Vampiri energetici

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Oggi proviamo a capire chi ci circonda, a casa, in famiglia, al lavoro, durante il tempo libero. Non sottovalutiamo le cattive influenze e ripuliamo i nostri spazi, compresi quelli mentali.

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Come riconoscere chi ci indebolisce, li chiameremo Vampiri Energetici.

Liberarsi si può

Come si riconoscono.

Amano nascondere le loro battute offensive in un attenggiamento di falsa cordialità e amicizia.

Criticano il comportamento degli altri e sono pronti a sfruttare le ingenuità degli altri per poterne trarre un vantaggio personale.

Il vampiro non rispetta nessuna regola e vede le relazioni interpersonali come qualcosa da poter sfruttare a proprio vantaggio.

Di solito ha un atteggiamento amichevole che nasconde il suo vero intento che è quello di servirsi degli altri per ottenere dei benefici senza dare nulla in cambio.

La sua strategia è quella di dare alle sue vittime l’illusione della sua disponibilità che non si concretizzerà mai.

In altre parole siamo di fronte ad un personaggio che cerca di manipolare gli altri approfittando della loro disponibilità.

Un’altra strategia che viene adottata dal vampiro è quella del ricatto emotivo che sfrutta facendo sorgere in noi dei forti sensi di colpa che lo aiuteranno a manipolarci con maggior facilità.

Un altra tattica è quella del vittimismo emotivo che mettono in atto impersonando il ruolo della vittima.

Quali sono i sintomi.

Se siete caduti nelle mani di un vampiro energetico vi accorgerete immediatamente che la sua presenza vi metterà di cattivo umore, se il legame che si crea tra voi è di dipendenza, però, potrebbe avvenire l’esatto contrario (provocando in voi malumore, quasi un bisogno morboso e malsano)… vi toglierà comunque energia, lasciandovi stanchi e demotivati.

Malgrado il suo atteggiamento amichevole avrete la sensazione che questa persona non vi rispetti e la sua presenza vi darà fastidio e imbarazzo.

Il vampiro potrebbe anche provocarvi dei forti mal di testa, stanchezza eccessiva, sensi di colpa e insicurezza; proverà sicuramente a farvi isolare da amici e familiari così che avrete solo lui come unico referente ed allora sarà difficile sfuggirgli o separarsi da lui.

Come difenderci.

Stabilite subito quali sono i limiti e non permettete mai al vampiro di varcarli.

Ogni volta che il vampiro cerca di oltrepassare il limite voi ristabilite le distanze.

Curate la vostra autostima perchè il vampiro cercherà in tutti i modi di non rispettarvi.

Ogni tanto lodateli con dei complimenti di cui sono molto golosi.

Se li saziate con i complimenti non sentiranno il bisogno di nutrirsi della vostra energia… ma non esagerate per evitare che scoprano la vostra arma, potrebbero approfittare anche di quelo cambiando così le carte in tavola.

Sarebbe anche opportuno rifiutare la loro disponibilità e il loro aiuto per evitare che possano utilizzarlo per farvi sentire in debito.

Ricordate sempre che per un vampiro la menzogna è una cosa normale e pertanto non ascoltate mai le loro promesse ma guardate ai fatti concreti.

Non cercate mai di aiutarli, di comprenderli o, peggio, di diventare il loro confessore altrimenti vi succhieranno fino all’ultima goccia di energia.

Oltre a questi accorgimenti bisogna anche ristabilire l’equilibrio a livello energetico agendo sulla nostra interiorità.

Per questo motivo è importante, quando ci si trova di fronte ad un vampiro, cercare di visualizzare un guscio ovoidale che avvolge il nostro corpo e che ci proteggerà.

Se dopo il contatto con il vampiro emozionale ci sentiremo scarichi di energia e stanchi allora è opportuno provvedere a ricaricarci velocemente (fare meditazione è un ottimo mezzo per ristabilire la vostra carica interiore).

L’ANIMA PUO’ MODIFICARE LA STRUTTURA BIOLOGICA DEL CORPO E GUARIRLO

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Ecco come l’anima può modificare la struttura biologica del corpo e la può aiutare a superare la malattia. La grande scoperta

Di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione) per  altrainformazione.it :

Lo spirito che guarisce titola la copertina di questa settimana di Der Spiegel, il più diffuso e autorevole settimanale tedesco.

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Ebbene sì – dopo anni che chi segue vie interiori cerca di trasmettere la propria esperienza, nella maggior parte dei casi invano – oggi i neuroscienziati hanno fatto la grande scoperta: lo spirito può guarire il nostro corpo[1]. Raccontano stupefatti – e ancora increduli – come l’anima possa modificare la struttura biologica del corpo e la possa aiutare a superare la malattia. Vale a dire di come qualcosa di non misurabile, pesabile, visibile, possa in qualche modo modificare il visibile, pesabile, misurabile.

Meditare, fare Yoga e pensare positivamente – strilla Der Spiegel – conquistano ora la medicina ufficiale.

Quello che decine di tradizioni sapienziali, di centinaia di ricercatori indipendenti e di migliaia di persone che lo praticano quotidianamente hanno sempre saputo, oggi – udite, udite – è verità scientifica!

Beh, allora deve essere proprio vero…

Di documentazione la rivista tedesca ne fornisce in gran quantità, compresi alcuni filmati che si possono vedere sul sito web[2].

Qui di seguito i risultati di alcune interessanti ricerche su questo argomento.

Iniziamo da due autorevoli psicologi, Vladimir Bostanov e Philipp Keune, i quali avrebbero scoperto l’azione guaritrice dello spirito sul corpo umano mediante esame neurologico – misurazione dell’attività elettrica delle cellule cerebrali – del cervello dei soggetti sotto indagine prima e dopo un corso di meditazione.

