Torta di cachi

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Ingredienti:
4 cachi maturi
100 g di farina 0
100 g di farina integrale
150 g di zucchero di canna
50 g di uvetta
50 g di pinoli
50 ml olio di semi di mais
1 bustina di lievito
sale qb
marsala o cognac (facoltativo, per ammollare l’uvetta)

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Procedimento:
Mettere in ammollo l’uvetta nel marsala. Tagliare a pezzetti i cachi e metterli in una padella; farli cuocere a fiamma vivace per 5 minuti, fino a quando la polpa si sarà un po’ asciugata (io ho aggiunto un po’ di marsala nel quale avevo ammollato l’uvetta, mi spiaceva doverlo buttare!). Frullare la polpa (o, come me, schiacciarla bene con una forchetta), togliere la padella dal fuoco e lasciare intiepidire. In una ciotola mescolare le farine, lo zucchero, il lievito ed un pizzico di sale. Aggiungere l’olio e l’uvetta ben strizzata, la polpa dei cachi e mescolare bene. Versare l’impasto in una teglia rotonda da 24-26 cm e cospargere la superficie coi pinoli. Infornare a 180° per 35 minuti (prova stecchino!).

Veg scrub al sale

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300 g di sale grosso
50 g di avocado o olio di sesamo o olio di jojoba
25 g di cacao in polvere non zuccherato
Tre gocce di olio essenziale di vaniglia
Miele per addolcire (facoltativo per i non vegani)

Mettete insieme gli ingrediente secchi, dopodiché aggiungere l’avocado o l’olio da voi scelto, fino a formare un composto abbastanza consistente seppur cremoso. In caso non fosse sufficiente, aggiungete del miele (nutriente per la pelle) o, se siete vegani, altro olio. Infine, mettete poche gocce di olio essenziale: qui vi abbiamo consigliato la vaniglia, ma potete scegliere il vostro preferito con la cura di controllare che siano adattati ad uso cutaneo (possono essere irritanti). I migliori per la pelle sono rosa, rosmarino, limone, mandarino, lavanda e camomilla.

Eliminare le tossine in modo naturale

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Avete esagerato a tavola oppure avete dovuto assumere per un po’ di tempo alcuni farmaci e ora vi sentite stanchi, gonfi e un po’ appesantiti? Niente panico, la colpa è tutta delle tossine accumulate dall’organismo.

I RIMEDI NATURALI CONTRO LE TOSSINE – Le tossine possono essere di due tipi: endogene quando vengono prodotte dal corpo a causa dei cibi ingeriti oppure esogene quando sono dovute a coloranti, eccipienti o conservanti. Per depurare l’organismo è pertanto necessario stimolare l’attività di tutti quegli organi quali i reni, il fegato, l’intestino e i polmoni che si presentano come i fisiologici depuratori del nostro corpo. Ma come? Un primo rimedio naturale potrebbe essere quello di assumere determinati alimenti dalle proprietà disintossicanti come ad esempio carciofi e asparagi.

COME ELIMINARE LE TOSSINE IN MODO NATURALE – Ecco i nostri consigli per rimettersi in forma in modo naturale, depurando l’organismo dalle tossine in eccesso:
Per cominciare, evitate di digiunare perché così facendo rallentate il metabolismo ottenendo l’effetto contrario.
Oltre agli asparagi e ai carciofi, a tavola non fatevi mancare cavoli e broccoli, ricchi di sostanze utili all’attività di detossificazione del fegato, l’aglio che è importante per disintossicare l’intestino e ancora frutta e verdura fresca di ogni tipo dall’ananas al sedano fino al melone e alla cipolla.

Perfetto anche lo yogurt: scegliete quello magro e consumatene almeno due al giorno.
Non trascurate l’esercizio fisico, anche il sudore permette di disintossicare l’organismo.
Bevete molta acqua: bastano due litri al giorno per eliminare la maggior parte delle tossine accumulate dall’organismo contribuendo anche mantenere in perfetta salute fegato e reni. Evitate succhi di frutti zuccherati e bevande gassate ricche di coloranti e additivi altrimenti non otterrete alcun beneficio e bevete solo acqua semplice, al massimo aggiungete un pizzico di limone.
Anche le tisane hanno un effetto depurativo importante per l’organismo.

