedere esattamente di cosa si tratta. Gli acidi grassi omega 3, in particolare i due tipi più attivi (EPA e DHA) sono indicati principalmente per ridurre gli alti livelli di trigliceridi nel circolo sanguigno. Un’altra indicazione importante è la prevenzione di eventi cardiovascolari…
http://www.benesserevillage.it/…/Educazione%20Alimentare/acidi-grassi-omega-3-MTU1Ng453

Proteine di soia contro il colesterolo alto

Per la Food and Drug Administration, le proteine della soia sia come cibo che come integratori, possono ridurre il rischio di malattie cardiovascolari a condizione che siano inserite in diete a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo, ed in un quantitativo di 25 g al giorno.
http://www.benesserevillage.it/…/Prevenzione%20malattie/soia-colesterolo-MTYzOA453

Colesterolo alto: qual è lo sport più indicato?

Una pratica sportiva regolare aiuta il nostro corpo a mantenersi sano ed è utilissima per chi soffre di colesterolo. Infatti una delle azioni indirette dell’attività fisica è quella di aumentare il cosiddetto colesterolo buono.
http://www.benesserevillage.it/…/Prevenzione%20malattie/colesterolo-sport-MTc5Mw453

Ridurre il colesterolo dell’80%

I ricercatori dell’Università di Milano hanno ideato una nuova pillola capace di ridurre il colesterolo cattivo anche dell’80% e di dimezzarlo nella maggioranza dei casi: indicata nei casi di ipercolesterolemia grave.
http://www.benesserevillage.it/…/Prevenzione%20malattie/pillola-colesterolo-MTk4Mw453

La dieta per chi ha il colesterolo alto

Chi ha il colesterolo alto deve fare molta attenzione a ciò che mangia e deve dunque seguire alcuni accorgimenti dietetici che sono fondamentali per ridurre o tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue.
http://www.benesserevillage.it…/Dieta/Dieta%20equilibrata/dieta-colesterolo-MTk4OA453

Colesterolo alto? Colpa del grasso addominale

Il grasso viscerale si trova in profondità nell’addome, dove circonda organi vitali, tra cui il fegato. Il sangue che circola attraverso il grasso viscerale è drenato direttamente nel fegato attraverso la vena porta. Le sostanze pericolose prodotte dal grasso viscerale si riversano così direttamente nel fegato. Una di queste sostanze, gli acidi grassi, rallenta la produzione di grassi nel fegato e scompensa l’equilibrio del colesterolo LDL ed HDL.
http://www.benesserevillage.it/htm/grasso-viscerale.php

Xantelasma: attenti al cuore

Una ricerca danese sostiene che chi sviluppa depositi visibili di colesterolo nella pelle e in particolare intorno agli occhi, sarebbe maggiormente a rischio di sviluppare malattie cardiache e in particolare infarto.
http://www.benesserevillage.it/browse/for/…/xantelasma-colesterolo-MjIyNg453

Farmaci anticolesterolo: quanti e quali conosciamo?

Negli anni, i vari studi farmacologici hanno portato sul mercato moltissimi farmaci in grado di diminuire il livello di colesterolo LDL nel sangue. Quali sono allora questi farmaci?
http://www.benesserevillage.it/sld2/…/farmaci-anticolesterolo.php

Riso rosso fermentato

Il meccanismo con cui il riso rosso fermentato abbassa il colesterolo non è ancora del tutto chiarito; le monacoline di sicuro esercitano attività in tal senso, si trasformano nell’organismo umano prima in lovastatina e poi nella sua componente attiva il, il suo corrispondente beta-idrossi-acido, il quale diminuisce il colesterolo totale circolante nel sangue, il colesterolo a bassa densità (LDL), ed il rapporto tra LDL e colesterolo ad alta densità (HDL)
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I Legumi nell’Alimentazione vegana: proprietà nutrizionali e Ricette

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Partendo dal presupposto che le proteine vegetali, così come quelle animali, sono costituite da una concatenazione di 20 amminoacidi, 8 dei quali essenziali – che in quanto tali non vengono prodotti dal corpo ma assunti attraverso il cibo in modo da soddisfare il corretto fabbisogno proteico – possiamo facilmente affermare che una dieta vegana, completa ed equilibrata, è in grado di fornire tutte le proteine necessarie senza le quali sarebbe impensabile provvedere alla formazione e rigenerazione dei tessuti o ad altre importanti funzioni.

Tuttavia, per essere completa e soddisfare quel 10-15 per cento di fabbisogno proteico quotidiano, la dieta vegana, oltre ad essere variegata, deve prevedere un notevole e regolare consumo di legumi che – in quanto fonte primaria di proteine all’interno del regno vegetale ed eccellente fonte di fibre, ferro, zinco e acido folico – costituiscono una validissima alternativa al consumo di carne, pesce, uova, latte e latticini. In particolar modo, combinando cereali e legumi cotti è possibile ottenere tutti gli amminoacidi di cui l’organismo ha bisogno senza dover per forza ricorrere alle proteine animali.