I risultati di questo studio hanno evidenziato come il cervello, dopo il corso di meditazione di otto settimane, abbia significativamente incrementato la propria reattività. Il cervello dei soggetti che lavoravano meditativamente aveva imparato a non rimuginare continuamente, indirizzando le risorse di attenzione liberate concentrandosi sul test.

“Meditare aiuta i pazienti a controllare la propria attenzione – ha dichiarato il Dr.Keune – e li rende meno inclini a perdersi in pensieri negativi”.

Allo stesso modo di Keune anche la psicologa Bethany Kok, sta indagando il potere di guarigione della mente. La scienziata americana studia in particolare il nervo vago.

Insieme ai colleghi della University of North Carolina la Kok ha portato avanti un interessante esperimento: per nove settimane 65 donne e uomini ogni sera dovevano annotare in un questionario i sentimenti e le esperienze sia positivi che negativi della giornata. La metà del gruppo partecipava poi a un corso di meditazione dove si imparava ad esprimere emozioni come amore, gentilezza e compassione.

Bethany Kok ha presentato il risultato della ricerca sulla rivista Psychological Science[3]: ebbene, il tono del nervo vago di coloro che meditavano è aumentato in modo significativo.

Chi alimenta buoni sentimenti migliora il tono del proprio nervo vago – conclude la Kok, che oggi lavora al Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia – e questo a sua volta è collegato con una buona salute e probabilmente con un allungamento della vita”.

Il nervo, da sempre poco conosciuto, potrebbe rappresentare il collegamento decisivo tra sentimenti positivi e salute fisica. “Le conoscenze acquisite – così il Dr.Thomas Schlaepfer dalla Clinica di Psichiatria e Psicoterapia dell’Università di Bonn – rendono molto verosimile che il nervo vago sia proprio la struttura di collegamento tra corpo e anima”.

“È lo spirito ad edificare il corpo” scriveva Friedrich Schiller otre due secoli or sono. Ed ecco che – passo dopo passo – la neuroscienza riconosce quello che il poeta, che peraltro era anche medico, sosteneva: vale a dire che l’anima può cambiare il corpo.

In molti ospedali universitari oggi psicologi e medici stanno lavorando per abbinare tecniche meditative ricavate da Buddhismo e Induismo alla medicina moderna. Nel suo libro “La meditazione per gli scettici[4] Ulrich Ott vom Bender dell’Institute of Neuroimaging dell’Università di Gießen illustra il sentiero della meditazione, utile “ad ampliare la coscienza ed a liberarsi dagli stereotipi di pensiero e comportamentali acquisiti”.

Anche al Massachussetts General Hospital di Boston è recentemente stata eseguita una ricerca su 15 pazienti, inizialmente agitati, con sonno disturbato e pieni di preoccupazioni. La diagnosi: disturbi d’ansia generalizzata. Per otto settimane hanno frequentato un corso di meditazione; al termine erano in grado di controllare meglio le loro paure e hanno ricominciato a dormire bene. L’indagine ha rivelato che il loro cervello, meditando, aveva subito una modificazione positiva; zone della corteccia prefrontale (deputata alla coscienza di sé) registravano una irrorazione sanguigna superiore, così come le aree deputate alla regolazione del sentimento. Inoltre si evidenziava una maggiore connessione tra la corteccia prefrontale e l’amigdala, il centro della paura nel cervello, rispetto ai pazienti che non avevano meditato.

“Nell’essere umano vi sono elementi chiave per la guarigione – sostiene Winfried Rief, del Dipartimento di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Università di Marburg – egli, se vuole, può influenzare il suo recupero anche con gravi malattie fisiche”.

“Per guarire con lo spirito si ha bisogno della connessione tra anima e corpo”, dice lo psicologo Manfred Schedlowski, dell’Istituto di Psicologia Medica e Immunobiologia Comportamentale dell’Università di Essen. “Sia che io mediti o che il mio medico susciti un’aspettativa di me, produco dei cambiamenti biochimici che raggiungono i miei organi attraverso il sangue e i nervi”.

Che un atteggiamento positivo verso la vita e la salute siano collegati, viene confermato anche dagli studi epidemiologici. Negli Stati Uniti, i ricercatori hanno studiato fotografie di 196 giocatori di baseball, a partire dal 1952, individuando quelli che sorridevano. Poi hanno ricercato quelli ancora in vita nel 2009. Il risultato: coloro che ridevano avevano avuto un grado di mortalità molto più basso!

Ma non è tutto.

Alla Duke University Medical Center hanno scoperto che anche la fede garantisce maggiore serenità. In uno studio su 3851 anziani in North Carolina, coloro che pregano e meditano, hanno avuto una vita più lunga.

La psicologa Julianne Holt-Lunstad ha analizzato 148 studi di questo tipo con dati provenienti da oltre 300.000 persone. Il risultato è che vive più a lungo chi abbia legami sociali, e con un tasso di sopravvivenza maggiore del 50%! In altre parole, essere soli è nocivo quanto fumare, non fare esercizio fisico ed essere sovrappeso.

Di grande importanza ed efficacia naturalmente anche il rapporto medico-paziente; da molte ricerche condotte negli ultimi anni si è visto come un rapporto di fiducia nei confronti del medico possa aiutare enormemente il paziente ad attivare le forze di guarigione latenti in lui.

Infine, alcuni ricercatori statunitensi hanno recentemente riconosciuto come cuore e spirito siano strettamente legati. Hanno studiato 201 uomini e donne con problemi coronarici, di cui la metà praticava la meditazione trascendentale. Questi ultimi hanno potuto ridurre il proprio stress e rinforzare il cuore, con il risultato che quelli che meditavano hanno subito un minor numero di attacchi di cuore e ictus e hanno vissuto più a lungo.

