Moda Vegan Archivio

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Di Marina Perotta 10/02/13

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Si è aperta la New York fashion Week che porta sulle passerelle anche la moda vegan del marchio Vaute disegnato dalla stilista Leanne Mai-ly Hilgart per l’autunno inverno 2013. Dopo la dieta vegana, che non usa nei suoi ingredienti prodotti animali e derivati come latte, burro, panna, uova ecc. arriva a essere consacrata a NewYork anche la moda vegana che non usa prodotti di origine animale come cuoio, bottoni in osso o madreperla, ecc. ecc.

Sembrerà una sfida difficile ma in realtà è stata abbondantemente superata: il regno vegetale ci offre moltissime materie prime da usare anche per la produzione di scarpe. Per la passerella di New York sono stati scelti i marchi Novacas per uomo e Love is Mighty per donna.

I tessuti per l’abbigliamento sono il risultato di un mix di tessuti naturali e innovativi. Ecco dunque il velluto in cotone in cotone biologico o le microfibre Thinsulate provenitneti da materiali riciclati.

Spiega Leanne Mai-ly Hilgart:

Voglio dimostrare che non si ha più alcuna scusa per indossare gli animali.

La collezione ha visto il mix dei tessuti naturali e innovativi, come dicevo e ad esempio una giacca era costruita con il velluto con cotone biologico e imbottitura di Thinsulate; oppure i pantaloni avevano tasche ottenute da raso riciclato, oppure la tela cerata recuperata da una famiglia che per oltre 20 anni ha fornito questo tessuto robusto alle comunità agricole della zona.

Gli outfit presentati sono divertenti e giocosi ispirandosi alla serie Sailor Moon sebbene con colori scuri come nero, blu, grigio e marrone. Molti abiti eleganti da donna sono in raso riciclato e destrutturato con particolari come un grande fiocco sul retro; oppure a tute di velluto in cotone biologico sono abbinate a camicie sempre prodotte con tessuti bio; belle le giacche da biker in tela cerata e anche molto funzionali.

Il Cibo e la Mente (Alimentazione e Psiche)

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Da numerosi studi scientifici è emersa e si è sempre più confermata negli ultimi anni la stretta interconnessione tra cibo e mente, laddove il primo può influenzare l’altra e viceversa.
Il mantenimento del benessere psicologico, oltre che fisiologico, passa quindi anche da una sana alimentazione, contraddistinta da una dieta equilibrata e da cibi qualitativamente prescelti in base ai loro principi e valori nutrizionali.

Il complesso sistema nervoso di cui ogni individuo è dotato si aziona sulla base di particolari processi biochimici, che per funzionare necessitano di certi Nutrienti e Nutraceutici, e per essere protetti di certi Antiossidanti. Tali elementi come Proteine, Sali Minerali, Vitamine, Zuccheri, Fito-molecole etc. mediano la costituzione e la ristrutturazione di certe strutture cerebrali, così come il passaggio dei segnali elettrici tra neurone e neurone alla base del funzionamento neuropsicologico.

Il cervello è la sede della nostra componente psicologica, ma allo stesso tempo un organo il cui funzionamento dipende da elementi nutritivi. Molti principi contenuti negli alimenti hanno allora il potere di mediare il funzionamento del sistema nervoso, inibendolo o stimolandolo, e quindi più in generale la capacità di mantenere o meno la buona salute di molteplici dinamiche psico-fisiche.

Per quanto detto è intuibile lo stretto rapporto tra alimentazione e sfera psicologica ed il fatto che, quindi, un adeguato comportamento alimentare preserva un ottima salute sia neurologica che, allo stesso tempo, psichica.

Il cibo che la persona ingerisce determina la sua composizione biochimica, anche e soprattutto a livello centrale. Una cattiva dieta con scarsa, eccessiva e/o squilibrata ingestione di alimenti secondo le loro proprietà nutrizionali può allora provocare spossatezza fisica, diminuzione delle prestazioni cognitive, squilibri neurali e problemi psicologici da non sottovalutare come ad esempio tensione e labilità emotiva, ansia, umore altalenante, nervosismo, apatia, suscettibilità, sonno disturbato, etc.