Essendo quindi ricchi di proteine vegetali, i legumi si dimostrano importantissimi per chi, a causa di un regime alimentare vegano, non può contare sulle proteine nobili di derivazione animale. Inoltre essendo anche particolarmente ricchi di calcio e ferro, questi sostituiscono facilmente alcuni alimenti tabù per i vegani, come il latte e i suoi derivati, necessari tra gli onnivori per assicurare il giusto apporto di calcio, e le carni rosse, il fegato d’oca o bovino, le cozze, le ostriche e le vongole, utili invece per garantire, insieme ad altri alimenti di origine vegetale, il corretto apporto di ferro.

Prima di vedere però i principali tipi di legumi, eccovi alcune utili indicazioni su come utilizzarli in un regime alimentare vegano:

Rendeteli più digeribili – Per rendere i legumi più leggeri, soprattutto se mangiati con continuità, consigliamo di aggiungere dello zenzero in polvere o qualche foglia di alloro durante la fase di cottura.

Abbinateli ai cereali – Il miglior modo per ottenere tutti gli amminoacidi necessari è sicuramente quello di assumere insieme, o quantomeno nell’arco della stessa giornata, i legumi e i cereali. Due esempi pratici sono la pasta con i fagioli e la minestra di ceci!

Usateli per preparare zuppe, vellutate e altro – Una volta cotti, se proprio non volete servirli come contorno, i legumi possono essere frullati per preparare vellutate e zuppe sfiziose, oppure possono essere macinati con il mixer per poi realizzare, con il pangrattato e altri ingredienti, alcuni deliziosi burger vegetali.

Preparate crepes, frittate e creme al cucchiaio – Con la farina di legumi, ottenuta macinando ceci, fagioli o lenticchie, potrete realizzare delle crepes senza glutine o le cosiddette farifrittate a base di farina di ceci e senza neanche un uovo. Invece con i fagioli neri, ovviamente cotti e frullati, è possibile preparare alcune creme dolci con l’aggiunta di cacao in polvere (anche cioccolato fondente sciolto a bagnomaria) e frutta secca da dolcificare a proprio piacimento. Trattandosi di una pietanza dolce è importante evitare l’uso di sale o spezie durante la cottura dei fagioli.

A questo punto non ci resta che vedere da vicino i principali tipi di legumi e le loro proprietà (i valori nutrizionali si riferiscono ai legumi secchi per 100 g di prodotto).

I ceci (316 Kcal per 100 g): originari dell’Asia, i ceci contengono 47 g di glucidi, 21 g di proteine, 6,3 g di grassi, soprattutto polinsaturi, e vitamine B1 e PP. Inoltre sono ricchi di calcio, ferro e fibre, le quali aiutano a tenere sotto controllo il livello di colesterolo cattivo. Infine, se da un lato stimolano la funzionalità epatica, dall’altro andrebbero invece evitati in caso di colite poiché possono causare flatulenza e meteorismo.

I fagioli (293 Kcal per 100 g): originari dell’America, i fagioli sono alcuni dei legumi più nutrienti. Questi contengono circa 50 g di carboidrati, 22 g di proteine, pochissimi grassi che vengono facilmente sciolti nel sangue, vitamine B1 e PP, ferro e altri sali minerali. Inoltre i fagioli hanno un elevato valore energetico, notevoli proprietà depurative, diuretiche ed emollienti e sono estremamente sazianti.

Le fave (310 Kcal per 100 g): originarie dell’Iran e dell’Africa settentrionale, le fave contengono 53 g di carboidrati, 21 g di proteine, 3 g di lipidi, vitamine A, B1, PP e C e sali minerali come calcio, ferro, fosforo e potassio. Il consumo di fave, in particolare fresche, può provocare il favismo, un disturbo genetico particolarmente diffuso in Sardegna.

Le lenticchie (291 Kcal per 100 g): originarie dell’Asia Minore, le lenticchie sono insieme alle fave e ai piselli uno dei primi alimenti coltivati e consumati dall’uomo. Queste contengono circa 50 g di glucidi, 23 g di proteine, vitamine B1 e PP, buone quantità di calcio, ferro, potassio, selenio e una quasi inesistente percentuale di grassi. Le lenticchie sono ideali per chi è sottoposto a un intenso stress psicofisico e, a differenza degli altri legumi, conservano le loro proprietà nutrizionali anche dopo la cottura.

I piselli (286 Kcal per 100 g): originari dell’Asia e oggi largamente coltivati in Europa, i piselli contengono oltre 48 g di carboidrati, 22 g di proteine, vitamine B1, B9, PP e C e una discreta percentuale di calcio, ferro, fosforo e potassio, mentre sono poverissimi di grassi. Inoltre, così come le lenticchie, sono indicati in caso di stress psicofisico.

La soia (407 Kcal per 100 g): originaria dell’Estremo Oriente dove ancora oggi è ampiamente coltivata e consumata, la soia è l’unico legume in grado di fornire da solo tutti gli amminoacidi necessari, anche se si sconsiglia di consumarla in quantità eccessive. Questa contiene 23 g di glucidi, 37 g di proteine, 19 g di grassi, vitamine B1 e PP e buone percentuali di calcio e ferro.

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