Insomma – concludono gli scienziati giustamente affascinati da questa straordinaria capacità dell’essere umano – la meditazione agisce sul cervello come una fontana di giovinezza.

Essa incrementa la materia grigia nelle regioni del cervello che sono collegate ad attenzione, concentrazione e memoria. In questo modo, contrasta attivamente stati di tensione e di esaurimento. Inoltre, non rafforza solo il cervello, ma anche i processi vitali del corpo. Insomma, il sistema immunitario funziona meglio, la pressione sanguigna diminuisce, aumenta l’attività degli enzimi.

Vi pare poco?

Poi, magari, meditare potrebbe anche aiutarci a capire meglio il mondo e noi stessi, ma quella è un’altra storia…

TRA ORIENTE E OCCIDENTE, IL CONNUBIO TRA RELIGIONE, ALIMENTAZIONE E SALUTE

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Ogni diritto è riservato a: http://www.agenziacomunica.net/2018/01/26/tra-oriente-e-occidente-il-connubio-tra-religione-alimentazione-e-salute/   (Nadia Loreti, com.unica 26 gennaio 2017)

 

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In questa epoca di necessarie riflessioni, in cui siamo più attenti alle nostre scelte di vita, l’alimentazione ha un posto sempre più preponderante. Negli ultimi tempi si parla sempre più spesso di dieta, nutrizione, benessere fisico e psicologico, tuttavia l’attenzione per il cibo ha radici antiche e molti testi sacri contengono delle indicazioni per mantenere l’organismo sano e purificato. Nell’Islamismo, nel Cristianesimo, nell’Ebraismo, nell’Induismo, fino al movimento Hare Krishna, esistono regole alimentari importanti, confermate da moderni studi condotti sull’argomento. Viviamo certamente in un’era di riflessione, ma in parallelo anche in un’era di consumo smodato, di shopping compulsivo, di una vita in cui il tempo viene percepito accelerato e compresso, con i ritmi delle attività umane che scorrono velocissimi, privando tutto del loro senso più vero e profondo. In questo affresco, ecco che, se da una parte esistono regioni del mondo dove ancora si muore di fame, dalla nostra parte del globo, a parte rarissime eccezioni, mangiamo troppo, soprattutto male. E abbiamo anche la cattiva abitudine di buttare il cibo, perché avanza, si guasta, ne cuciniamo troppo. L’alimentazione eccessiva e scorretta ci porta a soffrire per la maggiore di cattiva digestione, acidità di stomaco, gonfiori, allergie, intolleranze, se non di diabete, problemi vascolari e cardiaci: sicuramente alla base c’è una dieta sbagliata, un’associazione di cibi che non vanno d’accordo tra loro. Ippocrate raccomandava: “che il cibo sia la tua medicina”; infatti esiste una stretta corrispondenza tra alimentazione, salute e bellezza. Anche le rughe precoci e la cellulite derivano da un’alimentazione scorretta. Dalle moderne scienze nutrizionali all’omeopatia, alla medicina alternativa, l’invito è di ristabilire un equilibrio all’interno del nostro corpo, rispettandone le esigenze e ristabilendo un’armonia con il mondo circostante, i cicli stagionali e gli stimoli a cui il corpo è sottoposto giornalmente, che non sempre coincidono con l’idea di buona salute.

Negli ultimissimi tempi, nelle rubriche specializzate, nei programmi televisivi e sui giornali si fa spesso riferimento alla dieta kasher: di derivazione ebraica, rappresenta una delle soluzioni per acquisire un regime dietetico corretto, senza nulla togliere al significato trascendente della mizvà. Tra le combinazioni sbagliate, una di queste è l’accoppiamento della carne con il latte e i suoi derivati: ciò che la kasherùt vieta da sempre è infatti una delle peggiori associazioni possibili, poiché le proteine del latte e della carne non vanno mescolate fra loro dati i tempi digestivi molto lunghi e diversi. Inoltre il latte e i latticini creano una specie di impermeabile intorno alla carne ed essa diventa in questo modo inattaccabile dagli enzimi preposti alla digestione, bloccandone la digeribilità. Questo è solo un esempio, altre prescrizioni riguardano i carboidrati, le verdure e la frutta. Per quest’ultima poi va fatta una distinzione fra frutta dolce, semiacida e acida. Le combinazioni si basano sul fatto che alcuni cibi risultano più digeribili di altri, ogni alimento è digerito da succhi gastrici specifici e soprattutto con tempi e modalità diversi. Unendo fra loro cibi incompatibili blocchiamo la secrezione di certi succhi gastrici e quindi la digestione di certi alimenti.

Negli ultimi tempi è stato rivalutato il Vegetarianesimo, non solo come movimento filosofico ed etico, ma anche come un vero e proprio movimento salutista. È stato infatti accertato, anche dalla scienza ufficiale, che chi non mangia carne, o comunque chi si nutre solo di alimenti vegetali, è meno esposto a malattie dell’apparato cardiovascolare, a tumori, ipertensione, diabete. Da sempre i più grandi saggi e illuminati della storia hanno raccomandato di non mangiare carne a chi seguiva un cammino interiore, a chi praticava la meditazione. Nei Veda, i testi sacri dell’Induismo, ci sono continui inviti a non mangiare carne, perché “si diventa degni della salvezza quando non si uccide un essere vivente”. Lo stesso Buddha esortava a non mangiare carne, perché questo “spegne il seme della compassione”. Si trovano incoraggiamenti verso il Vegetarianesimo nella Bibbia, nel libro della Genesi, nel Corano e nei Vangeli, dai quali però le revisioni storiche ne hanno fatto sparire le tracce. Per tornare alla salute e alla medicina, non dimentichiamo che illustri scienziati, come Pitagora, Plutarco, Leonardo da Vinci, Albert Schweitzer, Albert Einstein, per non parlare di filosofi e pensatori come Jean Jacques Rousseau, Benjamin Franklin, Lev Tolstoj, Mohandas Gandhi, erano vegetariani. Francesco d’Assisi era vegetariano.

