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PELLEMELA: LA PELLE ECOLOGICA CREATA CON GLI SCARTI DELLE MELE

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Pellemela

 

http://www.ilvegano.it –  di Antonella Tomassini – Diritti Riservati

 

Nasce in un laboratorio di Bolzano, Pellemela, la pelle ecologica creata con gli scarti delle mele, dall’idea di Alberto Volcan, un brillante ingegnere altotesino, che ha dedicato tutta la vita nella ricerca e nella sperimentazione, mostrando particolare attenzione alle tematiche ambientali.

Infatti, il Trentino Alto Adige è la regione dove si sviluppa oltre la metà della produzione di mele del territorio nazionale, e dove gli scarti di bucce e torsoli di mele sono ogni anno circa 500.000 tonnellate, i quali per lo più alimentano impianti di biogas .

ALBERTO VOLCAN, CHE HA ALL’ ATTIVO BEN SETTE INVENZIONI BREVETTATE RICONOSCIUTE IN TUTTO IL MONDO, SCOPRÌ NEGLI ANNI PASSATI CHE CON GLI SCARTI DI MELA ESSICCATI E RIDOTTI IN POLVERE, INSERITI NELLE BARRIERE DI CONTENIMENTO POSATE IN MARE PER GLI SVERSAMENTI ACCIDENTALI DI PETROLIO, SI POSSONO DEPURARE LE ACQUE, POICHÉ SONO IN GRADO DI ASSORBIRE AL 100 PER CENTO GLI IDROCARBURI.

Successivamente, nel 2004 l’ingegnere impiegò gli scarti delle mele per realizzare fazzolettini, rotoli di carta igienica e carta da imballaggio, realizzando la cartamela, per poi creare la pellemela, un materiale ecosostenibile e biodegradabile che sostituisce pelle e cuoio.

Ideale per i vegani e tanto amata dagli animalisti, utilizzata sia nella la moda che nell’ arredamento, la pellemela si ottiene con il 76 % di farina di mele, dopo aver fatto essiccare bucce e torsoli, miscelata con acqua e collante naturale e compattata all’interno di un macchinario che stende la pasta, ideato da Anzio Storci, il primo costruttore al mondo di macchine per la pasta.

Con la pellemela, nel 2015 Volcan ha creato Pellemela Shopper, la prima borsa naturale, disegnata dall’artista Carlo Busetti, dello studio tecnico associato trentino Dilegno, e realizzata dall’azienda March di Bolzano.

Proprio come il pinatexche usa le foglie di ananas, la pellemela è una vera e propria risorsa, che ha dato nuova vita alle mele oltre ad essere una valida soluzione per ridurre le emissioni di gas prodotte dagli inceneritori durante lo smaltimento dei rifiuti.

LASCIAMOCI CONTAGIARE ALLORA DALLE INVENZIONI DI ALBERTO VOLCAN, UN VERO VULCANO DI IDEE.

 

Come assorbire l’energia eterica del cibo – Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Diritti riservati http://www.aprilamente.info

Il maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov, esoterista bulgaro ed esperto di conoscenze iniziatiche spiega l’importanza della masticazione, della respirazione e del nostro intento mentre mangiamo.

omraam

Il mondo intero pone il problema del cibo al primo posto; tutti cercano come prima cosa di regolare tale questione, lavorano e addirittura si battono per questo. Tuttavia, l’atteggiamento nei confronti del cibo ancora non è che un impulso, una tendenza istintiva che non è entrata nel campo della coscienza illuminata. Solo la Scienza iniziatica ci insegna che il cibo, il quale viene preparato nei laboratori divini con una saggezza inesprimibile, contiene elementi magici capaci di conservare o ristabilire la salute, non solo fisica ma anche psichica. Per questo è necessario sapere in quali condizioni e con quali mezzi tali elementi possano essere captati, e sapere inoltre che il mezzo più efficace per farlo è il pensiero. Sì, perché il pensiero dell’uomo è in grado di estrarre dal cibo particelle sottili, luminose, che entrano nella costruzione del suo intero essere, ed è così che a poco a poco l’uomo si trasforma.

Quando la comprenderete, la nutrizione diverrà per voi fonte di benefìci e di prodigi, perché al di là del semplice fatto di alimentarsi per mantenersi in vita, ad essa si aggiungeranno altri significati, altre conoscenze, altri lavori da eseguire, altri scopi da raggiungere. In apparenza mangerete come tutti e tutti mangeranno come voi, ma in realtà ci sarà un’enorme differenza, enorme quanto quella esistente fra la terra e il Cielo.

Il cibo deve essere masticato il più a lungo possibile, fino a che sparisce dalla bocca senza bisogno di ingoiarlo. È nella bocca che avvengono i processi più sottili, poiché essa assorbe gli elementi eterici, mentre gli elementi più grossolani scendono nello stomaco, (…) ciò dimostra che la bocca ha assorbito gli elementi eterici, i quali nutrono il sistema nervoso. La masticazione però riguarda il corpo fisico.

