Archivi categoria: Vaisnava

Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in Alimentazione vegetariana – vegan

Standard

http://www.unicusano.it

 

vegetables-752153_960_720

OBIETTIVI E DESTINATARI

L’Università degli Studi Niccolò Cusano attiva, in convenzione con l’Università Popolare A.I.Nu.C, per l’Anno Accademico 2017-2018 il Corso di Perfezionamento in “Alimentazione vegetariana – vegan” afferente alla Facoltà di Scienze della Formazione di durata pari a 300 ore di impegno complessivo con relativa acquisizione di 12 CFU (Crediti Formativi Universitari).
Agli iscritti che avranno superato la prova finale verrà rilasciato l’Attestato del Corso di Perfezionamento in “Alimentazione vegetariana – vegan”.
Il Corso è accreditato ECM (Educazione Continua in Medicina) per le figure sanitarie di Medico, Biologo, Farmacista, Dietista, Psicologo, Infermiere, Fisioterapista, Odontoiatra con n. 36 crediti ECM. Coloro che rientrano nelle professioni accreditate e desiderano acquisire oltre ai CFU anche i crediti ECM dovranno farne richiesta al momento della iscrizione (per informazioni crediti ECM segreteria U.P.A.I.Nu.C. 3469860092 – 3317212974)

Il Corso si rivolge a preferibilmente a Medici, Biologi, Farmacisti, Dietisti, Psicologi, e a tutte quelle figure che direttamente o indirettamente intervengono nell’ambito della Nutrizione.

Da almeno un ventennio, l’alimentazione vegetariana-vegan si sta sempre più proponendo come un modello alimentare alternativo, basato su principi etici, salutistici ed ecologici. Anche la letteratura scientifica è oramai molto ricca di studi clinici, epidemiologici e metanalisi che attestano i benefici di tale alimentazione, soprattutto in relazione alla dilagante diffusione delle patologie croniche a livello mondiale. Il razionale di tali benefici risiede essenzialmente nella minor quantità di grassi saturi e trans, zuccheri semplici, proteine animali e miglior stile di vita scelto dai vegetariani e dai vegan, ma anche, e soprattutto, dal consumo quotidiano di abbondanti quantità di frutta e verdura, le cui proprietà sono incessantemente sostenute/dimostrate dagli emergenti studi di nutrigenomica. Tuttavia, nonostante, nei paesi occidentali, il numero di coloro che scelgono una dieta a contenuto ridotto o priva di alimenti di origine animale sia in costante aumento, parallelamente, non si riscontra un aggiornamento dei professionisti in ambito medico e nutrizionale che consenta di rispondere alle esigenze dei soggetti vegetariani-vegan e di quanti vogliano intraprendere tale percorso alimentare. L’attuale necessità, da parte del professionista, di una formazione continua ed aggiornata che gli consenta di acquisire un elevato grado di specializzazione, nonché di soddisfare le richieste degli utenti – clienti – pazienti, si coniuga con lo scopo del corso. Durante il percorso formativo, verrà trattata la scelta vegetarian-vegan nel suo contesto storico e sociale; sarà poi dedicata una sessione ad alimenti, nutrienti e loro biodisponibilità, nonché possibili carenze, in riferimento alla dieta a prevalente-esclusiva base vegetale, con approfondimenti su qualità, trasformazione e conservazione dei cibi. Successivamente, particolare attenzione verrà dedicata alla nutrizione vegetariana-vegan in condizioni fisiologiche, includendo tematiche attualmente molto discusse, quali l’adeguatezza di tale dieta in gravidanza e svezzamento. La scelta vegetariana-vegan in relazione alle principali patologie croniche costituirà la parte centrale del programma, con specifici riferimenti alla strutturazione di una dieta in casi di sindrome metabolica, malattie oncologiche e neurodegenerative. Il corso verrà completato da una rapida panoramica sull’importanza e l’utilità di una dieta a ridotto contenuto-priva di alimenti di origine animale in alcuni contesti sociali come: la scuola, lo sport, i luoghi di lavoro e gli ospedali.

 

Contatti Università

Via Don Carlo Gnocchi, 3
00166 – Roma
Numero Verde solo per informazioni richiesta di iscrizione: 800.98.73.73
Segreteria didattica corsi di laurea: 06.8932.0000 (dal lunedì al venerdì 9 – 22.00)

Tel 06.4567.8350
Fax 06.4567.8379
Posta Elettronica Certificata: unicusano@pec.it

Blu Room

Standard

Un occasionale speciale a Lugano, una stanza Blu che eleva le frequenze.

 

Attualmente vi sono 14 BLU ROOM attive nel mondo e sono già state fatte più di 25’000 sessioni che ne stanno confermando sempre più gli effetti benefici.

 

Già sperimentata con successo negli Stati Uniti e in Europa, la tecnologia della BLU ROOM™ utilizza la sinergia tra la geometria sacra, una specifica banda della luce blu ultravioletta ed alcuni principi di Tesla.