Esistono validi motivi ecologici a favore del Vegetarianesimo, tra cui gli enormi sprechi di risorse necessarie per mantenere gli allevamenti intensivi di bestiame da macello, nonché la distruzione di foreste e di terreni fertili, soprattutto nel Terzo Mondo, per creare pascoli. A parte l’aspetto più propriamente ambientalista, il Vegetarianesimo continua ad avere un forte carattere spirituale, morale e religioso. Insomma, ripensare al nostro stile di vita non significa non godersi più feste, matrimoni e quant’altro, ma significa avere un gesto d’amore nei confronti di noi stessi, ma anche nei confronti degli altri esseri viventi. Il profeta Maometto, che era vegetariano, disse: “chi è buono verso le creature di Dio è buono verso sé stesso”.

Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in Alimentazione vegetariana – vegan

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http://www.unicusano.it

 

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OBIETTIVI E DESTINATARI

L’Università degli Studi Niccolò Cusano attiva, in convenzione con l’Università Popolare A.I.Nu.C, per l’Anno Accademico 2017-2018 il Corso di Perfezionamento in “Alimentazione vegetariana – vegan” afferente alla Facoltà di Scienze della Formazione di durata pari a 300 ore di impegno complessivo con relativa acquisizione di 12 CFU (Crediti Formativi Universitari).
Agli iscritti che avranno superato la prova finale verrà rilasciato l’Attestato del Corso di Perfezionamento in “Alimentazione vegetariana – vegan”.
Il Corso è accreditato ECM (Educazione Continua in Medicina) per le figure sanitarie di Medico, Biologo, Farmacista, Dietista, Psicologo, Infermiere, Fisioterapista, Odontoiatra con n. 36 crediti ECM. Coloro che rientrano nelle professioni accreditate e desiderano acquisire oltre ai CFU anche i crediti ECM dovranno farne richiesta al momento della iscrizione (per informazioni crediti ECM segreteria U.P.A.I.Nu.C. 3469860092 – 3317212974)

Il Corso si rivolge a preferibilmente a Medici, Biologi, Farmacisti, Dietisti, Psicologi, e a tutte quelle figure che direttamente o indirettamente intervengono nell’ambito della Nutrizione.

Da almeno un ventennio, l’alimentazione vegetariana-vegan si sta sempre più proponendo come un modello alimentare alternativo, basato su principi etici, salutistici ed ecologici. Anche la letteratura scientifica è oramai molto ricca di studi clinici, epidemiologici e metanalisi che attestano i benefici di tale alimentazione, soprattutto in relazione alla dilagante diffusione delle patologie croniche a livello mondiale. Il razionale di tali benefici risiede essenzialmente nella minor quantità di grassi saturi e trans, zuccheri semplici, proteine animali e miglior stile di vita scelto dai vegetariani e dai vegan, ma anche, e soprattutto, dal consumo quotidiano di abbondanti quantità di frutta e verdura, le cui proprietà sono incessantemente sostenute/dimostrate dagli emergenti studi di nutrigenomica. Tuttavia, nonostante, nei paesi occidentali, il numero di coloro che scelgono una dieta a contenuto ridotto o priva di alimenti di origine animale sia in costante aumento, parallelamente, non si riscontra un aggiornamento dei professionisti in ambito medico e nutrizionale che consenta di rispondere alle esigenze dei soggetti vegetariani-vegan e di quanti vogliano intraprendere tale percorso alimentare. L’attuale necessità, da parte del professionista, di una formazione continua ed aggiornata che gli consenta di acquisire un elevato grado di specializzazione, nonché di soddisfare le richieste degli utenti – clienti – pazienti, si coniuga con lo scopo del corso. Durante il percorso formativo, verrà trattata la scelta vegetarian-vegan nel suo contesto storico e sociale; sarà poi dedicata una sessione ad alimenti, nutrienti e loro biodisponibilità, nonché possibili carenze, in riferimento alla dieta a prevalente-esclusiva base vegetale, con approfondimenti su qualità, trasformazione e conservazione dei cibi. Successivamente, particolare attenzione verrà dedicata alla nutrizione vegetariana-vegan in condizioni fisiologiche, includendo tematiche attualmente molto discusse, quali l’adeguatezza di tale dieta in gravidanza e svezzamento. La scelta vegetariana-vegan in relazione alle principali patologie croniche costituirà la parte centrale del programma, con specifici riferimenti alla strutturazione di una dieta in casi di sindrome metabolica, malattie oncologiche e neurodegenerative. Il corso verrà completato da una rapida panoramica sull’importanza e l’utilità di una dieta a ridotto contenuto-priva di alimenti di origine animale in alcuni contesti sociali come: la scuola, lo sport, i luoghi di lavoro e gli ospedali.

 

Contatti Università

Via Don Carlo Gnocchi, 3
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Segreteria didattica corsi di laurea: 06.8932.0000 (dal lunedì al venerdì 9 – 22.00)

Tel 06.4567.8350
Fax 06.4567.8379
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Felsineo passa ai salumi vegani: il popolo vegan si divide

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Sono personalmente contraria al boicottamento delle aziende che introducono produzioni cruelty free, mantenendo produzioni con materie prime di provenienza animale. Questo tipo di ostruzionismo danneggia la causa animalista, l’imprenditore è improntato sul business e solo se il mercato risponderà positivamente all’offerta veg, questo continuerà a fare ricerca ed a produrre veg. Gli imprenditori offrono al mercato ciò che il mercato chiede. Quindi il fine giustifica i mezzi, compriamo senza sofferenza e di sofferenza ne verrà prodotta meno.

