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Il tempo non esiste, è solo un’illusione

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IL TEMPO E’ LEGATO ALLA MATERIA

Caratteristica del tempo è che può essere applicato, nonostante sia un’ illusione, solo in questa dimensione. Nel momento in cui la nostra vibrazione scende ad un livello in cui si condensa in materia, il tempo ha piena ragione di esistere in quanto è strettamente connesso alla materia. Questo significa che la mutazione della materia, quella che noi chiamiamo invecchiamento, è misurata con il tempo. Immaginate un luogo dove non ci sia materia, il nulla assoluto. Che senso avrebbe il tempo? Cosa dovrebbe misurare? Il nulla non ha né un inizio né una fine e di certo non si modifica o si deteriora. Quindi, nonostante gli innumerevoli sforzi compiuti dai più grandi scienziati di questo mondo, nessuno ha mai considerato che il tempo è un qualcosa che inizia la sua funzione nel momento in cui entra in gioco la materia. Dire a qualcuno semplicemente che il tempo non esiste non lo ritengo corretto. Lo manderebbe in confusione in quanto tutte le sue esperienze e conoscenze sono basate sul tempo. Ogni cosa che la persona tocca con mano ogni giorno, osserva con gli occhi e vive come esperienza è legata al tempo, quindi non capirebbe assolutamente nulla con la semplice frase “il tempo non esiste”.

TEORIA RIVOLUZIONARIA DEL TEMPO

Un primo modo per capire, in maniera non esperienziale, il concetto del tempo è quello di provare a spostare il proprio punto di osservazione. Immaginiamo di essere ad uno stadio e di osservare una serie di persone in fila davanti al cancello d’ingresso. Questo flusso di persone scorre e si muove sempre nello stesso senso, non torna mai indietro. Da questo momento definiremo questo flusso linea del tempo. Le persone che sono all’inizio della fila ed hanno appena attraversato il cancello d’ingresso sono per noi ormai il passato, non fanno parte più della nostra fila di persone visibili, quindi da considerarle il passato. Le persone invece che sono ancora in fila dentro il nostro campo visivo, magari sono in 50, possiamo considerarle il presente. Mentre tutte le persone della fila che non riusciamo a vedere con gli occhi, perché nascoste dalla parete di un edificio accanto, e che entreranno nel nostro campo visivo successivamente con lo scorrere della fila, le consideriamo il nostro futuro. Immaginiamo ora di poter salire su di una gradinata, o di essere su un drone, e salire in alto di 20-30 metri ed allargare il nostro campo visivo. Ci accorgeremmo immediatamente di poter vedere ora anche le persone già entrare nello stadio, quelle che hanno attraversato il cancello d’ingresso e che rappresentavano il nostro passato, ma anche di vedere le persone dietro l’edificio che precedentemente non vedevamo e che consideravamo il futuro. Va da se che il presente ora è composto dalle stesse persone di prima più le persone che hanno attraversato il cancello d’ingresso e le persone dietro l’edificio, ultime della fila, che prima non riuscivamo a vedere. Il tempo presente si è dilatato. In realtà non si è dilatato un bel niente. E’ sempre stato li, era soltanto il nostro punto di vista che non ci permetteva di vedere ed apprezzare quanto è sempre esistito. Alzandoci sempre di più e cambiando nuovamente il punto di vista cambierà nuovamente la nostra linea del tempo. Il segreto è tutto qui. Credo ora sia più chiaro il concetto del qui ed ora, che tutto è qui, in questo momento, tutto in tempo presente, anche la nostra la nascita e la nostra morte non sono altro che un unico momento, ma nessuno di noi se ne accorge.

Dovrebbe essere più semplice capire ora che quanto più dilatiamo il “campo visivo”, quanto più siamo consapevoli di cose e vite passate e che non è poi così impossibile essere presenti in momenti che fino ad oggi abbiamo considerato del passato, anche vecchi migliaia di anni.

L’IMPORTANZA DI VIVERE L’ESPERIENZA

Sottolineo che quanto scritto in questo articolo è solo un chiarimento di tipo filosofico, niente di esperienziale. Posso invece garantire che un’esperienza di spostamento del punto di osservazione renderebbe il tutto molto più chiaro, ma non solo, ci permetterebbe di espandere di molto la nostra consapevolezza e percezione. Per capire bene il concetto di tempo sarebbe necessario vivere un’esperienza in una dimensione dove il tempo è completamente assente, o meglio non gestibile da un nostro pensiero o un nostro intento. Solo in questa maniera è possibile prendere piena consapevolezza che il tempo, così come lo intendiamo noi tutti, è semplicemente una fragile creazione dell’essere umano.

Fonte: http://aprilamente.info/category/fisica-quantistica/page/24/

Salute, Ssnv: “Diete vegan? La vitamina B12 è carente anche negli onnivori”

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Uno studio di cui sono stati divulgati risultati preliminari, non corretti e in cui non si sottolinea che la vitamina B12 può  essere carente anche per chi segue una dieta onnivora. La Ssnv, Società scientifica di nutrizione italiana, interviene nel “nuovo caso di ingiustificato allarmismo circa le diete vegetali in gravidanza”.

Mentre cresce il numero di persone che adotta una alimentazione a base vegetale, ancora piu’ numerosi, riferisce la Ssnv, fioriscono notizie e dati che dimostrerebbero l’inadeguatezza delle diete vegetali (nelle sue varie declinazioni), soprattutto nelle donne in gravidanza e nei bambini.

“Pare sia proprio questo il nuovo trend dei soliti, noti detrattori che donano, su piatti d’argento, l’occasione alla stampa di lanciare articoli dai titoli sensazionalistici e terroristici. Si sa, il tema attira molto il pubblico e chi vuole mettersi in mostra con poco sforzo. Questa volta si tratta dei dati raccolti dallo screening neonatale esteso per la diagnosi precoce delle malattie rare nei neonati, del periodo tra 2015 e 2016, diffusi in questi giorni dalla Societa’ Simmesn (Societa’ italiana per lo studio delle malattie metaboliche ereditarie e lo screening neonatale)”.