La BLU ROOM è una stanza ottagonale che isola dal mondo esterno. Avvolge in una piacevole atmosfera di dolce luce blu e induce un profondo stato di rilassamento. Questo facilita la concentrazione, permette l’accesso a nuovi livelli di coscienza corpo/mente/spirito, aumenta il focus creativo e produce notevoli effetti di benessere. Inoltre migliora l’umore e accelera i processi di guarigione.

Un profondo rilassamento promuove la vasodilatazione e facilita la circolazione sanguigna in tutto il corpo, specialmente nel cervello.

E’ altresì indicata a chiunque desideri prendere una pausa dalla routine quotidiana e dai ritmi imposti dalla vita.

Dosi di luce UVB hanno effetti bio-positivi che possono essere usati nella prevenzione, nella fisioterapia sportiva e nella riabilitazione. Durante i mesi più scuri la radiazione a piccole dosi compensa la carenza di luce.

La luce ultravioletta stimola il processo di produzione di Vitamina D3, un ormone steroide che favorisce diverse funzioni dell’organismo: cardiache, cerebrali, del sistema locomotorio, del metabolismo e soprattutto del sistema immunitario.

Le ricerche rivelano che la Vitamina D3 prodotta dal corpo a seguito dell’esposizione ai raggi UV è esponenzialmente più efficace dell’assunzione di integratori. Ad esempio un’esposizione di 3 minuti procura l’equivalente di 10’000 IU di Vitamina D3 assunta per via orale.

Attualmente vi sono 14 BLU ROOM attive nel mondo e sono già state fatte più di 25’000 sessioni che ne stanno confermando sempre più gli effetti benefici.

Pur non essendo un apparecchio medicale, già dalla prima sessione diversi pazienti ne hanno sperimentato effetti quali:

Sfera fisica: sollievo da dolori, processi di guarigione accelerati, netto miglioramento della mobilità, aumento significativo della Vitamina D3, prevenzione da malattie stagionali, miglioramenti da disturbi cronici. Sotto supervisione medica, alcuni pazienti hanno tratto benefici significativi nel trattamento complementare di patologie importanti quali ad esempio Parkinson, Epatite C, sclerosi multipla, infezioni post-operatorie, allergie, artrosi e artrite, osteoporosi, tendinite, tachicardia, ecc. Molti hanno riportato una normalizzazione della pressione sanguigna e nei livelli di colesterolo e insulina.

Sfera emotiva: un profondo stato di rilassamento, miglioramento dell’umore e del benessere generale, una sensazione di leggerezza, pace e tranquillità, maggiore creatività e felicità, una più forte percezione del sé, sollievo da stati depressivi, paure e stress, miglioramento delle relazioni sociali.

Sfera spirituale: cambiamenti di prospettiva, conoscenza spirituale amplificata, profonde guarigioni personali, maggiore consapevolezza, sogni lucidi, inusuali esperienze soggettive, grande potenziamento del focus e della presenza.

Stella del Nord Sagl

Via Sole 7, 6942 Savosa – Svizzera

(uscita autostrada Lugano Nord)

Tel +41 77 424 03 11

Email: info@stelladelnord.ch

La mente ci guarisce più dei farmaci

Standard

mente-guarisce-bruce-lipton-720x340

aprilamente.info diritti riservati

 

Lo scienziato Bruce Lipton milita in ambito medico dagli anni “60 e ha impiegato gran parte delle sue energie per rispondere a una semplice domanda: “Chi controlla il destino delle cellule?”. Tutte le cellule sono identiche, come spiega Bruce Lipton “Se si prendono cellule sane e si collocano in un ambiente sfavorevole, le cellule si ammalano e muoiono”. Quando una cellula è malata i medici iniziano la loro opera di prescrizione.

Quando ingeriamo un farmaco questo scatena una serie di reazioni biochimiche che coinvolgono tutto il corpo e non solo la sezione anatomica da guarire. Quelli che noi chiamiamo “effetti collaterali” sono degli effetti diretti del farmaco, in farmacologia non esistono “effetti collaterali”, ma solo effetti diretti. Quando prendiamo un farmaco diamo per scontato che la sua efficacia circa il nostro scompenso possa creare più benefici rispetto ai danni che quel farmaco sta causando con gli altri effetti diretti.

Secondo le statistiche, negli USA, i farmaci uccidono oltre 300.000 persone all”anno! La conclusione sorge spontanea: c”è qualcosa di sbagliato nella farmacologia moderna. Se a far ammalare le cellule è l”ambiente, eliminando un ambiente nocivo e spostando le nostre cellule in un ambiente sano e salutare, si arriverebbe a una guarigione spontanea.

Gli esseri umani sono composti da circa 50 trilioni di cellule, per spiegare meglio il concetto, lo scienziato Lipton paragona il corpo umano a una comunità dove ogni cellula rappresenta un individuo e ogni organo una collettività. Da qui ritorniamo alla domanda iniziale: da cosa dipende il destino delle nostre cellule?

A cambiare il destino delle cellule è il nostro flusso sanguigno. Il sangue dipende dal sistema nervoso e il suo modo di interagire con l”ambiente esterno. Come spiega Bruce:

“La medicina cerca di guarire le cellule dalla malattia andando a intaccare i meccanismi biochimici innescati dall’ambiente esterno. La medicina agisce sull’uomo quando il problema è l’ambiente.”

