Archivio mensile:novembre 2013

KEBAB VEGANO

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Fate attenzione alle piadine che acquistate nei supermercati, la maggior parte contiene strutto. Il seitan può essere sostituito con l’affettato di quorn.

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DI COSA HO BISOGNO:

Dosi per 3 kebab

-250 gr di seitan al naturale
-2 pomodori
-cavolo cappuccio q.b
-spezie miste per kebab (paprika dolce, cumino,pepe nero,basilico,senape)
-olio evo q.b
-salsa di yogurt vegan
-piadina per kebab

ALL’OPERA:

Qualche ora prima di preparare il vostro kebab tagliate il seitan con una forbice tenendola in diagonale in modo da ricreare la forma degli straccetti del kebab, mettelo dunque in una ciotola con abbondante olio evo e un bel po’ del vostro misto di spezie per kebab (che io ho acquistato al Carrefour). Lasciate riposare in frigo.
Tagliate il pomodoro a pezzetti cercando di eliminare il più possibile la parte interna che altrimenti rilascerà troppa acqua nel kebab, lavate e tagliate il cavolo cappuccio. Estraete il seitan dal frigo e scaldatelo (eliminando l’olio in eccesso) in una padella a fuoco abbastanza vivo in modo che faccia un po’ di crosticina croccante. Nel frattempo infornate la vostra piadina per kebab per pochissimo altrimenti tenderà a spezzarsi nella fase di arrotolamento. Preparate anche dei foglietti di carta stagnola per richiudere il fondo del kekab.
Ora non vi resta che comporlo: nella piadina aperta disponete in senso verticale il cavolo cappuccio, il pomodoro, il seitan e la salsa di yogurt, richiudete delicatamente bloccando il fondo con la carta stagnola.

Cromoterapia

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La cromoterapia ha origini antichissime, poiché le medicine tradizionali hanno sempre attribuito grande importanza all’influenza dei colori sulla salute e sullo stato d’animo dell’uomo.
Egizi, Romani e Greci praticavano l’elioterapia (esposizione alla luce solare diretta) per la cura di diversi disturbi.
In India la medicina ayurvedica ha sempre tenuto conto di come i colori influenzino l’equilibrio dei chakra, i centri di energia sottile che vengono associati alle principali ghiandole del corpo.
Anche i Cinesi affidavano il proprio benessere fisico all’azione delle varie tinte: il colore giallo serviva a rimettere in sesto l’intestino, il violetto ad arginare gli attacchi epilettici. In Cina, addirittura, le finestre della camera del paziente venivano coperte con teli di colore adeguato e il malato doveva indossare indumenti della stessa tinta. Negli ultimi anni la cromoterapia ha avuto un notevole sviluppo grazie ai numerosi studi scientifici che evidenziano l’influenza dei colori sul sistema nervoso, immunitario e metabolico.

La cromoterapia è una medicina integrativa (si integra facilmente ad altre terapie o trattamenti per potenziarne il risultato) che usa i colori per aiutare il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio. I colori possono essere assorbiti dal nostro organismo in diversi modi:

– attraverso le irradiazioni luminose fatte con speciali apparecchiature e filtri;
– attraverso gli alimenti, ossia mangiando cibi con il loro colore naturale;
– attraverso la luce solare poiché questa luce racchiude nel suo spettro tutti i colori;
– attraverso l’acqua solarizzata, ossia irradiata con un’irradiazione luminosa di un preciso colore che la carica di quella energia;
– attraverso gli abiti,
– attraverso il bagno, quindi con acque colorate con essenze naturali o luci speciali;
– attraverso la meditazione, seguendo precise tecniche;
– attraverso la visualizzazione e la respirazione;
– attraverso il massaggio con speciali prodotti e pigmenti colorati.

