Rossetti bio naturali

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Di Gloria Mastrantonio Foto e Testo

Con l’arrivo dell’inverno è il rossetto il protagonista del nostro make-up e quest”anno prevalgono le eco-nuanche! Abbiamo già parlato del corretto uso dei cosmetici biologici e la procedura per farsi da sole il proprio eco-rossetto con barbabietole e cera d’api, ma se proprio non ci sentiamo maghe del fai-da-te e preferiamo prodotti già finiti, considerando che una donna mangia circa 4 kg di rossetto nella sua vita, la soluzione ideale è che questo sia almeno commestibile!

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E la maggior parte dei rossetti in commercio purtroppo non lo è, anzi dietro ai rossi fuoco o ai rosa perlati si nascondono sostanze chimiche tossiche dannose al nostro organismo: i ftalati. Questi sono dei prodotti chimici di sintesi ottenuti mediante operazioni di distillazione industriale presenti nei cosmetici o nei profumi sotto strani nomi quali: butilbenzilftalato, dibutilftalato, dietilesilftalato, dietilftalato o dimetilftalato. Per informarci di quali rossetti eliminare dal nostro beauty-case è sceso in campo qualche anno fa anche Greenpeace stilando, una lista delle marche produttrici di prodotti per il make-up che contengono ftalati. L’Oreal, Mabelline, Shiseido ed Esteè Lauder sono solo alcune delle principali case che si sono meritate il Bollino Rosso dell’Associazione Ambientalista per l’inadeguatezza agli Standard Ecologici.
E allora quali scegliere? Abbiamo provato a stilare una piccola lista dei prodotti che per qualità, sicurezza e certificazione, rappresentano una giusta soluzione per avere labbra perfette senza danneggiare noi o l’ambiente.
I rossetti Lavera, ad esempio, utilizza principalmente Burro di Karatè, Olio di Jojoba e Olio di Mandorle tutto rigorosamente biologico, per ammorbidire ed idratare le nostre labbra insieme a vitamine e minerali per l’effetto anti-age. I prodotti sono acquistabili direttamente sul sito del produttore o, se vogliamo risparmiare sulle spese di spedizione, anche su Emporio Ecologico, che raggruppa tutte le migliori marche del panorama bio-ecologico italiano e internazionazionale.
Scegliendo invece l’inglese Logona possiamo osare con tonalità molto più decise senza dover rinunciare alla scelta di ingredienti naturali e provenienti da agricoltura biologica.

I rossetti, come l’intera linea di cosmetici della Wala è stata prodotta con ingredienti naturali e con una formula che non adorna solo, ma al tempo stesso alimenta. Ingredienti certificati quali oli vegetali e cere di alta qualità, infusi con erbe medicinali, potendo anche scegliere tra diverse sfumature selezionate dai migliori artisti tedeschi!
Anche se non rientra nella lista stilata da GreenPeace, uno dei migliori lip-stick attualmente sul mercato dei cosmetici, in materia di rispetto per l’ambiente e delle nostre labbra, è quello della NVEY ECO che è al 100% privo di sostanze tossiche ma allo stesso tempo molto idradante e in una vasta gamma di colori come i rossetti tradizionali. Grazie alle proprietà lenitive del cartamo, la cera d’api, la vitamina E con olio di ricino biologico questo eco-rossetto è antiossidante, nutriente e rende le labbra morbide nonché lisce. NVEY ECO lip-stick è stato creato usando una armonia di piante accuratamente selezionate ingredienti minerali naturali, mescolati ad estratti di piante per rendere puro, dolce e molto efficace il nostro make-up.
Di fabbricazione statunitense e ovviamente corredati da tanto di certificazione sono i prodotti della Vashon Organics tra cui la linea di lip-stick realizzati con semi ed oli di canapa con aggiunta di cera d’api e pigmenti di naturali per creare le diverse colorazioni. Idradante e delicato sulla pelle, non è stato testato sugli animali. Con un base di ingredienti biologici al 95% è privo di sostanze derivate dal petrolio e ovviamente senza coloranti. Hemp Organic Lipstick è all 100% privo di piombo.
Ma se vogliamo restare in casa anche Montalto Natura con la campagna Baciami Bio, lancia il bio-rossetto 100% biologico certificato pensato sia alle donne che di rossetto ne mangiano in media il 70% e agli uomini che ne ingoiano il più delle volte il restante 30%. Cremoso e goloso, grazie alla presenza di burro di karitè e al gusto zuccherino della liquirizia. Un tocco di rossetto che appaga i vostri sensi!