Per il corpo eterico, bisogna aggiungere la respirazione. Mentre si mangia, ci si deve interrompere ogni tanto e respirare profondamente, per permettere al corpo eterico di ricavare dal cibo le particelle più sottili.

Ma se si sta parlando o discutendo, mentre si ingoia il cibo rapidamente e meccanicamente, il ritmo del respiro è disturbato e le reazioni fisico-chimiche non avvengono normalmente. Per nutrire il corpo eterico, si deve quindi mangiare in silenzio.

(…) Il corpo astrale si nutre di sentimenti ed emozioni, che sono costituiti da una materia ancor più sottile e più elevata delle particelle eteriche. Esso può essere nutrito con sentimenti d’amore verso il cibo, pensando che questo è una ricchezza, una benedizione e che è stato preparato nei laboratori del Signore. Quando il corpo astrale non è stato nutrito, poiché si è mangiato brontolando, criticando gli altri ed arrabbiandosi, ci si comporterà in seguito con durezza, nervosismo e parzialità e, se si hanno dei problemi difficili da risolvere, la bilancia penderà sempre verso il lato negativo ed ingiusto.

Il modo in cui si mangia è il miglior mezzo per ottenere la più perfetta trasformazione di se stessi.

Per nutrire il corpo mentale ci si concentra su quegli esseri che si occupano di ogni vegetale, di ogni pianta, di ogni frutto e sul fatto che, se questi crescono e maturano ad un dato momento, ciò corrisponde a determinate influenze planetarie. In questo modo anche il corpo mentale si nutre ed estrae dal cibo elementi superiori a quelli del piano astrale. Tutto questo procura contentezza, chiarezza ed una penetrazione profonda della vita e del mondo.

Ma l’uomo possiede altri corpi ancora più sottili: il corpo causale, il corpo buddhico, il corpo atmico. Questi corpi vengono nutriti se ci si lascia invadere da un sentimento di riconoscenza verso il Creatore.

Riassumendo ecco le fasi di questa nutrizione:

– respirare (per il corpo eterico)

– mangiare il cibo con amore (per il corpo astrale)

– meditare su di esso (per il corpo mentale)

– ringraziare, per gli altri corpi ancora più sottili

Inoltre… mai mangiare a sazietà. Non vi è nulla di peggio che alzarsi da tavola completamente sazi, perché questo ci appesantisce e ci materializza. Quello che certamente non sapete è che la fame prolunga la vita, la rinforza, la migliora.
Se vi alzate da tavola con un leggero appetito, date un impulso al corpo eterico, il quale, non avendo trovato nel cibo abbastanza elementi eterici, cerca di attirare e di assorbire dall’atmosfera questi elementi che gli mancano. Se volete potete chiamare questi elementi vitamine eteriche, ormoni eterici… Il corpo eterico trova tali elementi e li assorbe, tanto che, qualche minuto dopo, non solo non avete più fame, ma vi sentite più leggeri, più vitali, più disposti a lavorare.

Se il cibo dà vita all’uomo, è perché possiede già in sé una vita che gli è stata infusa dal Creatore, ma occorre esaltarla, svegliarla, riscaldarla con le nostre benedizioni e la nostra riconoscenza.
Si mangia per ricevere la vita che Dio, o se preferite la Natura, ha posto nel nutrimento.

www.eisbole.it

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A questo progetto tengo tantissimo, te lo presento:

Eisbolè

 

Eisbolè

 

È realizzato in collaborazione con l’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo e racconterà con ironia ed emozioni insieme, le cause profonde delle migrazioni. Il video che spero avrai voglia di guardare non è un trailer, ma un prequel ironico sugli stereotipi e i pregiudizi. Eisbolè ha però bisogno di una mano! Stiamo facendo una raccolta fondi per finanziare la produzione dello spettacolo e, speriamo, un docufilm il prossimo anno. I partner hanno sponsorizzato il corto e interverranno nella fase di distribuzione dello spettacolo ma il resto dobbiamo farlo da noi! Ci aiuti a far girare chiedendo ai tuoi amici una piccola donazione? Le istruzioni, semplici, sono sotto il video insieme al link del sito per saperne di più sul progetto.
Grazie

Giusi Salis

Il futuro nei funghi

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Diritti: http://www.freshplaza.it di Alessandra Ravaioli in collaborazione con Talkwalker

I funghi dominano il web e sono un prodotto globale

Siamo in piena stagione di funghi e naturalmente il web e i social si animano di citazioni, commenti, comunicati stampa. Non stiamo parlando solo di Italia ma di un vero e proprio mercato globale che accoglie e alimenta una filiera complessa di produttori, macchinari e tecnologie, serre, substrati, micorizze.

