Archivio mensile:dicembre 2013

Io non voglio la vivisezione

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http://www.nelcuore.org/blog-associazioni/item/vivisezione-giovanna-non-usateci-per-giustificare-i-test-su-animali.html

Ecco il videomessaggio della Signora Giovanna Bordiga

La signora da tanti anni combatte contro una grave malattia e si schiera contro le lobby che, denuncia, strumentalizzano i malati come lei per giustificare la sperimentazione sugli animali. In assoluta coerenza con le sue idee si è rifiutata di partecipare al convegno in favore della sperimentazione animale, che si è svolto lo scorso 20 novembre in Senato e al quale era stata invitata ad intervenire. Dopo tanti anni di lotta contro la sua malattia è giunta alla ferma convinzione che la vivisezione non sia utile ai malati ed ha affidato il suo pensiero ad una lettera, scritta di suo pugno.

“Mi chiamo Giovanna, sono spastica da itterizia subito da dopo la nascita, vivo in casa con un cane, tre gatti e cinque conigli, sono i miei compagni di vita. Ho partecipato a tutte le manifestazioni contro Green Hill anche quando la mia salute me lo rendeva difficile. Aver visto quei cani uscire da quell’inferno e aver poi visto quel posto vuoto è stata una delle più belle gioie della mia vita. I ricercatori vanno in televisione a dire che usano gli animali per curare noi malati, io credo che la vera ricerca dovrebbe pensare a noi malati senza sacrificare nessun animale, e in ogni caso credo che nessun animale debba morire per curare me. Quindi, signori vivisettori, ogni volta che dite di stare sacrificando gli animali per noi malati, non fatelo più nel mio nome.” Gio

Veronesi riabilita Di Bella

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Veronesi riabilita Di Bella. La terapia con la somatostatina efficace contro il cancro. La dieta vegetariana pure

di Mina Cappussi –

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Uno studio dell’Università d Firenze (Dipartimento di Anatomia e Istologia) pubblicato sulla rivista European Journal of Pharmacology, l’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo), diretto dal professor Umberto Veronesi, oncologo vegetariano e propugnatore del vegetarianesimo, certificano che la cura Di Bella è efficace nella cura di tumori. A 100 anni dalla nascita di Luigi di Bella a Linguaglossa in provincia di Catania, arriva una conferma della validità del suo metodo da parte della medicina ufficiale. Per far pubblicare lo studio i ricercatori hanno dovuto però eliminare il cognome del prof. Di Bella. Non dimentichiamo, infine, che una dietavegetariana riduce drasticamente la possibilità di sviluppare tumori.

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(UMDI – UNMONDODITALIANI) La Teoria del professor Di Bella efficace? Ma come? Non era un ciarlatano? Ahi noi, quanto siamo piccoli e insignificanti sui nostri piedistalli, costruiti, mattone su mattone, sulle nostre credenze, sulla nostra “scienza”, sul nostro orgoglio. Ma, si sa, nemo propheta in Patria. A 100 anni dalla nascita di Luigi di Bella a Linguaglossa in provincia di Catania, arriva una conferma della validità del suo metodo da parte della medicina ufficiale. Una conferma accademica, “scientifica”, difficile da contestare anche per i più agguerriti detrattori del medico fisiologo scomparso nel 2003, che “regalava” una cura basata su farmaci biologici, contro tentativi di cura a colpi di cocktail di farmaci tossici, che costava, e costa, tantissimo allo Statoitaliano nell’ambito dei protocolli ufficiali. Il prof. Di Bella era nato nel luglio del 1912, proprio cent’anni orsono. Per commemorare l’evento è uscito dunque il libro “Il poeta della scienza”, biografia del medico a cui la scienza non volle credere, un’opera corposa firmata dal figlio Adolfo.