“Di questo studio – afferma Luciana Baroni, presidente della Societa’ scientifica di nutrizione vegetariana – sono stati divulgati risultati preliminari che sembrano almeno in parte non corretti: non e’ infatti stata rilevata la dieta di tutte le madri dei bambini, quindi ci sono casi di neonati per i quali non e’ nota la dieta della madre, che siano carenti o meno. Ci sono anche casi di bambini figli di madri vegetariane che non sono in carenza, in quanto la madre seguiva una dieta completa, e casi di figli di madri onnivore che invece sono in carenza.”

“Come al solito – continua Baroni – la notizia serve solo per attaccare la dieta vegetariana, non per fare corretta informazione: la vera notizia, quella importante in termini di Salute pubblica, e’ che anche le madri onnivore possono non avere nel sangue livelli di B12 adeguati per il loro piccolo, che nascera’ carente”.

Il fenomeno, ricorda la Ssnv, era gia’ stato segnalato in una metanalisi del 2016, che dall’analisi di un’ottantina di studi concludeva che la carenza di vitamina B12 durante la gravidanza e’ comune anche nelle donne non vegetariane, e che le concentrazioni ematiche di vitamina B12 si riducono dal primo al terzo trimestre di gravidanza, in tutte le donne incinta, aldila’ della dieta seguita. Anche al di fuori del periodo gestazionale, l’evenienza di incorrere in un deficit di vitamina B12 e’ molto alta per gli onnivori. Un articolo pubblicato dal dipartimento per l’agricoltura del governo Usa, che risale al 2000, riporta che circa il 40% degli onnivori ha livelli bassi di vitamina B12, sulla base di uno studio svolto su ben 3.000 persone, dai 26 agli 83 anni (il Framingham Offspring Study).

Nel frattempo, pero’, nuovi studi hanno individuato livelli ottimali per la vitamina B12 molto piu’ alti, il che significa che gli onnivori con B12 troppo bassa sono probabilmente ben oltre il 50%. Tra le cause di carenza e’ sempre piu’ importante il ruolo dei difetti di assorbimento e l’uso di farmaci che interferiscono con l’assorbimento della vitamina. Se tutti i vegetariani sono informati della necessita’ di integrare la B12, non altrettanto si puo’ dire degli onnivori, che anzi vengono dolosamente convinti che grazie alla presenza di cibi animali nella propria dieta sarebbero immuni dalla carenza.

“Si arrivera’ al paradosso – continua la Ssnv – che tra qualche anno la carenza di B12 sara’ meno diffusa nei vegetariani (informati e che integrano correttamente) che negli onnivori (convinti di non avere il problema)”. Ben venga quindi, aggiunge la Ssnv, una maggiore informazione sull’argomento e l’inserimento tra i test di routine per la donna in gravidanza la valutazione dello stato della B12, a prescindere dalla dieta seguita.

Sul sito della societa’ scientifica sono disponibili le Linee Guida per la dieta vegetariana in gravidanza e allattamento e da anni la Ssnv raccomanda a tutti i vegetariani e ai vegani di integrare la vitamina B12 nel corso di tutta la vita e questa e’ una raccomandazione da seguire tanto piu’ in gravidanza.

“Qualsiasi dieta puo’ essere condotta bene o male – afferma Mario Berveglieri, pediatra specialista in Scienza dell’alimentazione e membro del comitato scientifico della Ssnv -. In particolare, la latto-ovo-vegetariana e la vegana sono diete complete, questo significa che sono in grado di fornire tutti i nutrienti necessari all’organismo, in quanto comprendono per definizione il consumo di cibi di tutti i gruppi alimentari presenti in una dieta vegetariana, quali verdura e frutta, cereali integrali, legumi, semi oleaginosi e frutta secca, olio, e le necessarie integrazioni (vitamina B12 e D, che non dipende dall’alimentazione, ma dall’esposizione alla luce solare, e in alcuni casi DHA). Esistono ancora pero’ persone non sufficientemente informate o supportate dal medico curante, o che purtroppo si fanno consigliare da figure prive di competenza specifica, che si limitano a eliminare gli alimenti di origine animale dalla dieta, senza adottare l’inclusione di un’ampia varieta’ di cibi vegetali e dei nutrienti critici. Ma, nell’interesse di tutta la popolazione, gli allarmismi vanno evitati, non deve passare il concetto che i vegetariani rischiano la carenza e gli onnivori no, questo rappresenta un grave rischio soprattutto per la Salute degli onnivori”.

 www.meteoweb.eu
 A cura di Antonella Petris

Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2018/03/te-ssnv-diete-vegan-b12-carente-anche-in-onnivori/1056139/#Wm58kEjsfZoVO2dc.99

L’ANIMA PUO’ MODIFICARE LA STRUTTURA BIOLOGICA DEL CORPO E GUARIRLO

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Ecco come l’anima può modificare la struttura biologica del corpo e la può aiutare a superare la malattia. La grande scoperta

Di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione) per  altrainformazione.it :

Lo spirito che guarisce titola la copertina di questa settimana di Der Spiegel, il più diffuso e autorevole settimanale tedesco.

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Ebbene sì – dopo anni che chi segue vie interiori cerca di trasmettere la propria esperienza, nella maggior parte dei casi invano – oggi i neuroscienziati hanno fatto la grande scoperta: lo spirito può guarire il nostro corpo[1]. Raccontano stupefatti – e ancora increduli – come l’anima possa modificare la struttura biologica del corpo e la possa aiutare a superare la malattia. Vale a dire di come qualcosa di non misurabile, pesabile, visibile, possa in qualche modo modificare il visibile, pesabile, misurabile.

Meditare, fare Yoga e pensare positivamente – strilla Der Spiegel – conquistano ora la medicina ufficiale.

Quello che decine di tradizioni sapienziali, di centinaia di ricercatori indipendenti e di migliaia di persone che lo praticano quotidianamente hanno sempre saputo, oggi – udite, udite – è verità scientifica!

Beh, allora deve essere proprio vero…

Di documentazione la rivista tedesca ne fornisce in gran quantità, compresi alcuni filmati che si possono vedere sul sito web[2].