Un mondo in grande fermento e di grande interesse per l’Italia, che si presenta sul mercato globale con prodotti di qualità, ricchi di proposte innovative anche sul fronte del servizio, con una gamma ampia di offerta e una organizzazione che sta tentando di aggregarsi e fare massa critica.

I numeri parlano chiaro, come citato da FreshPlaza.com al Mushroom Forum, la domanda è in crescita ovunque e dai 35 miliardi di dollari del 2015 si attende una crescita del 9,2% in proiezione fino al 2021 con grandi incrementi soprattutto nei mercati asiatici ma nel il continente americano.

In Europa i consumi di funghi coltivati sono stabili, senza picchi di crescita ma i livelli della domanda sono comunque molto alti e continuano ad essere interessanti.

L’interesse e l’attenzione dei consumatori per questi straordinari frutti della natura è legato principalmente al fatto che sono “buoni” e molto facili da utilizzare in cucina e che sono leggeri e salutari.

Cito a documentazione delle caratteristiche nutrizionali dei funghi questo interessante articolo di Green Style.

I funghi sono composti per la maggior parte di acqua: quest’ultima rappresenta quasi il 90% del peso. Tale caratteristica li rende anche alimenti poco calorici: in media 100 g di funghi al naturale apportano 25 kcal. Dal punto di vista nutritivo, i funghi sono una interessante fonte di macro e micronutrienti utili al benessere del nostro organismo. Molto interessanti, anche se poco rappresentate in termini quantitativi, sono le proteine, che si distinguono per l’elevato valore biologico. L’apporto di grassi, sebbene trascurabile in termini calorici, è degno di nota soprattutto per la presenza di acido linoleico, un acido grasso essenziale.

Il consumo di funghi assicura anche una buona effetto remineralizzante, infatti questi alimenti sono un’ottima fonte di sali minerali, soprattutto: selenio, componente essenziale degli enzimi antiossidanti che proteggono le nostre cellule dall’azione dei radicali liberi; calcio, fosforo e magnesio, noti per la loro importanza nella sintesi della struttura ossea.

Buono anche l’apporto di ferro e potassio, mentre la concentrazione di sodio è del tutto trascurabile. Questo vantaggio andrebbe preservato nella ricette riducendo al minimo, o meglio evitando del tutto, l’aggiunta di sale. Il profilo dei micronutrienti è completato dal buon apporto di vitamine, soprattutto A, B1, B2, B6, K, D e PP. Interessante è anche il quantitativo di fibre: una porzione di funghi del peso di 100 g contiene 2.5 g di fibre circa.

Alcuni recenti studi hanno confermato l’effetto benefico del consumo di funghi. Il contenuto di chitina, una nota fibra insolubile, nonché di eritadenina e di ergotioneina, sembra agire positivamente nella prevenzione dell’indurimento delle arterie e sulla riduzione della placca lipidica arteriosa.

Consumati la sera, nell’ambito di un pasto leggero ed equilibrato, grazie al buon contenuto di triptofano, possono favorire il buon riposo notturno (fonte: Green Style).

Le straordinarie caratteristiche nutrizionali dei funghi e l’effetto ” farmaceutico” di questo prodotto è stato ampiamente promosso e sviluppato anche in “chiave marketing” dai produttori orientali, in particolare la Cina che ha favorito l’introduzione nei mercati dei Paesi Occidentali delle varietà giapponesi e cinesi, come ad esempio reishi, shiitake e maitake particolarmente interessanti per i poteri curativi che possiedono (www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/fungo_shiitake_elisir_di_lunga_vita).

“Gli italiani li fanno meglio”

La traduzione del famoso slogan “Italian do it better” mi serve ad anticipare alcune considerazioni sul mercato globale dei funghi in termini di comunicazione, soprattutto sui canali social e web.

Non emerge sui commenti social l’esistenza di una brandizzazione del prodotto. I funghi sono citatissimi e proposti su tutti i canali web con grande attenzione alla ricettazione e ai contenuti salutistici.

L’offerta globale si caratterizza, in comunicazione, per gli aspetti più legati all’efficienza dei diversi gruppi di produzione e all’ampia gamma di offerta più che nella comunicazione di prodotto.

Cito ad esempio la Fresh Mushroom Europe, una delle aziende leader mondiali con sede in Belgio che presenta la propria offerta completamente debrandizzata, facendo leva principalmente sulla gamma di offerta e l’efficienza di fornitura.

In Italia la proposta è molto articolata e ricca di innovazione e, negli ultimi anni si sono registrate importanti aggregazioni tra produttori.

I canali social sono ben presidiati e le citazioni e i commenti sono numerosissime.

Ecco gli Hastag principali:

Da una rilevazione Talkwalker dell’ultimo mese emergono interessanti numeri sugli influencer:


Clicca qui per un ingrandimento.

