Pasqua Cruelty Free

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Si avvicina la Pasqua e sui diversi siti online potete trovare degli ottimi suggerimenti per preparare delle uova di pasqua fatte in casa, delle caramelle decorate e dei simpatici coniglietti o degli ovetti di cioccolato. Anche per chi non è molto esperto, eccovi dei consigli e dei suggerimenti per provare anche voi a preparare delle belle uova di cioccolato e dei piccoli ovetti di cioccolato vegan, fatti dalle vostre mani, che oltre ad essere buonissimi, vi faranno anche risparmiare.
Vediamo allora cosa dovete fare per poter preparare l’uovo di Pasqua con sorpresa.

Per prima cosa, è molto importante la scelta del cioccolato; molti amano quello al latte, ma in realtà le gioie del cioccolato fondente surclassano notevolmente il cioccolato al latte.
Come attrezzatura è necessario avere un pentolino e il classico stampo a forma di uovo pasquale, possibilmente in plastica, o anche in policarbonato (è un ottimo materiale ma un po’ costoso). Per non rimanere delusi è importante anche scegliere la giusta sorpresa da mettere all’interno dell’uovo e che dipenderà dalla persona a cui lo andrete a regalare.

 

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Il procedimento è semplice: bisognerà solo sciogliere il cioccolato nel pentolino a fuoco molto dolce e poi versarlo nello stampo prescelto. Aspettate che si raffreddi e decorate il vostro uovo con le nocciole tostate e tritate. Per farlo procedete in questo modo: prendete una delle due parti dell’uovo, spennellatelo con il cioccolato fuso e applicateci le nocciole, fino a farle aderire bene. Fate allo stesso modo con l’altra parte dell’uovo. Ora mettete all’interno la sorpresa prescelta e fate congiungere le due metà. Per farlo mettete le parti dell’uovo su una placca da forno e fatele fondere leggermente, per poi unirle insieme.
Con lo stesso procedimento è possibile dare all’uovo qualsiasi altra forma voi vogliate (basta cambiare lo stampo) e decorarlo in tanti modi: noci, caramelle, cocco tutti rigorosamente vegan.
Tenete l’uovo in frigorifero fino a che le due parti non sono legate fra loro ed infine incartatelo con pellicole e nastri colorati.
Come avevamo anticipato, durante il periodo di Pasqua si possono realizzare anche altre leccornie, altrettanto buone, come ad esempio degli ovetti di cioccolato, con questi semplici ingredienti:

– 230 gr di formaggio fresco morbido, a temperatura ambiente
– 3 tazze di zucchero a velo
– 240 gr di cioccolato fuso
– 1 e 1/2 cucchiaino di vaniglia
Decorazioni a piacere, come nocciole e noci tritate, cacao amaro in polvere, scaglie di cocco.

In una terrina lavorate bene la crema di formaggio fresco fino a che diventi morbida e unite lo zucchero a velo fino ad amalgamare bene il tutto. Ora aggiungete il cioccolato fuso e la vaniglia. Mescolate insieme e poi mettete in frigo per almeno 1 ora.
Trascorso tale tempo prendete l’impasto dal frigo e formate delle piccole palline, grandi un pollice e fatele rotolare nelle noci, nocciole, cacao o cocco.
Conservate i cioccolatini finiti in frigorifero prima di servirli.

Make up vegan, il trucco diventa etico: ecco le marche più gettonate in Italia

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Trucco etico
ROMA – Sono sempre di più i saloni di bellezza e le profumerie che propongono prodotti di make up vegan, come sono tanti i brand che si stanno adeguando a questa nuova frontiera del trucco “etico”. In Italia, del resto, vegani e vegetariani sono circa l’8% della popolazione, e la loro filosofia non si limita solo alla sfera dell’alimentazione, ma prevede che in generale le scelte di vita non causino sofferenza, dolore o morte agli animali.

I cosmetici vegani devono naturalmente essere certificati (il certificato più diffuso in Italia è Vegan Ok) e seguire standard di solito abbastanza rigidi: sono prodotti spesso biologici, naturali, e sia le materie prime che il risultato finale sono cruelty-free, non contengono profumi sintetici, derivati del petrolio, silicone e coloranti artificiali.

L’attenzione agli ingredienti nulla toglie alla qualità dei prodotti anche se, rispetto a quelli classici, i trucchi vegan e bio possono avere una scadenza più ravvicinata e anche un prezzo più alto.

Man mano che il make up vegan è più richiesto, sul mercato aumentano anche le proposte, sempre più varie, per tutti i gusti. Vediamo qualche novità.

Da Veg-Up
, le matite occhi liquide con applicatore rigido, che asciugano velocemente e durano tutto il giorno, disponibili in cinque colori moda, Violet, Bronze, Esmerald, Blue, Antracite, ma anche la BB cream 3D face, con principi attivi vegetali che levigano e ricompattano la pelle. L’alto contenuto di vitamina E protegge dai fattori esterni e dall’invecchiamento precoce.

Neve Cosmetics, brand torinese, propone prodotti vegan dal 2009. Golosi i rossetti Dessert à Lèvres, dai gusti irresistibili come Crepe Suzette, Panna Cotta, Plum Cake; tra le novità per labbra intriganti colori per il Vernissage, il gloss luminoso e brillante.

Da puroBIO, due nuovi caldi ombretti ampliano la gamma, il Giallo Indiano e il Verde Prato, ma anche il nuovo blush, con pigmenti 100% naturali e disponibile in 4 colorazioni, Rosa Satinato, Rosa Corallo, Pesca Satinato e Mattone Matte.

