Il futuro dell’alimentazione è nelle proteine vegetali

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Fonti:
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Proteine vegetali: ecco gli alimenti che ne contengono di più

Questo è l’elenco degli alimenti più comuni ma anche più ricchi di proteine vegetali perfette per sostituire gli alimenti ricchi di proteine di origine animale.

E’ importante ricordare che, oltre alle proteine, i legumi sono fonti privilegiate di carboidrati complessi (amidi), fibre, che riducono il rischio di alcuni tipi di tumore (colon, mammella e prostata) e contribuiscono all’assorbimento lento da parte dell’intestino mantenendo così stabili per molto tempo i livelli di glicemia nel sangue.

 

Alimenti Proteici (g/100g p.e.) Q.tà
Pinoli 31,9
Arachidi tostate 29
Germe di frumento (composizione media fra germe di frumento duro e tenero) 28
Fave secche sgusciate crude 27,2
Fagioli crudi 23,6
Fagioli – Cannellini secchi crudi 23,4
Lenticchie secche crude 22,7
Mandorle dolci, secche 22
Piselli secchi 21,7
Ceci secchi crudi 20,9
Farro 15,1
Noci, secche 14,3
Crusca di frumento 14,1

 

Nei legumi troviamo anche vitamine del gruppo B, importanti per il sistema nervoso e la formazione dei tessuti, ferro, calcio, magnesio, zinco, potassio. Tutti i valori proteici indicati fanno riferimento a 100 grammi di prodotto.

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Frutti di mare: Io li mangio.

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Ostriche E Vongole, Le Mangereste Se Vi Dicessero Che Non Sono Senzienti?!

Ostriche, vongole…frutti di mare. A quanto pare ci sono, nel mondo, vegani che se ne nutrono senza farsi troppi problemi.

La motivazione?! Ne parla Il Post, dopo un articolo apparso pochi giorni fa sul Munchies, secondo il quale per alcuni vegani la differenza tra questi organismi e le piante è talmente sottile da poter essere ignorata.

Scrive Il Post:

Quelli che chiamiamo “frutti di mare” ovviamente non sono piante: dal punto di vista scientifico sono molluschi bivalvi, animali appartenenti allo stesso phylum dei polpi e delle seppie, ma molto meno intelligenti di questi lontani cugini, dato che non hanno un sistema nervoso centrale. Tutto quello che fanno è aprire e chiudere la propria conchiglia, spostarsi un po’ (a seconda delle specie) grazie a un piede e filtrare l’acqua marina nutrendosi del plancton che contiene. Secondo alcune interpretazioni, i loro movimenti non sono tanto diversi da quelli di una pianta carnivora, in quanto reazioni automatiche agli stimoli esterni. In realtà però non sappiamo se possano provare dolore o meno. Sono sicuramente vivi – come del resto le piante – ma non è certo che siano senzienti.

 

 

Ed è su questo punto che alcuni vegani fanno ruotare le proprie argomentazioni. Le definizioni e le categorizzazioni cambiano mano a mano che la società evolve, e questo vale in tutti gli aspetti della vita, dicono. Scopriamo e comprendiamo sempre più cose del mondo che ci circonda, perché allora dovremmo accettare ciecamente l’idea che i molluschi bivalvi non siano adatti a una dieta vegana?

Inoltre, secondo alcuni, le ostriche vengono allevate un po’ come la verdura: lungo la costa o all’interno di stagni marini, senza danneggiare l’ecosistema marino.

 

 

Riporta ancora Il Post:

Robert Elwood, professore di Comportamento animale alla Queen’s University di Belfast, ha spiegato a Munchies che si può ipotizzare che i bivalvi non provino dolore perché dal punto di vista evolutivo è difficile immaginare che possa costituire per loro un vantaggio. Quando un predatore li attacca, la loro conchiglia si chiude e, nel caso di alcune specie come le capesante, possono muoversi per fuggire, ma questo non implica necessariamente che provino dolore. Anche quando hanno delle reazioni motorie ai danni fatti ai loro tessuti non è detto che stiano soffrendo: potrebbe trattarsi di semplice nocicezione, cioè percezione di uno stimolo che danneggia.

Ciononostante, la famosa associazione animalista PETA è contraria al mangiare i bivalvi, dato che non c’è ancora certezza riguardo al dolore che percepiscono: per non sbagliare, considera che i bivalvi siano senzienti fino a prova contraria.