Patrizia Vaier

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Felsineo, nota azienda produttrice di salumi, passa al mercato “veg”: i consumatori vegani si spaccano tra chi è pro e chi contro

Salumi vegan

Felsineo, leader in Italia per la produzione di mortadella, segue la rotta delle già numerose aziende che hanno “ceduto” al veg: grazie alla partnership con Mopur Vegetalfood – che dal 2006 produce alimenti vegetali biologici e vegan – è nata infatti FelsineoVeg, azienda specializzata nella produzione di affettati vegani. La linea di prodotti, commercializzata con il marchio “Veghiamo”, comprende attualmente 6 varietà di affettati 100% vegetali a base di mopur, biologici e ogm-free, già acquistabili nei supermercati della catena Pam ma, a quanto pare, presto disponibili in tutta la grande distribuzione.

Si tratta di alimenti che vengono alla luce a Zola Predosa (BO) in uno stabilimento ad alta tecnologia inaugurato lo scorso 22 novembre, a pochi metri da quello storico in cui Felsineo produce ed esporta i propri salumi dal 1963. Niente coloranti e conservanti, garantisce l’azienda, per dei prodotti che hanno ottenuto la certificazione Bio e Vegan del consorzio Icea e che sono pensati non solo per vegetariani e vegani, ma per tutti coloro che cercano alternative alla carne: “Il nostro target di consumatori sono i flexitariani (vegetariani che talvolta si concedono carne e pesce, ndr) ed è il motivo per cui non ci siamo nascosti dietro a un nuovo nome ma abbiamo usato il nostro marchio, sinonimo da 50 anni di alimenti di grande qualità”, ha affermato Andrea Raimondi, presidente Felsineo e FMV, nata dalla joint venture con Mopur Vegetalfood.

Al momento la nuova fabbrica conta solo dieci operai, ma vista l’entità degli investimenti messi in tavola dalle aziende (oltre 5 milioni di euro) e la prospettiva di una produzione di oltre un milione di kg di affettati all’anno, c’è da pensare che le nuove assunzioni non si faranno attendere. “È un dato di fatto indiscutibile che stia crescendo il numero di consumatori che scelgono il vegetariano e il vegano. Non sono mode effimere, ma nuove abitudini alimentari che ben si posizionano sotto l’ombrello della salute e del benessere alimentare” continua Raimondi.

Ma cosa ne pensano i vegani?

Insomma, mentre sempre più aziende strizzano l’occhio a una fetta di mercato in continua espansione, viene da chiedersi quale sia la reazione dei consumatori vegani a questo tipo di cambiamento. Al netto delle singole considerazioni personali, facendo un rapido giro sui social paiono emergere due scuole di pensiero differenti: da un lato c’è chi vede di buon grado la decisione di Felsineo, convinto che si tratti di un esempio positivo per altre aziende produttrici di alimenti di origine animale, che potrebbero presto seguirne le orme e orientarsi verso il “veg”. D’altra parte c’è anche chi, però, rifiuta di acquistare prodotti realizzati da un’azienda specializzata nella lavorazione della carne, vedendo in questo tipo di iniziative solo un modo per penalizzare le piccole aziende che producono solo alimenti 100% vegetali, creando anche un problema serio di coerenza: in che modo un’azienda che produce mortadella può creare, eticamente, una vera alternativa?

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Blu Room

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Un occasionale speciale a Lugano, una stanza Blu che eleva le frequenze.

 

Attualmente vi sono 14 BLU ROOM attive nel mondo e sono già state fatte più di 25’000 sessioni che ne stanno confermando sempre più gli effetti benefici.

 

Già sperimentata con successo negli Stati Uniti e in Europa, la tecnologia della BLU ROOM™ utilizza la sinergia tra la geometria sacra, una specifica banda della luce blu ultravioletta ed alcuni principi di Tesla.

La BLU ROOM è una stanza ottagonale che isola dal mondo esterno. Avvolge in una piacevole atmosfera di dolce luce blu e induce un profondo stato di rilassamento. Questo facilita la concentrazione, permette l’accesso a nuovi livelli di coscienza corpo/mente/spirito, aumenta il focus creativo e produce notevoli effetti di benessere. Inoltre migliora l’umore e accelera i processi di guarigione.

Un profondo rilassamento promuove la vasodilatazione e facilita la circolazione sanguigna in tutto il corpo, specialmente nel cervello.

E’ altresì indicata a chiunque desideri prendere una pausa dalla routine quotidiana e dai ritmi imposti dalla vita.

Dosi di luce UVB hanno effetti bio-positivi che possono essere usati nella prevenzione, nella fisioterapia sportiva e nella riabilitazione. Durante i mesi più scuri la radiazione a piccole dosi compensa la carenza di luce.

La luce ultravioletta stimola il processo di produzione di Vitamina D3, un ormone steroide che favorisce diverse funzioni dell’organismo: cardiache, cerebrali, del sistema locomotorio, del metabolismo e soprattutto del sistema immunitario.

Le ricerche rivelano che la Vitamina D3 prodotta dal corpo a seguito dell’esposizione ai raggi UV è esponenzialmente più efficace dell’assunzione di integratori. Ad esempio un’esposizione di 3 minuti procura l’equivalente di 10’000 IU di Vitamina D3 assunta per via orale.

Attualmente vi sono 14 BLU ROOM attive nel mondo e sono già state fatte più di 25’000 sessioni che ne stanno confermando sempre più gli effetti benefici.