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Essa consiste nell’utilizzazione dell’energia delle onde elettromagnetiche della luce che, all’interno di una precisa lunghezza d’onda, penetra nei tessuti creando le condizioni di interagire con le cellule ripristinando l’equilibrio elettrico e chimico dell’omeostasi cellulare migliorandone le funzioni biologiche.
Anche questa cromoterapia non cura i sintomi ma scende alle radici dello squilibrio e non lascia, come alcuni farmaci, residui dannosi che il corpo deve faticosamente eliminare. Non ci si deve stupire di fronte al fatto che le irradiazioni colorate agiscono sui nostri stati emotivi, sull’andamento del nostro stato psichico e sul nostro corpo favorendo così l’equilibrio e il benessere fisico.
Proprio per questi motivi sempre più ricercatori e medici si stanno concentrando nello studio della cromoterapia e sempre più persone stanno ottenendo dei concreti e visibili benefici.
Anche secondo Christa Muths, esperta cromoterapeuta tedesca, i colori sono forza vitale e fonte di energia, se ne usufruiamo nel modo giusto. Le irradiazioni con fasci di luce colorata, quindi, sono in grado di stimolare la formazione delle cellule del corpo e influire su nervi e organi.

Per quanto riguarda le tecniche per lavorare con questa tipologia di cromoterapia possiamo annoverare:
1. la cromoterapia classica che consiste nell’irradiare con uno specifico colore e per un determinato periodo di tempo le zone del corpo interessate dal disturbo o quelle riflesse;
2. la cromopuntura che consiste nel concentrare l’irradiazione sui punti energetici del corpo ossia quelli più ricettivi (meridiani, chakras);
3. “bagno” di colori e di luce che consiste nell’irradiare con uno specifico colore e per un determinato periodo di tempo tutto il corpo al fine di determinare una completa rigenerazione cellulare;
4. bagno cromatico di acqua che consiste nell’eseguire un vero e proprio bagno con l’acqua che viene irradiata con uno specifico colore, e quindi caricata di una precisa energia, per un determinato periodo di tempo;
5. l’acqua solarizzata che consiste nell’irradiare dell’acqua naturale, posta su un contenitore di vetro bianco, per un determinato periodo con un specifico colore per poi berla;
6. alimenti o abiti energizzati: irradiare degli alimenti o dei panni con un specifico colore per un determinato periodo di tempo rispettivamente per mangiarli o indossarli.

La luce che contiene tutte le lunghezze d’onda della radiazione visibile appare generalmente bianca.; essa entrando nell’occhio crea una sensazione visiva. La radiazione visibile fa parte del campo delle onde elettromagnetiche. Il campo delle lunghezze d’onda della luce è compreso fra 380 e 780 nm (nanometri). Ciascuna lunghezza d’onda della radiazione visibile viene percepita dall’occhio sotto forma di un determinato colore dello spettro. La successione di questi colori corrisponde a quella dell’arcobaleno.
Tutta la materia, corpo umano compreso, è composta di atomi o campi atomici, che vibrano secondo determinate lunghezze d’onda.
L’effetto terapeutico del colore sull’organismo umano è legato alla natura oscillatoria delle nostre cellule: il malessere o la malattia, infatti, non sono altro che una disarmonia del ritmo vibratorio cellulare su cui i colori hanno potere armonizzante (le frequenze dei colori interagiscono con le vibrazioni del nostro organismo riequilibrandole nel caso di malattie o malesseri).
Dal punto di vista terapeutico (trattamento di disturbi relativi al nostro organismo), la cromoterapia è considerata una “terapia dolce” in quanto non è invasiva, generalmente non presenta particolari effetti collaterali e fornisce immediatamente un effetto benefico a chi si sottopone ad un trattamento, senza crearne dipendenza.
Con poche eccezioni la cromoterapia può essere utile a tutti, anche a livello preventivo. Infatti, vi sono particolari trattamenti che servono a dare la “messa a punto” individuale, in modo da rendersi più forti e preparati per affrontare i disagi quotidiani.
La cromoterapia può essere applicata da sola oppure come potenziamento delle altre cure, essendo un “catalizzatore” formidabile per stimolare processi naturali di autoguarigione.
Le persone che soffrono a livello fisico o psicologico possono associare con profitto la cromoterapia a qualsiasi cura (allopatica, omeopatica, fisioterapica, riflessologica, ecc.) perché essa stimola lo smaltimento naturale delle tossine mobilitate dai principi attivi dei prodotti, pulendo e proteggendo tutto l’organismo.
Ogni applicazione può essere vista a sé stante, quindi anche una sola volta ogni tanto può fornire un buon giovamento, ovviamente però i risultati migliori si ottengono con una serie di sedute: prima settimanali, poi mensili, infine si hanno i tipici “richiami” ai cambi stagionali.