 

La questione, di per sé, potrebbe non interessare più di tanto. Alla fin fine, se una persona sceglie di diventare vegana, non sono certo le ostriche o le vongole a mandarla in crisi esistenziale. Ma c’è un aspetto, legato ai frutti di mare, che rende utile parlare dell’argomento: le ostriche sono ricchissime della tanto nota e famigerata vitamina B12.

 

 

Edoardo Cicconi

Invito tutti a visitare il sito di Edoardo e a seguire il suo canale YouTube, a lui bisogna riconoscere oltre la grande conoscenza, la capacità estrema di comunicare il messaggio in modo chiaro e comprensibile anche ai neofiti.
Buon cammino
Patrizia

 

 

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Mi descrivo in 123 parole

Nato a Milano nel 1981, ho passato la mia infanzia a Gallarate sognando come tutti i bambini di fare il pompiere o il pilota. Crescendo, il mio amore per l’attività fisica mi ha aiutato a capire che la mia strada sarebbe stata quella di aiutare il prossimo a raggiungere il benessere psico-fisico attraverso lo sport e la cura del corpo. Ho iniziato perciò a studiare scienze motorie, chinesiologia, posturologia, massoterapia, accorgendomi però che più mi avvicinavo a questo mondo, più mi rendevo conto che mi mancava ancora qualcosa. La svolta è stata avvicinandomi al mondo delle discipline orientali: Ayurveda, meridiani, meditazione e campane tibetane. E poi l’illuminazione: l’unione di due culture, apparentemente lontane, per raggiungere il completo benessere per mente, corpo e spirito.

Massaggio antalgico:

è un trattamento particolarmente indicato per la muscolatura rigida e dolente a seguito di posture errate, eccessivo affaticamento, tensioni e stress.  I dolori muscolo-articolari che provocano un irrigidimento di difesa, possono essere causati anche da fattori artrosici, riduzione degli spazi intervertebrali, compressione radicolare, mancanza delle curve fisiologiche.
E’ utile al fine di prendere coscienza e correggere gli errati atteggiamenti posturali, decontrarre l’apparato muscolare,  e decomprimere le articolazioni.


Massaggio sportivo:

contribuisce a migliorare la performance, preparando al meglio le specifiche zone muscolari attraverso manovre che stimolano la circolazione sanguigna e donano elasticità al muscolo; decongestiona e rilassa i tessuti favorendo il recupero fisico, l’eliminazione delle scorie dovute all’attività fisica ed eventuali contratture muscolari.


Massaggio emozionale:

questo massaggio riunisce in sé gli elementi occidentali, lavorando sul sistema muscolare, linfatico e circolatorio; e i concetti orientali della riattivazione dell’energia e dei chakra. E’ un massaggio molto avvolgente e dolcemente affettivo, eseguito con olio caldo, a contatto pieno e continuo. E’ indicato per tutte le persone che vogliono mettersi in contatto con la propria realtà interiore e liberare o prendere coscienza  delle proprie emozioni.

Il tempo non esiste, è solo un’illusione

Ogni diritto è riservato http://www.quantisticamente.it

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IL TEMPO E’ LEGATO ALLA MATERIA

Caratteristica del tempo è che può essere applicato, nonostante sia un’ illusione, solo in questa dimensione. Nel momento in cui la nostra vibrazione scende ad un livello in cui si condensa in materia, il tempo ha piena ragione di esistere in quanto è strettamente connesso alla materia. Questo significa che la mutazione della materia, quella che noi chiamiamo invecchiamento, è misurata con il tempo. Immaginate un luogo dove non ci sia materia, il nulla assoluto. Che senso avrebbe il tempo? Cosa dovrebbe misurare? Il nulla non ha né un inizio né una fine e di certo non si modifica o si deteriora. Quindi, nonostante gli innumerevoli sforzi compiuti dai più grandi scienziati di questo mondo, nessuno ha mai considerato che il tempo è un qualcosa che inizia la sua funzione nel momento in cui entra in gioco la materia. Dire a qualcuno semplicemente che il tempo non esiste non lo ritengo corretto. Lo manderebbe in confusione in quanto tutte le sue esperienze e conoscenze sono basate sul tempo. Ogni cosa che la persona tocca con mano ogni giorno, osserva con gli occhi e vive come esperienza è legata al tempo, quindi non capirebbe assolutamente nulla con la semplice frase “il tempo non esiste”.