Pur non essendo un apparecchio medicale, già dalla prima sessione diversi pazienti ne hanno sperimentato effetti quali:

Sfera fisica: sollievo da dolori, processi di guarigione accelerati, netto miglioramento della mobilità, aumento significativo della Vitamina D3, prevenzione da malattie stagionali, miglioramenti da disturbi cronici. Sotto supervisione medica, alcuni pazienti hanno tratto benefici significativi nel trattamento complementare di patologie importanti quali ad esempio Parkinson, Epatite C, sclerosi multipla, infezioni post-operatorie, allergie, artrosi e artrite, osteoporosi, tendinite, tachicardia, ecc. Molti hanno riportato una normalizzazione della pressione sanguigna e nei livelli di colesterolo e insulina.

Sfera emotiva: un profondo stato di rilassamento, miglioramento dell’umore e del benessere generale, una sensazione di leggerezza, pace e tranquillità, maggiore creatività e felicità, una più forte percezione del sé, sollievo da stati depressivi, paure e stress, miglioramento delle relazioni sociali.

Sfera spirituale: cambiamenti di prospettiva, conoscenza spirituale amplificata, profonde guarigioni personali, maggiore consapevolezza, sogni lucidi, inusuali esperienze soggettive, grande potenziamento del focus e della presenza.

Stella del Nord Sagl

Via Sole 7, 6942 Savosa – Svizzera

(uscita autostrada Lugano Nord)

Tel +41 77 424 03 11

Email: info@stelladelnord.ch

La mente ci guarisce più dei farmaci

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Lo scienziato Bruce Lipton milita in ambito medico dagli anni “60 e ha impiegato gran parte delle sue energie per rispondere a una semplice domanda: “Chi controlla il destino delle cellule?”. Tutte le cellule sono identiche, come spiega Bruce Lipton “Se si prendono cellule sane e si collocano in un ambiente sfavorevole, le cellule si ammalano e muoiono”. Quando una cellula è malata i medici iniziano la loro opera di prescrizione.

Quando ingeriamo un farmaco questo scatena una serie di reazioni biochimiche che coinvolgono tutto il corpo e non solo la sezione anatomica da guarire. Quelli che noi chiamiamo “effetti collaterali” sono degli effetti diretti del farmaco, in farmacologia non esistono “effetti collaterali”, ma solo effetti diretti. Quando prendiamo un farmaco diamo per scontato che la sua efficacia circa il nostro scompenso possa creare più benefici rispetto ai danni che quel farmaco sta causando con gli altri effetti diretti.

Secondo le statistiche, negli USA, i farmaci uccidono oltre 300.000 persone all”anno! La conclusione sorge spontanea: c”è qualcosa di sbagliato nella farmacologia moderna. Se a far ammalare le cellule è l”ambiente, eliminando un ambiente nocivo e spostando le nostre cellule in un ambiente sano e salutare, si arriverebbe a una guarigione spontanea.

Gli esseri umani sono composti da circa 50 trilioni di cellule, per spiegare meglio il concetto, lo scienziato Lipton paragona il corpo umano a una comunità dove ogni cellula rappresenta un individuo e ogni organo una collettività. Da qui ritorniamo alla domanda iniziale: da cosa dipende il destino delle nostre cellule?

A cambiare il destino delle cellule è il nostro flusso sanguigno. Il sangue dipende dal sistema nervoso e il suo modo di interagire con l”ambiente esterno. Come spiega Bruce:

“La medicina cerca di guarire le cellule dalla malattia andando a intaccare i meccanismi biochimici innescati dall’ambiente esterno. La medicina agisce sull’uomo quando il problema è l’ambiente.”

Al ricercatore Bruce Lipton è stata posta questa domanda: Allora in un ambiente sano possiamo guarire spontaneamente? Ecco la risposta:

“In teoria sì ma in termini pratici è tutto più complesso perché la nostra mente interpreta l’ambienteesterno a suo modo. Magari noi siamo posti in un ambiente sano ma la nostra mente inizia a leggerlo come un ambiente negativo e dannoso, il nostro sistema nervoso genera così una sostanza chimica che ci renderà ugualmente malati.”

Bruce Lipton, durante le sue ricerche, ha analizzato una grande quantità di dati relativi all’effetto placebo: molti farmaci che assumiamo, con la sperimentazione, si sono dimostrati addirittura meno efficaci del placebo. Gli esperimenti classici consistono nell’individuare un grosso campione di ricerca che lamenta una certa patologia, questo campione viene diviso in due gruppi. Al primo gruppo si somministra un medicinale vero, al secondo gruppo viene dato un placebo, ovvero una “falsa pillola” che non ha più potere di una mentina. Quando l’individuo era predisposto alla guarigione, si sentiva meglio e il corpo reagiva bene anche dopo aver assunto un inerte placebo.

Con questa premessa si arriva a parlare dei principi di guarigione spontanea legati al controllo mentale. Anche in questo caso, per spiegare una marea di saggi complicati, ci rifaremo a un esempio pratico:

Se chiudete gli occhi e pensate a una persona amata, il vostro sistema nervoso inizierà a produrre dopamina, serotonina, ossitocina… Questa miscela biochimica coinvolgerà l’intero organismo e voi potrete sentirne i benefici nel vostro corpo, la biochimica porterà un grosso bagaglio di benessere alle vostre cellule. Ecco perché se ci innamoriamo stiamo così bene in compagnia del nostro amato. Al contrario, se pensiamo a qualcosa che ci turba o ci spaventa o affrontiamo la vita frenetica con una continua ansia di sottofondo, questo ci fa ammalare, il nostro sistema nervoso secerne gli ormoni dello stress e alle nostre cellule non arriverà di certo una miscela chimica benigna!

Le persone non sanno che ogni giorno cresciamo. Sì, ogni giorno centinaia e centinaia di cellule muoiono e sono soppiantate da cellule nuove. Il nostro apparato gastrointestinale effettua un turnover di cellule ogni tre giorni. Se il nostro organismo viene “distratto” da farmaci, da “stress” da “pensieri negativi” o da centinaia di altre cose superflue, nel turnover potrebbe andare storto qualcosa e così potremmo ammalarci. I virus dannosi potrebbero subito attecchire.