Gli effetti dei 7 colori dell’iride sul corpo e sulla psiche:

ROSSO
Questo colore possiede un’energia “molto calda”.
E’ il colore con le maggiori caratteristiche di penetrazione dello spettro visibile.
Il rosso è legato al fuoco delle passioni, dell’amore ma anche della guerra. E’, inoltre, associato all’istinto, al desiderio e alla sessualità.
Il rosso rappresenta una condizione fisiologica di stimolo ed eccitazione, i suoi effetti sull’organismo sono: agisce sul cuore aumentando il numero dei battiti e quindi la circolazione sanguigna, alza la pressione arteriosa, aumenta la frequenza respiratoria, stimola l’attività nervosa e ghiandolare, attiva il fegato, i nervi sensitivi e tutti i sensi.
Per il suo potere decongestionante serve nelle forme dolorose croniche quindi sui muscoli per aumentare la tensione o per cicatrizzare i tessuti, sui polmoni risolvendo catarri e stati congestizi.
I suoi effetti sulla psiche sono di energia fisica, evocazione del fuoco, pericolo, distruzione.

ARANCIONE
E’ un colore “caldo” ed è il risultato della combinazione dei raggi rossi e gialli.
Trovandosi a metà strada tra questi due colori, ha un’azione riscaldante, rallegrante ed energetica, ma non eccitante come il rosso né elettrica come il giallo.
Questo colore ha un’azione liberatoria sulle funzioni fisiche e mentali e ha un grosso effetto di integrazione e di distribuzione dell’energia.
Gli effetti dell’arancione sull’organismo: ha una forte azione stimolante sulla ghiandola tiroide; è antispastico (ottimo per contratture e crampi muscolari); non aumenta la pressione del sangue ma stimola il battito cardiaco e la capacità di espansione dei polmoni; ottimizza l’attività della milza.
In cromoterapia l’arancione viene utilizzato spesso in sostituzione del rosso quando si vuole evitare una stimolazione troppo vigorosa.
I suoi effetti sulla psiche: induce serenità, entusiasmo, allegria, vogli di vivere, aumenta l’ottimismo, la positivizzazione dei sentimenti, la sinergia fisica e mentale. E’ utile in caso di apatia, depressione, pessimismo, paura, nevrosi, psicosi. Stimola l’appetito per cui è un antianoressico.

GIALLO
E’ un’energia di tipo “caldo”.
Il giallo è più leggero del rosso e quindi più suggestivo che stimolante per cui il suo impulso agisce a sprazzi.
Dal punto di vista fisiologico: è il colore più adatto agli sportivi perché incrementa il tono neuro muscolare e dà una maggiore prontezza di riflessi.
Aiuta la digestione perché stimola la produzione di succhi gastrici e purifica l’intestino, riducendo il gonfiore addominale. E’ un ottimo depurativo del sangue.
Gli effetti sulla psiche: costituente del sistema nervoso è un forte stimolatore di allegria, senso di benessere, estroversione e lucidità cosciente.