Crostata vegan

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Di Roberta Ragni

Ingredienti:
PASTA FROLLA
250 gr farina di grano tenera biologica
100 gr zucchero integrale di canna
125 gr margarina non idrogenata
Succo di 1 limone (grande)
Un pizzico di bicarbonato
CREMA PASTICCERA VEG
300 grammi latte di soia
60 gr di zucchero integrale di canna
2 cucchiai di fecola di patate
Scorza di 1 limone

TOPPING
2 kiwi
1 banana
Un cestino di fragole
Per Lucidare la frutta:
50 gr acqua
15 gr zucchero
3 gr di fecola o di maizena
Oppure gelatina di mela o albicocche, ma anche della semplice marmellata di albicocche stemperata e frullata con un poco di acqua tiepida è perfetta

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PREPARAZIONE

Per fare la frolla, disporre la farina a fontana, mettere al centro la margarina a temperatura ambiente tagliata a dadini e lo zucchero. Lavorare unendo tra di loro prima lo zucchero e margarina, incorporando man mano la farina. Aggiungere il succo di limone e, infine, il bicarbonato. Impastare bene e accuratamente fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Formare una palla e lasciare riposare in frigo per 30-40 minuti.
Nel frattempo preparare la crema. Mettere in un pentolino antiaderente la fecola di patate e i 60 gr di zucchero. Sul fuoco a fiamma bassa, aggiungere poco alla volta il latte di soia, continuando sempre a mescolare con un cucchiaio di legno. Aggiungere la scorza di mezzo limone e portare ad ebollizione, a sempre a fiamma bassa e continuando a mescolare energicamente, evitando di far creare grumi, fino a quando la crema non si addenserà. Spegnere e far raffreddare.
Foderare ora con carta forno una teglia tonda di 28 cm di diametro, stendere la pasta frolla che si è riposta, avendo cura di formare dei bordi alti circa un centimetro e di bucherellare il fondo con una forchetta. Infornare la crostata nel forno già caldo a 180° per 35\40 min. Una volta cotta, tirare fuori dal forno. Quando sarà fredda, toglierla dalla tortiera e metterla sul piatto di portata.
Nel frattempo, lavare la frutta, tagliare a fette non troppo sottili i kiwi, la banana e le fragole, lasciando magari una fragola intera da posizionare al centro. Versare la crema pasticcera ormai fredda sulla crostata e stenderla uniformemente con una spatola. Decorare con la frutta a proprio piacimento. Ora non rimane che l’ultimo tocco, la lucidatura del topping: si può scegliere una tra le varie alternative scritte sopra. In questo caso, io ho messo in un pentolino acqua, zucchero e fecola a scaldare, senza far bollire e facendo sciogliere bene lo zucchero. Quando il liquido si sarà rappreso, bisogna toglierlo dalla fiamma e farlo raffreddare un po’, prima di spennellarlo delicatamente sulla frutta.
Mettere in frigo e servire fredda. Bon appétit!

Roberta Ragni

Mini frittate senza uova

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La frittata senza uova non esiste: e invece i vegolosi sanno come fare! Ecco una ricetta semplice per preparare queste frittatine, veloci ma soprattutto buonissime! Queste mini frittate vegane sono ideali come aperitivo ma anche come secondo piatto se accompagnate da verdure di stagione. Il nostro consiglio è servirle con…leggete la ricetta e lo scoprirete! Ingredienti per circa 10 mini frittate vegane 150 ml di latte di soia 50 gr di farina 00 50 gr di farina di ceci o farina di mais fioretto 1 zucchina grattugiata 2 carote grattugiata Olio extra vergine di oliva 1/2 cucchiaino raso di bicarbonato 1 cucchiaino raso di curry sale q.b In una ciotola capiente mescolate le farine setacciate con il latte, aggiungete il sale, il curry e il bicarbonato. Aggiungete quindi le verdure grattugiate e mescolate con delicatezza incorporando bene gli elementi nel composto. Ovviamente potete utilizzare le verdure che preferite. In un tegame antiaderente fate scaldare un cucchiaio d’olio di oliva, ora con un cucchiaio o un mestolo fornito di beccuccio versate piccole quantità di composto nella padella, cuocete prima da un lato e poi dall’altro aiutandovi con una spatola per girare le frittatine. La cottura deve avvenire a fuoco moderato e sarà ottimale quando entrambi i lati avranno un colore dorato e non bruciato. La farina di ceci è un alimento ricco di minerali, quali calcio, fosforo, ferro, e di proteine vegetali. E’ possibile anche realizzare una frittata senza uova grande al posto di 10 piccole. Consiglio per i vegolosi: queste mini frittate si sposano benissimo con la maionese di riso (per i vegani) e con quella classica (per i vegetariani). Inoltre, sempre per rendere la ricetta vegetariana è possibile aggiungere nel composto del parmigiano in due cucchiai da minestra.