Sabato 11 Marzo 2017 – Ultimo aggiornamento: 14:06

PASTI VEGAN A SCUOLA. NUOVA SENTENZA POSITIVA

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Ancora passi avanti per i pasti vegan nelle mense scolastiche. Anche a forza di sentenze del TAR. Dopo l’importante pronuncia che aveva fatto riammettere una bimba vegana alla scuola per l’infanzia di Merano, l’Amministrazione comunale – si legge oggi sul quotidiano “Alto Adige” – è stata nuovamente condannata per non avere messo a disposizione di un bimbo il pasto vegano, richiesto dalla famiglia come variazione del menu standard previsto. 

L’istanza di togliere carne, pesce, uova, latte e derivati – anche come ingredienti –  era peraltro rinforzata dalla nota di un pediatra in cui si dichiarava che il piccolo segue un’alimentazione vegan. La risposta negativa del Comune non è infatti stata motivata, ma si è basata sul mero elenco delle possibili variazioni al menu standard. La mancanza di una motivazione è stata sufficiente per permettere al Tribunale di dar torto all’Amministrazione e condannarla anche a pagare i 2500 euro delle spese di lite.

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Un evento che farà giurisprudenza positiva per la nostra causa. L’aumento delle richieste di pasti 100% vegetali, la Nota del Ministero della Salute della scorsa primavera che sollecita l’adeguamento alle “Linee Guida delle Ristorazione scolastica” che sottolinea la non necessità di attestazione medica (e non c’è bisogno di alcun riconoscimento esterno al Menu proposto, come fatto di recente, sbagliando, dall’Amministrazione comunale di Roma) e la continua sensibilizzazione sui diritti dei vegan aprono scenari e casi sempre diversi, che hanno come comune denominatore la forza inarrestabile della convinzione della bontà della scelta effettuata.

Paola Segurini
Responsabile Area Scelta Vegan

“Fammi vivere”: la campagna pro vegan nella metro di Roma”

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Marzo 2017 – di Beatrice Montini

La campagna di affissioni nella metro romana è stata infatti ideata da un gruppo di attivisti che da oltre due anni organizza iniziative e presidi nella capitale (e non solo) davanti ai mattatoi, documentando le condizioni degli animali ammassati nei camion, che dopo aver viaggiato per ore – spesso giorni – attraverseranno di lì a poco i cancelli dei macelli oltre i quali saranno trasformati in “prodotti”. “Le nostre iniziative nascono dall’idea di accogliere e dare forma a un sentimento condiviso da molti e che da tanto, troppo tempo, era nell’aria – spiegano ancora gli attivisti – andare a protestare, in maniera non violenta, davanti al luogo più significativo, visto che è lì dentro quelle mura che si concentra il maggior numero di uccisioni, dello sfruttamento degli animali: il mattatoio”.

 

metro roma veg

I presidi si svolgono a cadenza mensile non solo a Roma ma anche in altre città e regioni: a Torino, in Toscana (il prossimo sarà a Cecina), un altro nelle Marche/Abruzzo.

“Nasce a Modena il primo produttore al mondo di burger di funghi”

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Dal sisma ai mercati mondiali, dall’agricoltura all’industria alimentare con un prodotto innovativo unico al mondo: i burger di funghi. È una doppia rinascita quella che sta vivendo Modena Funghi, azienda di Cavezzo – epicentro del terremoto emiliano del 2012 – che ha appena inaugurato il nuovo stabilimento di 5mila metri quadrati con cui si prepara a raddoppiare il fatturato, oggi di 5 milioni di euro, nel giro dei prossimi tre anni grazie alla produzione di burger vegani di altissima qualità.

«La filiera è tutta certificata, coltiviamo da quarant’anni champignon in purezza, nella nostra nicchia siamo già tra le prime dieci fungaie in Italia. Ora trasformiamo la nostra materia prima in burger vegetali, e siamo gli unici al mondo a farlo. Vendiamo i nostri burger di funghi a 5-7 euro a confezione (di due pezzi) e stiamo spopolando in Nord Europa, la domanda raddoppia di mese in mese», spiega Marco Righini, direttore Finanza, amministrazione e controllo della piccola Srl familiare, gemmata lo scorso anno dall’azienda agricola Rinaldi come start-up innovativa.

Modena Funghi è una sfida coraggiosa ai grandi concorrenti dell’industria alimentare che partono dalla soia per soddisfare la domanda esponenziale di cibo vegano, puntando su una filiera certificata e una nicchia di mercato di fascia altissima con cui valorizzare un know-how agricolo nato nel 1977 proprio nel bel mezzo del più importante distretto biomedicale d’Europa. La famiglia Rinaldi, oggi alla terza generazione, ha investito 1,5 milioni di euro nel progetto di filiera, con un contributo della Regione Emilia-Romagna di 300mila euro per la ricostruzione post sisma del nuovo sito.

«Oltre il 90% del business dei burger è legato all’export, principalmente nei Paesi di lingua tedesca, dove vendiamo con il marchio di terzi – precisa Righini, che guida una squadra di 40 persone e prevede presto nuove assunzioni – e stiamo entrando in diversi nuovi mercati nordeuropei. Dal 1° gennaio 2017 avremo la certificazione alimentare internazionale IFS e debutteremo con il nostro brand Veg&Table, allargando la produzione anche ad altri piatti a base di funghi». Il riscontro dei consumatori è ottimo: «Il sapore dei nostri burger – conclude il Cfo – è quello di una svizzera di manzo e grazie all’aggiunta di un’alga bretone siamo riusciti a evitare la fermentazione durante la digestione e quindi l’effetto “gonfiore” legato al consumo di funghi».

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