“Gli spiriti più grandi hanno sempre incontrato violente opposizioni dalle menti mediocri” scriveva Albert Einstein (che pure era vegetariano e ha sempre predicato il vegetarianesimo). E non dimentichiamoci il processo per Eresia a Galileo, che dovette risolversi ad accettare una terra ferma, immobile in mezzo allo spazio, sebbene consapevole delle evidenze degli studi che dicevano esattamente il contrario. E così è stato per il prof. Di Bella: gli avevano dato del ciarlatano; oggi la comunità scientifica fa dietrofront. L’università di Firenze e Umberto Veronesi (ancora un vegetariano, sarà un caso?) con L’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) arrivano finalmente a dare dignità scientifica al metodo Di Bella.

La terapia Di Bella, infatti, si guadagna uno studio realizzato da parte dell’Università di Firenze dal nome: “Effetti combinati di melatonina, acido trans retinoico e somatostatina sulla proliferazione e la mortedelle cellule di cancro al seno”. E’ uno dei pochi studi autorevoli in campo medico e che finalmente consegnano la Terapia Di Bella al campo della scienza ufficiale.

Lo studio condotto dall’Università di Firenze è stato poi pubblicato sulla rivista European Journal of Pharmacology ed ha ricevuto l’approvazione del IEO in seguito alla guarigione di cellule tumorali nel seno di una trentenne.

Insomma, non poteva festeggiarsi meglio di così il centenario della nascita di questo “poeta della scienza” che non è riuscito a gridare più forte di certi interessi di casta.

Il dato di fatto è incontrovertibile: l’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo), diretto dal professor Umberto Veronesi, ha appena certificato che la cura Di Bella è efficace nella cura di tumori.

Meglio non poteva andare, nel centenario, per una terapia bocciata come inefficace e tossica dal Ministero della Sanità nel 1998 dopo una contestata sperimentazione, che è proseguita in sordina, all’ombra dei riflettori, grazie a medici che hanno continuato a praticare la “multiterapia” nel silenzio generale, con risultati incoraggianti, in moltissimi casi.

Come in quello del trentaduenne di Cosenza, colpito da un carcinoma squamocellulare rinofaringeo, che dopo la diagnosi si è rifiutato di sottoporsi alle cure tradizionali proposte dallo Ieo di Milano e si è subito rivolto a Giuseppe Di Bella, figlio medico del fisiologo, uno dei tanti medici che continuano a praticare il trattamento, e che il 30 settembre scorso – come si evince dalla cartella clinica – gli ha prescritto la contestata terapia. Neppure due mesi dopo arriva il risultato, certificato dal dottor Roberto Bruschini, oncologo del Reparto di Chirurgia Cervico Facciale dell’Unità di Neoplasia del Cavo Orale dello stesso Ieo, diretto dal professor Luca Calabrese. Riferendosi alla cura praticata “secondo lo schema Di Bella”, il medico ha scritto che “obiettivamente al controllo odierno, pur mancando un’immagine che consenta un paragone, rispetto alla descrizione della Tac parametro, la lesione appare ridotta da T2 a T1. Il paziente riferisce netto miglioramento della sua patologia”. Il giovane s’è poi rivolto all’avvocato Massimiliano Coppa di Cosenza e ha ottenuto un’ordinanza del Tribunale (era accaduto anche al Tribunale di Campobasso alcuni anni fa) che, facendo leva sul referto dello Ieo, ha obbligato la Asl alla somministrazione gratuita della terapia, mentre in prima istanza il giudice monocratico s’era attenuto agli esiti negativi della sperimentazione respingendo l’istanza del paziente, al quale nel frattempo l’Inps aveva revocato l’invalidità per patologia.

Ancora al cancro mammario si riferisce il citato studio dell’Università d Firenze (Dipartimento di Anatomia e Istologia) pubblicata sulla rivista European Journal of Pharmacology.

“Nel loro insieme – si legge nelle conclusioni – i nostri risultati indicano che la co-somministrazione di melatonina con acido all trans retinoico e la somatostatina può essere un beneficio terapeutico significativo nel cancro della mammella”.