VERDE
Energia di tipo “neutro”.
Nello spettro luminoso il verde si colloca al centro tra i colori freddi e quelli caldi: ne rappresenta la sintesi e svolge quindi una funzione di equilibrio.
Il verde è il colore della natura, è simbolo di rinnovamento, di equilibrio, di speranza, di sviluppo e di fertilità. E’ il colore terapeutico per antonomasia. Né caldo né freddo ha potenti proprietà riequilibranti.
Dal punto di vista fisiologico promuove il benessere generale dell’organismo, ne aumenta la vitalità e ripristina l’equilibrio delle sue funzioni.
Viene usato per la cura dello stress, dell’ansia, dell’iperattività, della cefalea e di alcune forme di insonnia. E’ efficace, anche, nelle bulimie e in tutte le forme psicosomatiche che influenzano l’apparato gastroenterico (ulcera gastroduodenale). E’ inoltre un potente germicida e antibatterico.
Effetti sulla psiche: genera calma e rinfresca la mente. Esprime volontà di operare, la perseveranza e la tenacia. E’ un sedativo del sistema nervoso aiuta a combattere irritabilità, insonnia ed esaurimento.

BLU
E’ un’energia di tipo “fredda”.
E’ il colore della calma, dell’infinito, della pace, della serenità emotiva e dell’armonia.
Al contrario del colore rosso ha spiccate proprietà calmanti.
Dal punto di vista fisiologico stimola il sistema parasimpatico, diminuisce la pressione arteriosa, il ritmo respiratorio e i battiti del cuore, è quindi indicato per chi soffre di pressione alta, tachicardia e palpitazioni. Ha inoltre effetti antispatici, rinfrescanti, analgesici, rilassanti.
E’ utile in tutti i casi in cui ci sia in atto un processo infiammatorio: mal di gola, raucedine, mal di denti, stomatiti ma anche arrossamenti e bruciature cutanee, punture di insetto e prurito cutaneo. Ottimo per sedare i dolori acuti, in particolare quelli articolari, e per ridurre gli stati febbrili.
I suoi effetti sulla psiche: combatte l’agitazione sia fisica che mentale ed è quindi usato in psicoterapia per favorire rilassamento e distensione.

INDACO
Energia di tipo “freddo”.
Colore “cosmico” dell’energia, rappresenta l’intuizione che sostiene l’attività mediativa.
Per la sua alta vibrazione, ha la capacità di allargare la nostra comprensione e di curare i disturbi che colpiscono gli organi sensoriali come occhi, naso, orecchi.
Dal punto di vista fisiologico stimola le ghiandole paratiroidee inibendo l’attività della tiroide ed ha un effetto anestetico ed emostatico. E’ inoltre rinfrescante, astringente, depuratore del sangue, tonico muscolare.
Effetti sulla psiche: favorisce l’intuito.

VIOLETTO
Energia di tipo “freddo”.
E’ il raggio con le maggiori proprietà energetiche dello spettro visibile.
I suoi effetti sull’organismo: stimola la produzione di globuli bianchi, la milza, lo sviluppo osteo-scheletrico. Ottimizza anche il rapporto sodio-potassio e combatte i disturbi della vescica e dei reni. E’ utile contro sciatalgie e nevralgie, è attivo contro eczemi, psoriasi, acne. Depurativo del sangue, rallenta l’attività cardiaca e favorisce la microcircolazione cerebrale, per questo motivo viene utilizzato per contrastare la calvizia. Ottimo cicatrizzante.
Gli effetti sulla psiche: spiritualità, ispirazione e fantasia.

COLORI E CHAKRA
I chakra sono dei centri di energia – un’energia sottile, dotata di forza vitale – che si trovano all’esterno del nostro corpo, ma all’interno dell’aura, vale a dire il campo elettromagnetico che avvolge ciascuna persona.
Ogni essere umano ha sette chakra principali (o ruote energetiche a differenti livelli di vibrazione) ad ognuno dei quali corrisponde uno dei sette colori dello spettro della luce.