La proposta italiana pone un particolare accento sui prodotti, sia tal quali che lavorati e ricettati e la grande differenza che si nota con le produzioni globali Nord Europee è la presenza, in primo piano, dei produttori.

Questo aspetto ritengo che sia un elemento di differenziazione qualificante e, al lungo termine, premiante.

Cito ad esempio il Consorzio Fungo Italiano Certificato, un’aggregazione che unisce aziende e OP importanti come Fungamico, il Consorzio Funghi TrevisoFunghi e Terre di RomagnaFunghidea e OP Terre Agricole.

Cinque associati, normalmente concorrenti sul mercato che sono stati in grado di unire le forze per puntare ad una comunicazione efficace e penetrante sui prodotto ma soprattutto sui requisiti nutrizionali e l’utilizzo in cucina, con un forte impulso alla valorizzazione dell’italianità spiegata come valore premiante quale è.

La pagina Facebook del Consorzio raggiunge quali gli 80.000 likers ed è perfetta.

Anche OPO Veneto ed i produttori associati presenta una comunicazione capillare e focalizzata su qualità organolettiche del prodotto, salubrità e rispetto dell’ambiente facendo leva sul forte legame prodotto/territorio che, per il mercato italiano è un valore di grande importanza.

Un elemento di forte differenziazione che caratterizza l’offerta italiana di funghi è la proposta di prodotti ricettati. Una proposta sempre più ricca e differenziata, molto diversa da quanto proposto all’estero.

Cito ad esempio la recente proposta di SIPO, I Sapori del Mio Orto, che offre una gamma completa di funghi freschi e lavorati ma anche pronti da cuocere in ricette gourmet .

Se da una parte quindi l’offerta italiana appare meno organizzata e dimensionata rispetto al business globale dei funghi tuttavia la proposta di prodotti innovativi, salutari, rispettosi dell’ambiente, gourmet e soprattutto molto vicini ai produttori può fare la differenza e diventa una leva di marketing da utilizzare.

L’importante è farsi vedere nel mondo con una comunicazione b2b capillare e d’impatto

Vi sentite stressati? Non mangiate forse troppi grassi?

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Cosa succede a un organismo sotto stress?
La partizione simpatica del sistema nervoso autonomo si attiva e le ghiandole surrenali secernono epinefrina, norepinefrina e gli ormoni steroidi dello stress: tra questi, il cortisolo, uno steroide secreto dalle ghiandole surrenali. Il cortisolo è anche denominato glucocorticoide, poiché influenza profondamente il metabolismo del glucosio.
Se è vero che glucocorticoidi sono fondamentali per la capacità di reagire allo stress, è anche stato dimostrato che la maggior parte degli effetti negativi dello stress è dovuta alla secrezione prolungata di glucocorticoidi. Lo spettro di effetti della secrezione prolungata di glucocorticoidi include l’ipertensione, il danneggiamento dei muscoli, l’infertilità, l’inibizione della crescita e la depressione del sistema immunitario. L’ipertensione può portare a infarti ed ictus. Inoltre, la depressione del sistema immunitario fa sì che le persone con alti livelli di stress si ammalino più spesso e ci mettano più tempo a guarire rispetto a persone non stressate. In figura si possono vedere a confronto il tasso di guarigione di ferite in soggetti sottoposti ad un periodo di stress prolungato (ad esempio persone che accudivano da molti anni un parente ammalato) e persone non sottoposte a stress particolari; si vede chiaramente come le persone più stressate avevano un tasso di guarigione più lento.

Cattura di schermata (43)

Oltre agli effetti fisiologici sul corpo e sugli organi interni, il rilascio prolungato di glucocorticoidi può provocare un danno cerebrale. Alcune ricerche hanno mostrato che l’esposizione molto prolungata a situazioni di stress, con un relativo rilascio di grandi quantità di glucocorticoidi, a lungo andare può deteriorare alcuni neuroni localizzati nella formazione ippocampale. Poiché la formazione ippocampale è associata alla memoria a lungo termine, è lecito aspettarsi che la degenerazione di questa struttura possa provocare una riduzione della capacità mnemoniche. Infatti è probabile che gli stressor ai quali gli individui sono soggetti nel corso della vita aumentino la
probabilità di problemi mnestici con l’avanzare dell’età. Ciò stato è dimostrato nel 1996, in una ricerca che ha rivelato che le persone anziane con livelli elevati di glucocorticoidi, trovano maggiori difficoltà in alcuni test di memoria e di apprendimento, rispetto a soggetti con la stessa età ma con i livelli inferiori di glucocorticoidi. Si è visto inoltre che la secrezione di glucocorticoidi associati allo stress interferisce con l’apprendimento e con la memoria, persino quando non si
evidenziano lesioni cerebrali.

