Archivio mensile:giugno 2014

Tossina botulinica, pericolo in cucina

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Fondazione Umberto Veronesi
Donatella Barus
@donatellabarus

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Tutti più o meno ne hanno sentito parlare. Il botulismo alimentare è una strana malattia: piuttosto rara (391 persone finite in ospedale in Italia negli ultimi 30 anni), è molto temuta ma poco conosciuta. I casi, veri o presunti, vanno in prima pagina, ma le informazioni fornite non sono sempre corrette, denunciano gli esperti riuniti in un convegno organizzato a Roma da Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e Università di Teramo.

LE LINEE GUIDA – «La tossina botulinica è il veleno più potente conosciuto dall’uomo», spiega Fabrizio Anniballi, esperto del Centro nazionale di riferimento per il Botulismo dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). «Un solo grammo potrebbe uccidere 14.000 persone. Qualche anno fa un bambino accusò sintomi anche gravi dopo avere messo in bocca un’oliva, neppure masticata perchè aveva un cattivo sapore». Per questo, è stato preparato un manuale con le prime Linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico. Le contaminazioni pericolose, infatti, riguardano alimenti conservati e quasi sempre casalinghi (solo l’8,5% dei casi confermati dal 1984 ad oggi riguardava prodotti industriali). L’alimento “colpevole” è identificato appena in 4 casi su 10, ma si tratta soprattutto (70% del totale) di vegetali in acqua o olio.

CIBI LIGHT E CRISI ECONOMICA – E’ il momento di tenere alta la guardia anche perchè, ricorda Anniballi, «le nuove abitudini alimentari pongono oggi nuovi fattori di rischio all’attenzione di tutti». In primo luogo la tendenza a sapori leggeri, a mettere meno sale nella salamoia, meno zucchero nelle confetture. «Giusto ridurre il consumo di zucchero, ma nel modo corretto: mangiate meno marmellata, ma fatela come si deve». Aumentano poi i prodotti pronti all’uso, alimenti trasformati da tenere in frigorifero che spesso sono conservati in modo inadeguato. «Anche la crisi economica spinge a un ritorno alla produzione di conserve, ma si è generalmente persa la tradizione, il saper fare delle nostre nonne, e ci si affida a ciò che si trova in internet o si sente in televisione» osserva Anniballi.

IMMIGRATI E STUDENTI FUORI SEDE – Infine, gli spostamenti. Il tipico protagonista dell’intossicazione da botulino è – suo malgrado – lo studente fuori sede. «Tornano a casa, spesso al sud, dove c’è una grande tradizione di conserve domestiche, e tornano con i barattoli preparati dalla mamma. Spesso li conservano in modo inadeguato e li consumano dopo molto tempo, magari in gruppo» racconta Anniballi. «Alcuni anni fa mi capitò un caso esemplare. Fratello e sorella pugliesi, studenti a Bologna e residenti in case diverse, tornarono da casa con le medesime conserve preparate dalla madre. La ragazza mise i vasetti in frigo e li consumò in breve tempo senza problemi, il ragazzo li tenne sulla finestra, al sole e li mangiò dopo un po’ di tempo, incappando in un’intossicazione da botulino». Un fenomeno analogo riguarda gli immigrati, specie dai paesi dell’est europeo, dove usano alcune preparazioni a base di carne e verdure, spesso riscaldate più volte e conservate in modo improprio.

ALIMENTI A RISCHIO – Sono da considerare sempre potenzialmente contaminati gli alimenti sott’olio, spezie o vegetali, le verdure non acide in olio o in acqua, zuppe, minestroni non refrigerati in modo idoneo, le conserve etniche, i sotto vuoto fatti in casa. Non sono a rischio botulino, invece, gli alimenti freschi (l’insalata, ad esempio può essere contaminata dal batterio che produce la tossina, ma quest’ultima si forma solo negli alimenti conservati), gli alimenti cucinati, gelati, surgelati, le conserve acidificate, le marmellate e le confetture, le semi-conserve marinate (il pesce, ad esempio), i cibi in salamoia (purchè preparati con una soluzione contenente sale al 10% di contenuto di sale).