Una dieta sbilanciata produce altresì conseguenze negative sulle emozioni e sugli atteggiamenti dell’individuo, anch’esse chiaramente collegate alla sua componente psichica.
Può inoltre essere influenzato in modo disfunzionale anche il temperamento della persona, certamente preformato in anni precedenti, ma anch’esso possibile bersaglio nel presente di una alimentazione squilibrata.

Per funzionare il sistema nervoso utilizza in particolare il glucosio, che si trova negli Zuccheri (detti Carboidrati semplici o Monosaccaridi), dal quale ottiene la giusta energia funzionale. Il glucosio media importanti neurotrasmettitori, ovvero sostanze necessarie per il passaggio degli impulsi nervosi tra un neurone e l’altro, favorendo la sensazione di benessere, l’attivazione e la tranquillità a livello psicologico.

Una serie di studi ha però posto in evidenza che chi abusa di Zuccheri, ingerendone eccessive quantità, manifesta successivamente scompensi psico-fisici quali apatia, sonnolenza, spossatezza e rallentamento cognitivo (l’eccesso di glucosio causa infatti un innalzamento della glicemia ed un conseguente aumento dell’Insulina che poi fornisce un senso di stanchezza e l’abbassamento delle capacità cognitive).
Chi invece utilizza quantità non esagerate di Zuccheri, e/o, ancor meglio, si ricarica di energia nutrendosi di Carboidrati complessi (detti Polisaccaridi ad alto peso molecolare), ovvero l’amido di cereali e legumi, non accusa tali sintomi negativi. Queste sostanze rappresentano per l’organismo una fonte di energia primaria, ovvero subito utilizzabile, ed una fonte di energia immagazzinabile per le esigenze future.

Per quanto detto il consumo equilibrato di zucchero può aiutare a mantenere il benessere e la reattività mentale e fisiologica dell’individuo, ma un suo utilizzo eccessivo o scarso comporta una modificazione patologica degli stati energetici, cognitivi e psico-emotivi interni.

Lo stesso discorso vale per il consumo di Lipidi, cioè di grassi (di cui sono ricchi burro, olio, grassi animali), all’interno della dieta quotidiana. Tutto l’organismo ed anche in particolare il sistema nervoso è costituito da componenti lipidiche (Fosfolipidi), le quali agevolano il passaggio dei nutrienti attraverso le pareti cellulari (e quindi anche nelle strutture celebrali) ed il loro successivo vitale assorbimento, così come forniscono una protezione contro possibili intrusioni patogene esterne.

In particolare l’utilizzo di Acidi grassi polinsaturi (ad esempio i cosidetti Omega 3 e Omega 6 di cui sono ricchi pesce e frutta secca) aiuta a mantenere tale fondamentale caratteristica.
L’uso e l’abuso di grassi insaturi produce invece l’esatto contrario, ovvero la diminuzione del passaggio di sostanze nutritive e, a livello neurale, la conseguente discesa delle prestazioni cognitive come ad esempio ragionamento, memoria ed attenzione e la comparsa di ulteriori problemi psicologici come quelli sopra accennati.

Oltre a quanto detto gli alimenti e le pietanze ricche di grassi per essere digerite richiedono l’impiego di molto sangue da parte dell’apparato gastrointestinale, a scapito delle quantità ematiche che nutrono il cervello. Ciò può portare ad un rallentamento dell’attività del sistema nervoso, con conseguente sonnolenza, rallentamento cognitivo ed apatia. Il consumo di Carboidrati, invece, è in grado di indurre energia e benessere senza tali effetti collaterali.

Gli Omega 3 (DHA e EPA) e 6 vengono definiti anche Acidi grassi polinsaturi essenziali, vista la loro grande importanza nel mantenere la salute del sistema nervoso e dell’apparato cardiovascolare e del loro generale potere antiossidante. L’organismo non li produce autonomamente e per questo occorre introdurli con i cibi. Gli Omega 3 sono molto presenti in acciughe, tonno, pasta d’acciughe, sgombro, salmone, aringhe, sardine, merluzzo, noci, nocciole, mandorle, arachidi; gli Omega 6 sono invece contenuti in oli vegetali, verdure, cereali, carne.