Qui di seguito i risultati di alcune interessanti ricerche su questo argomento.

Iniziamo da due autorevoli psicologi, Vladimir Bostanov e Philipp Keune, i quali avrebbero scoperto l’azione guaritrice dello spirito sul corpo umano mediante esame neurologico – misurazione dell’attività elettrica delle cellule cerebrali – del cervello dei soggetti sotto indagine prima e dopo un corso di meditazione.

I risultati di questo studio hanno evidenziato come il cervello, dopo il corso di meditazione di otto settimane, abbia significativamente incrementato la propria reattività. Il cervello dei soggetti che lavoravano meditativamente aveva imparato a non rimuginare continuamente, indirizzando le risorse di attenzione liberate concentrandosi sul test.

“Meditare aiuta i pazienti a controllare la propria attenzione – ha dichiarato il Dr.Keune – e li rende meno inclini a perdersi in pensieri negativi”.

Allo stesso modo di Keune anche la psicologa Bethany Kok, sta indagando il potere di guarigione della mente. La scienziata americana studia in particolare il nervo vago.

Insieme ai colleghi della University of North Carolina la Kok ha portato avanti un interessante esperimento: per nove settimane 65 donne e uomini ogni sera dovevano annotare in un questionario i sentimenti e le esperienze sia positivi che negativi della giornata. La metà del gruppo partecipava poi a un corso di meditazione dove si imparava ad esprimere emozioni come amore, gentilezza e compassione.

Bethany Kok ha presentato il risultato della ricerca sulla rivista Psychological Science[3]: ebbene, il tono del nervo vago di coloro che meditavano è aumentato in modo significativo.

Chi alimenta buoni sentimenti migliora il tono del proprio nervo vago – conclude la Kok, che oggi lavora al Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia – e questo a sua volta è collegato con una buona salute e probabilmente con un allungamento della vita”.

Il nervo, da sempre poco conosciuto, potrebbe rappresentare il collegamento decisivo tra sentimenti positivi e salute fisica. “Le conoscenze acquisite – così il Dr.Thomas Schlaepfer dalla Clinica di Psichiatria e Psicoterapia dell’Università di Bonn – rendono molto verosimile che il nervo vago sia proprio la struttura di collegamento tra corpo e anima”.

“È lo spirito ad edificare il corpo” scriveva Friedrich Schiller otre due secoli or sono. Ed ecco che – passo dopo passo – la neuroscienza riconosce quello che il poeta, che peraltro era anche medico, sosteneva: vale a dire che l’anima può cambiare il corpo.

In molti ospedali universitari oggi psicologi e medici stanno lavorando per abbinare tecniche meditative ricavate da Buddhismo e Induismo alla medicina moderna. Nel suo libro “La meditazione per gli scettici[4] Ulrich Ott vom Bender dell’Institute of Neuroimaging dell’Università di Gießen illustra il sentiero della meditazione, utile “ad ampliare la coscienza ed a liberarsi dagli stereotipi di pensiero e comportamentali acquisiti”.

Anche al Massachussetts General Hospital di Boston è recentemente stata eseguita una ricerca su 15 pazienti, inizialmente agitati, con sonno disturbato e pieni di preoccupazioni. La diagnosi: disturbi d’ansia generalizzata. Per otto settimane hanno frequentato un corso di meditazione; al termine erano in grado di controllare meglio le loro paure e hanno ricominciato a dormire bene. L’indagine ha rivelato che il loro cervello, meditando, aveva subito una modificazione positiva; zone della corteccia prefrontale (deputata alla coscienza di sé) registravano una irrorazione sanguigna superiore, così come le aree deputate alla regolazione del sentimento. Inoltre si evidenziava una maggiore connessione tra la corteccia prefrontale e l’amigdala, il centro della paura nel cervello, rispetto ai pazienti che non avevano meditato.

“Nell’essere umano vi sono elementi chiave per la guarigione – sostiene Winfried Rief, del Dipartimento di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Università di Marburg – egli, se vuole, può influenzare il suo recupero anche con gravi malattie fisiche”.

“Per guarire con lo spirito si ha bisogno della connessione tra anima e corpo”, dice lo psicologo Manfred Schedlowski, dell’Istituto di Psicologia Medica e Immunobiologia Comportamentale dell’Università di Essen. “Sia che io mediti o che il mio medico susciti un’aspettativa di me, produco dei cambiamenti biochimici che raggiungono i miei organi attraverso il sangue e i nervi”.

Che un atteggiamento positivo verso la vita e la salute siano collegati, viene confermato anche dagli studi epidemiologici. Negli Stati Uniti, i ricercatori hanno studiato fotografie di 196 giocatori di baseball, a partire dal 1952, individuando quelli che sorridevano. Poi hanno ricercato quelli ancora in vita nel 2009. Il risultato: coloro che ridevano avevano avuto un grado di mortalità molto più basso!

Ma non è tutto.

Alla Duke University Medical Center hanno scoperto che anche la fede garantisce maggiore serenità. In uno studio su 3851 anziani in North Carolina, coloro che pregano e meditano, hanno avuto una vita più lunga.

La psicologa Julianne Holt-Lunstad ha analizzato 148 studi di questo tipo con dati provenienti da oltre 300.000 persone. Il risultato è che vive più a lungo chi abbia legami sociali, e con un tasso di sopravvivenza maggiore del 50%! In altre parole, essere soli è nocivo quanto fumare, non fare esercizio fisico ed essere sovrappeso.

Di grande importanza ed efficacia naturalmente anche il rapporto medico-paziente; da molte ricerche condotte negli ultimi anni si è visto come un rapporto di fiducia nei confronti del medico possa aiutare enormemente il paziente ad attivare le forze di guarigione latenti in lui.

Infine, alcuni ricercatori statunitensi hanno recentemente riconosciuto come cuore e spirito siano strettamente legati. Hanno studiato 201 uomini e donne con problemi coronarici, di cui la metà praticava la meditazione trascendentale. Questi ultimi hanno potuto ridurre il proprio stress e rinforzare il cuore, con il risultato che quelli che meditavano hanno subito un minor numero di attacchi di cuore e ictus e hanno vissuto più a lungo.