Al ricercatore Bruce Lipton è stata posta questa domanda: Allora in un ambiente sano possiamo guarire spontaneamente? Ecco la risposta:

“In teoria sì ma in termini pratici è tutto più complesso perché la nostra mente interpreta l’ambienteesterno a suo modo. Magari noi siamo posti in un ambiente sano ma la nostra mente inizia a leggerlo come un ambiente negativo e dannoso, il nostro sistema nervoso genera così una sostanza chimica che ci renderà ugualmente malati.”

Bruce Lipton, durante le sue ricerche, ha analizzato una grande quantità di dati relativi all’effetto placebo: molti farmaci che assumiamo, con la sperimentazione, si sono dimostrati addirittura meno efficaci del placebo. Gli esperimenti classici consistono nell’individuare un grosso campione di ricerca che lamenta una certa patologia, questo campione viene diviso in due gruppi. Al primo gruppo si somministra un medicinale vero, al secondo gruppo viene dato un placebo, ovvero una “falsa pillola” che non ha più potere di una mentina. Quando l’individuo era predisposto alla guarigione, si sentiva meglio e il corpo reagiva bene anche dopo aver assunto un inerte placebo.

Con questa premessa si arriva a parlare dei principi di guarigione spontanea legati al controllo mentale. Anche in questo caso, per spiegare una marea di saggi complicati, ci rifaremo a un esempio pratico:

Se chiudete gli occhi e pensate a una persona amata, il vostro sistema nervoso inizierà a produrre dopamina, serotonina, ossitocina… Questa miscela biochimica coinvolgerà l’intero organismo e voi potrete sentirne i benefici nel vostro corpo, la biochimica porterà un grosso bagaglio di benessere alle vostre cellule. Ecco perché se ci innamoriamo stiamo così bene in compagnia del nostro amato. Al contrario, se pensiamo a qualcosa che ci turba o ci spaventa o affrontiamo la vita frenetica con una continua ansia di sottofondo, questo ci fa ammalare, il nostro sistema nervoso secerne gli ormoni dello stress e alle nostre cellule non arriverà di certo una miscela chimica benigna!

Le persone non sanno che ogni giorno cresciamo. Sì, ogni giorno centinaia e centinaia di cellule muoiono e sono soppiantate da cellule nuove. Il nostro apparato gastrointestinale effettua un turnover di cellule ogni tre giorni. Se il nostro organismo viene “distratto” da farmaci, da “stress” da “pensieri negativi” o da centinaia di altre cose superflue, nel turnover potrebbe andare storto qualcosa e così potremmo ammalarci. I virus dannosi potrebbero subito attecchire.

A chi è capitato di ammalarsi senza aver preso freddo?

Se vi è successo, probabilmente perché il vostro organismo era distratto da altro e ha concesso l”ingresso di un virus. Discorso analogo anche per il cancro, così come spiega il ricercatore:

“Effettuando delle analisi a campione si è scoperto che le cellule tumorali albergano in tutti noi. Queste cellule ci sono sempre, in tutti, solo che il sistema immunitario è funzionante quindi ne impedisce la crescita.”

La scienza ci dice che il corpo risponde alla fisica quantistica mentre la medicina odierna è basata sulla fisica di Newton. La farmacologia vuole stravolgere la biochimica dell’organismo aggiungendo altra chimica. Secondo la logica dettata dalla fisica dei quanti, più che somministrare altra chimica bisognerebbe innescare un cambiamento dell’energia. Secondo la fisica quantistica è tutto energia, quindi anche i nostri pensieri lo sono.

La mente è energia. Quando si pensa s’innesca un potenza di trasmissione che si traduce in segnali biochimici che si propagano in armonia con il nostro corpo.

Poiché le aziende farmaceutiche non potrebbero vendere i pensieri, non investono neanche un centesimo per dimostrare la stretta correlazione tra “mente-corpo” in termini di “segnale-risposta”. Il segnale dettato dalla mente potrebbe costantemente essere di benessere così come la risposta.

I pensieri generano un campo di energia che viene convertito in un segnale biochimico capace di curarci in modo del tutto naturale.

Bruce Lipton, ex professore universitario -ha abbandonato la cattedra perché sapeva che ciò che insegnava non corrispondeva a realtà-, ha deciso di concentrare tutte le sue energie nella medicina quantistica.

Purtroppo non è così facile riuscire a gestire il flusso dei pensieri. Questo perché gran parte del potere risiede nel subconscio. Noi umani usiamo il subconscio per il 95% dei nostri processi mentali, solo il 5% dei nostri processi mentali è dettato dalla mente cosciente.

La trama del subconscio è stata costruita nei primi 6 anni di vita. Cosa è stato appreso in questi primi delicatissimi anni, diventa il punto cardine della nostra vita da adulti fino a condizionare il nostro comportamento e la nostra salute. Purtroppo non possiamo controllare il subconscio ma possiamo “riprogrammarlo”. Come spiega l”ex docente:

“Molti studi mostrano che le malattie degli adulti che hanno, come il cancro, hanno a che fare con la programmazione e l”ambiente in cui viviamo nei primi sei anni di vita.”