Anche il consumo di Proteine, formate da molecole dette Oligopeptidi, composti a loro volta dalla combinazione di una serie di altre molecole definite Aminoacidi, è strettamente collegato al benessere psico-fisico della persona. Esse infatti funzionano addirittura come precursori e mediatori dei Neurotrasmettitori. Dunque questi ultimi, come già accennato vettori per l’interscambio di informazioni a livello celebrale, sono costituiti proprio dalle molecole proteiche derivate dagli alimenti ingeriti (in natura esistono 21 Aminoacidi che combinandosi formano le Proteine; 8 di essi non sono sintetizzabili dall’organismo e per questo devono essere necessariamente assunti mediante l’alimentazione). Fonti ricche di Proteine sono carne, pesce, uova, latte, formaggio ed anche cereali e legumi.

Un esempio è il cosidetto Triptofano, un Aminoacido delle Proteine, che presidia e media la formazione della Serotonina, ovvero un neurotrasmettitore che modula l’umore e lo stato emozionale della persona, così come le funzioni sessuali, la temperatura, la fame ed il sonno (questo spiega le proprietà sazianti e calmanti di tale molecola).
Il Triptofano si trova in particolare in cereali, latte e derivati, legumi, riso, frutta secca, verdure (come spinaci, cavolo, asparagi), carne, uova, pesce, banane, pappa reale.

Altro esempio è la Tirosina, la quale media la formazione della Dopamina, neurotrasmettitore addetto ai livelli umorali, allo stato di attivazione e vigilanza, alla modulazione delle emozioni e dello stress e alla ricezione del piacere. La Tirosina si forma a livello organico a partire da un altro Aminoacido chiamato Fenilalanina; esso non si trova disponibile nell’organismo ed è dunque necessaria la sua introduzione attraverso l’alimentazione. Cibi ricchi di Tirosina e Fenilalanina sono carne, legumi, pesce, latte, formaggio, spinaci, frutti di mare, uova.

Un giusto apporto di Vitamine è ulteriormente fondamentale per il buon funzionamento globale dell’individuo; la carenza di Vitamine del gruppo B (B1, B2, B3/o PP/, B5, B6, B12) può infatti provocare ansia, paura, problemi di umore (ad esempio depressione), demenza e/o disturbi psicotici. Parimenti un loro equilibrato consumo attraverso gli alimenti aiuta a tener lontani tali problematiche psico-fisiche.

Più in generale dunque le Vitamine, pur non fornendo energia, sono indispensabili all’utilizzazione dei principi nutritivi assunti. La maggior parte di esse non è sintetizzata dall’organismo in modo indipendente e dunque devono essere assunte attraverso un alimentazione variegata ed equilibrata.

La Vitamina A, contenuta in pomodori, carote, pesce, uova, latte e derivati (nei vegetali si trova il suo precursore detto Betacarotene, che viene trasformato in Vitamina A nell’intestino), è importante per la salute di ossa, apparato visivo (insieme alla Caroteinoide Luteina, ovvero un pigmento naturale di verdure a foglia verde e verdura con proprietà antiossidanti naturali utili alla salute di occhi e pelle) e apparato respiratorio; inoltre tale vitamina ha buone proprietà antiossidanti e dunque antiradicali.

Il gruppo B è invece implicato nei processi di produzione di energia e di sintesi dei Neurotrasmettitori a partire dagli Aminoacidi. Tali Vitamine si trovano in buona quantità nei cereali, nei legumi, nel pesce, nella carne magra, negli oli vegetali, nelle verdure a foglia verde e nel lievito di birra.