Insomma – concludono gli scienziati giustamente affascinati da questa straordinaria capacità dell’essere umano – la meditazione agisce sul cervello come una fontana di giovinezza.

Essa incrementa la materia grigia nelle regioni del cervello che sono collegate ad attenzione, concentrazione e memoria. In questo modo, contrasta attivamente stati di tensione e di esaurimento. Inoltre, non rafforza solo il cervello, ma anche i processi vitali del corpo. Insomma, il sistema immunitario funziona meglio, la pressione sanguigna diminuisce, aumenta l’attività degli enzimi.

Vi pare poco?

Poi, magari, meditare potrebbe anche aiutarci a capire meglio il mondo e noi stessi, ma quella è un’altra storia…

TRA ORIENTE E OCCIDENTE, IL CONNUBIO TRA RELIGIONE, ALIMENTAZIONE E SALUTE

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Ogni diritto è riservato a: http://www.agenziacomunica.net/2018/01/26/tra-oriente-e-occidente-il-connubio-tra-religione-alimentazione-e-salute/   (Nadia Loreti, com.unica 26 gennaio 2017)

 

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In questa epoca di necessarie riflessioni, in cui siamo più attenti alle nostre scelte di vita, l’alimentazione ha un posto sempre più preponderante. Negli ultimi tempi si parla sempre più spesso di dieta, nutrizione, benessere fisico e psicologico, tuttavia l’attenzione per il cibo ha radici antiche e molti testi sacri contengono delle indicazioni per mantenere l’organismo sano e purificato. Nell’Islamismo, nel Cristianesimo, nell’Ebraismo, nell’Induismo, fino al movimento Hare Krishna, esistono regole alimentari importanti, confermate da moderni studi condotti sull’argomento. Viviamo certamente in un’era di riflessione, ma in parallelo anche in un’era di consumo smodato, di shopping compulsivo, di una vita in cui il tempo viene percepito accelerato e compresso, con i ritmi delle attività umane che scorrono velocissimi, privando tutto del loro senso più vero e profondo. In questo affresco, ecco che, se da una parte esistono regioni del mondo dove ancora si muore di fame, dalla nostra parte del globo, a parte rarissime eccezioni, mangiamo troppo, soprattutto male. E abbiamo anche la cattiva abitudine di buttare il cibo, perché avanza, si guasta, ne cuciniamo troppo. L’alimentazione eccessiva e scorretta ci porta a soffrire per la maggiore di cattiva digestione, acidità di stomaco, gonfiori, allergie, intolleranze, se non di diabete, problemi vascolari e cardiaci: sicuramente alla base c’è una dieta sbagliata, un’associazione di cibi che non vanno d’accordo tra loro. Ippocrate raccomandava: “che il cibo sia la tua medicina”; infatti esiste una stretta corrispondenza tra alimentazione, salute e bellezza. Anche le rughe precoci e la cellulite derivano da un’alimentazione scorretta. Dalle moderne scienze nutrizionali all’omeopatia, alla medicina alternativa, l’invito è di ristabilire un equilibrio all’interno del nostro corpo, rispettandone le esigenze e ristabilendo un’armonia con il mondo circostante, i cicli stagionali e gli stimoli a cui il corpo è sottoposto giornalmente, che non sempre coincidono con l’idea di buona salute.

Negli ultimissimi tempi, nelle rubriche specializzate, nei programmi televisivi e sui giornali si fa spesso riferimento alla dieta kasher: di derivazione ebraica, rappresenta una delle soluzioni per acquisire un regime dietetico corretto, senza nulla togliere al significato trascendente della mizvà. Tra le combinazioni sbagliate, una di queste è l’accoppiamento della carne con il latte e i suoi derivati: ciò che la kasherùt vieta da sempre è infatti una delle peggiori associazioni possibili, poiché le proteine del latte e della carne non vanno mescolate fra loro dati i tempi digestivi molto lunghi e diversi. Inoltre il latte e i latticini creano una specie di impermeabile intorno alla carne ed essa diventa in questo modo inattaccabile dagli enzimi preposti alla digestione, bloccandone la digeribilità. Questo è solo un esempio, altre prescrizioni riguardano i carboidrati, le verdure e la frutta. Per quest’ultima poi va fatta una distinzione fra frutta dolce, semiacida e acida. Le combinazioni si basano sul fatto che alcuni cibi risultano più digeribili di altri, ogni alimento è digerito da succhi gastrici specifici e soprattutto con tempi e modalità diversi. Unendo fra loro cibi incompatibili blocchiamo la secrezione di certi succhi gastrici e quindi la digestione di certi alimenti.

Negli ultimi tempi è stato rivalutato il Vegetarianesimo, non solo come movimento filosofico ed etico, ma anche come un vero e proprio movimento salutista. È stato infatti accertato, anche dalla scienza ufficiale, che chi non mangia carne, o comunque chi si nutre solo di alimenti vegetali, è meno esposto a malattie dell’apparato cardiovascolare, a tumori, ipertensione, diabete. Da sempre i più grandi saggi e illuminati della storia hanno raccomandato di non mangiare carne a chi seguiva un cammino interiore, a chi praticava la meditazione. Nei Veda, i testi sacri dell’Induismo, ci sono continui inviti a non mangiare carne, perché “si diventa degni della salvezza quando non si uccide un essere vivente”. Lo stesso Buddha esortava a non mangiare carne, perché questo “spegne il seme della compassione”. Si trovano incoraggiamenti verso il Vegetarianesimo nella Bibbia, nel libro della Genesi, nel Corano e nei Vangeli, dai quali però le revisioni storiche ne hanno fatto sparire le tracce. Per tornare alla salute e alla medicina, non dimentichiamo che illustri scienziati, come Pitagora, Plutarco, Leonardo da Vinci, Albert Schweitzer, Albert Einstein, per non parlare di filosofi e pensatori come Jean Jacques Rousseau, Benjamin Franklin, Lev Tolstoj, Mohandas Gandhi, erano vegetariani. Francesco d’Assisi era vegetariano.