In altre parole, da bambini “assorbiamo” gli atteggiamenti negativi che abbiamo intorno e così programmiamo il subconscio predisponendolo a fattori come preoccupazioni, sensi di colpa, ansie…

“E” dimostrato che se un bambino adottato è cresciuto da una famiglia dove uno dei genitori ha un tumore, nella vita adulta il soggetto adottato ha più probabilità di sviluppare un cancro”.

PELLEMELA: LA PELLE ECOLOGICA CREATA CON GLI SCARTI DELLE MELE

Standard

Pellemela

 

http://www.ilvegano.it –  di Antonella Tomassini – Diritti Riservati

 

Nasce in un laboratorio di Bolzano, Pellemela, la pelle ecologica creata con gli scarti delle mele, dall’idea di Alberto Volcan, un brillante ingegnere altotesino, che ha dedicato tutta la vita nella ricerca e nella sperimentazione, mostrando particolare attenzione alle tematiche ambientali.

Infatti, il Trentino Alto Adige è la regione dove si sviluppa oltre la metà della produzione di mele del territorio nazionale, e dove gli scarti di bucce e torsoli di mele sono ogni anno circa 500.000 tonnellate, i quali per lo più alimentano impianti di biogas .

ALBERTO VOLCAN, CHE HA ALL’ ATTIVO BEN SETTE INVENZIONI BREVETTATE RICONOSCIUTE IN TUTTO IL MONDO, SCOPRÌ NEGLI ANNI PASSATI CHE CON GLI SCARTI DI MELA ESSICCATI E RIDOTTI IN POLVERE, INSERITI NELLE BARRIERE DI CONTENIMENTO POSATE IN MARE PER GLI SVERSAMENTI ACCIDENTALI DI PETROLIO, SI POSSONO DEPURARE LE ACQUE, POICHÉ SONO IN GRADO DI ASSORBIRE AL 100 PER CENTO GLI IDROCARBURI.

Successivamente, nel 2004 l’ingegnere impiegò gli scarti delle mele per realizzare fazzolettini, rotoli di carta igienica e carta da imballaggio, realizzando la cartamela, per poi creare la pellemela, un materiale ecosostenibile e biodegradabile che sostituisce pelle e cuoio.

Ideale per i vegani e tanto amata dagli animalisti, utilizzata sia nella la moda che nell’ arredamento, la pellemela si ottiene con il 76 % di farina di mele, dopo aver fatto essiccare bucce e torsoli, miscelata con acqua e collante naturale e compattata all’interno di un macchinario che stende la pasta, ideato da Anzio Storci, il primo costruttore al mondo di macchine per la pasta.

Con la pellemela, nel 2015 Volcan ha creato Pellemela Shopper, la prima borsa naturale, disegnata dall’artista Carlo Busetti, dello studio tecnico associato trentino Dilegno, e realizzata dall’azienda March di Bolzano.

Proprio come il pinatexche usa le foglie di ananas, la pellemela è una vera e propria risorsa, che ha dato nuova vita alle mele oltre ad essere una valida soluzione per ridurre le emissioni di gas prodotte dagli inceneritori durante lo smaltimento dei rifiuti.

LASCIAMOCI CONTAGIARE ALLORA DALLE INVENZIONI DI ALBERTO VOLCAN, UN VERO VULCANO DI IDEE.

 

Come assorbire l’energia eterica del cibo – Omraam Mikhaël Aïvanhov

Standard

Diritti riservati http://www.aprilamente.info

Il maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov, esoterista bulgaro ed esperto di conoscenze iniziatiche spiega l’importanza della masticazione, della respirazione e del nostro intento mentre mangiamo.

omraam

Il mondo intero pone il problema del cibo al primo posto; tutti cercano come prima cosa di regolare tale questione, lavorano e addirittura si battono per questo. Tuttavia, l’atteggiamento nei confronti del cibo ancora non è che un impulso, una tendenza istintiva che non è entrata nel campo della coscienza illuminata. Solo la Scienza iniziatica ci insegna che il cibo, il quale viene preparato nei laboratori divini con una saggezza inesprimibile, contiene elementi magici capaci di conservare o ristabilire la salute, non solo fisica ma anche psichica. Per questo è necessario sapere in quali condizioni e con quali mezzi tali elementi possano essere captati, e sapere inoltre che il mezzo più efficace per farlo è il pensiero. Sì, perché il pensiero dell’uomo è in grado di estrarre dal cibo particelle sottili, luminose, che entrano nella costruzione del suo intero essere, ed è così che a poco a poco l’uomo si trasforma.

Quando la comprenderete, la nutrizione diverrà per voi fonte di benefìci e di prodigi, perché al di là del semplice fatto di alimentarsi per mantenersi in vita, ad essa si aggiungeranno altri significati, altre conoscenze, altri lavori da eseguire, altri scopi da raggiungere. In apparenza mangerete come tutti e tutti mangeranno come voi, ma in realtà ci sarà un’enorme differenza, enorme quanto quella esistente fra la terra e il Cielo.