Infine, un altro rimedio utile potrebbe essere quello di effettuare uno scrub settimanale in modo da eliminare le cellule morte, favorire la microcircolazione e ridare elasticità alla pelle.

Lasagne di spinaci

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Ingredienti
500g di Lasagna di semola (da sbollentare senza uova)
500g di Spinaci
500g di ricotta di soia
1 cucchiaio di zucchero (opzionale)
1 tazza di latte di soia o di riso
1 spicchio di limone
2 spicchi d’aglio
basilico tritato a piacere
un barattolo di salsa di pomodoro
olio
sale

Preparazione
Cuocete gli spinaci facendoli bollire in acqua salata e conservate l’acqua di cottura.
A questo punto sbollentate le sfoglie di lasagna nell’acqua conservata e scolatele lasciandole raffreddare, cercando di non farle attaccare.
Versate la ricotta di soia, il latte, l’aglio tritato finimente, il succo di limone, il basilico ed il sale in frullatore e fate amalgamare bene.
Poi versate il tutto in un contenitore abbastanza grande in cui aggiungerete anche gli spinaci e mescolate tutto fino ad ottenere un composto omogeneo, una crema morbida.
Ora prendete una teglia da forno e dopo averla unta bene cospargetela con la salsa di pomodoro, poi mettete sopra uno strato di pasta e successivamente la ricoprirete con il composto di ricotta di soia e spinaci. Continuate con lo stesso ordine: salsa di pomodoro, pasta, la crema di spinaci e ricotta, finché non avrete finito tutti gli ingredienti. Terminate con uno strato di pasta e versateci sopra ancora un po’ di salsa di pomodoro.
Infornate il tutto per 40 minuti circa.

Piramide Veg

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Mi chiedete esempi di diete giornaliere da seguire nel momento del passaggio al veg in quanto non avete idee. Affidatevi al mio blog per la preparazione delle ricette. La cucina vegvege è una cucina slow food quindi imparate ad organizzare la dispensa ed il frigo. Nei negozi veg e bio trovate anche prodotti veloci da preparare, tutti i legumi si trovano ormai al naturale cotti a vapore, troverete seitan, quorn, tofu e tempeh già pronti nelle varianti di cotolette, würstel, polpette etc. Io sono un’amante della cucina mediterranea che ho imparato ad arricchire con le spezie orientali e preferisco preparare io i cibi con verdure fresche ma non demonizzo i prodotti industriali che vanno benissimo per le emergenze, potete tenerli in frigo e freezer grazie alla lunga conservazione. Non dimenticate la frutta secca necessaria a noi veg, i cereali e legumi, preferite paste secche integrali o paste fresche non all’uovo, riso. Qualora abbiate problemi di peso vi suggerisco di tenere d’occhio, all’inizio, le quantità dei carboidrati e dei cereali e di limitare la frutta e i dolci alla colazione che dev’essere sempre il pasto principale.

Scrivetemi i vostri dubbi e le vostre domande, vi risponderò anche individualmente.

info@patriziavaier.ch

RIMEDI NATURALI BAMBINI DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ E ALIMENTAZIONE DEL BAMBINO

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Il mio è un urlo: no ai farmaci!

I cibi spazzatura supportano indirettamente le case farmaceutiche nella produzione di psicofarmaci per “aiutare” i bambini a stare calmi e tranquilli. Una medicalizzazione troppo disinvolta non aiuta ed enfatizza tale problema, con effetti collaterali disastrosi. Per i genitori, gli insegnanti e altri specialisti che tutti i giorni sono a contatto con bambini e adolescenti vige l’obbligo di informarsi e approfondire con serietà una problematica spesso sottovalutata. In tutto questo, la via naturale di una corretta alimentazione e di una educazione responsabile si è dimostrata più efficace dei farmaci.