Vegolosi.it

6 alternative naturali allo shampoo

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Esistono diversi modi per sostituire lo shampoo e non si tratta di certo di non lavare i capelli. Rimedi naturali, impensabili e sostenibili in termini ambientali sono proprio a portata di mano e, a quanto pare, in grado di dare la stessa lucentezza e pulizia. Lo shampoo, infatti, non solo fa tanta schiuma ma anche tanto inquinamento. Sono pochissimi i prodotti presenti sul mercato in grado di essere naturali al 100% e, la maggior parte di essi, è ad un prezzo piuttosto elevato. Oltretutto gli agenti chimici che permettono lo sgrassamento del cuoio capelluto sono recentemente risultati decisamente irritanti per la pelle stessa.

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Bahman Karimzadeh, ad esempio, stilista americano di Los Angeles è un convinto sostenitore della teoria che si possa vivere senza shampoo. Le sue dichiarazioni sembrerebbero una sorta di deriva utopistica, ma è da ammettere quanto siano capaci di far riflettere: ”Il mio cuoio capelluto è sporco, oleoso, devo lavarlo per forza. Basta, bisogna superare tutto ciò, perché è solo una sensazione”. Questo bizzarro personaggio statunitense, in realtà, adopera shampoo solo una volta alla settimana e ammette che la sua vita è senza dubbio migliorata, avendo capelli più morbidi e puliti di quando, invece, lo utilizzava tutti i giorni.

Ecco, quindi, delle alternative da provare per poter toccare con mano se in termini di efficacia non cambi realmente nulla.
1 – Bicarbonato di sodio:
Chi l’ha provato afferma che sia il migliore detergente naturale possibile. Unica remora è da usare con estrema parsimonia e non abusarne. Il ricercatore Yash Kamath dell’istituto Princetonbased TRI ha, infatti, dichiarato che l’uso frequente può danneggiare la cuticola, ovvero il rivestimento esterno del capello con la funzione di protezione del fusto e la sua integrità è fondamentale per la salute del capello. La modalità di utilizzo è piuttosto semplice: sciogliete un cucchiaino da tè in una tazza di acqua tiepida, una volta fatto massaggiate la cute e risciacquate. I vostri capelli saranno setosi come non mai.
2 – Birra:
Consigliata per chi ha i capelli molto ricci e tendenti ad arruffarsi. La birra, infatti, è in grado di renderli più morbidi. Pare, però, che tenda anche ad opacizzarli. Insomma, provate e vedete, nella peggiore delle ipotesi tornerete semplicemente a berla.
3 – Spazzola per capelli:
Non tutti sanno che il capello produce autonomamente degli oli naturali. Spazzolarli, quindi, tutti i giorni aiuta a distribuirli uniformemente. Fatelo e noterete una nuova e soffice consistenza.
4 – Succo di limone:
E’ un ottimo detergente e schiarente. Spremetelo e unitelo all’acqua, massaggiate e risciacquate. Aiuterà, inoltre, a renderli anche più lisci.
5- Maionese:
Gli ingredienti della maionese – uova, limone e olio – pare siano il non plus ultra per dare vigore e curare i vostri capelli. Io, in tutta onestà, non sono ancora riuscito a provarla: è più forte di me, la preferisco nel panino!
6 – Olio d’oliva:
Ottimo per chi ha i capelli lunghi, ma secchi. Una goccia o due (non di più), da applicare a capelli asciutti per renderli maggiormente idratati e dargli lucentezza.

Torta di cachi

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Ingredienti:
4 cachi maturi
100 g di farina 0
100 g di farina integrale
150 g di zucchero di canna
50 g di uvetta
50 g di pinoli
50 ml olio di semi di mais
1 bustina di lievito
sale qb
marsala o cognac (facoltativo, per ammollare l’uvetta)

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Procedimento:
Mettere in ammollo l’uvetta nel marsala. Tagliare a pezzetti i cachi e metterli in una padella; farli cuocere a fiamma vivace per 5 minuti, fino a quando la polpa si sarà un po’ asciugata (io ho aggiunto un po’ di marsala nel quale avevo ammollato l’uvetta, mi spiaceva doverlo buttare!). Frullare la polpa (o, come me, schiacciarla bene con una forchetta), togliere la padella dal fuoco e lasciare intiepidire. In una ciotola mescolare le farine, lo zucchero, il lievito ed un pizzico di sale. Aggiungere l’olio e l’uvetta ben strizzata, la polpa dei cachi e mescolare bene. Versare l’impasto in una teglia rotonda da 24-26 cm e cospargere la superficie coi pinoli. Infornare a 180° per 35 minuti (prova stecchino!).