Del gruppo B delle vitamine fa parte anche l’Acido Folico, un composto importante per la sintesi del DNA e delle Proteine, del corretto sviluppo dei globuli rossi ed avente proprietà ansiolitiche ed antidepressive; lo si può trovare in particolare nei legumi, nella frutta (arance) e nella verdura (insalata, asparagi, piselli, spinaci), nelle uova, nel lievito e in certi tipi di carne (fegato).

Vi sono poi il la Vitamina C ed E, molto presenti in frutta e verdura fresche (C), nei cereali, nei semi e negli oli vegetali (E) e i Bioflavonoidi (Vitamina P o C2), che aiutano a contrastare l’affaticamento e l’invecchiamento a livello celebrale e fisico dovuto ad ossidazione da radicali liberi, a stimolare il sistema immunitario, a mantenere in salute l’apparato dermico e cardiovascolare e a tenere alto il tono dell’umore dell’individuo.

La Vitamina D (uovo, pesce, burro) è invece fondamentale per la sintesi del Calcio e del Fosforo e quindi per lo sviluppo dell’apparato osseo (e dentale) ed il suo mantenimento in salute, e la Vitamina K (verdura, avena), che partecipa al buon funzionamento della coagulazione del sangue e della giusta composizione ematica generale.

Abbiamo poi la Vitamina F, rintracciabile in semi ed oli vegetali, il cui maggior rappresentante è l’Acido Linolico, che ha la proprietà di preservare la giusta permeabilità della membrana cellulare, proteggendo in tal modo la cellula da possibili attacchi esterni, e di partecipare alla sintesi di altri Acidi Polinsaturi, cruciali per la salute delle cellule nervose.

Vi è anche la Vitamina H (o Vitamina B8, sempre del gruppo B) contenuta in legumi, verdure, carne, che partecipa al metabolismo degli Aminoacidi e alla formazione del Glicogeno, ovvero delle riserve energetiche dell’organismo. Una sua scarsità può comportare affaticamento, dolori muscolari e discesa del tono dell’umore.

Altri fondamentali principi nutritivi sono i Sali Minerali, come ad esempio Calcio, Ferro, Fosforo, Iodio, Magnesio, Potassio, Sodio oltre ad Oligoelementi quali Selenio, Zinco e Zolfo, tutti cruciali nella mediazione di molteplici funzioni fisiologiche e mentali.
Tali sostanze sono contenute in cereali integrali, legumi, frutta e verdura fresche, pesce e frutti di mare, cioccolato, frutta secca, latte e derivati, carne.
I Sali Minerali sono implicati in molti fondamentali meccanismi neurologici e psico-fisici (ad esempio Sodio, Magnesio e Potassio nell’attivazione nervosa e muscolare e nel controllo osmotico delle cellule). In tal modo la loro assunzione alimentare permette di far funzionare al meglio e mantenere in salute il sistema nervoso, muscolare ed osseo, così come di tener lontani ansia, stress, depressione e deficit cognitivi.

Oltre ad esservi alimenti in grado di far bene all’umore e di allontanare l’ansia e lo stress, ve ne sono altri però con effetto opposto (in particolare se consumati in modo eccessivo). Tali sostanze sono infatti connotate dalla presenza di principi psicoattivi i quali eccitano e sregolano la normale attività del sistema neuropsicologico. Alcuni esempi di queste sostanze sono: l’alcol, il caffè, il tè, lo zucchero bianco, la carne rossa.

Anche tempi e spazi sono molto importanti per una corretta alimentazione utile al mantenimento del proprio benessere psico-fisico. In specifico è bene distribuire i principi nutrizionali lungo la giornata con almeno 4-5 pasti, cercando di non saltarne nessuno ed in particolare la colazione necessaria a fornire energia psico-fisica dopo le molte ore trascorse dalla cena, così come il pranzo, ma anche più in generale gli altri pasti come lo spuntino, la merenda e la cena stessa, per evitare di consumare maggiori quantità di cibo al pasto successivo a causa della maggiore sensazione di fame. E’ bene poi non abbondare nelle quantità, variegare gli alimenti secondo la celebre Dieta mediterranea (sintetizzata attraverso la cosidetta Piramide Alimentare) e consumare i cibi lentamente, favorendo la digestione e l’assorbimento dei vari nutrienti in essi contenuti.