Per far pubblicare lo studio i ricercatori hanno dovuto però eliminare il cognome contestato: “Non avrebbero mai accettato un lavoro che portasse il nome Di Bella”, ha dichiarato uno dei conduttori.

Già, perché la sperimentazione avviata all’epoca, dopo che centinaia di pazienti si ribellarono, fu fatta utilizzando, udite bene, medicinali scaduti, dosaggi errati e preparazioni non corrispondenti alle istruzioni, su pazienti che presentavano uno stadio avanzato della malattia, già stati sottoposti a chemioterapia con dosi massicce di farmaci dannosi per l’organismo.

Oggi uno dei più famosi oncologi italiani, vegetariano e propugnatore del vegetarianesimo (essendo a conoscenza, come tutti, degli effetti cancerogeni dovuti al consumo di carne e di grassi animali) ha finalmente dato ufficialità al metodo di Bella, che dovrà essere perfezionato, e studiato, e applicato con rigore, questa volta “scientifico”.

“Chiunque si pone come arbitro in materia di conoscenza è destinato a naufragare nella risata degli dei”

(Albert Einstein, che tra l’altro era vegetariano convinto)

” Su scala cosmica solo il fantastico ha la possibilità di essere vero”.

Teilhard De Chardin.

Denuncia di un medico italiano

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Lo sfogo di un chirurgo italiano: La medicina ufficiale non cura lenisce i sintomi generando nuove malattie.

«La medicina “ufficiale” è falsa ed è solo uno strumento di potere delle Multinazionali della Salute. Essa è incapace di curare le malattie, al massimo lenisce i sintomi apparenti spostandoli su altri organi e generando nuove malattie, che portano il paziente a un circolo vizioso di dipendenza dal sistema sanitario.»

La denuncia arriva nientemeno che da un chirurgo ortopedico con vent’anni d’esperienza, di cui quindici in ospedale. Lui è il dottor Giuseppe De Pace e la sua voce è uno sfogo nato da situazioni vissute in prima persona, durante l’esercizio della sua professione, e che lo hanno portato a riflettere sulla metodologia della medicina così come oggi noi la viviamo (e la subiamo).

De Pace ha visto morire un bambino di undici anni, affetto da linfoma non-Hogkin, in seguito a una terapia che prevedeva la chemio. «La letteratura internazionale parla di sopravvivenza dell’80% con i nuovi protocolli chemioterapici. Notizia molto confortante anche per me che vivevo per la prima volta da vicino questa esperienza», racconta il dottore. Che poi aggiunge: «L’equivoco nasce dal fatto che se il paziente muore dopo un mese per insufficienza renale o epatica, superinfezioni, etc provocai chiaramente dalla chemio, per la statistica non è morto di linfoma!»

Lui è il dottor Giuseppe De Pace e il suo è uno sfogo, pubblicato in una lettera aperta sul web, nato da situazioni vissute in prima persona.

Questo perché la visione della malattia “ufficiale” (che poi è più giovane di quella “alternativa”, come l’agopuntura, ad esempio, che ha oltre 5000 anni di storia) tratta il corpo come sistema biochimico, dove a ogni causa segue una conseguenza (il sintomo). Il farmaco serve quindi ad eliminare il sintomo, senza tuttavia risalire alla causa. Come dice il dottor De Pace: «Il concetto di salute non è la non-malattia, come ritiene la medicina ufficiale, ma è un perfetto equilibrio tra mente e corpo.»

In sostanza, il corpo rimane malato, ma la malattia si sposta altrove.

Prendiamo il caso della chemio, ad esempio. La chemioterapia distrugge il DNA di tutte le cellule che si dividono velocemente. Le cellule cancerogene si dividono rapidamente. Ma anche le cellule del sistema immunitario si dividono rapidamente! La chemio, in sostanza, distrugge anche l’unica cosa che può salvarci la vita!