TEORIA RIVOLUZIONARIA DEL TEMPO

Un primo modo per capire, in maniera non esperienziale, il concetto del tempo è quello di provare a spostare il proprio punto di osservazione. Immaginiamo di essere ad uno stadio e di osservare una serie di persone in fila davanti al cancello d’ingresso. Questo flusso di persone scorre e si muove sempre nello stesso senso, non torna mai indietro. Da questo momento definiremo questo flusso linea del tempo. Le persone che sono all’inizio della fila ed hanno appena attraversato il cancello d’ingresso sono per noi ormai il passato, non fanno parte più della nostra fila di persone visibili, quindi da considerarle il passato. Le persone invece che sono ancora in fila dentro il nostro campo visivo, magari sono in 50, possiamo considerarle il presente. Mentre tutte le persone della fila che non riusciamo a vedere con gli occhi, perché nascoste dalla parete di un edificio accanto, e che entreranno nel nostro campo visivo successivamente con lo scorrere della fila, le consideriamo il nostro futuro. Immaginiamo ora di poter salire su di una gradinata, o di essere su un drone, e salire in alto di 20-30 metri ed allargare il nostro campo visivo. Ci accorgeremmo immediatamente di poter vedere ora anche le persone già entrare nello stadio, quelle che hanno attraversato il cancello d’ingresso e che rappresentavano il nostro passato, ma anche di vedere le persone dietro l’edificio che precedentemente non vedevamo e che consideravamo il futuro. Va da se che il presente ora è composto dalle stesse persone di prima più le persone che hanno attraversato il cancello d’ingresso e le persone dietro l’edificio, ultime della fila, che prima non riuscivamo a vedere. Il tempo presente si è dilatato. In realtà non si è dilatato un bel niente. E’ sempre stato li, era soltanto il nostro punto di vista che non ci permetteva di vedere ed apprezzare quanto è sempre esistito. Alzandoci sempre di più e cambiando nuovamente il punto di vista cambierà nuovamente la nostra linea del tempo. Il segreto è tutto qui. Credo ora sia più chiaro il concetto del qui ed ora, che tutto è qui, in questo momento, tutto in tempo presente, anche la nostra la nascita e la nostra morte non sono altro che un unico momento, ma nessuno di noi se ne accorge.

Dovrebbe essere più semplice capire ora che quanto più dilatiamo il “campo visivo”, quanto più siamo consapevoli di cose e vite passate e che non è poi così impossibile essere presenti in momenti che fino ad oggi abbiamo considerato del passato, anche vecchi migliaia di anni.

L’IMPORTANZA DI VIVERE L’ESPERIENZA

Sottolineo che quanto scritto in questo articolo è solo un chiarimento di tipo filosofico, niente di esperienziale. Posso invece garantire che un’esperienza di spostamento del punto di osservazione renderebbe il tutto molto più chiaro, ma non solo, ci permetterebbe di espandere di molto la nostra consapevolezza e percezione. Per capire bene il concetto di tempo sarebbe necessario vivere un’esperienza in una dimensione dove il tempo è completamente assente, o meglio non gestibile da un nostro pensiero o un nostro intento. Solo in questa maniera è possibile prendere piena consapevolezza che il tempo, così come lo intendiamo noi tutti, è semplicemente una fragile creazione dell’essere umano.

Fonte: http://aprilamente.info/category/fisica-quantistica/page/24/

Salute, Ssnv: “Diete vegan? La vitamina B12 è carente anche negli onnivori”

B12

Uno studio di cui sono stati divulgati risultati preliminari, non corretti e in cui non si sottolinea che la vitamina B12 può  essere carente anche per chi segue una dieta onnivora. La Ssnv, Società scientifica di nutrizione italiana, interviene nel “nuovo caso di ingiustificato allarmismo circa le diete vegetali in gravidanza”.

Mentre cresce il numero di persone che adotta una alimentazione a base vegetale, ancora piu’ numerosi, riferisce la Ssnv, fioriscono notizie e dati che dimostrerebbero l’inadeguatezza delle diete vegetali (nelle sue varie declinazioni), soprattutto nelle donne in gravidanza e nei bambini.

“Pare sia proprio questo il nuovo trend dei soliti, noti detrattori che donano, su piatti d’argento, l’occasione alla stampa di lanciare articoli dai titoli sensazionalistici e terroristici. Si sa, il tema attira molto il pubblico e chi vuole mettersi in mostra con poco sforzo. Questa volta si tratta dei dati raccolti dallo screening neonatale esteso per la diagnosi precoce delle malattie rare nei neonati, del periodo tra 2015 e 2016, diffusi in questi giorni dalla Societa’ Simmesn (Societa’ italiana per lo studio delle malattie metaboliche ereditarie e lo screening neonatale)”.