A chi è capitato di ammalarsi senza aver preso freddo?

Se vi è successo, probabilmente perché il vostro organismo era distratto da altro e ha concesso l”ingresso di un virus. Discorso analogo anche per il cancro, così come spiega il ricercatore:

“Effettuando delle analisi a campione si è scoperto che le cellule tumorali albergano in tutti noi. Queste cellule ci sono sempre, in tutti, solo che il sistema immunitario è funzionante quindi ne impedisce la crescita.”

La scienza ci dice che il corpo risponde alla fisica quantistica mentre la medicina odierna è basata sulla fisica di Newton. La farmacologia vuole stravolgere la biochimica dell’organismo aggiungendo altra chimica. Secondo la logica dettata dalla fisica dei quanti, più che somministrare altra chimica bisognerebbe innescare un cambiamento dell’energia. Secondo la fisica quantistica è tutto energia, quindi anche i nostri pensieri lo sono.

La mente è energia. Quando si pensa s’innesca un potenza di trasmissione che si traduce in segnali biochimici che si propagano in armonia con il nostro corpo.

Poiché le aziende farmaceutiche non potrebbero vendere i pensieri, non investono neanche un centesimo per dimostrare la stretta correlazione tra “mente-corpo” in termini di “segnale-risposta”. Il segnale dettato dalla mente potrebbe costantemente essere di benessere così come la risposta.

I pensieri generano un campo di energia che viene convertito in un segnale biochimico capace di curarci in modo del tutto naturale.

Bruce Lipton, ex professore universitario -ha abbandonato la cattedra perché sapeva che ciò che insegnava non corrispondeva a realtà-, ha deciso di concentrare tutte le sue energie nella medicina quantistica.

Purtroppo non è così facile riuscire a gestire il flusso dei pensieri. Questo perché gran parte del potere risiede nel subconscio. Noi umani usiamo il subconscio per il 95% dei nostri processi mentali, solo il 5% dei nostri processi mentali è dettato dalla mente cosciente.

La trama del subconscio è stata costruita nei primi 6 anni di vita. Cosa è stato appreso in questi primi delicatissimi anni, diventa il punto cardine della nostra vita da adulti fino a condizionare il nostro comportamento e la nostra salute. Purtroppo non possiamo controllare il subconscio ma possiamo “riprogrammarlo”. Come spiega l”ex docente:

“Molti studi mostrano che le malattie degli adulti che hanno, come il cancro, hanno a che fare con la programmazione e l”ambiente in cui viviamo nei primi sei anni di vita.”

In altre parole, da bambini “assorbiamo” gli atteggiamenti negativi che abbiamo intorno e così programmiamo il subconscio predisponendolo a fattori come preoccupazioni, sensi di colpa, ansie…

“E” dimostrato che se un bambino adottato è cresciuto da una famiglia dove uno dei genitori ha un tumore, nella vita adulta il soggetto adottato ha più probabilità di sviluppare un cancro”.

PELLEMELA: LA PELLE ECOLOGICA CREATA CON GLI SCARTI DELLE MELE

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Pellemela

 

http://www.ilvegano.it –  di Antonella Tomassini – Diritti Riservati

 

Nasce in un laboratorio di Bolzano, Pellemela, la pelle ecologica creata con gli scarti delle mele, dall’idea di Alberto Volcan, un brillante ingegnere altotesino, che ha dedicato tutta la vita nella ricerca e nella sperimentazione, mostrando particolare attenzione alle tematiche ambientali.

Infatti, il Trentino Alto Adige è la regione dove si sviluppa oltre la metà della produzione di mele del territorio nazionale, e dove gli scarti di bucce e torsoli di mele sono ogni anno circa 500.000 tonnellate, i quali per lo più alimentano impianti di biogas .

ALBERTO VOLCAN, CHE HA ALL’ ATTIVO BEN SETTE INVENZIONI BREVETTATE RICONOSCIUTE IN TUTTO IL MONDO, SCOPRÌ NEGLI ANNI PASSATI CHE CON GLI SCARTI DI MELA ESSICCATI E RIDOTTI IN POLVERE, INSERITI NELLE BARRIERE DI CONTENIMENTO POSATE IN MARE PER GLI SVERSAMENTI ACCIDENTALI DI PETROLIO, SI POSSONO DEPURARE LE ACQUE, POICHÉ SONO IN GRADO DI ASSORBIRE AL 100 PER CENTO GLI IDROCARBURI.

Successivamente, nel 2004 l’ingegnere impiegò gli scarti delle mele per realizzare fazzolettini, rotoli di carta igienica e carta da imballaggio, realizzando la cartamela, per poi creare la pellemela, un materiale ecosostenibile e biodegradabile che sostituisce pelle e cuoio.

Ideale per i vegani e tanto amata dagli animalisti, utilizzata sia nella la moda che nell’ arredamento, la pellemela si ottiene con il 76 % di farina di mele, dopo aver fatto essiccare bucce e torsoli, miscelata con acqua e collante naturale e compattata all’interno di un macchinario che stende la pasta, ideato da Anzio Storci, il primo costruttore al mondo di macchine per la pasta.

Con la pellemela, nel 2015 Volcan ha creato Pellemela Shopper, la prima borsa naturale, disegnata dall’artista Carlo Busetti, dello studio tecnico associato trentino Dilegno, e realizzata dall’azienda March di Bolzano.

Proprio come il pinatexche usa le foglie di ananas, la pellemela è una vera e propria risorsa, che ha dato nuova vita alle mele oltre ad essere una valida soluzione per ridurre le emissioni di gas prodotte dagli inceneritori durante lo smaltimento dei rifiuti.