Altro dato interessante: la chemio non distruggerà mai il 100% delle cellule cancerogene. Al massimo potrà eliminare dal 60% all’80% (nel più ottimistico dei casi!) delle cellule cancerogene. Il “resto” del lavoro è svolto dal nostro sistema immunitario.
Il bambino affetto da linfoma non-Hogkin morì. Egli è una delle tante vittime della medicina “ufficiale”. Infatti, secondo il Journal of the American Medical Association, le malattie iatrogene (le malattie dovute a terapie mediche) sono al terzo posto tra le cause di morte negli Stati Uniti. Più di 120.000 persone muoiono ogni anno a causa dei famosi “effetti collaterali” dei medicinali.

Lo scienziato e ricercatore Bruce Lipton spiega ancora meglio cosa siano questi effetti “collaterali”. «Ogni sostanza che immettiamo nel nostro corpo interagisce con determinate proteine “funzionali”, le quali possono determinare le funzioni di organi o distretti completamente diversi tra loro. Se prendiamo ad esempio una pastiglia per il cuore, i suoi principi attivi possono interagire anche con il sistema nervoso centrale.» Se quindi la nostra pastiglia potrà alleviare i “sintomi” cardiaci, allo stesso tempo rischierà di inficiare determinate funzioni nervose.

Questo accade proprio perché la medicina “ufficiale” agisce a livello biochimico e non a livello biofisico. Grazie alla fisica quantistica (ma i cinesi ce lo avevano insegnato già 5000 anni fa!) oggi sappiamo che tutto è energia (negli articoli di questo blog lo abbiamo spiegato più volte) e – di conseguenza – la nostra salute dipende da un corretto equilibrio energetico.

Questa è la visione olistica (e non allopatica), che vede l’uomo e ogni essere vivente nella sua totalità.

Il Metodo RQI (Riequilibrio quantico integrato) nasce proprio per offrire alle persone un approccio olistico al proprio stato di benessere. Così come l’acqua può presentarsi allo stato liquido o gassoso (vapore) o solido (ghiaccio), a secondo della quantità di “energia” presente nelle sue molecole, allo stesso l’uomo è visto come un soggetto costituito di materia, energia e spirito. La medicina “ufficiale” tratta l’uomo solo come qualcosa di materiale, di chimico, tra l’altro con un’attenzione sempre troppo miope: se hai un problema agli occhi, vai dall’oculista; se hai un problema al ginocchio, vai dall’ortopedico.

È la stessa conclusione a cui è giunto il dottore Giuseppe De Pace, che abbandonando la medicina “ufficiale” e testando su se stesso un approccio olistico, è guarito da alcune patologie croniche semplicemente riequilibrando il proprio sistema energetico:
«Sono stato operato un anno fa di lobectomia tiroidea per ipertiroidismo (!) e condannato, come d’altronde è la regola, a prendere l’Eutirox a vita. Nonostante seguissi scrupolosamente le indicazioni datemi, continuavo a soffrire di dolori muscolari agli arti e di astenia. Ho deciso di cambiare completamente la mia alimentazione (eliminando la carne e gran parte delle proteine animali, immettendo sostanze essenziali e non raffinate, combinando bene gli alimenti), ho eliminato completamente l’Eutirox e gli altri medicinali, rivolgendomi alle sostanze naturali. Il risultato è stato la scomparsa dei dolori muscolari e la normalizzazione dei valori ematici non solo tiroidei.»
Una cosa ci piace sottolinearla sempre: il corpo è una macchina perfetta, e dentro di sé è già programmato per auto-guarirsi. A noi è sufficiente solo metterlo nelle condizioni di farlo. Intossinarlo con farmaci chimici che rischiano di disequilibrarlo ulteriormente non è l’unica soluzione e nemmeno la più economica o efficace.

Fonti:

http://curiosity2013.altervista.org/lo-sfogo-di-un-chirurgo-italiano-la-medicina-ufficiale-non-cura-lenisce-i-sintomi-generando-nuove-malattie/

http://metodorqi.blogspot.it

http://campagnadisobbedienzaciviledimassa.blogspot.it/2013/09/lo-sfogo-di-un-chirurgo-italiano-la.