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Le controversie nella diagnosi
E’ dall’inizio del secolo scorso che viene descritta l’instabilità motoria del bambino, soprattutto da autori anglosassoni. Sono state utilizzate diverse terminologie in funzione delle descrizioni e delle ipotesi eziologiche (ipercinesia, instabilità psicomotoria, disfunzione cerebrale minore…). La definizione attuale proposta dal DSM IV (Diagnostic and statistic Manual, 4° edizione) raggruppa l’intera sintomatologia sotto il termine di “Disturbi da deficit di attenzione/iperattività” (ADHD), cioè ”un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, caratterizzato da inattenzione e impulsività/iperattività”.

Nello specifico, si distinguono tre forme cliniche: inattentiva, iperattiva e combinata.

Nel corso dello sviluppo lo stesso soggetto può evolvere da una categoria all’altra manifestando nelle varie fasi di età le tre differenti dimensioni psicopatologiche in modo variabile.

Tutti questi sintomi non sono causati da un deficit cognitivo (ritardo mentale) ma da difficoltà oggettive nell’autocontrollo e nella capacità di pianificazione. Sono persistenti in tutti i contesti e situazioni di vita del bambino, causando una limitazione significativa delle attività quotidiane.

Il disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività (ADHD) è definito come impulsività non consona all’età, scarsa concentrazione e iperattività fisica. Tale disturbo è associato a difficoltà di apprendimento e incapacità di socializzare, E’ presente compromissione dell’attenzione focale (capacità di prestare attenzione a uno stimolo determinato, trascurando i particolari irrilevanti e non utili al compito in corso) e dell’attenzione sostenuta, cioè la capacità di mantenere l’attenzione attiva nel tempo durante lo svolgimento di attività scolastiche, nei compiti a casa, nel gioco o in semplici attività quotidiane. Rispondono senza riflettere, non riescono quasi mai ad aspettare il proprio turno nelle attività quotidiane o nei giochi; spesso si lasciano coinvolgere in attività pericolose senza valutare adeguatamente le conseguenze. Questi bambini sono generalmente descritti come “mossi da un motorino”, non riescono a star fermi, se seduti si muovono con le mani o i piedi, hanno frequentemente l’esigenza di alzarsi e muoversi senza uno scopo e un obiettivo preciso.

Poiché non esistono esami di laboratorio o fisici adeguati, la diagnosi è formulata in base alla storia clinica dei sintomi e al comportamento. Si tratta dunque di una diagnosi soggettiva e, pertanto, in molti casi sorgono controversie sul concetto di normalità di comportamento, in particolare per individui di giovane età.

Il 30-40% dei bambini affetti da ADHD presenta deficit di apprendimento, sebbene in molti casi i soggetti siano intelligenti. Sovente questo disturbo non è diagnosticato precocemente e trattato in età infantile e, pertanto, ne sono affetti molti adulti, inconsapevoli della loro patologia.

L’industria dei cibi pronti e genitori attenti
Istintivamente alcuni genitori iniziano a pensare che il problema sia associato al regime alimentare dei propri figli. Sanno che possono manifestare reazioni negative agli zuccheri o ad altri alimenti e si chiedono, dunque, se non siano semplicemente affetti da una forma di reazione eccessiva. Nella maggior parte dei casi questi genitori hanno perfettamente ragione. Negli ultimi decenni la quantità di zuccheri, conservanti e coloranti nei cibi trattati industrialmente è gradualmente aumentato. Troppi bambini consumano cibi pronti. Poiché l’organismo in tenera età è particolarmente vulnerabile agli additivi contenuti in tali alimenti, non sorprende che in molti casi si sviluppi una reazione tossica. Talvolta tale processo si manifesta come comune allergia, ad esempio con rinorrea e orticaria; in altri casi, invece, insorgono disturbi comportamentali.