I SINTOMI – Tutti gli esperti concordano nell’importanza di informare le persone, dai consumatori ai medici, anche per ridurre gli allarmi inutili e dannosi. A partire dai sintomi. L’intossicazione si manifesta a distanza di molte ore dall’ingestione del cibo contaminato. «Anche una settimana» precisa Davide Lonati, del Centro Antiveleni di Pavia. «La tossina botulinica – spiega – danneggia la trasmissione nervosa. I primi sintomi sono spesso sottovalutati perchè lievi, e sono nausea, diarrea, vomito, dolori addominali. Di solito l’allarme scatta in una seconda fase, con i sintomi neurologici che riguardano i nervi cranici: secchezza della bocca, difficoltà a deglutire o parlare, offuscamento visivo, difficoltà a mettere a fuoco, ptosi della palpebra, che cioè non si riesce a sollevare e che obbliga a “cercare le stelle”, ovvero a camminare con il capo rialzato per poter vedere davanti a sè. Fino a paresi facciale e insufficienza respiratoria. A volte il paziente teme un ictus, ma la paralisi da botulino è sempre simmetrica».

LE CURE – Una volta arrivata la diagnosi, i medici intervengono sui sintomi e, nei casi gravi, somministrando un’antitossina specifica, che, spiega Lonati «serve a limitare il legame della tossina con le terminazioni nervose. L’efficacia è elevata se somministrata tempestivamente, nella nostra casistica risulta un solo caso letale, dovuto a trattamento tardivo. La ripresa è lunga, ci vogliono settimane o mesi. Ma se non ci sono complicanze, ad esempio urologiche o gastrointestinali, la malattia è completamente reversibile».

Patricia Gozlan e la sua Officina della Prosperità

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A Lugano da settembre Patricia Gozlan terrà in collaborazione con Patrizia Vaier un incontro mensile nella Sua incantevole Officina della Prosperità.
Visitate il sito http://www.patriciagozlan.com iscrivetevi alla news letter e scaricate gratuitamente i 7 Segreti.
Sarete costantemente informati sugli appuntamenti e sui temi degli incontri con tante altre belle novità.

Vi aspettiamo

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SSNV

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Massima diffusione.

Cari lettori,

inviamo un avviso che, pur riguardando i soci di Società Scientifica di Nutrizione Vegetarina – SSNV, è importante sia a conoscenza di tutti.

Si tratta di una regola da poco inserita nel regolamento interno dell’associazione.

Ci è capitato ormai troppe volte che soci di SSNV (professionisti e non) utilizzassero il nome dell’associazione sul proprio sito o in altri ambiti, facendo credere tra le righe di rappresentare SSNV o che la loro professionalità fosse “garantita” da SSNV, o anche che, in qualche modo, le loro affermazioni avessero maggior valore in quanto “soci di SSNV”. Invece, essere soci significa semplicemente essere iscritti all’associazione, null’altro.

Come capirete, la nostra associazione non può prendersi l’onere di verificare chi è in buona fede nell’utilizzo del nome di SSNV e chi non lo è, e non è nemmeno possibile per noi definire caso per caso chi può e chi non può usare il nome dell’associazione e in quali contesti lo può fare e in quali no. Per questo abbiamo definito come norma del regolamento interno, vincolante per qualsiasi socio, che tutti gli iscritti debbano evitare SEMPRE, in ogni contesto pubblico, di definirsi “membro di SSNV”, “socio di SSNV”, “appartenente all’elenco dei professionisti sul sito di SSNV” e qualsiasi altra dicitura di questo genere che coinvolga il nome di SSNV (sia che si usi il nome per intero sia la sola sigla).

I soci debbono evitare questo tipo di utilizzo del nome di SSNV sul proprio sito web, sui forum, sui social network, nella firma della propria mail, in curriculum pubblici, e in ogni altro modo possibile, incluso il presentarsi come soci di SSNV in conferenze, interviste o qualsiasi altro evento pubblico.

Cogliamo l’occasione per ricordare che SSNV non è un’associazione di categoria, né ha lo scopo di avvantaggiare in alcun modo i professionisti della nutrizione che vi si iscrivono, né chi si iscrive ad altro titolo: SSNV ha lo scopo di offrire un servizio utile al pubblico e di divulgare informazioni corrette sull’alimentazione vegetariana.