Immagini: Google Immagini

Panettone veg

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Ingredienti:

300 gr farina di manitoba

500 gr farina tipo 0 biologica

50 gr fecola di mais

300 gr zucchero integrale di canna

250 gr margarina

35 gr lievito di birra

3 dl bevanda di soia

1 pizzico sale

1 pizzico curcuma (per il colore giallo)

1 pizzico polvere di vaniglia o un pacchetto di zucchero vanigliato

buccia grattugiata limone bio

buccia grattugiata arancia bio

200 gr uvetta, frutta candita o pezzi di cioccolata fondente � da aggiungere durante la seconda lavorazione dell’impasto.

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Mescolare le farine, la fecola, lo zucchero, il sale, la curcuma, la vaniglia, la buccia grattugiata del limone e dell’arancia.

Fare sciogliere il lievito nella bevanda di soia tiepida e impastare con la farina.

Aggiungere la margarina e continuare a lavorare fino a ottenere una pasta elastica.

Aggiungere un poco di farina durante la lavorazione. L’impasto crescerà almeno tre volte in volume dunque è necessario metterlo in una ciotola grande.

Ricoprire con un panno umido e fare lievitare tutta la notte.

La mattina dopo, mettere l’uvetta a bagno per mezz’ora, scolarla, asciugarla e infarinarla.

Aggiungere l’uvetta all’impasto e lavorare di nuovo, possibilmente senza aggiungere farina.

Formare una o due palline (dipende della grandezza del vostro stampo) e mettere su una griglia che andrà direttamente nel forno.

Ricoprire con un panno umido e fare crescere per almeno tre ore.

Togliere il panno, accendere il forno a 60 gradi per 5 minuti, e infornare la griglia con i panettoni sul ripiano più basso.

Far crescere l’impasto per altri 30 minuti.

Coprire i panettoni con una carta stagnola e aumentare la temperatura a 180 gradi per 60-80 minuti, a secondo la grandezza dei vostri panettoni.

Sfornare e spennellare delicatamente la parte superiore del vostro panettone con un po’ di bevanda di soia.

Fare raffreddare su una grata.

Note:

L’impasto basta per 2 stampi da 15 cm di diametro.

Potete anche fare dei mini panettoni utilizzando formine più piccole, basta ungerli con un po’ d’olio e spolverare con farina prima di riempirli a metà con l’impasto.

http://www.veggiechannel.com/rubriche/ricette-vegane

Scegliere un’alimentazione sana

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Buongiorno carissimi , dal 1 febbraio 2014 a Lugano, Como e Varese, previo appuntamento potrò assistervi nel cambio di alimentazione graduale e controllato, balanced dish con la collaborazione di un medico nutrizionista.
Le persone interessate possono contattarmi via mail, includendo il loro numero di telefono e sarà mia premura ricontattarle.

info@patriziavaier.ch

Le proprietà ed i benefici del melograno

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Il melograno è una pianta appartenente alla famiglia delle Punicaceae il cui nome scientifico è Punica Granatum; il suo aspetto è quello di un cespuglio con foglie verdi e lunghe e può raggiungere un’altezza massima di 4 metri circa. L’ origine della pianta del melograno non è certa, quella più accreditata la vede provenire dall’Asia sud – occidentale; ad oggi il melograno cresce ed è coltivato nelle zone mediterranee dell’Europa e dell’Asia, ma anche del Nord America. I suoi fiori e i suoi semi sono di color rosso, il suo frutto, chiamato melagrana, ha la forma di una mela che, come dice il nome stesso, contiene al suo interno moltissimi semi (grani).

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Il periodo di raccolta della melagrana è l’autunno e data la notevole variabilità della specie ne esistono molte varietà.