Il cibo deve essere masticato il più a lungo possibile, fino a che sparisce dalla bocca senza bisogno di ingoiarlo. È nella bocca che avvengono i processi più sottili, poiché essa assorbe gli elementi eterici, mentre gli elementi più grossolani scendono nello stomaco, (…) ciò dimostra che la bocca ha assorbito gli elementi eterici, i quali nutrono il sistema nervoso. La masticazione però riguarda il corpo fisico.

Per il corpo eterico, bisogna aggiungere la respirazione. Mentre si mangia, ci si deve interrompere ogni tanto e respirare profondamente, per permettere al corpo eterico di ricavare dal cibo le particelle più sottili.

Ma se si sta parlando o discutendo, mentre si ingoia il cibo rapidamente e meccanicamente, il ritmo del respiro è disturbato e le reazioni fisico-chimiche non avvengono normalmente. Per nutrire il corpo eterico, si deve quindi mangiare in silenzio.

(…) Il corpo astrale si nutre di sentimenti ed emozioni, che sono costituiti da una materia ancor più sottile e più elevata delle particelle eteriche. Esso può essere nutrito con sentimenti d’amore verso il cibo, pensando che questo è una ricchezza, una benedizione e che è stato preparato nei laboratori del Signore. Quando il corpo astrale non è stato nutrito, poiché si è mangiato brontolando, criticando gli altri ed arrabbiandosi, ci si comporterà in seguito con durezza, nervosismo e parzialità e, se si hanno dei problemi difficili da risolvere, la bilancia penderà sempre verso il lato negativo ed ingiusto.

Il modo in cui si mangia è il miglior mezzo per ottenere la più perfetta trasformazione di se stessi.

Per nutrire il corpo mentale ci si concentra su quegli esseri che si occupano di ogni vegetale, di ogni pianta, di ogni frutto e sul fatto che, se questi crescono e maturano ad un dato momento, ciò corrisponde a determinate influenze planetarie. In questo modo anche il corpo mentale si nutre ed estrae dal cibo elementi superiori a quelli del piano astrale. Tutto questo procura contentezza, chiarezza ed una penetrazione profonda della vita e del mondo.

Ma l’uomo possiede altri corpi ancora più sottili: il corpo causale, il corpo buddhico, il corpo atmico. Questi corpi vengono nutriti se ci si lascia invadere da un sentimento di riconoscenza verso il Creatore.

Riassumendo ecco le fasi di questa nutrizione:

– respirare (per il corpo eterico)

– mangiare il cibo con amore (per il corpo astrale)

– meditare su di esso (per il corpo mentale)

– ringraziare, per gli altri corpi ancora più sottili

Inoltre… mai mangiare a sazietà. Non vi è nulla di peggio che alzarsi da tavola completamente sazi, perché questo ci appesantisce e ci materializza. Quello che certamente non sapete è che la fame prolunga la vita, la rinforza, la migliora.
Se vi alzate da tavola con un leggero appetito, date un impulso al corpo eterico, il quale, non avendo trovato nel cibo abbastanza elementi eterici, cerca di attirare e di assorbire dall’atmosfera questi elementi che gli mancano. Se volete potete chiamare questi elementi vitamine eteriche, ormoni eterici… Il corpo eterico trova tali elementi e li assorbe, tanto che, qualche minuto dopo, non solo non avete più fame, ma vi sentite più leggeri, più vitali, più disposti a lavorare.

Se il cibo dà vita all’uomo, è perché possiede già in sé una vita che gli è stata infusa dal Creatore, ma occorre esaltarla, svegliarla, riscaldarla con le nostre benedizioni e la nostra riconoscenza.
Si mangia per ricevere la vita che Dio, o se preferite la Natura, ha posto nel nutrimento.

Scarpe di lusso e vegan? Sì, si può: l’esempio italiano

Standard

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sul settimanale del Corriere della Sera L’Economia del 28 agosto 2017 – Diritti riservati

“Tutto è nato da un’esigenza personale. A 26 anni, responsabile marketing per una catena di supermercati, dovevo andare in ufficio vestita in modo professionale. Ma 13 anni fa, in Italia, era molto difficile trovare scarpe cruelty-free che fossero anche raffinate. Animalista da sempre, non volevo cedere. Così ho pensato: me le faccio da sola”. Paola Caracciolo, 39enne del Varesotto, è il cuore e la mente dietro Opificio V, primo marchio di calzature di lusso vegan in Italia. Le scarpe prive di componenti di origine animale come pelle, cuoio e camoscio nate negli anni Novanta in Gran Bretagna e diffusesi col tempo anche da noi. Tanto che negli ultimi anni l’Italia è diventata un punto di riferimento per la produzione di queste calzature per aziende straniere.

 

scarpe vegan

Così, oggi, in un panorama di maggiore sensibilità per questi temi, Opificio V si rilancia. Con un nuovo socio, il business angel Sebastiano Cossia Castiglioni, che da tanti anni investe nel settore vegan, un nuovo nome, Nemanti, e un’impronta internazionale. Il lancio del nuovo marchio avverrà durante la Settimana della moda di Milano (20-26 settembre), quando Nemanti avrà un temporary store a Brera per la presentazione della collezione Autunno/Inverno. Ma le scarpe di Opificio V sono così belle da attirare anche acquirenti che non hanno una particolare sensibilità animalista. “Un anno fa, nel nostro corner alla Rinascente di Piazza Duomo, l’80% delle vendite della nostra collezione maschile Black Label (la linea di punta, ndr) sono state a clienti cui non importava nulla della scelta etica”.