Esistono validi motivi ecologici a favore del Vegetarianesimo, tra cui gli enormi sprechi di risorse necessarie per mantenere gli allevamenti intensivi di bestiame da macello, nonché la distruzione di foreste e di terreni fertili, soprattutto nel Terzo Mondo, per creare pascoli. A parte l’aspetto più propriamente ambientalista, il Vegetarianesimo continua ad avere un forte carattere spirituale, morale e religioso. Insomma, ripensare al nostro stile di vita non significa non godersi più feste, matrimoni e quant’altro, ma significa avere un gesto d’amore nei confronti di noi stessi, ma anche nei confronti degli altri esseri viventi. Il profeta Maometto, che era vegetariano, disse: “chi è buono verso le creature di Dio è buono verso sé stesso”.

Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in Alimentazione vegetariana – vegan

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OBIETTIVI E DESTINATARI

L’Università degli Studi Niccolò Cusano attiva, in convenzione con l’Università Popolare A.I.Nu.C, per l’Anno Accademico 2017-2018 il Corso di Perfezionamento in “Alimentazione vegetariana – vegan” afferente alla Facoltà di Scienze della Formazione di durata pari a 300 ore di impegno complessivo con relativa acquisizione di 12 CFU (Crediti Formativi Universitari).
Agli iscritti che avranno superato la prova finale verrà rilasciato l’Attestato del Corso di Perfezionamento in “Alimentazione vegetariana – vegan”.
Il Corso è accreditato ECM (Educazione Continua in Medicina) per le figure sanitarie di Medico, Biologo, Farmacista, Dietista, Psicologo, Infermiere, Fisioterapista, Odontoiatra con n. 36 crediti ECM. Coloro che rientrano nelle professioni accreditate e desiderano acquisire oltre ai CFU anche i crediti ECM dovranno farne richiesta al momento della iscrizione (per informazioni crediti ECM segreteria U.P.A.I.Nu.C. 3469860092 – 3317212974)

Il Corso si rivolge a preferibilmente a Medici, Biologi, Farmacisti, Dietisti, Psicologi, e a tutte quelle figure che direttamente o indirettamente intervengono nell’ambito della Nutrizione.

Da almeno un ventennio, l’alimentazione vegetariana-vegan si sta sempre più proponendo come un modello alimentare alternativo, basato su principi etici, salutistici ed ecologici. Anche la letteratura scientifica è oramai molto ricca di studi clinici, epidemiologici e metanalisi che attestano i benefici di tale alimentazione, soprattutto in relazione alla dilagante diffusione delle patologie croniche a livello mondiale. Il razionale di tali benefici risiede essenzialmente nella minor quantità di grassi saturi e trans, zuccheri semplici, proteine animali e miglior stile di vita scelto dai vegetariani e dai vegan, ma anche, e soprattutto, dal consumo quotidiano di abbondanti quantità di frutta e verdura, le cui proprietà sono incessantemente sostenute/dimostrate dagli emergenti studi di nutrigenomica. Tuttavia, nonostante, nei paesi occidentali, il numero di coloro che scelgono una dieta a contenuto ridotto o priva di alimenti di origine animale sia in costante aumento, parallelamente, non si riscontra un aggiornamento dei professionisti in ambito medico e nutrizionale che consenta di rispondere alle esigenze dei soggetti vegetariani-vegan e di quanti vogliano intraprendere tale percorso alimentare. L’attuale necessità, da parte del professionista, di una formazione continua ed aggiornata che gli consenta di acquisire un elevato grado di specializzazione, nonché di soddisfare le richieste degli utenti – clienti – pazienti, si coniuga con lo scopo del corso. Durante il percorso formativo, verrà trattata la scelta vegetarian-vegan nel suo contesto storico e sociale; sarà poi dedicata una sessione ad alimenti, nutrienti e loro biodisponibilità, nonché possibili carenze, in riferimento alla dieta a prevalente-esclusiva base vegetale, con approfondimenti su qualità, trasformazione e conservazione dei cibi. Successivamente, particolare attenzione verrà dedicata alla nutrizione vegetariana-vegan in condizioni fisiologiche, includendo tematiche attualmente molto discusse, quali l’adeguatezza di tale dieta in gravidanza e svezzamento. La scelta vegetariana-vegan in relazione alle principali patologie croniche costituirà la parte centrale del programma, con specifici riferimenti alla strutturazione di una dieta in casi di sindrome metabolica, malattie oncologiche e neurodegenerative. Il corso verrà completato da una rapida panoramica sull’importanza e l’utilità di una dieta a ridotto contenuto-priva di alimenti di origine animale in alcuni contesti sociali come: la scuola, lo sport, i luoghi di lavoro e gli ospedali.

 

Contatti Università

Via Don Carlo Gnocchi, 3
00166 – Roma
Numero Verde solo per informazioni richiesta di iscrizione: 800.98.73.73
Segreteria didattica corsi di laurea: 06.8932.0000 (dal lunedì al venerdì 9 – 22.00)

Tel 06.4567.8350
Fax 06.4567.8379
Posta Elettronica Certificata: unicusano@pec.it

Blu Room

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Un occasionale speciale a Lugano, una stanza Blu che eleva le frequenze.

 

Attualmente vi sono 14 BLU ROOM attive nel mondo e sono già state fatte più di 25’000 sessioni che ne stanno confermando sempre più gli effetti benefici.

 

Già sperimentata con successo negli Stati Uniti e in Europa, la tecnologia della BLU ROOM™ utilizza la sinergia tra la geometria sacra, una specifica banda della luce blu ultravioletta ed alcuni principi di Tesla.

La BLU ROOM è una stanza ottagonale che isola dal mondo esterno. Avvolge in una piacevole atmosfera di dolce luce blu e induce un profondo stato di rilassamento. Questo facilita la concentrazione, permette l’accesso a nuovi livelli di coscienza corpo/mente/spirito, aumenta il focus creativo e produce notevoli effetti di benessere. Inoltre migliora l’umore e accelera i processi di guarigione.

Un profondo rilassamento promuove la vasodilatazione e facilita la circolazione sanguigna in tutto il corpo, specialmente nel cervello.