I chakra sono dei punti molto importanti perché andando ad agire su questi centri energetici si riesce ad influenzare e regolare la funzione specifica del corpo dominata da ciascun chakra. Infatti, le energie dei chakra sono collegate con il sistema parasimpatico, con il sistema nervoso autonomo e con la regolazione degli ormoni.
Applicando il colore appropriato, la cui lunghezza d’onda è la chiave del chakra bisognoso di aiuto, la lunghezza d’onda squilibrata ne risulta riequilibrata. In questo modo si aiuta ad attivare i processi rigenerativi all’interno delle cellule stesse del corpo per ottenere il benessere. Benessere, infatti, significa essere ben equilibrato.
Ciascun chakra influisce su un particolare organo o su una delle principali ghiandole del nostro corpo:

La cromoterapia applicata ai chakra ha lo scopo di riequilibrare il chakra e la sua energia. Di conseguenza si deve irradiare il chakra con un colore (quello corrispondente nei casi di ipofunzionamento o il suo complementare nei casi di iperfunzionamento) in modo che le vibrazioni dello stesso chakra possano convibrare con le frequenze del colore utilizzato che aiuteranno a riportare nel chakra in oggetto l’equilibrio di base.

Vegan meringhe

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Ingredienti:
50g di acqua
1 cucchiaio di proteine di soia senza aromi
1 cucchiaino di xantano
150g di zucchero a velo o più
aroma a piacere (io ho utilizzato due cucchiaini di essenza di vaniglia liquida)
1 pizzico di sale

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Procedimento:
Unire tutti gli ingredienti e montare “a neve” con uno sbattitore elettrico, la consistenza finale dovrebbe essere abbastanza solida ma gommosa, attenzione a non affondare troppo le fruste nel composto perchè potrebbe avvolgervi l’elettrodomestico , (quando lo farete capirete), più zucchero aggiungete, più il composto si solidificherà.
Una volta ottenuta una buona consistenza (gommosa tipo marshmallows e filante come la mozzarella, giusto per capirci), versate a cucchiaiate (non ho una sacca da pasticcere) su una teglia rivestita di carta da forno e infornare a 90° per 3 ore, oppure preriscaldare il forno a 180°, infornare le meringhe e spegnetelo, dopo qualche ora (o anche una nottata) dovrebbero essere pronte con uno spreco di corrente davvero minimo. Io purtroppo ho dovuto cambiare forno e questo si raffredda troppo velocemente .
Una volta pronte sono buone così oppure sminuzzate nel gelato o ricoperte di cioccolato

Rossetti bio naturali

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Di Gloria Mastrantonio Foto e Testo

Con l’arrivo dell’inverno è il rossetto il protagonista del nostro make-up e quest”anno prevalgono le eco-nuanche! Abbiamo già parlato del corretto uso dei cosmetici biologici e la procedura per farsi da sole il proprio eco-rossetto con barbabietole e cera d’api, ma se proprio non ci sentiamo maghe del fai-da-te e preferiamo prodotti già finiti, considerando che una donna mangia circa 4 kg di rossetto nella sua vita, la soluzione ideale è che questo sia almeno commestibile!