Il collegamento tra cibo e dinamiche psico-emozionali si esplica anche attraverso le attivazioni fisiologiche del corpo in corrispondenza di pensieri e segnali sensoriali attinenti agli alimenti come profumi, immagini, etc., che attivano la salivazione (la famosa “acquolina in bocca”), la sensazione di fame e l’apparato gastrointestinale. Questa dinamica tra cibi, stomaco, intestino e mente è dimostrata anche da disturbi psicosomatici come gastrite, dolori addominali, dispepsia, etc.

Altra dimostrazione dello stretto e circolare rapporto tra cibo e parte psicologica sono i seri problemi e disturbi alimentari che possono nel tempo portare gravi conseguenze non solo mentali, ma anche fisiche.

Altra prova è il fatto che quando viene sperimentata gioia e spensieratezza, la voglia di sedersi a tavola e concedersi sfizi e delizie alimentari è maggiore; quando invece ansia, tensione, pensieri e preoccupazioni occupano e tartassano la mente, il desiderio di mangiare si affievolisce fino a sconfinare molto pericolosamente in ferree diete e digiuni o aumentare in modo disfunzionale con abbuffate ed eccessiva ingestione alimentare (con conseguenti aumento di peso e problemi fisici attinenti).

Il cibo può in quest’ultimo caso diventare una vera e propria droga con sintomi e problematiche molto simili alla dipendenza da sostanze, come ad esempio Assuefazione, Craving ed Astinenza.

In conclusione il cibo aiuta a fornire energia, benessere, tranquillità a livello psico-fisico, contrastando eventuali sintomi depressivi, ansiogeni e di stress. La relazione alimenti-psiche è allora un saldo rapporto circolare, ma anche suscettibile ad abitudini alimentari eccessive, sregolate e/o connotate da cibi con pochi principi nutritivi o costituiti da molecole dannose alle funzionalità fisiologiche e psicologiche della persona.

Ho-Oponopono

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Ho’oponopono autentico.
Il processo di guarigione hawaiano.
di Isabella di Soragna