E’ altresì indicata a chiunque desideri prendere una pausa dalla routine quotidiana e dai ritmi imposti dalla vita.

Dosi di luce UVB hanno effetti bio-positivi che possono essere usati nella prevenzione, nella fisioterapia sportiva e nella riabilitazione. Durante i mesi più scuri la radiazione a piccole dosi compensa la carenza di luce.

La luce ultravioletta stimola il processo di produzione di Vitamina D3, un ormone steroide che favorisce diverse funzioni dell’organismo: cardiache, cerebrali, del sistema locomotorio, del metabolismo e soprattutto del sistema immunitario.

Le ricerche rivelano che la Vitamina D3 prodotta dal corpo a seguito dell’esposizione ai raggi UV è esponenzialmente più efficace dell’assunzione di integratori. Ad esempio un’esposizione di 3 minuti procura l’equivalente di 10’000 IU di Vitamina D3 assunta per via orale.

Attualmente vi sono 14 BLU ROOM attive nel mondo e sono già state fatte più di 25’000 sessioni che ne stanno confermando sempre più gli effetti benefici.

Pur non essendo un apparecchio medicale, già dalla prima sessione diversi pazienti ne hanno sperimentato effetti quali:

Sfera fisica: sollievo da dolori, processi di guarigione accelerati, netto miglioramento della mobilità, aumento significativo della Vitamina D3, prevenzione da malattie stagionali, miglioramenti da disturbi cronici. Sotto supervisione medica, alcuni pazienti hanno tratto benefici significativi nel trattamento complementare di patologie importanti quali ad esempio Parkinson, Epatite C, sclerosi multipla, infezioni post-operatorie, allergie, artrosi e artrite, osteoporosi, tendinite, tachicardia, ecc. Molti hanno riportato una normalizzazione della pressione sanguigna e nei livelli di colesterolo e insulina.

Sfera emotiva: un profondo stato di rilassamento, miglioramento dell’umore e del benessere generale, una sensazione di leggerezza, pace e tranquillità, maggiore creatività e felicità, una più forte percezione del sé, sollievo da stati depressivi, paure e stress, miglioramento delle relazioni sociali.

Sfera spirituale: cambiamenti di prospettiva, conoscenza spirituale amplificata, profonde guarigioni personali, maggiore consapevolezza, sogni lucidi, inusuali esperienze soggettive, grande potenziamento del focus e della presenza.

Stella del Nord Sagl

Via Sole 7, 6942 Savosa – Svizzera

(uscita autostrada Lugano Nord)

Tel +41 77 424 03 11

Email: info@stelladelnord.ch

La mente ci guarisce più dei farmaci

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Lo scienziato Bruce Lipton milita in ambito medico dagli anni “60 e ha impiegato gran parte delle sue energie per rispondere a una semplice domanda: “Chi controlla il destino delle cellule?”. Tutte le cellule sono identiche, come spiega Bruce Lipton “Se si prendono cellule sane e si collocano in un ambiente sfavorevole, le cellule si ammalano e muoiono”. Quando una cellula è malata i medici iniziano la loro opera di prescrizione.

Quando ingeriamo un farmaco questo scatena una serie di reazioni biochimiche che coinvolgono tutto il corpo e non solo la sezione anatomica da guarire. Quelli che noi chiamiamo “effetti collaterali” sono degli effetti diretti del farmaco, in farmacologia non esistono “effetti collaterali”, ma solo effetti diretti. Quando prendiamo un farmaco diamo per scontato che la sua efficacia circa il nostro scompenso possa creare più benefici rispetto ai danni che quel farmaco sta causando con gli altri effetti diretti.

Secondo le statistiche, negli USA, i farmaci uccidono oltre 300.000 persone all”anno! La conclusione sorge spontanea: c”è qualcosa di sbagliato nella farmacologia moderna. Se a far ammalare le cellule è l”ambiente, eliminando un ambiente nocivo e spostando le nostre cellule in un ambiente sano e salutare, si arriverebbe a una guarigione spontanea.

Gli esseri umani sono composti da circa 50 trilioni di cellule, per spiegare meglio il concetto, lo scienziato Lipton paragona il corpo umano a una comunità dove ogni cellula rappresenta un individuo e ogni organo una collettività. Da qui ritorniamo alla domanda iniziale: da cosa dipende il destino delle nostre cellule?

A cambiare il destino delle cellule è il nostro flusso sanguigno. Il sangue dipende dal sistema nervoso e il suo modo di interagire con l”ambiente esterno. Come spiega Bruce:

“La medicina cerca di guarire le cellule dalla malattia andando a intaccare i meccanismi biochimici innescati dall’ambiente esterno. La medicina agisce sull’uomo quando il problema è l’ambiente.”

Al ricercatore Bruce Lipton è stata posta questa domanda: Allora in un ambiente sano possiamo guarire spontaneamente? Ecco la risposta:

“In teoria sì ma in termini pratici è tutto più complesso perché la nostra mente interpreta l’ambienteesterno a suo modo. Magari noi siamo posti in un ambiente sano ma la nostra mente inizia a leggerlo come un ambiente negativo e dannoso, il nostro sistema nervoso genera così una sostanza chimica che ci renderà ugualmente malati.”

Bruce Lipton, durante le sue ricerche, ha analizzato una grande quantità di dati relativi all’effetto placebo: molti farmaci che assumiamo, con la sperimentazione, si sono dimostrati addirittura meno efficaci del placebo. Gli esperimenti classici consistono nell’individuare un grosso campione di ricerca che lamenta una certa patologia, questo campione viene diviso in due gruppi. Al primo gruppo si somministra un medicinale vero, al secondo gruppo viene dato un placebo, ovvero una “falsa pillola” che non ha più potere di una mentina. Quando l’individuo era predisposto alla guarigione, si sentiva meglio e il corpo reagiva bene anche dopo aver assunto un inerte placebo.