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E la maggior parte dei rossetti in commercio purtroppo non lo è, anzi dietro ai rossi fuoco o ai rosa perlati si nascondono sostanze chimiche tossiche dannose al nostro organismo: i ftalati. Questi sono dei prodotti chimici di sintesi ottenuti mediante operazioni di distillazione industriale presenti nei cosmetici o nei profumi sotto strani nomi quali: butilbenzilftalato, dibutilftalato, dietilesilftalato, dietilftalato o dimetilftalato. Per informarci di quali rossetti eliminare dal nostro beauty-case è sceso in campo qualche anno fa anche Greenpeace stilando, una lista delle marche produttrici di prodotti per il make-up che contengono ftalati. L’Oreal, Mabelline, Shiseido ed Esteè Lauder sono solo alcune delle principali case che si sono meritate il Bollino Rosso dell’Associazione Ambientalista per l’inadeguatezza agli Standard Ecologici.
E allora quali scegliere? Abbiamo provato a stilare una piccola lista dei prodotti che per qualità, sicurezza e certificazione, rappresentano una giusta soluzione per avere labbra perfette senza danneggiare noi o l’ambiente.
I rossetti Lavera, ad esempio, utilizza principalmente Burro di Karatè, Olio di Jojoba e Olio di Mandorle tutto rigorosamente biologico, per ammorbidire ed idratare le nostre labbra insieme a vitamine e minerali per l’effetto anti-age. I prodotti sono acquistabili direttamente sul sito del produttore o, se vogliamo risparmiare sulle spese di spedizione, anche su Emporio Ecologico, che raggruppa tutte le migliori marche del panorama bio-ecologico italiano e internazionazionale.
Scegliendo invece l’inglese Logona possiamo osare con tonalità molto più decise senza dover rinunciare alla scelta di ingredienti naturali e provenienti da agricoltura biologica.

I rossetti, come l’intera linea di cosmetici della Wala è stata prodotta con ingredienti naturali e con una formula che non adorna solo, ma al tempo stesso alimenta. Ingredienti certificati quali oli vegetali e cere di alta qualità, infusi con erbe medicinali, potendo anche scegliere tra diverse sfumature selezionate dai migliori artisti tedeschi!
Anche se non rientra nella lista stilata da GreenPeace, uno dei migliori lip-stick attualmente sul mercato dei cosmetici, in materia di rispetto per l’ambiente e delle nostre labbra, è quello della NVEY ECO che è al 100% privo di sostanze tossiche ma allo stesso tempo molto idradante e in una vasta gamma di colori come i rossetti tradizionali. Grazie alle proprietà lenitive del cartamo, la cera d’api, la vitamina E con olio di ricino biologico questo eco-rossetto è antiossidante, nutriente e rende le labbra morbide nonché lisce. NVEY ECO lip-stick è stato creato usando una armonia di piante accuratamente selezionate ingredienti minerali naturali, mescolati ad estratti di piante per rendere puro, dolce e molto efficace il nostro make-up.
Di fabbricazione statunitense e ovviamente corredati da tanto di certificazione sono i prodotti della Vashon Organics tra cui la linea di lip-stick realizzati con semi ed oli di canapa con aggiunta di cera d’api e pigmenti di naturali per creare le diverse colorazioni. Idradante e delicato sulla pelle, non è stato testato sugli animali. Con un base di ingredienti biologici al 95% è privo di sostanze derivate dal petrolio e ovviamente senza coloranti. Hemp Organic Lipstick è all 100% privo di piombo.
Ma se vogliamo restare in casa anche Montalto Natura con la campagna Baciami Bio, lancia il bio-rossetto 100% biologico certificato pensato sia alle donne che di rossetto ne mangiano in media il 70% e agli uomini che ne ingoiano il più delle volte il restante 30%. Cremoso e goloso, grazie alla presenza di burro di karitè e al gusto zuccherino della liquirizia. Un tocco di rossetto che appaga i vostri sensi!

Crostata vegan

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Di Roberta Ragni

Ingredienti:
PASTA FROLLA
250 gr farina di grano tenera biologica
100 gr zucchero integrale di canna
125 gr margarina non idrogenata
Succo di 1 limone (grande)
Un pizzico di bicarbonato
CREMA PASTICCERA VEG
300 grammi latte di soia
60 gr di zucchero integrale di canna
2 cucchiai di fecola di patate
Scorza di 1 limone