Perché ne stiamo parlando? Perché un recente studio su PubMed (QUI) mette in relazione il consumo di grassi saturi con una maggiore produzione, da parte dell’organismo, di cortisolo, o glucorticoide.
Questo vuol dire, ovviamente, disfunzioni delle risposte emotive allo stress: una dieta ricca di grassi saturi sembra, dunque, influenzare le reazioni del sistema limbico allo stress, rendendoci più ansiosi… e meno sani, vista la premessa a questo articolo.

E se volete un ripasso sui grassi saturi, ecco alcune delle fonti più ricche:
arachidi
burro di arachidi
bacon
pancetta
burro
dado per brodo
formaggi grassi
mascarpone
lardo
pancetta
panna
panna acida
stracchino
gelato
olio di arachidi
olio di cocco
olio di palma
grasso d’oca…

E, come sempre, ricordate l’Equilibrio in cucina. Per funzionare al meglio il nostro corpo ha bisogno di molteplici elementi, semplici o più complessi. Farsi consigliare da un esperto, scegliere con consapevolezza ed evitare scelte drastiche è sempre la strada migliore per il benessere.

POSTED ON  BY 

Ticino Vegetariano

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DOMENICA 29 OTTOBRE ORE 11.00

PALAZZO DEI CONGRESSI LUGANO

 

Incontro: gli alimenti funzionali con Derry Procaccini

http://www.equilibriumfood.ch

 

Ticino vegetariano

Una nuova iniziativa di Sapori Ticino nata dall’esigenza sempre più diffusa di un approccio naturale al cibo, con l’intento di diffondere una maggiore consapevolezza e conoscenza rispetto a quello che mangiamo ogni giorno senza rinunciare al piacere e alla convivialità. La salute si conquista e si conserva a tavola, imparando le regole del mangiar sano per arrivare ad ottenere un giusto stile alimentare equilibrato.
Ticino vegetariano è il primo Festival della Svizzera italiana dedicato al mondo della cultura vegetariana e indirizzato a tutti coloro che sono interessati a un’alimentazione sana e di gusto in collaborazione con The Vegetarian Chance di Milano ideato da Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi.
Biglietti acquistabili in loco.

Scarpe di lusso e vegan? Sì, si può: l’esempio italiano

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Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sul settimanale del Corriere della Sera L’Economia del 28 agosto 2017 – Diritti riservati

“Tutto è nato da un’esigenza personale. A 26 anni, responsabile marketing per una catena di supermercati, dovevo andare in ufficio vestita in modo professionale. Ma 13 anni fa, in Italia, era molto difficile trovare scarpe cruelty-free che fossero anche raffinate. Animalista da sempre, non volevo cedere. Così ho pensato: me le faccio da sola”. Paola Caracciolo, 39enne del Varesotto, è il cuore e la mente dietro Opificio V, primo marchio di calzature di lusso vegan in Italia. Le scarpe prive di componenti di origine animale come pelle, cuoio e camoscio nate negli anni Novanta in Gran Bretagna e diffusesi col tempo anche da noi. Tanto che negli ultimi anni l’Italia è diventata un punto di riferimento per la produzione di queste calzature per aziende straniere.

 

scarpe vegan

Così, oggi, in un panorama di maggiore sensibilità per questi temi, Opificio V si rilancia. Con un nuovo socio, il business angel Sebastiano Cossia Castiglioni, che da tanti anni investe nel settore vegan, un nuovo nome, Nemanti, e un’impronta internazionale. Il lancio del nuovo marchio avverrà durante la Settimana della moda di Milano (20-26 settembre), quando Nemanti avrà un temporary store a Brera per la presentazione della collezione Autunno/Inverno. Ma le scarpe di Opificio V sono così belle da attirare anche acquirenti che non hanno una particolare sensibilità animalista. “Un anno fa, nel nostro corner alla Rinascente di Piazza Duomo, l’80% delle vendite della nostra collezione maschile Black Label (la linea di punta, ndr) sono state a clienti cui non importava nulla della scelta etica”.

Nei primi anni Duemila era molto diverso. Il mercato vegan in Italia era ancora immaturo, l’ecommerce quasi inesistente. “Quando, spinta anche da un lavoro che strideva con le mie convinzioni, ho detto quel “Me le faccio io”, sono incorsa in tutti i problemi del caso. Portare avanti da sola lo sviluppo di un brand mentre il mio primo lavoro mi assorbiva sempre di più; il posizionamento nel mercato della scarpa cruelty-free – allora limitata all’ecopelle – come economica o comunque poco elegante, e non di qualità; gli artigiani che non capendo il prodotto lo bollavano come “scarpa in plastica”. Veg Italian Style (il suo primo marchio, ndr) non partiva, la spesa era superiore alla resa”.