“Di questo studio – afferma Luciana Baroni, presidente della Societa’ scientifica di nutrizione vegetariana – sono stati divulgati risultati preliminari che sembrano almeno in parte non corretti: non e’ infatti stata rilevata la dieta di tutte le madri dei bambini, quindi ci sono casi di neonati per i quali non e’ nota la dieta della madre, che siano carenti o meno. Ci sono anche casi di bambini figli di madri vegetariane che non sono in carenza, in quanto la madre seguiva una dieta completa, e casi di figli di madri onnivore che invece sono in carenza.”

“Come al solito – continua Baroni – la notizia serve solo per attaccare la dieta vegetariana, non per fare corretta informazione: la vera notizia, quella importante in termini di Salute pubblica, e’ che anche le madri onnivore possono non avere nel sangue livelli di B12 adeguati per il loro piccolo, che nascera’ carente”.

Il fenomeno, ricorda la Ssnv, era gia’ stato segnalato in una metanalisi del 2016, che dall’analisi di un’ottantina di studi concludeva che la carenza di vitamina B12 durante la gravidanza e’ comune anche nelle donne non vegetariane, e che le concentrazioni ematiche di vitamina B12 si riducono dal primo al terzo trimestre di gravidanza, in tutte le donne incinta, aldila’ della dieta seguita. Anche al di fuori del periodo gestazionale, l’evenienza di incorrere in un deficit di vitamina B12 e’ molto alta per gli onnivori. Un articolo pubblicato dal dipartimento per l’agricoltura del governo Usa, che risale al 2000, riporta che circa il 40% degli onnivori ha livelli bassi di vitamina B12, sulla base di uno studio svolto su ben 3.000 persone, dai 26 agli 83 anni (il Framingham Offspring Study).

Nel frattempo, pero’, nuovi studi hanno individuato livelli ottimali per la vitamina B12 molto piu’ alti, il che significa che gli onnivori con B12 troppo bassa sono probabilmente ben oltre il 50%. Tra le cause di carenza e’ sempre piu’ importante il ruolo dei difetti di assorbimento e l’uso di farmaci che interferiscono con l’assorbimento della vitamina. Se tutti i vegetariani sono informati della necessita’ di integrare la B12, non altrettanto si puo’ dire degli onnivori, che anzi vengono dolosamente convinti che grazie alla presenza di cibi animali nella propria dieta sarebbero immuni dalla carenza.

“Si arrivera’ al paradosso – continua la Ssnv – che tra qualche anno la carenza di B12 sara’ meno diffusa nei vegetariani (informati e che integrano correttamente) che negli onnivori (convinti di non avere il problema)”. Ben venga quindi, aggiunge la Ssnv, una maggiore informazione sull’argomento e l’inserimento tra i test di routine per la donna in gravidanza la valutazione dello stato della B12, a prescindere dalla dieta seguita.

Sul sito della societa’ scientifica sono disponibili le Linee Guida per la dieta vegetariana in gravidanza e allattamento e da anni la Ssnv raccomanda a tutti i vegetariani e ai vegani di integrare la vitamina B12 nel corso di tutta la vita e questa e’ una raccomandazione da seguire tanto piu’ in gravidanza.

“Qualsiasi dieta puo’ essere condotta bene o male – afferma Mario Berveglieri, pediatra specialista in Scienza dell’alimentazione e membro del comitato scientifico della Ssnv -. In particolare, la latto-ovo-vegetariana e la vegana sono diete complete, questo significa che sono in grado di fornire tutti i nutrienti necessari all’organismo, in quanto comprendono per definizione il consumo di cibi di tutti i gruppi alimentari presenti in una dieta vegetariana, quali verdura e frutta, cereali integrali, legumi, semi oleaginosi e frutta secca, olio, e le necessarie integrazioni (vitamina B12 e D, che non dipende dall’alimentazione, ma dall’esposizione alla luce solare, e in alcuni casi DHA). Esistono ancora pero’ persone non sufficientemente informate o supportate dal medico curante, o che purtroppo si fanno consigliare da figure prive di competenza specifica, che si limitano a eliminare gli alimenti di origine animale dalla dieta, senza adottare l’inclusione di un’ampia varieta’ di cibi vegetali e dei nutrienti critici. Ma, nell’interesse di tutta la popolazione, gli allarmismi vanno evitati, non deve passare il concetto che i vegetariani rischiano la carenza e gli onnivori no, questo rappresenta un grave rischio soprattutto per la Salute degli onnivori”.

 www.meteoweb.eu
 A cura di Antonella Petris

Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2018/03/te-ssnv-diete-vegan-b12-carente-anche-in-onnivori/1056139/#Wm58kEjsfZoVO2dc.99