TOPPING
2 kiwi
1 banana
Un cestino di fragole
Per Lucidare la frutta:
50 gr acqua
15 gr zucchero
3 gr di fecola o di maizena
Oppure gelatina di mela o albicocche, ma anche della semplice marmellata di albicocche stemperata e frullata con un poco di acqua tiepida è perfetta

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PREPARAZIONE

Per fare la frolla, disporre la farina a fontana, mettere al centro la margarina a temperatura ambiente tagliata a dadini e lo zucchero. Lavorare unendo tra di loro prima lo zucchero e margarina, incorporando man mano la farina. Aggiungere il succo di limone e, infine, il bicarbonato. Impastare bene e accuratamente fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Formare una palla e lasciare riposare in frigo per 30-40 minuti.
Nel frattempo preparare la crema. Mettere in un pentolino antiaderente la fecola di patate e i 60 gr di zucchero. Sul fuoco a fiamma bassa, aggiungere poco alla volta il latte di soia, continuando sempre a mescolare con un cucchiaio di legno. Aggiungere la scorza di mezzo limone e portare ad ebollizione, a sempre a fiamma bassa e continuando a mescolare energicamente, evitando di far creare grumi, fino a quando la crema non si addenserà. Spegnere e far raffreddare.
Foderare ora con carta forno una teglia tonda di 28 cm di diametro, stendere la pasta frolla che si è riposta, avendo cura di formare dei bordi alti circa un centimetro e di bucherellare il fondo con una forchetta. Infornare la crostata nel forno già caldo a 180° per 35\40 min. Una volta cotta, tirare fuori dal forno. Quando sarà fredda, toglierla dalla tortiera e metterla sul piatto di portata.
Nel frattempo, lavare la frutta, tagliare a fette non troppo sottili i kiwi, la banana e le fragole, lasciando magari una fragola intera da posizionare al centro. Versare la crema pasticcera ormai fredda sulla crostata e stenderla uniformemente con una spatola. Decorare con la frutta a proprio piacimento. Ora non rimane che l’ultimo tocco, la lucidatura del topping: si può scegliere una tra le varie alternative scritte sopra. In questo caso, io ho messo in un pentolino acqua, zucchero e fecola a scaldare, senza far bollire e facendo sciogliere bene lo zucchero. Quando il liquido si sarà rappreso, bisogna toglierlo dalla fiamma e farlo raffreddare un po’, prima di spennellarlo delicatamente sulla frutta.
Mettere in frigo e servire fredda. Bon appétit!

Roberta Ragni

Mini frittate senza uova

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La frittata senza uova non esiste: e invece i vegolosi sanno come fare! Ecco una ricetta semplice per preparare queste frittatine, veloci ma soprattutto buonissime! Queste mini frittate vegane sono ideali come aperitivo ma anche come secondo piatto se accompagnate da verdure di stagione. Il nostro consiglio è servirle con…leggete la ricetta e lo scoprirete! Ingredienti per circa 10 mini frittate vegane 150 ml di latte di soia 50 gr di farina 00 50 gr di farina di ceci o farina di mais fioretto 1 zucchina grattugiata 2 carote grattugiata Olio extra vergine di oliva 1/2 cucchiaino raso di bicarbonato 1 cucchiaino raso di curry sale q.b In una ciotola capiente mescolate le farine setacciate con il latte, aggiungete il sale, il curry e il bicarbonato. Aggiungete quindi le verdure grattugiate e mescolate con delicatezza incorporando bene gli elementi nel composto. Ovviamente potete utilizzare le verdure che preferite. In un tegame antiaderente fate scaldare un cucchiaio d’olio di oliva, ora con un cucchiaio o un mestolo fornito di beccuccio versate piccole quantità di composto nella padella, cuocete prima da un lato e poi dall’altro aiutandovi con una spatola per girare le frittatine. La cottura deve avvenire a fuoco moderato e sarà ottimale quando entrambi i lati avranno un colore dorato e non bruciato. La farina di ceci è un alimento ricco di minerali, quali calcio, fosforo, ferro, e di proteine vegetali. E’ possibile anche realizzare una frittata senza uova grande al posto di 10 piccole. Consiglio per i vegolosi: queste mini frittate si sposano benissimo con la maionese di riso (per i vegani) e con quella classica (per i vegetariani). Inoltre, sempre per rendere la ricetta vegetariana è possibile aggiungere nel composto del parmigiano in due cucchiai da minestra.