Anni più tardi è stato proprio il lavoro nella grande distribuzione ad aiutarla. “Nei supermercati, vere cartine di tornasole dei cambiamenti nei consumi, ti rendi immediatamente conto delle nuove esigenze della gente. Quattro anni fa la maggiore attenzione al cibo vegan era ormai evidente. E nel frattempo c’era stato il boom dell’ecommerce, con la facilità per piccole aziende come la mia di vendere i propri prodotti in tutto il mondo. Così ho fatto un master sui beni di lusso, perché la mia esperienza era sì decennale, ma sulle scatolette di tonno, e poi mi sono licenziata”.

A settembre 2013 il lancio di Opificio V, dove la V sta per vegan. Un nome che richiama anche l’artigianalità. Il nuovo brand, Nemanti, termine più accessibile a livello internazionale, è una crasi di parole che attengono alle stesse filosofie. “Mentre i calzaturifici chiudono e i grandi marchi spostano la produzione all’estero, volevamo sostenere il valore dei maestri artigiani italiani contro il fast fashion. Anche perché lo sforzo richiesto per realizzare una bella scarpa vegan è decisamente maggiore di quello per una scarpa in pelle”.

La reazione del mercato è stata entusiasta, e nei mesi successivi Opificio V ha lavorato sulle nuove collezioni, arruolando un celebre artigiano delle Marche che ha permesso il salto di qualità sulla scarpa da uomo, creando la collezione di punta Black Label. Le previsioni interne a cinque anni sono di cinque milioni di euro di fatturato. Obiettivo di share l’1,4% del mercato di riferimento – sette Paesi: USA, Germania, Gran Bretagna, Italia, Australia, Canada, Giappone – di scarpe di lusso vegan. Sono infatti circa due milioni, su un totale di 18,9 milioni, i vegetariani e vegani per scelta etica che comprano calzature di fascia alta.

E il mercato andrà solo a crescere, perché in altri Paesi, come Francia, Spagna e Brasile, il veganesimo come scelta etica è in aumento. Così, dopo un triennio di consolidamento, in Nemanti partiranno gli sviluppi, da una nuova linea giovane alla piccola pelletteria cruelty-free.

 

 

Vegan scrub

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I diritti sono di http://www.greenme.it – Ilaria Brambilla

Cruelty Free Scrub

 

scrub_fai-da-te

 

Scrub al sale

300 g di sale grosso
50 g di avocado o olio di sesamo o olio di jojoba
25 g di cacao in polvere non zuccherato
Tre gocce di olio essenziale di vaniglia
Miele per addolcire (facoltativo per i non vegani)
Mettete insieme gli ingrediente secchi, dopodiché aggiungere l’avocado o l’olio da voi scelto, fino a formare un composto abbastanza consistente seppur cremoso. In caso non fosse sufficiente, aggiungete del miele (nutriente per la pelle) o, se siete vegani, altro olio. Infine, mettete poche gocce di olio essenziale: qui vi abbiamo consigliato la vaniglia, ma potete scegliere il vostro preferito con la cura di controllare che siano adattati ad uso cutaneo (possono essere irritanti). I migliori per la pelle sono rosa, rosmarino, limone, mandarino, lavanda e camomilla.

Scrub al caffe’

40 g di caffè (non deve essere anche buono, quello più economico andrà benissimo)
100 g di zucchero grezzo o sale da cucina
2-3 cucchiai di olio da massaggio (qualsiasi)

Mettete insieme gli ingredienti secchi e poi aggiungete l’olio da massaggio fino a ottenere un composto sufficientemente denso. La caffeina contenuta in questo scrub ha due funzioni molto interessanti: smuove gli accumuli di cellulite favorendone lo scioglimento e combatte la formazione di vene varicose (o se le avete già le riduce). Come potete immaginare, un solo trattamento non basterà! Per dare un profumo più avvolgente e rinvigorire lo spirito, potete aggiungere un cucchiaino raso di cannella.

Scrub alla menta

100 g di sale da cucina
1 cucchiaio di olio d’oliva (meglio extravergine)
Poche gocce di olio essenziale alla menta

Mescolate l’olio d’oliva con il sale e aggiungete l’olio essenziale: questo alla menta ha un profumo deliziosamente estivo che vi solleverà dalle giornate d’afa in agosto!

Scrub zucchero di canna e limone

45 g di zucchero di canna grezzo
100 ml di olio di vinacciolo (in erboristeria)
45 g di scorza di limone grattugiata
Mescolate tutti gli ingredienti. Potete sostituire l’olio di vinacciolo con olio alle mandorle dolci. Non avete idea di quanto questo scrub sappia di vacanze.