Con questa premessa si arriva a parlare dei principi di guarigione spontanea legati al controllo mentale. Anche in questo caso, per spiegare una marea di saggi complicati, ci rifaremo a un esempio pratico:

Se chiudete gli occhi e pensate a una persona amata, il vostro sistema nervoso inizierà a produrre dopamina, serotonina, ossitocina… Questa miscela biochimica coinvolgerà l’intero organismo e voi potrete sentirne i benefici nel vostro corpo, la biochimica porterà un grosso bagaglio di benessere alle vostre cellule. Ecco perché se ci innamoriamo stiamo così bene in compagnia del nostro amato. Al contrario, se pensiamo a qualcosa che ci turba o ci spaventa o affrontiamo la vita frenetica con una continua ansia di sottofondo, questo ci fa ammalare, il nostro sistema nervoso secerne gli ormoni dello stress e alle nostre cellule non arriverà di certo una miscela chimica benigna!

Le persone non sanno che ogni giorno cresciamo. Sì, ogni giorno centinaia e centinaia di cellule muoiono e sono soppiantate da cellule nuove. Il nostro apparato gastrointestinale effettua un turnover di cellule ogni tre giorni. Se il nostro organismo viene “distratto” da farmaci, da “stress” da “pensieri negativi” o da centinaia di altre cose superflue, nel turnover potrebbe andare storto qualcosa e così potremmo ammalarci. I virus dannosi potrebbero subito attecchire.

A chi è capitato di ammalarsi senza aver preso freddo?

Se vi è successo, probabilmente perché il vostro organismo era distratto da altro e ha concesso l”ingresso di un virus. Discorso analogo anche per il cancro, così come spiega il ricercatore:

“Effettuando delle analisi a campione si è scoperto che le cellule tumorali albergano in tutti noi. Queste cellule ci sono sempre, in tutti, solo che il sistema immunitario è funzionante quindi ne impedisce la crescita.”

La scienza ci dice che il corpo risponde alla fisica quantistica mentre la medicina odierna è basata sulla fisica di Newton. La farmacologia vuole stravolgere la biochimica dell’organismo aggiungendo altra chimica. Secondo la logica dettata dalla fisica dei quanti, più che somministrare altra chimica bisognerebbe innescare un cambiamento dell’energia. Secondo la fisica quantistica è tutto energia, quindi anche i nostri pensieri lo sono.

La mente è energia. Quando si pensa s’innesca un potenza di trasmissione che si traduce in segnali biochimici che si propagano in armonia con il nostro corpo.

Poiché le aziende farmaceutiche non potrebbero vendere i pensieri, non investono neanche un centesimo per dimostrare la stretta correlazione tra “mente-corpo” in termini di “segnale-risposta”. Il segnale dettato dalla mente potrebbe costantemente essere di benessere così come la risposta.

I pensieri generano un campo di energia che viene convertito in un segnale biochimico capace di curarci in modo del tutto naturale.

Bruce Lipton, ex professore universitario -ha abbandonato la cattedra perché sapeva che ciò che insegnava non corrispondeva a realtà-, ha deciso di concentrare tutte le sue energie nella medicina quantistica.

Purtroppo non è così facile riuscire a gestire il flusso dei pensieri. Questo perché gran parte del potere risiede nel subconscio. Noi umani usiamo il subconscio per il 95% dei nostri processi mentali, solo il 5% dei nostri processi mentali è dettato dalla mente cosciente.

La trama del subconscio è stata costruita nei primi 6 anni di vita. Cosa è stato appreso in questi primi delicatissimi anni, diventa il punto cardine della nostra vita da adulti fino a condizionare il nostro comportamento e la nostra salute. Purtroppo non possiamo controllare il subconscio ma possiamo “riprogrammarlo”. Come spiega l”ex docente:

“Molti studi mostrano che le malattie degli adulti che hanno, come il cancro, hanno a che fare con la programmazione e l”ambiente in cui viviamo nei primi sei anni di vita.”

In altre parole, da bambini “assorbiamo” gli atteggiamenti negativi che abbiamo intorno e così programmiamo il subconscio predisponendolo a fattori come preoccupazioni, sensi di colpa, ansie…

“E” dimostrato che se un bambino adottato è cresciuto da una famiglia dove uno dei genitori ha un tumore, nella vita adulta il soggetto adottato ha più probabilità di sviluppare un cancro”.

PELLEMELA: LA PELLE ECOLOGICA CREATA CON GLI SCARTI DELLE MELE

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Pellemela

 

http://www.ilvegano.it –  di Antonella Tomassini – Diritti Riservati

 

Nasce in un laboratorio di Bolzano, Pellemela, la pelle ecologica creata con gli scarti delle mele, dall’idea di Alberto Volcan, un brillante ingegnere altotesino, che ha dedicato tutta la vita nella ricerca e nella sperimentazione, mostrando particolare attenzione alle tematiche ambientali.

Infatti, il Trentino Alto Adige è la regione dove si sviluppa oltre la metà della produzione di mele del territorio nazionale, e dove gli scarti di bucce e torsoli di mele sono ogni anno circa 500.000 tonnellate, i quali per lo più alimentano impianti di biogas .

ALBERTO VOLCAN, CHE HA ALL’ ATTIVO BEN SETTE INVENZIONI BREVETTATE RICONOSCIUTE IN TUTTO IL MONDO, SCOPRÌ NEGLI ANNI PASSATI CHE CON GLI SCARTI DI MELA ESSICCATI E RIDOTTI IN POLVERE, INSERITI NELLE BARRIERE DI CONTENIMENTO POSATE IN MARE PER GLI SVERSAMENTI ACCIDENTALI DI PETROLIO, SI POSSONO DEPURARE LE ACQUE, POICHÉ SONO IN GRADO DI ASSORBIRE AL 100 PER CENTO GLI IDROCARBURI.

Successivamente, nel 2004 l’ingegnere impiegò gli scarti delle mele per realizzare fazzolettini, rotoli di carta igienica e carta da imballaggio, realizzando la cartamela, per poi creare la pellemela, un materiale ecosostenibile e biodegradabile che sostituisce pelle e cuoio.

Ideale per i vegani e tanto amata dagli animalisti, utilizzata sia nella la moda che nell’ arredamento, la pellemela si ottiene con il 76 % di farina di mele, dopo aver fatto essiccare bucce e torsoli, miscelata con acqua e collante naturale e compattata all’interno di un macchinario che stende la pasta, ideato da Anzio Storci, il primo costruttore al mondo di macchine per la pasta.