Nei primi anni Duemila era molto diverso. Il mercato vegan in Italia era ancora immaturo, l’ecommerce quasi inesistente. “Quando, spinta anche da un lavoro che strideva con le mie convinzioni, ho detto quel “Me le faccio io”, sono incorsa in tutti i problemi del caso. Portare avanti da sola lo sviluppo di un brand mentre il mio primo lavoro mi assorbiva sempre di più; il posizionamento nel mercato della scarpa cruelty-free – allora limitata all’ecopelle – come economica o comunque poco elegante, e non di qualità; gli artigiani che non capendo il prodotto lo bollavano come “scarpa in plastica”. Veg Italian Style (il suo primo marchio, ndr) non partiva, la spesa era superiore alla resa”.

Anni più tardi è stato proprio il lavoro nella grande distribuzione ad aiutarla. “Nei supermercati, vere cartine di tornasole dei cambiamenti nei consumi, ti rendi immediatamente conto delle nuove esigenze della gente. Quattro anni fa la maggiore attenzione al cibo vegan era ormai evidente. E nel frattempo c’era stato il boom dell’ecommerce, con la facilità per piccole aziende come la mia di vendere i propri prodotti in tutto il mondo. Così ho fatto un master sui beni di lusso, perché la mia esperienza era sì decennale, ma sulle scatolette di tonno, e poi mi sono licenziata”.

A settembre 2013 il lancio di Opificio V, dove la V sta per vegan. Un nome che richiama anche l’artigianalità. Il nuovo brand, Nemanti, termine più accessibile a livello internazionale, è una crasi di parole che attengono alle stesse filosofie. “Mentre i calzaturifici chiudono e i grandi marchi spostano la produzione all’estero, volevamo sostenere il valore dei maestri artigiani italiani contro il fast fashion. Anche perché lo sforzo richiesto per realizzare una bella scarpa vegan è decisamente maggiore di quello per una scarpa in pelle”.

La reazione del mercato è stata entusiasta, e nei mesi successivi Opificio V ha lavorato sulle nuove collezioni, arruolando un celebre artigiano delle Marche che ha permesso il salto di qualità sulla scarpa da uomo, creando la collezione di punta Black Label. Le previsioni interne a cinque anni sono di cinque milioni di euro di fatturato. Obiettivo di share l’1,4% del mercato di riferimento – sette Paesi: USA, Germania, Gran Bretagna, Italia, Australia, Canada, Giappone – di scarpe di lusso vegan. Sono infatti circa due milioni, su un totale di 18,9 milioni, i vegetariani e vegani per scelta etica che comprano calzature di fascia alta.

E il mercato andrà solo a crescere, perché in altri Paesi, come Francia, Spagna e Brasile, il veganesimo come scelta etica è in aumento. Così, dopo un triennio di consolidamento, in Nemanti partiranno gli sviluppi, da una nuova linea giovane alla piccola pelletteria cruelty-free.

 

 

Corsi di cucina vegan

Standard

Vi suggerisco il link per scoprire il mondo della cucina vegan ad altissimi livelli

https://academy.funnyveg.com/

 

schema-funnyveg-network-1

 

Dal sito:

FunnyVeg Academy nasce dall’unione di chef e professionisti con esperienza pluriennale nel campo dell’alimentazione a base vegetale, lo staff di giornalisti della rivista FunnyVegan, il primo magazine italiano dedicato al vegan life style e il gruppo di specialisti del Marketing e Comunicazione dell’agenzia FunnyVeg srl.

Attraverso i nostri professionisti offriamo inoltre consulenza per il settore food&beverage e organizzazione di eventi aziendali legati o attività di product placement.

Solari naturali: biologici, vegani, ecologici e con fattore di protezione

Standard

Credits: http://www.vanityfair.it – Google images

Filtri, fototipo diversi, spray, crema, latte o olio, fattori di protezione molteplici, UVA, UVB, infrarossi. Di fronte allo scaffale dei solari c’è da perdersi, ma soprattutto prima di acquistarne uno è bene informarsi su cosa scegliere di spalmarsi sulla pelle nel rispetto della nostra carnagione e, ancora di più, della salute

sole creme

Pasqua Cruelty Free

Standard

Diritti riservati: http://www.wellme.it –   http://www.peta.org –  Google Images

 

colazione_pasqua cruelty

 

Si avvicina la Pasqua e sui diversi siti online potete trovare degli ottimi suggerimenti per preparare delle uova di pasqua fatte in casa, delle caramelle decorate e dei simpatici coniglietti o degli ovetti di cioccolato. Anche per chi non è molto esperto, eccovi dei consigli e dei suggerimenti per provare anche voi a preparare delle belle uova di cioccolato e dei piccoli ovetti di cioccolato vegan, fatti dalle vostre mani, che oltre ad essere buonissimi, vi faranno anche risparmiare.
Vediamo allora cosa dovete fare per poter preparare l’uovo di Pasqua con sorpresa.