LASCIAMOCI CONTAGIARE ALLORA DALLE INVENZIONI DI ALBERTO VOLCAN, UN VERO VULCANO DI IDEE.

 

Ecco il racconto zen che ci fa mettere in discussione il nostro modo di affrontare la vita

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Diritti Riservati http://www.aprilamente.info

 

Due monaci Zen, Ekido e Tanzan, erano sulla strada per il monastero. Il giorno prima aveva piovuto e le piste erano fangose. Quando passarono nei pressi di un piccolo villaggio, incontrarono una giovane donna che indossava uno splendido kimono dorato.

 

Monaci zen

La giovane cercava di attraversare una pozzanghera d’acqua, ma rimase paralizzata al pensiero che bagnando il suo kimono poteva rovinarlo, e la madre l’avrebbe rimproverata duramente.

Senza esitare, il giovane Tanzan si avvicinò per aiutarla. La caricò sulla schiena e la portò dall’altra parte della pozzanghera. In seguito i due monaci continuarono sulla loro strada.

Quando raggiunsero il monastero, Ekido, che si era mostrato ansioso per tutta la durata del viaggio, criticò duramente il suo compagno:

– Perché hai caricato quella ragazza? Lo sai bene che i nostri voti ci vietano di fare queste cose!

Tanzan non si mostrò turbato, guardò il suo compagno di viaggio e rispose con un sorriso:

– Io ho portato quella ragazza sulla schiena solo per pochi minuti alcune ore fa, mentre tu, al contrario, la porti ancora sulla tua.

Questa parabola Zen ci invita a riflettere sui vincoli e le limitazioni che noi stessi costruiamo con le nostre credenze e stereotipi e su come le usiamo per criticare gli altri.

Ci porta anche a chiederci quante volte reagiamo in base alla storia che abbiamo costruito nella nostra mente, e non solo analizzando oggettivamente i fatti. È un comportamento particolarmente pericoloso che può farci annegare nella tempesta che abbiamo creato in un bicchier d’acqua.

3 lezioni di vita che possono cambiare il tuo modo di affrontare la vita

1. I problemi si affrontano quando appaiono e poi si lasciano andare

Si dice che un discepolo chiese ad un grande maestro Zen quale fosse il segreto per raggiungere la pace interiore. Il maestro Zen rispose semplicemente: “quando mangio, mangio; quando dormo, dormo”.

Il nostro problema è che evitiamo le difficoltà quando appaiono, di solito perché ci spaventano troppo, e quando finalmente scompaiono, continuiamo a pensarci. Così un piccolo problema assume proporzioni catastrofiche e noi teniamo la nostra mente continuamente occupata con pensieri negativi che ci fanno solo male.

Imparare ad essere pienamente presenti e adottare un atteggiamento più pragmatico ci eviterà grandi sofferenze, frustrazione e disagio. Ciò significa che dovremmo cercare di risolvere i problemi quando si presentano e relegarli al passato quando finalmente non fanno più parte della nostra vita. Dobbiamo ricordare che tutto ciò che alimentiamo nella nostra mente per noi è reale. Ma le preoccupazioni non eliminano il dolore di domani, ci tolgono solo la forza oggi.


2. Ognuno dà quello che ha dentro di sé

La maggior parte delle persone con cui interagiamo, compresi noi stessi, non reagiscono ai fatti, ma alle proprie aspettative e stereotipi. Come il monaco Ekido, queste persone traggono conclusioni sulla base di una prospettiva di parte e poi si affidano ad essa per criticare gli altri.

Quando una persona prende dati isolati dalla realtà e li inserisce nella storia che sta costruendo nella sua mente, corre il rischio di agire in modo irrazionale. In questi casi ci può accusare di cose che non abbiamo fatto, perché suppone che le nostre intenzioni siano le sue.

Se quella persona tende ad agire malvagiamente, assumerà che anche noi agiamo malvagiamente perché attiva un meccanismo di difesa chiamato “proiezione” attraverso il quale proietta sugli altri le proprie caratteristiche che rifiuta di riconoscere. Perciò si dice che ognuno dà quello che ha dentro di sé.

Il dialogo con queste persone è molto difficile dato che praticamente tutto ciò che diciamo sarà usato contro di noi. È meglio fare come il monaco Tanzan e, senza aggredirle, fargli vedere che le loro opinioni sono una proiezione del loro modo di vedere il mondo, che non corrisponde alla realtà. Quel piccolo cambiamento di atteggiamento ci farà risparmiare molti mal di testa nelle relazioni interpersonali.

3. Le tue convinzioni non ti rendono una persona migliore, le tue azioni sì

Il monaco Tanzan ci offre un sublime insegnamento che il mondo trascura: le nostre convinzioni non sono ciò che ci rende persone buone o cattive, ma le nostre azioni sì. Questo significa che non siamo migliori per il semplice fatto di essere cattolici, buddisti, avventisti, taoisti o atei razionalisti, sono le nostre azioni che contano e lasciano un segno nel mondo.

La superiorità intellettuale e morale non cambia il mondo, al contrario, crea un mondo peggiore in cui alcuni si sentono in diritto di giudicare e criticare tutto ciò che non soddisfa i loro parametri. Ciò che cambia il mondo sono la gratitudine, l’empatia e l’aiuto disinteressato.

Questa idea ci trasmette anche un altro potente messaggio estremamente liberatorio: non lasciate che nessuna convinzione limiti il vostro “io”, il vostro desiderio di scoprire, di interagire con gli altri o fare le cose che vi fanno sentire vivi.

Un sistema di credenze rigido che mette alla sua mercé le persone, qualunque esso sia, non è mai positivo. Le credenze devono esistere per riempirci la vita e trasformarci in persone migliori, non per limitare la nostra libertà e creare barriere agli altri.

via Angolo della Psicologia