L’elenco dei professionisti sul nostro sito serve solo per aiutare il pubblico a trovare dei professionisti che si sono dichiarati favorevoli all’alimentazione vegetariana nella propria zona, nei casi in cui ne avesse bisogno. Appartenere a questo elenco non è un avallo di SSNV alla preparazione professionale di chi ne fa parte, dato che per farne parte è sufficiente iscriversi all’associazione, senza alcun controllo, che non sarebbe peraltro nemmeno possibile da parte dell’associazione.

Chi si iscrive a SSNV lo fa per testimoniare il proprio sostegno alla diffusione della scelta vegetariana, non per un tornaconto personale o per potersi fregiare di qualche “titolo”, e siamo certi che per la stragrande maggioranza dei soci questo è già chiaro. E’ questo lo scopo dell’associazione.

Tutti i soci sono stati avvisati via mail che è necessario rimuovere ogni riferimento del tipo “Socio SSNV” dai propri siti, non usarlo più sui forum, su Facebook, sulla firma delle proprie mail o in qualsiasi maniera. Tuttavia, alcuni soci hanno cambiato email o non risultano più raggiungibili. Anche per questo è importante rendere pubblico questo avviso, di modo che tutti ne vengano a conoscenza.

L’intero regolamento si trova sul nostro sito:
http://www.scienzavegetariana.it/regolamento_SSNV_2014.pdf

Ringraziamo tutti per la collaborazione,
Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana

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Omega 3: hanno ragione i vegetariani

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ECONEWS#alimentazione
IN BASE A UN NUOVO STUDIO APPARSO DI RECENTE SULL’AMERICAN JOURNAL OF CLINICAL NUTRITION

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E’ stato confermato che l’assunzione di omega-3 si può ricavare più facilmente da fonti vegetali che da diete a base di pesce. Una buona notizia per tutte le specie marine a rischio estinzione, ma anche per chi ha scelto un’alimentazione vegetariana o vegana. Vegetariani e vegani provvederebbero autonomamente alle proprie necessità di acidi grassi essenziali omega-3 a lunga catena (presenti nel pesce) ricavandoli dagli acidi grassi omega-3 vegetali, quindi senza dover introdurre nella propria dieta la carne di pesce. Tali grassi sono importanti per il buon funzionamento dei meccanismi metabolici. È già noto da tempo come gli omega-3 si possano ricavare molto più facilmente da fonti vegetali, come noci, semi di lino e olio di semi di lino, piuttosto che dal pesce (che ne contiene decisamente meno di quanto si crede), ma questo nuovo studio rende ancora più evidente come la fonte privilegiata di questi acidi grassi essenziali sia proprio quella vegetale. Il Dr. Welch e la sua equipe hanno analizzato dapprima 14.422 uomini e donne dai 39 ai 78 anni all’interno dello studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) e successivamente hanno selezionato 4.902 soggetti nei quali erano stati misurati i livelli plasmatici dei PUFAs (polyunsantured fatty acids: acidi polinsaturi, cioè omega-3 e omega-6).

L’ACIDO ALFA-LINOLENICO “ALA”

(precursore degli acidi grassi omega-3 a lunga catena) una volta introdotto nel nostro organismo con l’alimentazione, viene metabolizzato e trasformato in EPA e DHA, entrambi votati alle fondamentali funzioni organiche quali la formazione delle membrane cellulari, lo sviluppo e il funzionamento del cervello e del sistema nervoso periferico, la produzione di eicosanoidi che regolano la pressione arteriosa, la risposta immunitaria ed infiammatoria. Lo studio ha mostrato come, a fronte di una minore introduzione di omega-3 attraverso la dieta tipica dei vegetariani/vegani, se paragonata a chi consuma pesce in quantità (con una percentuale che va dal 57% all’80 % di differenza), i livelli di EPA e DHA sono risultati essere pressoché uguali nei due gruppi di campioni studiati. Ci sarebbe dunque – spiegano i ricercatori – una “efficienza di conversione” in acidi grassi omega-3 a lunga catena significativamente maggiore nei vegetariani/vegani rispetto a coloro che consumano pesce.