Per prima cosa, è molto importante la scelta del cioccolato; molti amano quello al latte, ma in realtà le gioie del cioccolato fondente surclassano notevolmente il cioccolato al latte.
Come attrezzatura è necessario avere un pentolino e il classico stampo a forma di uovo pasquale, possibilmente in plastica, o anche in policarbonato (è un ottimo materiale ma un po’ costoso). Per non rimanere delusi è importante anche scegliere la giusta sorpresa da mettere all’interno dell’uovo e che dipenderà dalla persona a cui lo andrete a regalare.

 

uova-di-pasqua veg

 
Il procedimento è semplice: bisognerà solo sciogliere il cioccolato nel pentolino a fuoco molto dolce e poi versarlo nello stampo prescelto. Aspettate che si raffreddi e decorate il vostro uovo con le nocciole tostate e tritate. Per farlo procedete in questo modo: prendete una delle due parti dell’uovo, spennellatelo con il cioccolato fuso e applicateci le nocciole, fino a farle aderire bene. Fate allo stesso modo con l’altra parte dell’uovo. Ora mettete all’interno la sorpresa prescelta e fate congiungere le due metà. Per farlo mettete le parti dell’uovo su una placca da forno e fatele fondere leggermente, per poi unirle insieme.
Con lo stesso procedimento è possibile dare all’uovo qualsiasi altra forma voi vogliate (basta cambiare lo stampo) e decorarlo in tanti modi: noci, caramelle, cocco tutti rigorosamente vegan.
Tenete l’uovo in frigorifero fino a che le due parti non sono legate fra loro ed infine incartatelo con pellicole e nastri colorati.
Come avevamo anticipato, durante il periodo di Pasqua si possono realizzare anche altre leccornie, altrettanto buone, come ad esempio degli ovetti di cioccolato, con questi semplici ingredienti:

– 230 gr di formaggio fresco morbido, a temperatura ambiente
– 3 tazze di zucchero a velo
– 240 gr di cioccolato fuso
– 1 e 1/2 cucchiaino di vaniglia
Decorazioni a piacere, come nocciole e noci tritate, cacao amaro in polvere, scaglie di cocco.

In una terrina lavorate bene la crema di formaggio fresco fino a che diventi morbida e unite lo zucchero a velo fino ad amalgamare bene il tutto. Ora aggiungete il cioccolato fuso e la vaniglia. Mescolate insieme e poi mettete in frigo per almeno 1 ora.
Trascorso tale tempo prendete l’impasto dal frigo e formate delle piccole palline, grandi un pollice e fatele rotolare nelle noci, nocciole, cacao o cocco.
Conservate i cioccolatini finiti in frigorifero prima di servirli.

Vivere Cruelty Free

Standard
Vivere Cruelty Free

Niente pelle, lana e piume d’oca… ma allora cosa indossano i vegani?

Non solo alimentazione, essere vegani è uno stile di vita che prevede scelte cruelty-free in qualsiasi ambito. Ma quindi cosa indossano i vegani?

Essendo la scelta vegana molto spesso dettata da motivazioni etiche e volta ad eliminare totalmente la propria partecipazione allo sfruttamento animale, raramente essa si ripercuote soltanto sull’alimentazione: molti vegani, infatti, decidono di utilizzare anche abbigliamento vegan dicendo addio a lana, pelle, seta, piume d’oca oltre che, naturalmente, a inserti di pelo e di pelliccia. Una delle domande più gettonate sul mondo “veg” – seconda forse solo a quella su cosa mangiare al posto della carne – è proprio quella che riguarda l’abbigliamento: ma cosa indossano i vegani?

Al posto della pelle

vitello

Uno dei tessuti di origine animale più utilizzati in assoluto nel mondo della moda è sicuramente la pelle (nota anche come cuoio), utilizzata praticamente ovunque: borse, scarpe, cinture, giacchini, guanti, dettagli di abiti e accessori. Anche se a volte può sembrare un po’ complicato, è possibile comunque trovare sul mercato capi realizzati con materiali simili alla pelle per consistenza e resa, ma assolutamente cruelty-free: parliamo della cosiddetta similpelle – da non confondersi, invece, con l’ “ecopelle”, che è pelle animale conciata con metodi a ridotto impatto ambientale – un materiale resinoso o plastico resistente e in tutto e per tutto simile alla pelle animale. È sempre bene, per non confondersi, prestare attenzione alle etichette (se troviamo la sigla UNI 11427 siamo di fronte a “ecopelle”, per esempio) ma anche il costo viene in nostro soccorso: i capi in similpelle sono molto più economici di quelli in cuoio, naturalmente; ormai quasi tutti i negozi propongono alternative cruelty-free alla vera pelle e online sono ormai tantissime le proposte tra cui scegliere. Recentemente, inoltre, abbiamo visto come sempre più aziende puntino sulla pelle cruelty-free: pensiamo, ad esempio, alla pelle a base vegetale usata per produrre scarpe e borse oppure al materiale simile al sughero impiegato in Germania per realizzare giacche da motociclista ecologiche e vegan. Delizioso anche il tessuto simile alla pelle realizzato a partire dagli scarti degli ananas. Gli studi sulle alternative alla pelle sono molti, c’è anche chi l’ha sostituita, per esempio, con la lavorazione di foglie di albero: bellissime e resistenti. Per come stanno andando le cose siamo certi che manchi davvero poco al momento in cui sarà facile reperire capi in “pelle vegan” belli e alla portata di tutti.