L’amico farmaco
500.000 nel 1985 a 11 milioni di oggi, questi sono i dati americani del numero di bambini cui è stata diagnosticata l’ADHD; sembra un’epidemia? Certo, considerato il fatto che leggendo i vari questionari per formulare tale diagnosi, a oggi qualsiasi bimbo potrebbe esserne affetto. Fatta la diagnosi scatta l’utilizzo del farmaco, il metilfenidato meglio conosciuto come RITALIN, è uno stimolante del sistema nervoso centrale. Ha un effetto calmante, e riduce il comportamento impulsivo nei bambini affetti da ADHD. Il meccanismo d’azione del metilfenidato, alla stregua di molte altre anfetamine, è tuttora poco conosciuto, gli effetti collaterali invece sono ben noti. Altro dato significativo e noto sono i profitti delle case farmaceutiche distributrici di psicofarmaci cresciuti esponenzialmente dagli anni 80, le stesse che hanno sovvenzionato studi scientifici scadenti ma persuasivi. Così in Italia nel marzo 2007 l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha nuovamente immesso il RITALIN sul mercato dopo averlo tolto nel 1980 per i disastrosi effetti collaterali. Il metilfenidato è stato per molto tempo catalogato dal Ministero della Salute Italiana nella stessa tabella degli stupefacenti insieme a morfina, eroina, cocaina, LSD e oppiacei. Mi chiedo, visto il mercato ormai saturo di ogni tipo di farmaco, se non è più semplice inventarsi una nuova malattia, da trattare con un vecchio farmaco! Poiché oggi le case farmaceutiche spendono più in pubblicità che in ricerca.

L’Agenzia Europea dei medicinali (EMA) prende posizione e dichiara “Il comportamento correlato al suicidio e l’ostilità verso gli altri sono stati osservati in misura significativamente maggiore in bambini ed adolescenti trattati con tali psicofarmaci”. Per proteggersi da una medicalizzazione troppo disinvolta, genitori, insegnanti e tutti gli operatori che giornalmente sono in contatto con bambini e adolescenti dovrebbero informarsi attentamente e riflettere sulle vere origini di questa sindrome. I bambini non hanno bisogno di farmaci che alterano la mente, bensì di una sana e corretta alimentazione e un’educazione responsabile. “Tenete le televisioni o le playstation spente e trovate qualcosa da fare con i vostri figli” questa è uno dei consigli di psicologi e psichiatri attenti e ben informati.

La via naturale
I problemi attentivi e comportamentali sono ascrivibili a vari fattori. Alcuni studi hanno dimostrato che la frequente insorgenza di otiti e il regolare uso di antibiotici, così come la nascita prematura, sono associate ad una maggiore possibilità di sviluppare il disturbo. In termini alimentari, tra i fattori determinanti vi sono additivi e allergie alimentari, allergeni ambientali e intossicazione da metalli pesanti (piombo, mercurio, alluminio). Inoltre, un cattivo funzionamento dell’apparato digestivo e un aumento della permeabilità intestinale accrescono la quantità di tossine metaboliche che compromettono la chimica celebrale. Carenze nutrizionali di acidi grassi essenziali, vitamine del complesso B, ferro, magnesio e altri minerali sembrano svolgere anch’esse un ruolo fondamentale. Tra gli alimenti da portare a tavola durante la settimana, importanti per vari aspetti, abbiamo il riso basmati integrale (da tenere in ammollo circa 1 ora prima della cottura), tutte le verdure a foglia verde, la melassa nera non solforata e la frutta secca (noci e mandorle). Astenersi dal consumo di zuccheri e farine raffinate, cole e bibite dolcificate.

Cardamomo

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Cardamomo: descrizione
Con il nome cardamomo vengono indicate diverse spezie, spesso confuse tra loro, ma che in realtà sono caratterizzate da aromi e sapori differenti: il cardamomo verde (o vero cardamomo), il cardamomo di Ceylon, il cardamomo nero (conosciuto anche come cardamomo nepalese) e altre varietà meno diffuse.