Scrub di fine estate

80 g di arachidi o semi di sesamo
40 g di farina d’avena, farina di riso integrale, o farina integrale
Abbastanza liquido per creare una pasta (acqua, yogurt, latte o, per i vegani, gel di aloe vera)
1 cucchiaino raso di erbe aromatiche, come la lavanda – facoltativo

Riunire gli ingredienti secchi in un frullatore e passarli fino a quando sono ridotti a un composto grossolano. Versate la farina in un vaso di vetro con un tappo a vite. Quando avrete bisogno del vostro scrub, prelevate un po’ del composto e aggiungetevi il liquido che preferite fino a formare una pasta. Conservate il resto della farina in freezer.
Nemmeno noi vogliamo pensare alla fine delle vacanze, ma se volete arrivare a settembre con una bella pelle abbronzata al riparo dalle scottature, sarà meglio che prendiate appunti ora.

E ora le regole generali per uno scrub perfetto:

  • Fatelo sotto la doccia, dopo aver appena inumidito la pelle
  • Massaggiatevi con movimenti circolari, in modo da stimolare il tessuto sottocutaneo
  • Se notate che la vostra pelle risulta esfoliata e morbida ma ancora un po’ secca, aggiungete una quantità maggiore di parti grasse la volta successiva e, sul momento, idratatela con una crema leggera
La parte interessante di uno scrub casalingo è che potete comporlo in base alle vostre disponibilità e preferenze, risparmiando un bel po’ rispetto a quelli che si trovano in commercio, col vantaggio di controllare cosa ci mettete dentro e concedendovi magari qualche lusso in più. Per esempio, potete profumare lo scrub con dello zenzero rinvigorente o spolverarlo di petali secchi di rosa senza spendere una fortuna. Un altro dettaglio non irrilevante: potete confezionarlo in contenitori carini, metterci un fiocco e fare un bellissimo regalo personalizzato alle vostre amiche.

Le mandorle

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mandorle

http://www.veganblog.it

“Mandorla” è il nome del seme commestibile prodotto dal Mandorlo (Prunus dulcis), pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee.
A piena maturazione i mandorli liberano un nocciolo oblungo (endocarpo legnoso) fino a quel momento contenuto nella polpa (mesocarpo), all’interno di questo involucro carnoso, racchiusi da un guscio, troviamo le mandorle.
Nutrizionalmente appartengono all’insieme dei semi oleosi, anche detti “frutta secca”,  ricchi di trigliceridi, molto calorici e dotati di ottima digeribilità.
I “grassi” delle mandorle sono caratterizzato da una fortissima presenza di acidi grassi insaturi; soprattutto i lipidi monoinsaturi (acido oleico lo stesso dell’olio extravergine d’oliva,  32% sui lipidi totali), notevole e apprezzabile anche il contenuto di acidi grassi polinsaturi essenziali omega 6 (acido linoleico, 13% sui lipidi totali).
Va sottolineato che le mandorle contengono solo il 5% di grassi saturi e sono prive di colesterolo.
L’apporto proteico  è piuttosto elevato e rende la mandorla un alimento di prim’ordine nella dieta vegetariana-vegana.
Il contenuto glucidico “carboidrati” incide sulle calorie tanto quanto le proteine.
Abbondano anche le vitamine come la riboflavina B2, la niacina PP , la tiamina  B1 ,l’alfa-tocoferolo vit E.
Nei sali minerali o micronutrienti  manganese, magnesio, calcio, rame, fosforo e zinco fanno da padroni.
Ottima quantità di fibra alimentare soprattutto quelle che ancor hanno la buccia,le fibre va ricordato essere un fattore nutrizionale utilissimo per mantenere l’equilibrio della flora batterica intestinale e il buon funzionamento dell’intestino.
Recenti studi sulla buccia delle mandorle hanno rilevato questa parte essere ricca di fibre prebiotiche, contiene livelli mirabili di polifenoli antiossidanti.
Elevato apporto calorico (quasi 600 kcal/100 g), le mandorle secche dovrebbero essere consumate con una certa moderazione (consigliati 20-30 g),non hanno controindicazioni per le persone affette da patologie metaboliche, non contengono glutine e nei soggetti ipersensibili se ne sconsiglia il consumo.
La loro duttilità le rende utilizzabili in diverse forme e per svariate preparazioni, vengono commercializzate al naturale, dolci o salate, con o senza buccia, si possono ottenere  derivati, tra i quali i “il latte” di mandorla, l’olio di mandorla, la farina di mandorla e lo sciroppo di mandorla.
Indicate come uno spezzafame perfetto, ecco una carrellata di effetti che portano al nostro organismo grazie alla loro composizione:effetto lassativo, da ricondurre alla buona percentuale di fibra alimentare presente nel frutto che aiuta l’organismo a prevenire la stitichezza.Effetto energizzante dato dalla presenza di rame, manganese e riboflavina.
Una proprietà importante delle mandorle è il ruolo della vitamina E che apporta benefici determinanti nell’attenuazione del rischio di attacchi cardiaci ma anche come antiossidante liposolubile che contrasta l’attività dei radicali liberi.
Secondo uno studio condotto dall’ Health Research e Studies Center, consumare regolarmente un piccolo quantitativo di mandorle aiuterebbe ad abbassare i livelli del colesterolo cattivo LDL nel sangue.
Contengono inoltre due nutrienti di vitale importanza per il cervello, riboflavina e L-cartinina. Questi  composti hanno dimostrato di aumentare l’attività cerebrale con la formazione di nuovi percorsi neurali.
Il buon contenuto di potassio, insieme ad un basso contenuto di sodio, fa delle mandorle un alimento utile a tenere sotto controllo la pressione sanguigna.
Secondo uno studio del Dipartimento della Nutrizione dell’Università della California, il consumo di mandorle può ridurre il rischio di cancro al colon.
I massaggi con olio di mandorle sono spesso raccomandati per i neonati, l’olio di mandorle dolci è ricco di proteine, sali minerali, vitamina A, e altre vitamine del gruppo B, un ottimo emolliente nutriente e lenitivo, adatto ad ogni tipo di pelle.
Alcune note di attenzione: contengono ossalati che se assunti in modo eccessivo possono dare luogo a cristallizzazioni e creare vari tipi di problemi, per questo motivo le persone che hanno problemi ai reni ed alla cistifellea dovrebbero astenersi dal consumarle, le mandorle amare vanno consumate con moderazione e attenzione poichè contengono l’amigdalina, sostanza tossica per noi, disattivata con una cottura prolungata
L’allergia a questi frutti è abbastanza diffusa, accertatevi di non soffrirne prima di consumare mandorle o alimenti che le possono contenere.
E ora qualche curiosità:l’olio di mandorle dolci può essere tranquillamente usato in sostituzione della classica saponetta, ha ottime proprietà idratanti, elimina le impurità e non altera il normale equilibrio della pelle.Fin dai tempi più antichi il latte di mandorla era considerato un ottimo rimedio rinfrescante dell’intestino e della vescica.Per chi è predisposto all’herpes se ne sconsiglia il consumo ,le mandorle contengono  l’arginina, che è in grado di stimolare l’attivazione del virus.Secondo la medicina Ayurveda, contribuiscono alla longevità ed all’innalzamento del livello intellettuale.