Al posto della lana

pecorelle

 

Sebbene molti possano pensare che la lana sia prodotta senza alcuna sofferenza, la realtà è ben diversa: la tosatura, infatti, avviene spesso in maniera cruenta e dolorosa senza alcun riguardo per gli animali. Ma anche qui, è sufficiente armarsi di un po’ di pazienza e attenzione per trovare facilmente sciarpe, cappelli, guanti e maglioni cruelty-free: come sempre è bene buttare un occhio all’etichetta, perché spesso anche in abiti apparentemente realizzati con altri materiali si può nascondere anche una certa percentuale di lana. E in questo caso abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta! Pile, flanella, velluto, ciniglia, acrilico e modal sono solo alcuni dei materiali alternativi alla lana e che, oltre a essere totalmente cruelty-free, spesso hanno anche una resa migliore in termini di resistenza e calore (oltre che, certamente, un prezzo molto più basso).

Al posto dei piumini

oche

Anche giubbotti e giacconi possono nascondere sfruttamento animale: l’operazione di spiumaggio, infatti, è tremendamente dolorosa per le oche e comporta sofferenze atroci che vengono reiterate nel tempo fino al momento in cui, troppo provati per continuare a essere utilizzati per il loro piumaggio, questi animali non vengono infine macellati. Solitamente è facile riconoscere giubbotti e giacconi imbottiti con piume d’oca, anche perché spesso riportano delle etichette contenenti un campione delle piume utilizzate all’interno. Fortunatamente giacche e giubbotti cruelty-free con imbottitura sintetica sono caldissimi e morbidi, e ormai facilmente reperibili in qualunque negozio di abbigliamento. Ci sono anche aziende che hanno puntato tutto sull‘alternativa vegan alla piuma d’oca , creando alternative validissime come il Plumtech.

Al posto della seta

baco-da-seta

Anche la produzione di seta nasconde sofferenza: i bachi vengono infatti bolliti vivi per ottenere i bozzoli interi dai quali ricavare lunghi fili di seta. Ma le alternative veg-friendly, per fortuna, esistono: viscosa e rayon, per esempio, sono sul mercato ormai da tanto tempo ma le aziende stanno lavorando per produrre materiali sempre più innovativi e totalmente sintetici come come il BioSteel oppure la “seta vegana” che viene realizzata con il filo di seta ricavato dai bachi rotti dopo la fuoriuscita della farfalla.

Al posto delle pellicce (e degli inserti)

volpeLe pellicce sono uno dei capi più controversi del mondo della moda, che da sempre trova tanti sostenitori così come accaniti oppositori, probabilmente anche perché si tratta di uno dei capi di abbigliamento realizzati nella maniera più crudele possibile: gli animali vengono privati della pelliccia ancora vivi, spesso solo intontiti con un colpo in testa, ma assolutamente coscienti al fine di preservare la lucentezza e la vivacità di colore del pelo, per poi essere lasciati morire agonizzanti fra atroci sofferenze. Molta attenzione anche agli inserti in giacche, cappotti e borse con pellicce realizzate con cane o gatto. Le riconoscete se nelle etichette trovate, per i cani: Asian jackal; Asiatic racoonwolf; Asian wolf; Cane procione; Cane selvatico; Corsak; Corsak fox; Dogaskin; Dogue of China; Finnracoon (asiatico); Fox of Asia; Gae wolf; Gubi; Kou pi; Lamb skin; Loup d’Asie; Lupo Asiatico; Lupo cinese; Murmanski; Nakhon; Pemmern wolf; Procione asiatico: Sakhon; Sobaki; Special skin. E’ pelliccia di gatto, invece, se in etichetta c’è scritto: Gatto di Cipro; Gatto Lyra; Genette; Housecat; Katzenfelle; Lipi; Mountain cat; Wildcat; Special skin.

Dopo che anche alcuni grandi stilisti del calibro di Giorgio Armani hanno detto “basta” alle pellicce e dal momento che gli inserti di pelliccia risultano comunque essere sempre molto “trendy”, le aziende di moda di tutto il mondo – dai brand più lussuosi a quelli più economici – si sono attrezzate per produrre sempre più “pellicce veg-friendly” assolutamente sintetiche ed ecologiche. Anche qui è bene controllare sempre l’etichetta dei capi che vogliamo acquistare, ma per essere certi che gli inserti di pelo siano realmente sintetici dovrebbe essere sufficiente osservarli attentamente e toccarli: la pelliccia sintetica è di solito meno lucida di quella vera e al tatto risulta essere meno morbida e liscia (oltre che, anche in questo caso, decisamente più economica!).

Fibra di soia, il cashmere diventa vegetale

http://www.vegolosi.it