Le popolazioni antiche ritenevano che il melograno fosse la panacea di tutti i mali; a dimostrazione di questo è il fatto che una volta si utilizzavano tutte le parti della pianta, dalle radici ai fiori, per la cura di numerose malattie.

La corteccia del melograno, poiché è ricca di tannino, viene ancora oggi utilizzata in alcuni paesi africani e orientali per la concia del cuoio.

Dalla buccia essiccata si ottiene un buon colorante color giallo tendente al verde di cui si sono trovate tracce perfino in alcune tombe egizie.

Il nome melograno deriva dal latino “malum” che significa mela e da “granatum” che significa “con semi”; in inglese antico era conosciuto col nome “apple of Grenada” (mela di Granada). Non a caso la città di Granada, in Spagna, ha nel suo stemma un melograno.

Da sempre il melograno è stato il simbolo delle fertilità; in epoca romana le spose dell’attuale capitale erano solite intrecciare i propri capelli con rametti di melograno proprio come simbolo di buon auspicio per quanto riguardava la prole.

In India si pensa che questo frutto abbia la proprietà di combattere la sterilità.

Le scorze di questo frutto hanno anche proprietà aromatiche e vengono spesso impiegate per conferire aromi particolari ad alcuni tipi di liquori, tra cui il vermouth.

In Messico i semi di melograno vengono utilizzati per la preparazione di alcuni tipi di chili a cui conferiscono una particolare colorazione rossa.

Il frutto del melograno è particolarmente ricco di sali minerali quali potassio, manganese, zinco, rame e fosforo; in quantità minore troviamo anche ferro, sodio e calcio. Abbondante anche la presenza di vitamine: A, B, C, E e K. Oltre all’acqua, che naturalmente rappresenta l’elemento principale, troviamo zuccheri, fibre e grassi.

Il melograno è caratterizzato dalla presenza di sostanze benevole per l’organismo come per esempio i flavonoidi, gli antiossidanti, vari tipi di acidi, tra cui l’ellagico e il gallico, la quercitina e altri principi attivi molto benefici che gli hanno fatto meritare il nome di “frutto della medicina”.
Mr.Loto – Melograno: Proprietà e Benefici
Anche nei confronti del morbo di Alzheimer il succo di melagrana ha dimostrato di avere proprietà benefiche; l’assunzione giornaliera è in grado di erigere una barriera protettiva e di attaccare le proteine nocive; l’artrite stessa trova benefici nell’assunzione di succo d melograno, infatti, grazie a questo, viene inibito il processo degenerativo della cartilagine.
Fin dall’antichità questo particolare frutto è stato simbolo di abbondanza e longevità e già da allora le sue molteplici proprietà terapeutiche erano ben note; oggi la medicina ufficiale non ha fatto altro che confermare tali proprietà. Vediamo quali. La sua virtù più importante è quella che riguarda la presenza di sostanze ad alta attività antitumorale come l’acido ellagico, i flavonoidi ed altre sostanze con proprietà antiossidanti che nel loro insieme collaborano in modo attivo nella cura di vari tumori ( prostata, pelle, seno, polmoni).

Il melograno ha inoltre proprietà vermifughe, molto utili contro il famoso verme solitario (Tenia solium), un parassita molto fastidioso dell’uomo. Grazie alla presenza di tannino (acido ellagico) il succo del melograno ha anche proprietà astringenti ed è quindi utile in caso di diarrea.

Secondo recenti studi l’assunzione protratta nel tempo del suo succo sarebbe in grado di proteggere il cuore dalla formazione di placche aterosclerotiche, non solo, anche i disturbi causati dalla menopausa ( depressione e ossa fragili) sembra traggono buoni benefici dall’assunzione di succo di melograno.

Varietà di Melograno
Queste le varietà più diffuse e conosciute in Italia:
Regana, Recalmuto, Dente di cavallo, Neirana, Profeta Partanna e Selinunte.

Melograno e Calorie
Per ogni 100 grammi di parte edibile si ha un apporto calorico pari a 63 calorie.

http://www.mr-loto.it