Il cardamomo verde si ricava dall’Elettaria cardamomum, una pianta tropicale della famiglia delle Zingiberaceae (la stessa dello zenzero) molto diffusa in India e Malaysia. Questa spezia ha un sapore molto intenso ed è piuttosto costosa.
Dall’Elettaria repens, pianta diffusa nello Sri Lanka, si ottiene il cardamomo di Ceylon.
Il cardamomo nero è la spezia ricavata dall’Amonum subulatum, molto più comune ed economica del tipo verde e per questo usata come suo succedaneo. Il suo sapore tende più all’amarognolo e ricorda la menta.
L’Amomum costatum è una varietà di cardamomo diffusa in Cina e Vietnam mentre l’Amomum compactum è noto in Thailandia e Birmania con il nome di cardamomo del Siam.

Cardamomo: proprietà e benefici
Il cardamomo è un rimedio naturale molto utilizzato in India per la cura dei denti e le infiammazioni gengivali, per tosse e raffreddore, per problemi di digestione e intestino irritabile.
Sembra inoltre essere un efficace antidoto contro il veleno di serpenti e scorpioni.

La medicina ayurvedica considera il cardamomo un’ottima cura per problemi al sistema urinario, per la tosse e le emorroidi, mentre la medicina tradizionale cinese lo usa per il mal di stomaco e la dissenteria.
Un infuso a base di cardamomo è un vero toccasana contro il raffreddore e libera immediatamente le vie respiratorie combattendo al contempo la stanchezza che tipicamente accompagna gli stati influenzali.

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Cardamomo: uso in cucina
Il cardamomo è una spezia molto amata nei paesi arabi e in Oriente ma è piuttosto diffuso anche in Europa settentrionale.
Il suo odore forte e speziato e il sapore leggermente piccante e fruttato lo rendono adatto a ravvivare primi piatti e arrosti ma anche ad aromatizzare dolci, creme e torte al cioccolato.
Soprattutto se usato per le preparazioni dolciarie è meglio togliere le bacche a fine cottura prima di servire.

Molte miscele di spezie prevedono il cardamomo, tra queste l’ormai diffusissimo curry e il garam masala, tipico della cucina indiana e pakistana.

Ottimo per aromatizzare caffè e tè nero, il cardamomo è utilizzato per preparare il qahwa, il famoso caffè arabo.

Nel qahwa la percentuale di cardamomo può essere addirittura superiore al caffè, gli arabi infatti amano molto questa bevanda proprio per la presenza del cardamomo che ritengono “rinfreschi il sangue”. Preparare un caffè simile al qahwa è facile: basterà aggiungere due o tre semi di cardamomo nella polvere del caffè che, una volta pronto, andrà servito con panna e già zuccherato.

In India ed in Pakistan il cardamomo è un ingrediente essenziale in diversi piatti a base di riso, in Cina è utilizzato per aromatizzare la carne arrosto mentre in Vietnam è la spezia che caratterizza il Pho, una minestra di tagliatelle.
In Scandinavia viene utilizzato nella preparazione di dolci, ad esempio è aromatizzato col cardamomo il Käffebrod, un tipo di pasticcino da servire col caffè.

Il cardamomo è anche usato per aromatizzare liquori: è tra gli ingredienti del glogg, la famosa bevanda alcolica svedese e di molti amari e digestivi italiani.

Cardamomo: curiosità
La fragranza di questa spezia è sempre stata molto apprezzata, già Greci e Romani utilizzavano il cardamomo per produrre profumi, mentre le donne egiziane erano solite bruciare essenze di cardamomo nell’aria per gli effetti benefici e stimolanti. Ancora oggi molti prodotti cosmetici sono al profumo di cardamomo.

In Oriente il cardamomo è considerato una spezia afrodisiaca, questa sua proprietà è persino decantata nei racconti di “mille e una notte”.

Il cardamomo è al centro di alcune usanze e tradizioni: in India è considerata una pianta così timida e delicata che può essere toccata e raccolta solo da mani femminili, mentre nel Kashmir alcuni semi di cardamomo sono chiusi in un gioiello al polso delle spose a simboleggiare il cibo ristoratore che daranno ai mariti.