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Un giorno una mia conoscente mi racconta una strana storia. Si trattava di un dottore alle isole Hawaii che aveva curato un’intera clinica psichiatrica di alienati e criminali senza mai vedere nessuno di loro. Il problema era grave poiché le infermiere fuggivano l’una dopo l’altra, gli psicologi si rifiutavano di visitare i pazienti e i malati peggioravano di giorno in giorno. Che cosa faceva quel dottore che si chiama Ihaleakala Hew Len?
Semplicemente si sedeva a tavolino, consultava una ad una le cartelle cliniche e poi…. guardava in se stesso per vedere come egli avesse creato la malattia di quella persona. Non incontrò mai personalmente i pazienti. Poi man mano che lui stesso sentiva di migliorare, il paziente stava meglio. Finché molti furono rimandati a casa e le infermiere tornarono a lavorare nella clinica.
Dapprima avevo creduto che era frutto di fantasia o di leggenda. Come poteva uno guarire qualcun altro e soprattutto un pazzo furioso, guarendo se stesso? Non aveva senso.
Eppure una traccia l’avevo già in me. Da anni, anche da ragazza, qualunque cosa mi capitasse, anche se nei primi momenti lo vedevo come avvenimento esterno spiacevole, doloroso, subito dopo lo accoglievo considerandolo come aspetto non visto proveniente da me stessa. Insomma succedeva a me e quindi lo vedevo sempre come lo specchio deformato di ciò che non riuscivo a vedere in me stessa.
Ma qui si andava ben oltre.
Allora mi sono informata da varie fonti e con meraviglia ho capito che il processo di guarigione è un vecchio sistema hawaiano chiamato Ho’oponopono. Nella lingua locale significa « fare ‌ciò che è giusto, corretto », quindi correggere, rettificare. In questo caso si tratta di prendere l’intera responsabilità di ciò che ci accade.
Ma che cosa faceva il dottor Ihaleakala Hew Len? semplicemente guariva la parte di lui che aveva creato questa situazione. Questo significa prendere l’intera responsabilità per la nostra vita – semplicemente perché è nella nostra vita. In senso letterale: il mondo intero è la nostra creazione. La verità è che se assumiamo la completa responsabilità della nostra vita, allora tutto ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo o sperimentiamo in qualunque modo, fa parte della nostra responsabilità, proprio perché succede a noi.
Significa dunque che le attività terroriste, il presidente, l’economia o la suocera che ci fa impazzire o il topo che ci rode il tappeto ed anche il corpo che ci fa male – qualunque cosa noi non amiamo, siamo solo noi a poterla guarire. Esistono solo come PROIEZIONI CHE CI VENGONO DAL NOSTRO SISTEMA INTERNO.
Il problema non è nelle circostanze esterne, in lui o in lei, è invece IN NOI, e per cambiarli bisogna cambiare noi stessi.
Difficile da ascoltare, ancor più difficile da mettere in pratica! Il biasimo e la critica sono scudi più pratici della responsabilità totale. Se facciamo un’analisi più accurata possiamo intravedere che in realtà ciò significa amare completamente sé stessi. Se si vuole ristabilire l’equilibrio nella propria vita, si deve prendere coscienza di quello che non vediamo.
In pratica allora che cosa faceva il dottor Len e che cosa si dovrebbe fare?
Ripetere solo a lungo:
«Mi scuso – vi amo – perdonatemi »
Sembra difficile credere che la ripetizione anche intensa di una frase possa produrre tali risultati.
Ma ecco un esempio semplice. Una persona aveva ricevuto un e-mail che l’aveva assai contrariata. Invece di lavorare sulle emozioni, accogliere i lati deboli o cercare di ragionare con la persona in questione, essa decise di mettere in pratica il metodo del dottor Len. Ripeté in silenzio : « Mi scuso », « Vi amo ». Non lo diceva a qualcuno in particolare, ma invocava lo spirito di amore per guarire in lui ciò che aveva creato la circostanza esteriore. Neanche un’ora dopo ricevette un messaggio dalla stessa persona che si scusava del messaggio precedente.
La persona che aveva usato il metodo non aveva preso nessuna misura esterna per ottenere scuse: non gli aveva nemmeno risposto. Ma ripetendo la frase « Mi dispiace, ti amo » aveva in qualche modo guarito in se stesso ciò che aveva creato questa situazione.
Ecco la situazione che in altre parole viene descritta e praticata da scienziati moderni, fisici, medici e saggi di tutti i tempi.
L’universo fisico è una creazione dei miei pensieri.
Se i miei pensieri sono cancerogeni, creano una realtà fisica cancerogena.