Vegolosi.it

6 alternative naturali allo shampoo

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Esistono diversi modi per sostituire lo shampoo e non si tratta di certo di non lavare i capelli. Rimedi naturali, impensabili e sostenibili in termini ambientali sono proprio a portata di mano e, a quanto pare, in grado di dare la stessa lucentezza e pulizia. Lo shampoo, infatti, non solo fa tanta schiuma ma anche tanto inquinamento. Sono pochissimi i prodotti presenti sul mercato in grado di essere naturali al 100% e, la maggior parte di essi, è ad un prezzo piuttosto elevato. Oltretutto gli agenti chimici che permettono lo sgrassamento del cuoio capelluto sono recentemente risultati decisamente irritanti per la pelle stessa.

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Bahman Karimzadeh, ad esempio, stilista americano di Los Angeles è un convinto sostenitore della teoria che si possa vivere senza shampoo. Le sue dichiarazioni sembrerebbero una sorta di deriva utopistica, ma è da ammettere quanto siano capaci di far riflettere: ”Il mio cuoio capelluto è sporco, oleoso, devo lavarlo per forza. Basta, bisogna superare tutto ciò, perché è solo una sensazione”. Questo bizzarro personaggio statunitense, in realtà, adopera shampoo solo una volta alla settimana e ammette che la sua vita è senza dubbio migliorata, avendo capelli più morbidi e puliti di quando, invece, lo utilizzava tutti i giorni.

Ecco, quindi, delle alternative da provare per poter toccare con mano se in termini di efficacia non cambi realmente nulla.
1 – Bicarbonato di sodio:
Chi l’ha provato afferma che sia il migliore detergente naturale possibile. Unica remora è da usare con estrema parsimonia e non abusarne. Il ricercatore Yash Kamath dell’istituto Princetonbased TRI ha, infatti, dichiarato che l’uso frequente può danneggiare la cuticola, ovvero il rivestimento esterno del capello con la funzione di protezione del fusto e la sua integrità è fondamentale per la salute del capello. La modalità di utilizzo è piuttosto semplice: sciogliete un cucchiaino da tè in una tazza di acqua tiepida, una volta fatto massaggiate la cute e risciacquate. I vostri capelli saranno setosi come non mai.
2 – Birra:
Consigliata per chi ha i capelli molto ricci e tendenti ad arruffarsi. La birra, infatti, è in grado di renderli più morbidi. Pare, però, che tenda anche ad opacizzarli. Insomma, provate e vedete, nella peggiore delle ipotesi tornerete semplicemente a berla.
3 – Spazzola per capelli:
Non tutti sanno che il capello produce autonomamente degli oli naturali. Spazzolarli, quindi, tutti i giorni aiuta a distribuirli uniformemente. Fatelo e noterete una nuova e soffice consistenza.
4 – Succo di limone:
E’ un ottimo detergente e schiarente. Spremetelo e unitelo all’acqua, massaggiate e risciacquate. Aiuterà, inoltre, a renderli anche più lisci.
5- Maionese:
Gli ingredienti della maionese – uova, limone e olio – pare siano il non plus ultra per dare vigore e curare i vostri capelli. Io, in tutta onestà, non sono ancora riuscito a provarla: è più forte di me, la preferisco nel panino!
6 – Olio d’oliva:
Ottimo per chi ha i capelli lunghi, ma secchi. Una goccia o due (non di più), da applicare a capelli asciutti per renderli maggiormente idratati e dargli lucentezza.