E’ UN DATO IMPORTANTE

Che, oltre al significato etico, getta una luce positiva anche sul futuro delle specie marine selvatiche che, pericolosamente depauperate, sono destinate ad estinguersi. L’EPIC rappresenta il più vasto studio di popolazione condotto sui livelli di ALA e sulla conversione in EPA e DHA e, se questi risultati saranno supportati da ulteriori studi, cambieranno le raccomandazioni per la Salute pubblica, il che avrà un effetto positivo anche sulla preservazione delle specie marine. Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV si prefigge di fornire ai professionisti della salute e alla popolazione generale informazioni corrette sulla nutrizione a base di cibi vegetali (c.d. plant-based nutrition) e sui suoi rapporti con la salute.

Pasticceria crudista a Napoli

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http://www.promiseland.it

Scritto da Rosalba VolpeCorsi di cucina Vegan ed Eventi11 giugno 2014

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Napoli: Pasticceria Crudista e Gyrokinesis

Nuovo incontro su benessere e alimentazione con Elena Cacciatore e Federica Rotta, a Napoli sabato 14 e domenica 15 giugno.
Argomenti del quarto incontro su benessere ed alimentazione, a cura di Elena Cacciatore, saranno: pasticceria crudista e Gyrokinesis. Per sottolineare l’importanza di una sana alimentazione unita ad una giusta attività fisica, sarà tenuta una lezione di Gyrokinesis a cura del Centro Oltreilmare: yoga, danza, nuoto, tai chi in un’unica disciplina.
La Pasticceria Crudista è rinomata per i suoi eccellenti dolci senza latticini, uova, farine, lieviti, zuccheri e prodotti artificiali… adatti quindi, non solo per ogni palato, ma anche per che soffre di allergie di vario tipo, compresa la celiachia. La particolarità dei dolci a crudo è la leggerezza e delicatezza che mette in risalto il vero gusto degli ingredienti biologici e di totale derivazione vegetale.

In questo corso impareremo quali sono gli ingredienti base per la pasticceria secca e cremosa, prepareremo insieme biscotti e pasticcini di vari tipi e le diverse tipologie di torte che si possono preparare senza l’ utilizzo del forno.

Ogni partecipante avrà il suo ricettario e dovrà portarsi soltanto un grembiule e tanta voglia di imparare, creare, condividere e soprattutto giocare oltre che mangiare tante prelibatezze.
Tutto ciò che prepareremo lo mangeremo insieme!
Per la lezione di Gyrokinesis si consiglia un abbigliamento comodo e dei calzini antiscivolo.
Orari:
sabato: 10. 00 – 11.30 classe di Gyrokinesis
11.30 – 18.30 corso pasticceria crudista
domenica 11.00 – 18.00 corso di pasticceria crudista
Dove:
Il giardino del poeta, Via Solimena 92, Napoli
Costi:
Il costo per il corso intero è di 200 euro, per una sola giornata è di 100 euro ed è necessaria la prenotazione attraverso un anticipo di 50 euro. E’ previsto uno SCONTO di 10 euro a giornata per chi si iscrive entro venerdì 6 giugno.
Per informazioni, domande e iscrizioni contattate:
Elena: 3392851128 – elenacacciatore@hotmail.com
Federica: Federica Cibo Crudo, RAW FOOD Italy

L’esperienza di Federica con la pasticceria raw inizia a formarsi in California dove regolarmente incontra la pasticcera per eccellenza delle star Hollywoodiane per imparare le ultime golosità! Recentemente ha espanso la sua conoscenza all’ accademia gourmet di Matthew Kenney a Los Angeles dove ha frequentato dei corsi specifici sui dolci e la cioccolata.
E’ sempre molto felice ed emozionata nel condividere con gli altri le sue abilità e informazioni, oltre che la sua cucina e il calore casalingo!Essendo tornata da poco dal suo viaggio in California e avendo appreso tante belle e buone cose, ha deciso di creare un corso di pasticceria a 2 livelli, questo è il primo e sarà comunque più evoluto di quello dell’ anno scorso.