Con la pellemela, nel 2015 Volcan ha creato Pellemela Shopper, la prima borsa naturale, disegnata dall’artista Carlo Busetti, dello studio tecnico associato trentino Dilegno, e realizzata dall’azienda March di Bolzano.

Proprio come il pinatexche usa le foglie di ananas, la pellemela è una vera e propria risorsa, che ha dato nuova vita alle mele oltre ad essere una valida soluzione per ridurre le emissioni di gas prodotte dagli inceneritori durante lo smaltimento dei rifiuti.

LASCIAMOCI CONTAGIARE ALLORA DALLE INVENZIONI DI ALBERTO VOLCAN, UN VERO VULCANO DI IDEE.

 

Come assorbire l’energia eterica del cibo – Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Il maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov, esoterista bulgaro ed esperto di conoscenze iniziatiche spiega l’importanza della masticazione, della respirazione e del nostro intento mentre mangiamo.

omraam

Il mondo intero pone il problema del cibo al primo posto; tutti cercano come prima cosa di regolare tale questione, lavorano e addirittura si battono per questo. Tuttavia, l’atteggiamento nei confronti del cibo ancora non è che un impulso, una tendenza istintiva che non è entrata nel campo della coscienza illuminata. Solo la Scienza iniziatica ci insegna che il cibo, il quale viene preparato nei laboratori divini con una saggezza inesprimibile, contiene elementi magici capaci di conservare o ristabilire la salute, non solo fisica ma anche psichica. Per questo è necessario sapere in quali condizioni e con quali mezzi tali elementi possano essere captati, e sapere inoltre che il mezzo più efficace per farlo è il pensiero. Sì, perché il pensiero dell’uomo è in grado di estrarre dal cibo particelle sottili, luminose, che entrano nella costruzione del suo intero essere, ed è così che a poco a poco l’uomo si trasforma.

Quando la comprenderete, la nutrizione diverrà per voi fonte di benefìci e di prodigi, perché al di là del semplice fatto di alimentarsi per mantenersi in vita, ad essa si aggiungeranno altri significati, altre conoscenze, altri lavori da eseguire, altri scopi da raggiungere. In apparenza mangerete come tutti e tutti mangeranno come voi, ma in realtà ci sarà un’enorme differenza, enorme quanto quella esistente fra la terra e il Cielo.

Il cibo deve essere masticato il più a lungo possibile, fino a che sparisce dalla bocca senza bisogno di ingoiarlo. È nella bocca che avvengono i processi più sottili, poiché essa assorbe gli elementi eterici, mentre gli elementi più grossolani scendono nello stomaco, (…) ciò dimostra che la bocca ha assorbito gli elementi eterici, i quali nutrono il sistema nervoso. La masticazione però riguarda il corpo fisico.

Per il corpo eterico, bisogna aggiungere la respirazione. Mentre si mangia, ci si deve interrompere ogni tanto e respirare profondamente, per permettere al corpo eterico di ricavare dal cibo le particelle più sottili.

Ma se si sta parlando o discutendo, mentre si ingoia il cibo rapidamente e meccanicamente, il ritmo del respiro è disturbato e le reazioni fisico-chimiche non avvengono normalmente. Per nutrire il corpo eterico, si deve quindi mangiare in silenzio.

(…) Il corpo astrale si nutre di sentimenti ed emozioni, che sono costituiti da una materia ancor più sottile e più elevata delle particelle eteriche. Esso può essere nutrito con sentimenti d’amore verso il cibo, pensando che questo è una ricchezza, una benedizione e che è stato preparato nei laboratori del Signore. Quando il corpo astrale non è stato nutrito, poiché si è mangiato brontolando, criticando gli altri ed arrabbiandosi, ci si comporterà in seguito con durezza, nervosismo e parzialità e, se si hanno dei problemi difficili da risolvere, la bilancia penderà sempre verso il lato negativo ed ingiusto.

Il modo in cui si mangia è il miglior mezzo per ottenere la più perfetta trasformazione di se stessi.

Per nutrire il corpo mentale ci si concentra su quegli esseri che si occupano di ogni vegetale, di ogni pianta, di ogni frutto e sul fatto che, se questi crescono e maturano ad un dato momento, ciò corrisponde a determinate influenze planetarie. In questo modo anche il corpo mentale si nutre ed estrae dal cibo elementi superiori a quelli del piano astrale. Tutto questo procura contentezza, chiarezza ed una penetrazione profonda della vita e del mondo.

Ma l’uomo possiede altri corpi ancora più sottili: il corpo causale, il corpo buddhico, il corpo atmico. Questi corpi vengono nutriti se ci si lascia invadere da un sentimento di riconoscenza verso il Creatore.

Riassumendo ecco le fasi di questa nutrizione:

– respirare (per il corpo eterico)

– mangiare il cibo con amore (per il corpo astrale)

– meditare su di esso (per il corpo mentale)

– ringraziare, per gli altri corpi ancora più sottili

Inoltre… mai mangiare a sazietà. Non vi è nulla di peggio che alzarsi da tavola completamente sazi, perché questo ci appesantisce e ci materializza. Quello che certamente non sapete è che la fame prolunga la vita, la rinforza, la migliora.
Se vi alzate da tavola con un leggero appetito, date un impulso al corpo eterico, il quale, non avendo trovato nel cibo abbastanza elementi eterici, cerca di attirare e di assorbire dall’atmosfera questi elementi che gli mancano. Se volete potete chiamare questi elementi vitamine eteriche, ormoni eterici… Il corpo eterico trova tali elementi e li assorbe, tanto che, qualche minuto dopo, non solo non avete più fame, ma vi sentite più leggeri, più vitali, più disposti a lavorare.

Se il cibo dà vita all’uomo, è perché possiede già in sé una vita che gli è stata infusa dal Creatore, ma occorre esaltarla, svegliarla, riscaldarla con le nostre benedizioni e la nostra riconoscenza.
Si mangia per ricevere la vita che Dio, o se preferite la Natura, ha posto nel nutrimento.