Se i miei pensieri sono equilibrati, creano una realtà fisica traboccante di amore.
Sono 100% responsabile della creazione del mio universo fisico com’è.
Sono 100% responsabile della correzione dei pensieri cancerogeni che creano una realtà malata.
Nulla esiste all’esterno. Tutto esiste nei pensieri creati dalla mente.
Vi siete mai domandati perché tutte le terapie più all’avanguardia, le tecniche di medicina alternativa e non, il pensiero positivo, l’analisi dell’inconscio, ecc. non danno risultati durevoli?
PERCHÈ SONO SOLO PASSATEMPI PER LA MENTE. Questa, se viene indagato fino in fondo, si rivela… inesistente! Questi pensieri vi fanno credere che c’è un IO a tenere il timone di comando, che può controllare tutto e tutti, basta volerlo. I miracoli invece succedono di solito quando si abbandonano queste conoscenze accumulate, quando non si fa più fiducia alle elucubrazioni mentali, ma al legame col divino o se vogliamo a ciò che È e che NON conosciamo.
Questo è dunque il metodo antico di guarigione dei popoli di Hawai, chiamato Huna.
Abbiamo dunque visto che l’intelletto non ha le risorse per risolvere i problemi a fondo, può solo dirigerli o manovrarli, credendo di cambiare le situazioni. Con Ho’oponopono si chiede alla Vita di pulire, purificare l’origine di quei problemi che sono MEMORIE non coscienti che noi proiettiamo «all’esterno», non potendoli vedere all’interno della nostra psiche. In questo modo possiamo annullare, neutralizzare l’energia associata ad una persona o cosa. Questa «riunificazione» è energia liberata e trasformata in luce e serenità. Non c’è alcun senso di errore, di colpa, e non si deve rivivere nessuna sofferenza. Non importa sapere il perché del problema, né la sua origine. In ogni caso sono solo opinioni e spesso errate.
Perché non provare? Ogni volta che si nota qualcosa di spiacevole in una persona o in un luogo o in una situazione, diciamo:«Che sia sciolto in me ciò che contribuisce a questo problema»
Oppure: «Sono dispiaciuto, perdonami, ti ringrazio, ti amo» o una di queste. Il fatto di dire «Sono dispiaciuto, perdonami» dimostra di riconoscere il fatto di dover chiedere aiuto(non importa a chi) per perdonare.. se stessi. L’altro, la situazione, la cosa che ci addolora o infastidisce, porta per noi il « non visto, il soppresso», bloccato dalle identificazioni ad un’immagine costruita da anni. «Ti ringrazio, ti amo» trasforma l’energia inibita in energia circolante che riunisce i poli opposti e la gratitudine che segue. Quello che poi succede è determinato da un’altra energia non personale. Quello che noi vediamo di erroneo nell’altro esiste anche in noi, quindi accettando l’altro come noi stessi si cancella la memoria con l’unificazione dei contrari. In questo modo ci mettiamo in contatto con il nostro subconscio, responsabile delle memorie accumulate e ripetute ad anello secondo la programmazione. In sostanza è importante sapere che stiamo integrando il nostro subconscio, chiedendo di pulire le memorie ripetitive che producono conflitti, problemi, bloccaggi energetici che si trasformano in indisposizioni o malattie fisiche o psichiche.
Ripensare a queste frasi giorno dopo giorno, per esempio al momento di uscire di casa, manterrà un’ atteggiamento vibrante di benessere e di comprensione in rapporto alle vicende della vita. Il cambiamento sarà notevole. In certe situazioni difficili sarà utile ripetere più volte queste frasi quando i pensieri e le emozioni sono troppo invadenti, per esempio:
«Chiedo perdono, che queste memorie siano trasformate in luce» ecc.
Vi è un’altra cosa importante: il bisogno dell’intelletto, dell’ego di credere che può controllare, dirigere le situazioni e ottenere dei risultati. Qui si va contro l’idea alla moda del pensiero positivo. Voler purificare le memorie per ottenere un risultato non funziona. Ma quando lo si fa senza motivo preciso, con totale umiltà, i risultati sono imprevedibili, ma sempre soddisfacenti. È solo la mente, l’ego cosciente che si mantiene attivo quando ci fissiamo un obbiettivo. Obbiettivo che è solo il risultato di …memorie inconsce e che noi consideriamo frutto del nostro volere.
Anche la necessità di convertire, di guarire il prossimo, di ottenere vantaggi di qualunque genere, materiale o spirituale, è ancora un gioco della mente che vuol controllare i risultati.
Infatti il dottor Len dice che il grande problema dei terapeuti in generale è che pensano di esistere per salvare delle persone, quando in realtà sono loro a doversi ripulire dalle loro memorie di angoscia, di potere ecc. camuffate da amore per il prossimo.