Dick Gregory

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Attivista per i diritti civili Dick Gregory si alzò in piedi per i diritti di tutti gli animali

Dick Gregory

1998 Gregory ha scritto per PETA un commento impressionante sulla società circo americano Ringling Bros. e Barnum & Bailey Circus , in cui ha paragonato il maltrattamento degli animali da circo con uno dei capitoli più oscuri della storia americana:

Dick Gregory si alzò in piedi per i diritti di tutti gli animali.

“Quando vedo gli animali che vengono tenuti nei circhi, poi mi ricorda la schiavitù. Animali nei circhi incorporano esattamente il dominio e oppressione contro cui abbiamo combattuto così a lungo. Indossano le stesse catene. “

Circus è la schiavitù

In un video che ha registrato Gregorio per la PETA, ha sottolineato che sentimento e ha esortato gli spettatori a ad “essere abolizionisti per gli animali” ed evitare circhi. In un altro video, ha incoraggiato il pubblico è la brochure Veggie per ordinare da PETA. Ha parlato la tenuta dolorosa nelle stalle sovraffollati della fabbrica di allevamento e le mutilazioni orribili subiti dagli animali, come ad esempio decornazione o troncatura del becco.

“Polli, pesci, maiali e mucche – si sentono tutti dolore, proprio come io e te”, ha detto Gregory. “Si prega di aiutare a fermare questa ingiustizia”.

Dick Gregory ha sempre avuto un buon senso di ingiustizia – anche nel 1950, quando ha iniziato la sua carriera nei locali di cabaret di Chicago. Ha aiutato a superare la segregazione razziale e ha spianato come un autore satirico sociale, la strada per la Richard Pryor, Eddie Murphy e gli altri.

Dick Gregory e la nonviolenza

Dopo il suo lavoro con il Dr. King, che aveva preso a cuore il messaggio di non-violenza, ha trascorso Gregory meno tempo sul palco. Era convinto che la non-violenza comprende tutte le forme di vita.

Sul sito della PETA in onore dei incomparabili vegani afro-americani ed i vegetariani possono trovare anche una delle sue citazioni, che porta idealmente la convinzione del comico e attivista per i diritti civili Dick Gregory espresso foto successiva:

“Gli animali e gli esseri umani soffrono e muoiono. La violenza fa sì che lo stesso dolore, lo stesso sangue, lo stesso fetore della morte, la stessa uccisione arrogante, crudele e brutale della vita. Non abbiamo a partecipare. “