Con Ho’oponopono assumiamo tutta la responsabilità delle memorie condivise con gli altri. L’intelletto non ha la capacità di assimilare e valutare tutte le informazioni in rapporto ad un problema. In nessun momento sappiamo quello che succede veramente. Ci crogioliamo nelle nostre opinioni. Liberando invece questi blocchi mnemonici, cambiamo il nostro mondo interno e quindi l’esterno ci risponderà adeguatamente.
Purtroppo mi sono anche resa conto di recente che perfino questo modo di agire è stato deviato e sta diventando commerciale: ancora una volta un tranello della mente che vuol ottenere vantaggi, tipo il Segreto e simili!
Ma se lo si pratica con umiltà e senza voler ottenere qualcosa, la mente non ha scampo.
Non è certo un cammino facile da seguire, poiché l’intelletto è molto subdolo ed insistente. Quando vi è un problema, il riflesso immediato è accusare qualcuno o qualcosa. Cerchiamo sempre fuori di noi l’origine del problema. Non vediamo che l’origine è solo nella nostra mente. Non serve dunque dare troppi consigli, ma se sperimentiamo gli altri come problemi, domandiamoci subito:«Che cosa fa che in me sperimento questo problema?»
La mente non capisce mai le cose come sono veramente, ma solo riceve un riflesso, una riproduzione. Essa ha un’idea di come funziona qualcosa, ma non è mai quello che succede veramente, poiché se la mente sapesse come stanno le cose realmente, vivremmo senza problemi!
Quel gruppo di contenuti di memorie e associazioni che chiamiamo IO e che si attiva ogni giorno, non esiste come qualcosa di reale, ma solo come proiezione, un ologramma, un sogno: l’ego non può far fronte a questo, così si azzera.
Le nostre decisioni sono prese per noi prima di esserne coscienti, poiché vi sono milioni di memorie inconsce proiettate fuori che prendono decisioni a nostra insaputa. Anche le neuroscienze confermano da anni che l’IO è un’invenzione che accade dopo che l’azione è stata decisa. (Michael Gazzaniga – La mente inventata)
Anche le aspettative sono tranelli dell’intelletto: sono anch’esse memorie che si ripetono all’infinito. Nulla avviene per caso nella vita.
Detto questo, è importante trovare riscontri anche in altri campi.
Nella fisica quantica si dice che il mondo confuso degli atomi può concretizzarsi solo se c’è un osservatore. Nell’assenza di un osservatore l’atomo è un fantasma.
Questo ci riporta all’ologramma che si concretizza solo con un laser di luce e il riflesso.
Infine nella nuova omeopatia unicista (secondo il metodo ormai noto del dottor Rajan Sankaran) il rimedio si trova solo se il paziente rivela non solo quello che ama, ma quello che detesta, o ciò di cui ha più paura, per arrivare infine ad una sensazione molto profonda e a volte sconcertante, la vera origine del suo male fisico o psichico. Non sono tanto i fatti narrati dal malato ad interessare, ma i gesti ripetitivi e incontrollabili dalla mente cosciente, o una frase che non c’entra con il contesto e così via. Non c’è «storia», solo una sensazione unica che fa «surplace» costantemente. Il rimedio «digerisce», riunifica e quindi annulla poco alla volta le memorie proiettate all’esterno, sulle situazioni e sulle persone che attorniano il paziente. Questo conferma la visione di Ho’oponopono. Il terapeuta che lo pratica, non cercherà disperatamente di guarire il paziente, ma si metterà all’unisono col malato che vedrà come suo specchio e non più come «altro». In questo modo il rimedio e la cura verranno alla luce senza previsioni o interpretazioni fallaci.
Tutto questo dimostra che ciò che avviene è solo espressione costante dell’unico senso di essere che assume tutte le forme, dando un’impressione di continuità, ma è in fondo indivisibile. L’intelletto invece divide sempre e in tal modo cerca sempre un oggetto esterno da ottenere, per tentare di riunire ciò che non è mai stato separato. Si inventa obbiettivi e finalità che mantengono invece l’illusione. Se, come affermano scienziati e mistici, lo spazio-tempo è un’invenzione del cervello, tutto avviene come in un sogno che sembra durare un’eternità e poi scompare al risveglio, rivelandosi di una durata di attimi. La coscienza, il senso di essere, appare e scompare tra sonno profondo e veglia, è temporaneo come una nuvola nel cielo.
Nella piattaforma stabile del mistero, il nostro stato naturale è sempre presente, ma inconoscibile dal fragile ed effimero intelletto.